adkaora article top

Comprimi

annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Il futuro della redistribuzione del reddito. Suggerimenti ed opinioni da bar.

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Il futuro della redistribuzione del reddito. Suggerimenti ed opinioni da bar.

    In questi anni si sta acuendo la lotta, disperata, fra i tanti convinti che l'evoluzione del cosiddetto "mercato del lavoro" sia gestibile dalle leggi e chi avverte (da anni!) che l'evoluzione tecnologica e societaria impone soluzioni diverse e più al passo coi tempi, anche se meno "comode e sicure" dei rilassanti contrattoni a vita, crescenti e al riparo dall'inflazione degli anni 70!

    Questa lotta ha portato a una durissima radicalizazzione e all'illusione (evidente) in molti che il problema dipenda solo da errori legislativi o di mercato (il "turbocapitalismo", il "liberismo selvaggio", le grandi aziende che hanno tutto offshore, la finanza, le banche, ecc.).

    In realtà qualcuno sta da tempo segnalando che il problema è ben diverso:
    Reddito di cittadinanza, contro precariato e disoccupazione meglio il salario minimo - Il Fatto Quotidiano

    L'articolo è per me da sottoscrivere dalla prima all'ultima parola. La proposta del futuro lavoro si sta velocemente polarizzando in 3 grandi fasce:
    1) I lavoratori superspecializzati o preparati in campi di grande offerta tecnologica (informatica, automazione, economia, ecc.). E' la categoria che ha ed avrà sempre di più un potere contrattuale altissimo, quindi con possibilità di stipendi molto elevati.
    2) I lavoratori di fascia media, che NON saranno PIU' nel commercio e servizi in genere, ma in aree molto più ristrette e precise. Non soggette a facile automazione. Sono i servizi alla persona (sanità, assistenza, istruzione) e alle aziende. Saranno una fascia più ampia della prima, ma molto variabile al proprio interno come potenzialità di contrattazione.
    3) La grande massa di "working poors" senza praticamente capacità contrattuale ai quali resta solo la capacità contrattuale politica. Che però come il sonno della ragione...genera cialtroni! Che prima o poi potrebbero trasformarsi in mostri!

    E' quindi importantissimo, vitale, trovare una forma di redistribuzione reddituale che permetta alla terza fascia di "galleggiare" passando da un impiego temporaneo all'altro, ma che dia anche la possibilità a chi ne ha le capacità di provare il salto nelle prime due fasce.
    Ed è altrettanto importantissimo, vitale anche di più, far capire alla massa in ansia che il cambiamento è necessario, ma DEVE essere cambiamento! E NON ritorno (pateticamente impossibile!) ai bei vecchi tempi andati!
    NON c'è e NON ci sarà MAI PIU' alcuna speranza, possibilità, scommessa illusoria, che le aziende stipulino contratti a vita! Non importa quali astutissimi maneggi legislativi si vogliano inventare!
    Oggi un'azienda o è la Sony, Philips o altre mega-aziende con possibilità di rivolgersi velocemente su un mercato totalmente nuovo alla bisogna o è destinata a ENORMI cambiamenti di potenzialità di mercato e quindi a altrettanto velocissimi e grandi ristrutturazioni! O a chiudere! Ed in quel caso vi LICENZIERA'! Qualsiasi forma di contratto abbiate in mano! Qualsiasi articolodiciotto sia vigente o meno. Qualsiasi governo esista! Molti non lo sanno, ma non c'è nè c'è mai stata ALCUNA norma che imponga di "non licenziare" e punto! Se l'azienda deve ridurre il personale, LO RIDUCE!
    Ed è questo l'esatto, preciso, problema con cui chi vuol lavorare si deve confrontare! Non i licenziamenti "illegittimi" che sono ormai una sparuta minoranza e non influiscono per niente sulla dinamica occupazionale!

    Il famoso RdC è nato da intenti nobili e condivisibili. Purtroppo, come capita quando si fanno fare le cose serie ai cialtroni, è stato trasformato in un patetico simulacro di "lavori socialmente utili" e perdipiù è stato inizialmente orientato verso la parte non più produttiva della popolazione. (la famosa "pensione di cittadinanza! Grandissima str..ata demago-populista!). E' tutto da vedere che la seconda parte strombazzata troverà i fondi (anzi...), ma se pure fosse sarebbe solo un palliativo clientelare utile per raccattare voti al sud. E lo sanno tutti ormai.
    Voci come quelle dell'economista dell'articolo ce ne sono a migliaia. Per ora ignorate, ma tanto presto la verità sarà plateale e non più addebitabile a "quelli di prima" quando non piace.

    Paesi come l'Italia sono i più esposti al pericolo. NON E' VERO che la produzione industriale, la capacità produttiva, la qualità del prodotto italiano sia in crisi!
    Anzi è vero l'esatto contrario!
    Quello che però è in grave crisi è la capacità del sistema Italia di attirare le aziende e permettere loro di LAVORARE!
    Non serve a un tubo dire alle aziende "assumi questo per la vita e per un anno non paghi contributi. Ma solo in questa regione, solo per qeusti lavoratori, solo se sei in queste condizioni"!! Serve RIDURRE defnitivamente il carico contributivo-fiscale SULLE AZIENDE e coprire i lavoratori precari con un'assicurazione di reddito che garantisca loro di poter superare i periodi di inattività senza drammi!
    QUESTO serve ora! Per il "reddito di cittadinanza", inteso come forma originaria di "distribuzione dello stesso reddito a TUTTI i cittadini" occorre una riforma profondissima del sistema che va ben oltre le capacità di quattro falliti nella vita che si riciclano come esperti di demago-populismo applicato!
    Altrimenti le aziende si organizzeranno, come han sempre fatto efficacemente, specie in Italia, aggirando facilmente tutte le velleitarie sciocchezze normative e ci ritroveremo con altre delocalizzazioni, esternalizzazioni, ristrutturazioni, fughe notturne dai capannoni abbandonati, ecc. ecc. E con una disoccupazione giovanile ancora più elevata.
    La "quota 100" non è vista malissimo da molte aziende NON perchè (come molti boccaloni credono) queste non vedano l'ora di sostituire un lavoratore ormai poco efficiente con un robusto ed entusiasta giovane! Ma perchè si avrà l'occasione di sostituire una posizione ipergarantita, costosa, poco produttiva con più posizioni elastiche, utlizzabili nei tempi che servono, meno costose e molto più produttive!
    E' verissimo che per ogni posto di pre-pensionato quel lavoro lo potrebbero svolgere due o tre giovani. Ma lo svolgeranno in forma super-precaria ad un costo totale INFERIORE a quello del singolo pre-pensionato! Sempre che l'azienda non decida di mandare in outsourcing l'intero proccesso affidandolo a realtà esterne per togliersi anche gli impicci delle normative su sicurezza, privacy ecc.! L'esternalizzazione dei call center in Albania o Romania non deriva dal fatto che i giovani imprenditori preferiscono stare a Ibiza a divertirsi invece di lavorare in fabbrica a fianco all'operaio come mi diceva qualcuno e come una certa demagogia operaistica ancora sogna!
    E' l'evoluzione che già si vede in molte realtà! Ed è INARRESTABILE! Nessuno si illuda!

    Su questi temi si dovrà confrontare la vera sinistra sociale. Non sul "come cacciare via i negri che ci rubano il lavoro".
    Ultima modifica di BrightingEyes; 02-11-2018, 10:57.
    “Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda.” Bertrand Russell
    O sant’asinità, sant’ignoranza, santa stolticia e pia divozione, qual sola puoi far l’anime sí buone, ch’uman ingegno e studio non l’avanza. Giordano Bruno


  • #2
    L'articolo è molto interessante.
    Proviamo a guardare l'argomento da un punto di vista ancor più macroscopico.
    L'obiettivo che l'Europa vuole seguire pedissequamente è quello di una crescita economica non inflazionistica. Il punto fondamentale di tale modello si basa su una bassa accelerazione dei salari nominali, dettata da un ben definito tasso di disoccupazione. Queste due grandezze sono espresse da un indice strutturale, il NAWRU. Le uniche politiche che influenzano il NAWRU sono strutturali e riguardano l'aumento di flessibilità del mercato del lavoro.
    Quando il tasso di disoccupazione è vicino al NAWRU i salari non crescono, quando è sotto i salari crescono.
    Un tasso di disoccupazione diverso dal NAWRU genera un gap che influenza direttamente PIL effettivo e PIL potenziale generando un'altra grandezza forse più famosa: l'output gap. Più è alto l'otput gap, più la commissione Europea permette ad un paese di spendere a decifit.
    La commissione cerca di fissare il NAWRU sempre più in alto, e gli stati, onde evitare importanti aumenti del tasso di disoccupazione, sono costretti ad applicare politiche restrittive.
    Concentrando il succo del discorso: per evitare aumenti di inflazione, questo modello costringe a mantenere alto il tasso di disoccupazione specie nei paesi in crisi e dunque bassi i tassi di incremento salariale.
    Il diavolo si annida nei dettagli.

    Commenta


    • #3
      Si, Atomax. Innegabile.
      Ma questo è anche un discorso molto legato all’attuale struttura industriale. Che sta però cambiando e che cambierà ulteriormente.
      A me e non solo a me è questo che preoccupa!
      C’è la tendenza a valutare il problema “occupazione” in base solo ai parametri di PIL, investimenti, normative sul lavoro, decretini più o meno fantasmagorici ecc.
      Ma in realtà è la tendenza generale che deve preoccuparci di più! Se domani la mia fabbrica può restare competitiva automatizzando al massimo e tagliando metà dei costi di lavoro... non c’è PIL, Nawru, decretino Waterloo, che tenga!
      E questo SUCCEDERÀ! Sta già succedendo!
      Dopo la fase in cui le aziende sono intervenute sui costi del lavoro delocalizzando per rimanere competitive coi prezzi bassissimi delle produzioni low cost sta arrivando la fase in cui la crescente e sempre più efficace automazione farà strage ANCHE delle produzioni delocalizzate!
      D’altronde è quello che succede alla General Motors. Nonostante le grottesche promesse di Trump e le illusioni dei suoi tanti fan (er popppolo usa!) che si illudono che “tornando indietro” si ricreino le condizioni del boom!
      Qui c’entrano anche i geniali dazii dello stregone arancione, ma moltissimo sta facendo il cambio generazionale nell’industria americana. Anche come tecnologie!
      E se succede in America... succederà qui. Una volta arrivava dopo 5 anni, oggi sarà l’anno prossimo. O quello dopo, ma arriverà!
      È proprio l’illusione che l’industria possa assorbire gli aspiranti lavoratori ad essere ormai insulsa!
      Non si tratta di alzare o meno i salari (che è un altro problema grave, concordo! Ma ALTRO!).
      Si tratta di trovare un modo efficace per permettere la redistribuzione dell’immensa ricchezza che le macchine e l’energia produrranno in modo equilibrato. Il sistema attuale sta polarizzando le cose. I ricchi hanno molte più possibilità di incrementare la ricchezza. I poveri molti più rischi di restarlo o peggiorare!

      Semplificando all’osso una volta la produzione di beni necessitava di energia e forza lavoro umana. Domani necessiterà di molta più energia ma di moooolto minore forza lavoro.
      È questo il problema a cui dare soluzione. Gli unici che l’hanno intuito sono stati i 5 stelle. Che però sono partiti da un’intuizione luminosa e l’hanno trasformata in una versione youtubera dell’assistenzialismo da cassa del mezzogiorno andreottiano!
      Il problema NON è come sostenere la famiglia del disoccupato in attesa del nuovo impiego, questa è la visione tradizionale, che andrà a scomparire!
      Il problema è quali prospettive dare a quella famiglia che non siano “arrangiati” o il sussidio per fare raggiungere la pensione. Perché i giovani non potranno raggiungere la pensione senza una forma di REDDITO!

      E’ un problema molto grave. Che tutti trascurano.
      “Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda.” Bertrand Russell
      O sant’asinità, sant’ignoranza, santa stolticia e pia divozione, qual sola puoi far l’anime sí buone, ch’uman ingegno e studio non l’avanza. Giordano Bruno

      Commenta


      • #4
        Per fortuna i parlamentari italiani e senatori italiani non possono legiferare le leggi della fisica, quelle che regolano in modo naturale l'andamento dell'universo.

        Se avessero potuto, a quest'ora l'universo non esisteva neanche più.

        All'inizio Beppe Grillo disse che doveva esistere il reddito di cittadinanza e questo reddito avrebbe dovuto essere 1000 euro al mese netti, ma a quell'epoca c'era qualcuno che già brontolava e diceva che c'è gente che percepisce stipendi molto bassi per esempio 1000 euro al mese e se ci fosse un reddito di cittadinanza di 1000 euro al mese, quello lascia il lavoro per prendere il reddito di cittadinanza.
        Beppe Grillo difese la sua posizione rispondendo che lo stipendio minimo di un operaio avrebbe dovuto essere minimo 2000 euro al mese netti.
        ------------------------
        Io dico... Se già c'è tanta disoccupazione con gli stipendi medi di 1200 euro al mese, figuriamoci come salirebbe la disoccupazione se la legge obbligasse ad un salario minimo di 2000 euro al mese netti (oppure 20 MILA euro al mese netti).
        La verità è che lo stipendio è deciso dal mercato e se i politici si sognano di decidere loro lo stipendio minimo, le cose finiscono male.
        Semmai i politici potrebbero decidere di spostare la tassazione da lavoro a qualcos'altro, e questa sarebbe una saggia decisione ma questa decisione non la vogliono prendere perché trattasi di decisione troppo scomoda, (come farebbero a pagare le pensioni d'oro ?, gli stipendi d'oro ?, le pensioni baby di 14 anni 6 mesi ed 1 giorno ?, eccetera eccetera).

        Alla fine prevalgono le leggi della fisica, nulla si crea e nulla si distrugge: se qualcuno percepisce una pensione d'oro qualcun'altro percepirà pensione da fame.

        I politici si illudono si sovvertire le leggi che regolano l'intero universo, e fortunatamente non possono farlo.
        (se avessero potuto, l'universo attuale neanche esisteva più).

        ---------------------------------------

        Successivamente quelli di M5S si erano resi conto che 1000 euro al mese netti di reddito di cittadinanza non era assolutamente possibile, anche perché c'era qualche caso estremo di qualcuno che percepiva uno stipendio di lavoratore dipendente di 800 euro al mese netti.

        e allora quelle 1000 sono scese a 780, in modo tale di stare sotto la soglia di 800 euro, ma comunque a quello là delle 800 non gli converrebbe alzarsi presto tutte le mattine per percepire solo 20 auro in più al mese.

        Ultimamente quelli di M5S si sono resi conto che anche 780 euro non va bene perché i conti non tornano con l'Europa e il deficit da mantenere, e allora hanno accettato l'idea che il reddito di cittadinanza di 780 euro va bene solo per chi ha figli da mantenere, chi non ha figli da mantenere deve avere un reddito di soli 500 euro.

        Io personalmente prevedo che in futuro, il reddito di cittadinanza di 780 euro sarò dato sono a quelli che hanno un isee minore di 3000 euro all'anno e con almeno 10 figli a carico, per tutti gli altri solo 250 euro al mese.

        e finalmente con 250 euro al mese, la quota sarebbe giusta e non cisarebbe il tentativo di sovvertire le leggi fisiche che regolano l'universo, in particolare quella che stabilisce che nulla si crea e nulla si distrugge.

        Attualmente la stampa di regime è favorevole al PD e a Renzi.

        L'altro ieri la stampa di regime ha pubblicato che Luigi Di Maio lavora in nero, ma non ha specificato che è il padre quello che lavora in nero; la parola "padre" si sono dimenticata di scriverla, quindi stanno facendo risultare che è Luigi Di Maio che lavora in nero.
        I giornalisti di regime stanno facendo ricerche storiche per scoprire se fra gli antenati di Luigi Di Maio c'è qualche lontano parente che era fuori regola.
        Per esempio non ci sarebbe sta stupirsi se i giornalisti di regime favorevoli a Renzi scoprissero che il cugino del padre del nonno di Luigi Di Maio faceva il guidatore di taxi abusivi; la stampa di regime scriverebbe il titolo "Luigi Di Maio faceva il guidatore di taxi abusivo" dimenticandosi di scrivere che quel guidatore di taxi abusivo era il cugino del padre del nonno di Luigi Di Maio.

        Quando si è politici occorre avere la fortuna di non avere tra i lontani antenati qualche antenato che faceva qualcosa di illecito, per esempio viaggiare sul tram senza biglietto del tram.
        i peggiori nemici del fotovoltaico sono gli speculatori edilizi perché costruiscono alveari di 15 piani anziché case di zero piani.

        Commenta


        • #5
          Puoi anche avere ragionissima, Uforobot, ma ti pregherei di non scivolare troppo nella polemica politica attuale.
          Ho cominciato io è vero a citare i 5stelle, ma solo in riferimento al progetto di reddito di cittadinanza originale.
          Per la polemica c’è un altra discussione. Non facciamo degenerare subito questo argomento che ha ovvii risvolti politici, ma è ad un livello più di progettazione sociale futura che non a livello di decreto attuale!


          Torniamo al tema.
          Oggi le 62 persone più ricche del pianeta posseggono una fortuna pari a circa 2000 miliardi di dollari. Cioè il reddito percepito da circa 3,7 miliardi di persone nella fascia più povera.
          Questo è solo un esempio eclatante, ma in ogni campo si sta assistendo ad una polarizzazione della ricchezza.
          La risposta tradizionale a questo problema è SEMPRE stata la gestione della tassazione.
          E, a mio parere, proprio QUESTO è a livello macroeconomico il vero motore dell’attuale situazione.
          Infatti, proprio come un organismo biologico di fronte alla malattia, l’organismo sociopolitico ha cercato di contrastare gli effetti negativi della malattia adottando meccanismi di cosiddetto “compenso”!
          Nel caso di un organismo una malattia che per fare un esempio determina un circolo sanguigno più faticoso COMPENSA inducendo un ingrossamento del cuore. Questo crea un vantaggio locale e temporaneo, ma spesso determina un peggioramento più grave a distanza.
          Paradossalmente, in medicina, sarebbe molto meglio per l’individuo che il cuore desse problemi e sintomi SUBITO senza ingrossarsi per compensare. Così il medico potrebbe intervenire precocemente e magari guarire un problema che invece poi diventa incurabile.
          È un esempio volutamente rozzo (mi scuso coi colleghi!), ma può servire per capire cosa è successo negli ultimi anni.
          Man mano che si è cercato di diminuire la diffferenza di reddito lo si è fatto con la sola leva fiscale. Sfruttando la potenzialità della leva stessa TEMPORANEA e LOCALE, ma comportandosi come se la sua efficacia fosse definitiva e globale.
          Inoltre si è gradualmente passati a preferire il più facile bersaglio della PRODUZIONE del reddito rispetto a quello più delicato del PATRIMONIO.
          Comprensibilmente in quanto tassando la produzione si scontentano relativamente pochi votanti, se si colpisce il patrimonio anche chi viene tassato in maniera leggera si sente “colpito” nei risparmi, casa, ecc. Prova ne sia l’avversione diffusa a tutte le forme di patrimoniale, anche limitate, da parte di gente che poi accetta tranquillamente tassazioni sul reddito prodotto che sono francamente a livello quasi da rapina!
          Assistiamo così quasi ignavi a famiglie operaie che tirano avanti in 4 con 1200€ netti al mese che non sanno nemmeno di essere tassate per circa 6-7.000€ all’anno (fra irpef e contributi) mentre il facoltoso ereditiere nullafacente che guadagna la stessa cifra lorda investendo un milione di euro in prodotti finanziari viene tassato quasi della metà!
          Questo si deve anche al tragico istituto del “sostituto di imposta” che è servito a tutti i governi del passato e del presente per nascondere il reale carico fiscale sui dipendenti senza suscitarne le proteste.
          Man mano che le spese sociali aumentavano i governi hanno sempre scelto di aumentare il carico fiscale sulla produzione, quindi SUL LAVORO nell’illusione che tanto il carico sarebbe sempre rimasto prevalentemente sulle spalle dell’industria. Un perfetto esempio di compenso, insomma!
          Peccato che l’evoluzione tecnologica e la facilità di scambi mondiale ha di fatto reso sempre più sfuggente l’obbiettivo di tassare le aziende!
          Anzi, io ricordo benissimo il periodo in cui le aziende in Italia vedevano i loro profitti tassati al 50% ed ora tutti gli stati sono stati costretti a ridurre di molto il carico.
          Purtroppo se da una parte il bersaglio di prelievo diventa più sfuggente dall’altro le necessità aumentano per lo stato. Quindi si va a tassare il ceto medio nelle proprie entrate. Ma questo determina una crescita correlata di prezzi e salari, con aumento delle spese dello stato in una perenne rincorsa che vede ormai gli stipendi LORDI reali teoricamente più che adeguati e sui livelli europei, ma una disponibilità reale e un potere di acquisto sempre minori.
          Non solo... la distanza fra chi è comunque stipendiato e chi non riesce ad arrivare a un reddito certo si amplia sempre di più! Ormai essere senza reddito è un disastro assoluto ed anche la prospettiva di un sussidio non è che faccia brillare gli occhi di entusiasmo, se non a chi conta di associarvi una piccola entrata in nero!

          È il sistema delle “tasse alte, ma servizi di qualità” che ormai non regge Più! Il modello scandinavo si è sempre retto da una parte sulla correttezza dei contribuenti (e già li...) ma dall’altra parte su una platea di assistiti totali molto ridotta! E le imponenti migrazioni stanno mettendo a durissima prova in tutti i paesi Questo modello.

          In realtà tutti sanno che un sistema di salari e prezzi “con tutti i crismi” era difficile nella Svezia degli anni 70... ed è pura fantascienza oggi!
          Tra i diritti e prebende di un operaio a tempo pieno della grande industria e un disoccupato in quegli anni passava un ruscello di differenza, oggi un mare. Domani sarà un oceano!
          Dall’interno della sanità è facile vedere che uno dei migliori sistemi sanitari al mondo, come È nonostante i tanti scettici Quello italiano, sta gradualmente entrando in crisi.
          Il processo è simile a quello aziendale. Il costo del lavoro aumenta sempre ed obbliga gli amministratori a inventarsi soluzioni per garantire diritti simili con meno personale.

          Serve qualcosa di completamente diverso... per dirla come i Monty Python...
          Ultima modifica di BrightingEyes; 29-11-2018, 17:06.
          “Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda.” Bertrand Russell
          O sant’asinità, sant’ignoranza, santa stolticia e pia divozione, qual sola puoi far l’anime sí buone, ch’uman ingegno e studio non l’avanza. Giordano Bruno

          Commenta


          • #6
            BE, sono d'accordo. Il lavoro andrebbe detassato.
            Per quanto riguarda l'automazione industriale in generale non sono particolarmente diffidente.
            Uno dei grossi problemi che ci riguarderà è quello dell' invecchiamento della popolazione del nostro ( e non solo) paese. La forza lavoro è destinata a crollare dato lo scarso ricambio generazionale. Se l'unica ricetta universalmente riconosciuta si chiama crescita continua, qualcuno o qualcosa dovranno pure garantirla. Ben venga l'automazione. Nel XX secolo abbiamo vissuto già qualcosa di molto simile con il passaggio da una economia agricola ad una industriale che non ha provocato disoccupazione di massa per periodi chissà quanto prolungati anche perché sono nate nuove figure lavorative impensabili prima di allora.
            Sono d'accordo anche con quanto scritto in qualche riga da Uforobot: la fisica è fisica. Siamo in 4 e abbiamo 4 mele, se io ne mangio 3 a voi ne resta solo una da dividere in 3 pezzettini. Un governo che possa definirsi tale cercherà in tutti i modi di evitare che io mi stafoghi di mele e che voi patiate la fame. (Sempre che io non sia capace di sottrarre i viveri anche al governo stesso trattandolo alla vostra stregua...).
            Il diavolo si annida nei dettagli.

            Commenta


            • #7
              Nemmeno io sono “diffidente”. Anzi, sono convintissimo che la fabbrica del futuro debba puntare a una produzione automatizzata personalizzata. Tipo un mega-sistema di stampa 3D che ti “stampa” lo smartphone su misura ed evita la sovrapproduzione in numeri assurdi e la conseguente necessaria obsolescenza programmata sempre più veloce (altrimenti il gigantesco apparato produttivo va un crisi!). O qualcosa di meno naive del genere!
              Ma è innegabile che il cambiamento imporrà molti problemi e io sono piuttosto diffidente sulle pezze messe dai decisori per tamponare quei problemi! Il “compenso” appunto, che ovviamente NON avrà come obiettivo quello di guidare questa trasformazione fino alla situazione stabile che, giustamente, preconizzi!
              Temo invece si andrà per strappi esuberanti ed ingenui se non proprio dannosi, tentando di seguire il “comunque sentire” popolare. Che tra parentesi VOTA!
              Senza andare a tirare fuori il solito governo italiano, basta vedere cosa è successo negli USA. Uno come Trump deve il suo successo proprio alla preoccupazione di larga parte delle fasce popolari di livello medio-basso di vedersi escluse dal processo di redistribuzione reddituale. Le politiche di dazi, chiusura frontiere, voce grossa con le imprese fanno tutte parte di una fantasticata “realtà” agognata. Un ritorno di fatto ai tempi belli illusoriamente prodotto dalla guerra a estranei, concorrenti esteri, ecc.
              GM, come Ford, sentivo oggi sono in crisi per l’aumento importante di costi generato dalla politica di dazii. E prevedibilmente intervengono riducendo l’unico costo davvero riducibile con facilità!
              Quindi, come succede in Medicina, spesso gli interventi emergenziali mirati a un certo risultato lo ottengono solo temporaneamente a scapito di prospettive migliori che si sceglie di ignorare!
              Sono d’accordo che i grandi economisti hanno sbagliato in passato, ma questo non mi sembra un buon motivo per affidare l’economia mondiale alle decisioni dei red-neck dell’Oklahoma, ai pastori delle Midlands o alle maestrine catanesi. Ed invece si sta facendo questo.
              Boh... vedremo!
              “Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda.” Bertrand Russell
              O sant’asinità, sant’ignoranza, santa stolticia e pia divozione, qual sola puoi far l’anime sí buone, ch’uman ingegno e studio non l’avanza. Giordano Bruno

              Commenta


              • #8
                I "decisori", hanno i paraocchi. Il loro massimo orizzonte di veduta si estende a 4 - 5 anni. Con le dinamiche attuali (economiche, climatologiche, ecc...) questi tempi sono assolutamente insufficienti per adattarsi adeguatamente alle nuove condizioni che vengono via via ad instaurarsi.
                Le risposte sono troppo lente a fronte di un cambiamento sempre più veloce. Questo fenomeno provocherà grosse deviazioni dalla condizione di equilibrio, che in ogni caso verrà raggiunta. Quando? Non lo so, più si è lenti nelle risposte più la fase transitoria sarà lunga e "nervosa".
                Sicuramente, viste le risorse e gli spazi di crescita che ci restano a disposizione, se i "decisori" decideranno di essere autonomi riuscendo a redistribuire le mele, l'indice PIL lo vedremo scendere, o al massimo stabilizzarsi. L'indice PIL pro-capite potrebbe invece seguire un andamento opposto.
                Forse il sistema potrebbe diventare "sostenibile" e trovare il suo equilibrio.
                Questi sono discorsi che rasentano l'illusorio. Rimettiamo le suole delle scarpe a terra e speriamo che nessun'altra crisi esterna o manovra speculativa possa raggiungerci nei prossimi tempi. Sarebbe molto doloroso.....
                Il diavolo si annida nei dettagli.

                Commenta


                • #9
                  l'italia è un paese intrappolato nelle sabbie mobili entro pochi anni non saremo tra le prime 10 potenze economiche
                  entro il 2100 non saremo tra le prime 20, se non cambiano le cose, cioè si punta sulla crescita e non sulla redistribuzione
                  e sulle rendite acquisite, i ricchi si possono spostare dove più conviene

                  Commenta


                  • #10
                    Originariamente inviato da pox1964 Visualizza il messaggio
                    se non cambiano le cose, cioè si punta sulla crescita e non sulla redistribuzione
                    e sulle rendite acquisite, i ricchi si possono spostare dove più conviene
                    Si, ma se la disoccupazione incalza e i salari stagnano come si pensa di far crescita? Solo con l'export? Com'è avvenuto (fortunatamente) in questo ultimo periodo? La domanda interna chi la rilancia? Le divergenze sociali (che possono diventare molto pericolose) chi le colma?
                    Il diavolo si annida nei dettagli.

                    Commenta


                    • #11
                      ci sono regioni che funzionano altre no, già c'è un trasferimento di risorse con le tasse verso le regioni più povere,
                      ogni area ha i suoi punti deboli e di forza, io credo che alcune regioni potrebbero fare di meglio sul turismo e
                      accoglienza, poi come prima dell'era industriale molti erano occupati nelle campagne e nella cura del territorio,
                      lì c'è tanto da fare per tenersi occupati, purtroppo si lavora tanto e si raccoglie poco,
                      si erano creati parecchi posti vacanti al nord che sono stati occupati dagli immigrati, i lavori che non piacciono
                      agli italiani vengono pagati male, dovrebbe essere il contrario, e comunque

                      Commenta


                      • #12
                        Il problema è che l'automazione nelle fabbriche ha ridotto la manodopera soprattutto quella generica non specialistica . Molte persone sono sottooccupati o disoccupati . Se non volgiamo che questa gente commetta reati , perché bisogna pur vivere e mangiare , bisogna provvedere a dare un sussidio , che lo chiamate reddito di cittadinanza o avviamento al lavoro poco importa . Gli industriali odiano questo termine di reddito di cittadinanza o ciccio bello , ma dovrebbero dire cosa vogliono . Vogliono che si abbassino tasse ? Si e dopo assumete gli operai ? Sono quelli che vi servono no ? E gli altri li lasciamo morire di fame ? Li mettiamo nei parcheggi abusivi ? li mettiamo a vo cumprà ? Li mettiamo nelle metropolitane e domandare , nei marciapiedi o a fare i barboni o a rubare le vecchiette ?

                        Dove volete che li mandiamo ? Cioè favoriamo gli industriali , quindi i già ricchi a pagare meno tasse , mentre chi non ha reddito continua a ancora a non averne perché è un fannullone che sta nel divano . I meridionali se vogliono lavoro vadano al nord , bene dategli un lavoro . Sentivo un presunto industriale del cavolo che lui avrebbe pagato un operaio 900 euro mentre il reddito sarebbe 780 euro allora non conviene lavorare . Roba da matti . Chiedo ma 900 euro al nord un operaio che viene dal sud può campare o muore di fame ? Mi dicono che gli affitti delle case sono sui 800 euro al mese , come potrebbe campare un operaio fuori sede ? Offrono affitti a costo agevolato ?
                        Dante : " Fatti non foste a viver come bruti .... "

                        Commenta


                        • #13
                          Originariamente inviato da experimentator Visualizza il messaggio
                          Il problema è che l'automazione nelle fabbriche ha ridotto la manodopera soprattutto quella generica non specialistica .
                          E allora perché si tagliano fondi all'istruzione, alla ricerca e allo sviluppo?
                          Sarebbe più saggio investire in quei settori, invece di concentrarsi solo sull'assistenzialismo, doveroso, non lo metto in dubbio, purché transitorio!
                          Lo sai il perché?
                          Perché tra 5 anni i risultati degli investimenti in istruzione e R&D non si vedranno. Bisognerà aspettare di più per un tangibile risultato di quelle politiche. Siccome tra 5 anni si torna al voto (al massimo anche prima), nessuno guarda alle strategie, ma solo a campare oggi per accaparrarsi più voti possibili domani e la colpa, non dimentichiamocelo, è proprio di chi vota!
                          D'altronde non c'è povertà se non c'è difetto....
                          Il diavolo si annida nei dettagli.

                          Commenta


                          • #14
                            la manovra prevede una riqualificazione professionale . Il problema è che se per questa gente non ci pensa lo Stato ci dobbiamo pensare noi cittadini .
                            Come ? Con i danni che subiamo ogni giorno . Col mantenere le persone in carcere che costano già 300 euro a detenuto .

                            Si permette a persone extracomunitari di venire in Italia senza che questi abbiano prospettive per il futuro . Questo almeno hanno fatto i governi da Monti e Renzi sino ad ora .
                            L'Europa d'altra parte se ne sta fregando una cippa di questa gente , e lascia che invadano il nostro paese , l'importante che non vadano nei loro paesi . Poi impietosiscono per ragioni umanitarie , quando sono loro stessi paesi del nord Europa ad infischiarsene altamente ed aver sfruttato e sfruttano le risorse di quei paesi .
                            Dante : " Fatti non foste a viver come bruti .... "

                            Commenta


                            • #15
                              Ecco. La visione di experimentator è il perfetto esempio di "compenso fisiologico" applicato al campo umano.
                              Si individuano, più o meno, i problemi e ci si ILLUDE di trovare ""soluzioni"" in accrocchi demago-populistici senza alcun senso!
                              Il problema che ti sfugge, caro expy, è che la tua mega-proposta altro non è che la riedizione delle varie politiche assistenziali degli anni 70-80! Quando si pensava che per combattere la povertà al sud bastasse ipertassare il nord!
                              Questo ha portato in Italia a una sovratassazione assurda che ha messo le basi per la nascita di movimenti che, non giriamoci attorno, erano SECESSIONISTI! Poi ammorbiditi in posizioni di finto federalismo ecc, ma l'origine della loga lombarda, della veneta ecc era (e RESTA nel profondo non detto) SECESSIONISTA!
                              Negli anni 70-80 la crescita industriale e la forza del bacino elettorale controllato dai sindacati hanno impedito sciocchezze, ma hanno generato la famosa poltiica delle "cattedrali nel deserto" che ora il meridione paga.
                              Inutile girare intorno al dito facendo fitna di non vedere. TUTTI in Italia sanno perfettamente che dietro il fiume di denaro che è andato in assistenzialismo si sono create vere fortune fra quelli che quel fiume avrebbero dovuto gestirlo e che invece ne hanno dirottato ampi affluenti nelle tasche proprie e degli amici!
                              L'idea che il m5s sia la rivincita delle, peraltro giuste, aspettative dei poveracci che invece da quel fiume sono stati defraudati è tenera! Quest'aspetto dei 5s non era uscito granchè in campagna elettorale, ma la prodigiosa opera semestrale di gente come gigetto, la ministra ad aria condizionata ed altri con le strepitose commediole su Ilva, Tap, condoni ischiani ecc. ha ormai aperto gli occhi. Il M5S ha perso ormai 7% su base nazionale (oltre il 23% della propria base elettorale). La lega ha raddoppiato i propri consensi. Chissà dove si sono persi sti voit? Mah! Domandona!
                              Il tuo operaio a 900€ in realtà ne costa 2000€ a chi lo assume al nord. Al sud, con le misure di sgravio contributivo decise da RENZI e GENTILONI e copiate ed infilate in fretta e furia da gigetto per tamponare la presumibile caduta di assunzioni determinata dal decretino, per un anno costerà sui 1600€, ma ci sono ormai poche aziende per sfruttarlo e se speri che le aziende del nord azzardino di nuovo di aprire al sud per risparmiare quattro soldi per un anno... ne avrai da aspettare!

                              Il mio discorso era comunque un pelo più ad ampio respiro dei commenti sulle malefatte del governissimo e dei precedenti (che non è che hanno fatto solo miracoli di bellezza eh!!! Tutt'altro!)
                              Il discorso è nel valutare che ANCHE AL NORD e nel resto d'Europa la futura tendenza è e resterà quella che ho descritto!
                              Cioè le aziende continueranno a cercare sempre di più figure altamente professionalizzate. Che rappresenteranno la seconda fascia che ho descritto! Cioè i dipendenti ben pagati e sicuri di trovare facilmente lavoro anche cambiando azienda!
                              Già ora è così! Un ingegnere altamente qualificato non conosce alcuna crisi (al nord e in Europa!). Può permettersi di scegliere le offerte!
                              Il problema è e resta per le restanti due fasce sociali. La prima, la più bassa, è quella chesente la concorrenza degli immigrati. Certo, occorreva dare un freno alla politica del "venite pure", qui concordo. Ma questa fascia è ovvio che rimarrà relegata all'assistenzialismo e alla marginalità! Chi si illude che la situazione cambierà è un illuso. Sussidio e passi lunghi e ben distesi. Altro non c'è!

                              Resta però l'ultima fascia. Quella che viene sempre indicata col termine di "ceto medio produttivo", che in realtà ormai è un ceto basso che lotta ogni giorno per mantenere un benessere in perenne bilico! Che ha i figli che han studiato, ma che non riescono a inserirsi, che ha piccole proprietà ereditate o acquistate in altri tempi, ma che sa non potrebbe più permetterersi!
                              E' QUI che si deve giocare la vera partita! Queste persone NON le puoi intortare col "sussidio di fannullanza"! Tantopiù se, dopo le strabilianti e portentose promesse di "reddito di cittadinanza generalizzato" si trovranno, come è ovvio, un minimo sussidio riservato solo a quelli della fascia più bassa!
                              Informati caro Expy. Senti la gente non solo nel baretto di Catania e vedrai che quello che dico è verissimo ed è la marcia funebre delle illusioni assistenzialistiche mascherate da "grande cambiamento"!
                              Non serve fare gli aruspici scrutando i fondi del caffè per prevedere il futuro. E' già scritto!
                              “Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda.” Bertrand Russell
                              O sant’asinità, sant’ignoranza, santa stolticia e pia divozione, qual sola puoi far l’anime sí buone, ch’uman ingegno e studio non l’avanza. Giordano Bruno

                              Commenta


                              • #16
                                Originariamente inviato da experimentator Visualizza il messaggio
                                la manovra prevede una riqualificazione professionale.
                                Vedremo se funzionerà... Non mi piace fare il disfattista, ma a chiacchiere sembra facile anche farsi una passeggiatina su Marte.
                                Il diavolo si annida nei dettagli.

                                Commenta


                                • #17
                                  Io sono sempre stato a favore di un massiccio investimento tecnologico che permettesse di creare produzione energetica diffusa nelle regioni del sud. Trasformando in pratica migliaia di km quadrati di terreni incolti e abbandonati in campi fotovoltaici gestiti da singole famiglie o cooperative, che da quello avrebbero tratto il proprio "reddito di cittadinanza". La riconversione a terreni agricoli produttivi sarebbe stata una conseguenza di questo e non il velleitario tentativo con la "terra alle coppie prolifiche" che i governanti attuali si sono inventati e che si tradurà nell'ennesima figuraccia!
                                  Ovviamente così la produzione elettrica sarebbe stata più cara, ma con forti vantaggi. Ed avrebbe eliminato la necessità di tassare ora le classi produttive per garantire un Reddito di cittadinanza che per molti è già condannato al fallimento totale.
                                  Alla fine la necessità di trasferire una parte di reddito prodotto da qualcuno a chi non ne ha la possibilità rimane. Perlomeno con la soluzione di produzione diffusa si aveva un vantaggio reale per il paese (una produzione energetica pulita e interna). Mentre un RdC sarà solo una elemosina più o meno organizzata e condurrà inevitabilmente a profonde tensioni sociali!

                                  Altro settore di riflessione a mio parere è anche il sistema di lavoro dipendente attuale.
                                  Al momento o sei dichiaratamente autonomo, con tutti gli svantaggi del caso in tema di certezze, o sei dipendente. Questa ultima posizione è naturalmente molto ambita proprio per la sicurezza e per la relativa facilità di contrattazione per manetenere i livellli di reddito adeguati, ma sarà sempre più un miraggio riservato a sempre meno persone.
                                  Tentativi di "vie di mezzo" in passato sono stati pesantemente penalizzati da leggi e magistratura. Tutto nell'illusione, ormai evidente, di garantire a tutti una posizione di lavoro certa, stabile, garantita ecc. ecc. Illusione, appunto!
                                  Forse sarebbe il caso di esplorare nuove strade. Ad es. è evidente a tutti che un lavoratore che sa di ricevere il suo stipendio a fine mese non ha alcun reale incentivo a mettersi in gioco per garantire migliori condizioni di utile alla propria azienda. Se non per qualche "bonus" legato alla buona volontà dell'imprenditore.
                                  Invece una possibile soluzione potrebbe essere la creazione di una tipologia di lavoratore "ibrido" che in caso di non utilizzo può contare solo su un supporto garantito in parte dall'azienda che lo ha scelto (ma che magari in quel periodo non lo può utilizzare) e lo stato. Ma che quando poi viene impiegato dall'azienda NON ha uno stipendio fisso, ma il diritto di partecipare in una percentuale stabilita a priori ai REALI UTILI dell'azienda.
                                  Questo garantirebbe da una parte la fidelizzazione e la elasticità necessaria alle aziende del terzo millennio, ormai molto legate a cicli di ordini e non disposte ad investire forti capitali in maestranze lavorative che poi rischiano di non essere utilizzate, ma dall'altra renderebbe più facile l'antico sogno di avere un vero riconoscimento dei propri sforzi senza la irritante certezza che l'unico che si arricchisce davvero da una situazione di boom è il proprietario!
                                  Certo, c'è più rischio e più certezze di lavorare periodicamente, ma in termini molto pesanti quando si lavora, ma sarebbe un rischio molto minore di essere relegati nella classe sociale degli "irrecuperabili sussidiati dal buon cuore altrui" come rischiano ora molti. Ci sarebbe la necessità e la possibilità di mantenere una costante formazione, le aziende avrebbero molta più elasticità di costo del lavoro.
                                  I contro li vedono bene i sindacalisti. Ma che qualcuno paghi il conto delle innovazioni mi pare il minimo! No?
                                  “Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda.” Bertrand Russell
                                  O sant’asinità, sant’ignoranza, santa stolticia e pia divozione, qual sola puoi far l’anime sí buone, ch’uman ingegno e studio non l’avanza. Giordano Bruno

                                  Commenta


                                  • #18
                                    Originariamente inviato da BrightingEyes Visualizza il messaggio
                                    Invece una possibile soluzione potrebbe essere la creazione di una tipologia di lavoratore "ibrido" che in caso di non utilizzo può contare solo su un supporto garantito in parte dall'azienda che lo ha scelto (ma che magari in quel periodo non lo può utilizzare) e lo stato. Ma che quando poi viene impiegato dall'azienda NON ha uno stipendio fisso, ma il diritto di partecipare in una percentuale stabilita a priori ai REALI UTILI dell'azienda.
                                    E se l'azienda volesse reinvestire tutti o gran parte dei suoi utili ai fini della crescita, ad esempio?
                                    Il lavoratore dovrebbe diventare proprietario (per il controvalore monetario della percentuale stabilita a priori) dei corrispondenti nuovi beni aziendali acquisiti ?
                                    O non ho compreso bene?
                                    Il diavolo si annida nei dettagli.

                                    Commenta


                                    • #19
                                      Credo di si , dovrebbe essere come dici tu . In Germania mi pare vi sia una sorta di contratto simile di partecipazione agli utili .
                                      Io credo che questa soluzione potrebbe portare più giustizia sociale , meno menefreghismo da parte del lavoratore ed una migliore ridistribuzione del reddito .
                                      Dante : " Fatti non foste a viver come bruti .... "

                                      Commenta


                                      • #20
                                        Originariamente inviato da atomax Visualizza il messaggio
                                        E se l'azienda volesse reinvestire tutti o gran parte dei suoi utili ai fini della crescita, ad esempio?
                                        Il lavoratore dovrebbe diventare proprietario (per il controvalore monetario della percentuale stabilita a priori) dei corrispondenti nuovi beni aziendali acquisiti ?
                                        O non ho compreso bene?
                                        Non è che abbia già studiato nei dettagli fiscali-amministrativi la faccenda... ma si! Non vedrei alcun ostacolo nell'offrire a chi fosse interessato anche la possibilità di proprietà dei beni aziendali.
                                        Guardate però che non è detto che sia un percorso di solo vantaggio eh! Ovviamente se c'è partecipazione agli utili c'è anche una condivisione (ovvio, molto parziale, ma presente) dei RISCHI!
                                        Penso però che il vero vantaggio potrebbe essere nel dare al dipendente una vera garanzia contro il licenziamento. Giusto o ingiusto che sia.
                                        Attualmente tutte le varie "garanzie" sono in gran parte fuffa ideologica. Cioè... proteggono si, ma solo dal "licenziamento illegittimo". Cioè dal licenziamento individuale senza giusta causa.
                                        Ma questo comportamento, per quanto pompato dalla propaganda sindacale, è limitato a un numero minimo di casi.
                                        Il vero pericolo deriva dallla necessità di licenziamento collettivo per crisi aziendale o ristrutturazione che, a differenza di quanto si credono in molti, è DEL TUTTO LEGITTIMO! E non appellabile.
                                        A mio parere è in questo aspetto che si deve intervenire. Non certo con velleitarie trovate di pseudo-dignità che in realtà creano più danno di quanti ne vogliano risolvere, ma con un sistema che permetta da una parte all'azienda di mantenere il contatto (e magari approfittarne per la formazione) con lavoratori preziosi e dall'altra una minima tutela senza rischiare di cadere in un limbo di assistenza da cui poi è difficile uscire.
                                        Il finanziamento potrebbe essere su più fronti. Certo l'azienda e lo stato, ma anche lo stesso dipendente-ibrido potrebbe decidere di investire una parte degli utili recepiti quando l'azienda viaggia a mille per crearsi un paracadute quando le vacche dimagriscono.
                                        “Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda.” Bertrand Russell
                                        O sant’asinità, sant’ignoranza, santa stolticia e pia divozione, qual sola puoi far l’anime sí buone, ch’uman ingegno e studio non l’avanza. Giordano Bruno

                                        Commenta


                                        • #21
                                          Certamente la condivisione dei beni aziendali è un aspetto che andrebbe analizzato nei dettagli, dove il diavolo trova quasi sempre il miglior nascondiglio.

                                          Originariamente inviato da BrightingEyes Visualizza il messaggio
                                          Il finanziamento potrebbe essere su più fronti. Certo l'azienda e lo stato, ma anche lo stesso dipendente-ibrido potrebbe decidere di investire una parte degli utili recepiti quando l'azienda viaggia a mille per crearsi un paracadute quando le vacche dimagriscono.
                                          Questo aspetto lo vedo meno "critico" ed è un po' quanto è avvenuto e sta avvenendo per diverse società che hanno favorito l'acquisto dei propri titoli azionari ai dipendenti. Anche in questo caso c'è il rischio che quanto investito nella propria azienda possa andare in fumo qualora dovesse andar male. Chi è disposto a rischiare lo fa.
                                          Sono d'accordo che le manovre "assistenziali" proposte fin'ora, anche se venissero attuate, saranno insufficienti a colmare il vero problema che si presenterà nei prossimi decenni. Quasi la metà dei lavoratori dipendenti attivi dalla metà degli anni '90 hanno visto retribuzioni saltuarie e basse e matureranno una pensione che sarà inadeguata per permettergli di mantenere un tenore di vita proiettato anche a mediocri aspettative. E' qui che il governo dovrebbe intervenire in qualche modo, cercando di rassicurare questa fascia di popolazione magari elargendo contributi figurativi per i periodi di disoccupazione (provata e non volontaria). Aumenterebbe certamente a costo zero consumi ed investimenti. Bonus propagandistici per le fasce a retribuzione medio-bassa abbiamo già visto che non rilanciano ne consumi, ne investimenti, ma in gran parte finiscono, a buon ragione, nei risparmi di chi li riceve.
                                          Il diavolo si annida nei dettagli.

                                          Commenta


                                          • #22
                                            Questa notizia (Ue, approvate direttive su rinnovabili ed efficienza: i cittadini potranno produrre e vendere energia pulita - Il Fatto Quotidiano) è un primo, pesante, passo verso la visione di distribuzione di reddito tramite produzione diffusa che intendo!
                                            Finalmente la UE (Dio ce la mantenga!) impone a tutti gli stati di rendere l’autoproduzione per consumo e VENDITA un diritto garantito. Un primo passo per togliere dalle grinfie dei colossi dell’energia questo settore.
                                            Fino ad ora, infatti, sono LORO quelli che più pongono ostacoli alla produzione diffusa!
                                            Ma nella realtà la loro azione dovrebbe essere solo quella di gestire e rendere possibile la produzione diffusa!
                                            È ora di capire che tutti gli ostacoli su accumulo, domanda variabile, utilizzo delle turbogas in realtà NON DEVONO essere ostacoli opposti al privato che vuole investire nella produzione! Ma semmai sono problemi DEL GESTORE che IL GESTORE deve risolvere! Con la tecnologia!
                                            Oggi si permette ai gestori di produrre in modo non vantaggioso per la comunità, ma vantaggioso per i loro bilanci, ostacolando la eventuale concorrenza dei privati tramite norme confuse e pesanti.
                                            Ma se io produco 1 MWh NON devo essere quello che si preoccupa pure di fornirlo all’ora, nelle quantità e nei tempi che fanno comodo al gestore! Ma semmai tocca al gestore organizzare la propria rete per accogliere il massimo di produzione diffusa!
                                            La produzione diffusa da FER ha DUE enormi vantaggi rispetto alla centralizzata!
                                            1) Il piu banale e conosciuto. Inquina meno e non produce CO2.
                                            2) Impedisce che enormi profitti finiscano in mano di pochissimi, magari pure domiciliari all’estero! Quindi senza nemmeno vantaggi per il fisco! E suddivide l’utile derivante dalla ormai SOLA attività produttiva sicuramente stabile ed in crescita in qualsiasi paese fra migliaia o anche milioni di soggetti altrimenti destinati ad essere ESCLUSI a breve dal sistema di redistribuzione della ricchezza prodotta e destinati ad essere solo sussidiati a vita!

                                            La UE ancora una volta si dimostra molto meno soggetta ai ricatti elettorali localistici ed impone una svolta rivoluzionaria nella politica energetica!
                                            QUESTO è un vero progetto di sviluppo sostenibile con creazione di un reddito di cittadinanza produttivo!
                                            E certe forze politiche dovrebbero capirlo prima di perdere anche questo treno, che certo non è ad Alta Velocità!
                                            “Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda.” Bertrand Russell
                                            O sant’asinità, sant’ignoranza, santa stolticia e pia divozione, qual sola puoi far l’anime sí buone, ch’uman ingegno e studio non l’avanza. Giordano Bruno

                                            Commenta

                                            Attendi un attimo...
                                            X
                                            TOP100-SOLAR