Efficientamento impianto radiante a PDC e ACS - EnergeticAmbiente.it

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Efficientamento impianto radiante a PDC e ACS

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  • Efficientamento impianto radiante a PDC e ACS

    Buongiorno a tutti,

    1)Scrivo per chiedere lumi in merito alle possibili modifiche per migliorare il funzionamento del mio impianto:
    attualmente ho pavimenti radianti per circa 300 m2 con PDC da 14 kW nominali Wolf bwl-1s (esuberante, in 3 anni mai usata h24) con inerziale tra circuito primario e secondario gestito con 4 pompe dab per i rilanci ai piani ( 4 zone: taverna e lavanderia piano seminterrato, soggiorno al piano terra, camere al secondo piano, mansarda non usata e non scaldata, non c'è radiante). Ogni pompa di rilancio è gestita da un termostato per ogni zona (4 termostati) che ho impostato per non scattare mai se non quando la pdc è spenta.
    Ora, sono 2 stagioni invernali che usiamo la pdc e credo sarebbe più efficiente lasciare l'accumulo (100 litri) solo sul ritorno, rimuovere le 4 pompe e lasciare al circolatore della pdc l'onere di alimentare il radiante.
    Il circolatore PDC, attualmente, lavora sul primario al 50% con circa 32 L al minuto di portata, è modulante ma credo che non possa scendere oltre secondo logiche di gestione della pompa di calore, ma sono quasi certo che il primario lavori a portate almeno doppie rispetto al secondario perché, sulle quattro pompe di rilancio del secondario, leggo portate di 0,1 / 0,2 m3 all'ora ... Nei collettori delle zone, sui flussostati, leggo circa 1 L al minuto per ogni anello al p. semi interrato, 0,7 L al minuto al p.. terra e 0,5 L per quelli al piano camere con tutte le pompe a potenza minima.

    Sono 40 anelli di lunghezze differenti (compresi 3 scalda salviette), la pompa di calore non comanda nessuna pompa di rilancio e "non sa" se stanno girando o no, quindi, se non sto attento, può capitare che qualcuno in famiglia usi i termostati come con le caldaie e i radiatori, causando uno sbilanciamento nel sistema.

    Al netto di dover bilanciare l'impianto tramite i flussostati, potrebbe essere una buona soluzione? Il circolatore della PDC a velocità nominale dovrebbe portare 32,4 litri al minuto con punte massime dichiarate di 42 mi pare.

    La casa è ben isolata e le portate non sono mai state un problema (nel senso che sono state sufficienti a garantire la T interna desiderata, forse posso evidenziare una grande inerzia in fase di avvio, probabilmente dovuta anche a queste basse portate).

    Probabilmente chiamerò il mio idraulico perché ci sono altri lavoretti da fare all'impianto ACS ma vorrei sapere come si dovrebbe agire per collegare il compensatore idraulico al solo ritorno dal radiante, dovrei svuotare l'impianto?
    Spannometricamente le 4 pompe assorbono circa 70/80 Watt ogni ora di funzionamento, circa 10 al giorno nella media stagionale per circa 150 giorni, che sarebbero circa 105/120 kWh a stagione, non proprio pochissimi considerando che, in tutto l'anno, consumiamo circa 6 MWh di cui circa 3,6 / 4 tutto compreso nel periodo di riscaldamento (non ho misuratore dedicato alla sola pdc). Sempre a spanne possiamo considerare circa 10 kWh al giorno per tutto ciò che non è riscaldamento di casa (piano induzione tutte le sere e i fine settimana, accumulo ACS da scaldare per 3/4 docce, domotica, parabola, router e 3 ripetitori wi-fi, 2 frigoriferi benché nuovi, 2 TV sempre accese la sera, forno 2/3 volte alla settimana, almeno 3 luci led da 40 W accese per almeno 4 ore in inverno ecc...)
    Ipotizzo la PDC richieda da 1800 a 2200 kWh di corrente elettrica per scaldare casa. Parliamo di un 5% di consumi per far girare le pompe di rilancio, quasi ininfluente ma neanche da disdegnare secondo me.

    2) Per ACS usiamo un boiler a pdc sempre wolf da 260 litri nel locale tecnico canalizzato con espulsione e ripresa all'esterno tranne d'estate quando lo collego alla vmc per raffrescare (non ce ne sarebbe bisogno perché si sta comunque al fresco senza nessun sistema di raffrescamento attivo). Il "problema" è che tale boiler ha un serpentino da solo 1 m2 per integrazione con solare termico che, invece, è stato collegato alla PDC del riscaldamento come eventuale back-up ( ed è servito, perché l'anno scorso c'è stato uno sbalzo di tensione che mi ha fritto la scheda del boiler per 2 000 euro di danni complessivi ...). A riguardo vorrei sapere da voi, sicuramente più esperti, qualche soluzione possibile per evitare che i carichi di ACS con la PDC "grossa" siano effettuati in tempi di oltre 60/70 minuti dai 25 ai 45 di set point. Lo spazio nel locale tecnico è abbondante e avevo pensato a un altro accumulo per acs con serpentino maggiorato da affiancare a quello in pompa di calore, oppure far installare uno scambiatore a piastre (può essere?) per far lavorare meglio la pdc "grossa".

    Cosa fareste nella mia situazione (non ho problemi di budget ma, per principio, non voglio buttarci dentro altre migliaia di euro se possibile).

    Grazie

    Saluti a tutti



    Casa "elettrica" di nuova costruzione, terminata a maggio 2019 con 310 m2. Eph 24.06 *non aggiornato* FV con inverter solaredge 7k e 25 pannelli qcells (E-S-O) da 300wp. PDC ACS Wolf da 260l e PDC riscaldamento Wolf sbp 1 14kW aria acqua. GG2580. T Minima da progetto -7. VMC Wolf excellent 400m3.
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