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Discussione su circuiti RL e RC

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  • #16
    i(t) è funzione reale di variabile reale, quindi analogamente lo sarà anche la di(t)/dt. Se L·di/dt fosse puramente Im, allora si dovrebbe separare l'eq. rispettivamente nella sua parte Re e parte Im e risolvere il sistema così ottenuto. Ma non è questo il caso.

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    • #17
      Intanto grazie Lawrence, il link di wikipedia lo avevo gi&agrave; visto, però credo che darò un&#39;okkiata anche al secondo(quello in inglese) mi è sembrato che tratti l&#39;argomento in maniera un po&#39; diversa..........<br><br>Invece StevenING ( lo so che sono una gran rompi p<span style="font-size:8pt;line-height:100%">xxx</span>e &#33;&#33;&#33;&#33;&#33; ) l&#39;equazioni allora diventa così:<br><br><br><br>di / E - R i = dt / L -----&#62; sostituisco di con [ - R ] ------&#62; ln &#124; E - R i &#124; / - R = ( 1 / L ) ( dt ) ----&#62; moltiplicando da entrambe le parti per -R<br><br>avremo ----&#62; ln &#124; E - R i &#124; = ( - R / L ) dt

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      • #18
        Non proprio ....<br>Devi integrare da <u>entrambe</u> le parti:<br><i>ln ( E - R i ) +cost. = (-R / L ) <b>t</b> + cost.</i><br>vai avanti tu ora ... ci sei quasi&#33; <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/6f83bc97fed461e82f169755435104cc.gif" alt=""><br>Ciao

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        • #19
          pero&#39; ora, guardando il libro, c&#39;è scritto:<br><br>integrando tra gli estremi t = 0 , i = 0 e t , i avremo come risultato<br><br>E - R i / E = e ^ -(R/L) t ????<br><br>nn mi è molto chiaro &#33;&#33;&#33;

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          • #20
            puoi fare in due modi:<br><b>con l&#39;integrale definito</b> (con gli estremi che indichi tu come condizioni iniziali):<br><br>ln(E-Ri)-ln(E-R*0)=-(R/L)t+(R/L)*0<br><br>ln[(E-Ri)/E]=-(R/L)t<br><br>(E-Ri)/E=e^-(R/L)t<br><br>E-Ri=E*e^-(R/L)t<br><br>oppure <b>integrale indefinito</b>:<br><br>ln ( E - R i ) +cost. = (-R / L ) t + cost<br><br>E-Ri=e^-(R/L)t+cost.<br><br>E-Ri=K*e^-(R/L)t con K costante da calcolare alle condizioni iniziali<br><br>per t=0 i=0 allora E-R*0=K*1 e quindi K=E (come sopra con il primo metodo)<br><br>Il secondo metodo è molto più pratico a mio avviso, anche perchè potresti avere altre condizioni iniziali<br>Ciao<br><br>

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            • #21
              Ciao lilian, ho fatto una simulazione numerica per alcuni valori di L ipotizzando una tensione in ingresso con un picco parabolico. Potresti provare a farlo a mano come esercizio....<br>Ecco il risultato:<br><br><br><center><b>Attached Image</b></center><br><table class="fancyborder" style="width:50%" align="center" cellpadding="4" cellspacing="0"><tr><td align="center"><img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/c3078da4ad1e8240985e7f2516f437fe.jpg" alt="Attached Image"></table><p>

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              • #22
                Ma per il circuito RC il procedimento è lo stesso???<br><br>xchè sono arrivata a questo punto E - Q / C = R dQ / dt e nn capisco come hanno fatto a fare questo<br><br>dQ / C E - Q = 1 / RC dt ........... nn capisco, la C come fa a trovarsi vicino la E e vicino la R ????

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                • #23
                  Non è mia intenzione confondere le idee a nessuno, ma ho qualche dubbio se mi consentite.<br>Se parliamo di regime statico l&#39;induttanza della bobina è zero. Un semplice corto circuito in parallelo ad una resistenza attraverso la quale non passa alcuna corrente e ai cui capi non vi è nessuna tensione. E su questo non credo ci sia modo di discutere a meno che non ci siano novit&agrave; che non conosco.<br><br>Se abbiamo una variazione dello stato delle cose, cioè se abbiamo che di/dt sia diverso da zero, allora l&#39;impedenza comincia ad avere un senso nel discorso. Ma a regime di corrente e/o tensione variabile l&#39;induttanza in un circuito puramente teorico come quello ipotizzato ha un senso. Stiamo parlando di frequenze eccome, dal momento che abbiamo introdotto un disturbo o una variazione di dv/dt questa ha la conseguenza di variare la di/dt. La fase delle due grandezze varia e per questo che sto parlando di incongruenza tra la parte resistiva e quella induttiva. Ecco perchè si usa ovunque scrivere delle equazioni vettoriali del tipo:<br><br>V(t)=R·i+i L·di/dt<br><br>Ma, bisognerebbe partire da un circuito reale dove R e L sono in serie ed il generatore della tensione variabile che introduce il disturbo li alimenta. Quello che contestavo al sistema educativo, è che vengono sempre impiegati esempi sconcertanti di circuiti RL o RC o di altri tipi dove si suppone questo e quello senza che la supposizione abbia un senso. Forse è quì che stanno le divergenze parallele <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/d5552238cf52e725246c551d54835648.gif" alt=":wacko:"><br><br><br>Forse ancora quest&#39;esempio può aiutare?<br><br><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Inductance" target="_blank">Induttanza</a>

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                  • #24
                    Stiamo parlando di transitori. La L è <u>sempre reale </u> e vale l&#39;equazione differenziale indicata prima.<br>Non parliamo di impedenza (Z=jwL) e di fasori.<br> V(t)=R·i+<b>i</b> L·di/dt<br>La <b>i</b> cosa rappresenta? la parte immaginaria o una corrente? In entrambi i casi l&#39;espressione è comunque sbagliata.<br>Il discorso della variazione di fase è evidente nei miei grafici, anche se solo per un picco parabolico. Si può vedere infatti un accenno di sfasamento (tensione/corrente).<br>Ciao

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                    • #25
                      <div align="center"><div class="quote_top" align="left"><b>CITAZIONE</b> (Lilian87 @ 11/7/2007, 15:22)</div><div id="quote" align="left">Ma per il circuito RC il procedimento è lo stesso???<br><br>xchè sono arrivata a questo punto E - Q / C = R dQ / dt e nn capisco come hanno fatto a fare questo<br><br>dQ / C E - Q = 1 / RC dt ........... nn capisco, la C come fa a trovarsi vicino la E e vicino la R ????</div></div><br>

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                      • #26
                        Non ho voglia di rifarti tutti i passaggi <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/186a9c2fd59662d7b6e8e1ab0eca15e0.gif" alt=":P"><br>L&#39;equazione differenziale è sempre la stessa. Usa la formula generica<br>dx(t)/dt=Ax(t)+B<br>che ha soluzione<br>x(t)=K*e^At - B/A<br>K la ricavi dalle condizioni iniziali<br>Ciao<br>

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                        • #27
                          Non vorrei interrompere l&#39;idillio, ma &quot;i&quot; sta per parte immaginaria o come la chiamate quì &quot;j&quot; non per corrente.<br>E comunque, in ogni caso e sempre vale che in un induttore i e v sono sfasati, i che ci circola e v ai suoi capi di 90 gradi. Oppure Faraday ha sbagliato qualcosa e occorre riscrivere tutti i libri.<br>Continuate pure... e scusate di nuovo.

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                          • #28
                            Se sei interessato veramente a capire, ti posso spiegare dove sbagli.<br>Ciao<br><br>PS: Faraday non ha sbagliato, ovviamente.

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                            • #29
                              Sarei curioso... <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/45b446f31b39b6b1b702211151f55fbe.gif" alt=":unsure:"><br>Tanto per non cadere in equivoci, tu sostieni che variando la tensione ai capi di un induttore la corrente che lo attraversa non è sfasata ma in fase, se si parla di transienti, tipo un impulso quadro con un tempo di salita trascurabile rispetto al valore dell&#39;induttanza presa in considerazione tipo 10nSec e un&#39;induttanza di 1H?<br>Almeno questo è quello che ho capito fin dall&#39;inizio. Se poi ho capito male...ditelo.<br><br>Faraday non ha sbagliato? Ma dai... <img src="http://codeandmore.com/vbbtest/images/customimages/79d55984feecd1dc7726582aedf7606a.gif" alt=":lol:">

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                              • #30
                                <b>StevenING aiutoooooooo&#33;&#33;&#33;&#33;&#33;&#33;&#33;&#3 3;&#33;&#33;</b><br><br>mi sono bloccata su questo singolo passaggio<br><br>da questo dQ / E - ( Q / C ) = R ( 1 / dt ) come può venire dQ / C * E - Q = ( 1 / RC ) dt ??<br><br>Se io derivo rispetto Q mi resta - 1 / C ??

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