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QUI (e solo qui) DOMANDE e dubbi

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  • @ diezedi

    Aggiungo qualcosa, perchè il concetto sia più chiaro... Il passaggio alla corrente alternata è stato usato per un motivo fondamentale: a quei tempi non si poteva "trasformare" una forma di corrente elettrica continua a bassa tensione in una ad alta tensione, passaggio obbligato per diminuire le perdite causate dalla resistenza dei cavi (che sono proporzionali alla corrente, non alla tensione), e quindi si era obbligati ad usare il 110 V distribuito direttamente (che comunque è già pericoloso).
    Perciò, non è questione di semplicità (almeno concettuale, perchè commercialmente è diverso), ma di impossibilità di distribuzione a lunga distanza. Anche i costi lievitavano, perchè i cavi dovevano essere molto più grandi, e quindi scomodi, costosi e necessitavano di supporti più robusti.
    Se l'utilizzatore invece può funzionare ad alta tensione in CC, non c'è problema: la Tesla funziona a 400V in CC, ad esempio, ed una eventuale linea a quella tensione sarebbe fattibilissima a livello di quartiere... solo che poi, la devi ritrasformare alla tensione richiesta dagli utilizzatori.

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    • Originariamente inviato da diezedi Visualizza il messaggio
      atomax;119749691]Secondo me è un peccato non sfruttare la "nuova" elettronica,molti dispositivi di uso comune renderebbero meglio TV,PC,INVERTER,LAVATRICI,la stessa illuminazione.Micronde e induzione non so.Le rinnovabili renderebbero di più.
      Per quanto riguarda gli elettrodomestici che hai citato, l'unico vantaggio si avrebbe nell'eliminazione delle perdite sui diodi raddrizzatori (e in minor misura sui condensatori di livellamento). Tutto il resto dell' elettronica di questi elettrodomestici, lavorerebbe esattamente come per l' AC.
      Anche se volessi usare direttamente la corrente continua generata da celle fotovoltaiche, celle termovoltaiche, fuell cell, batterie, ecc...comunque dovresti usare dei convertitori elettronici che adattano i valori di tensione e gestiscono il trasferimento di potenza tra generatori e utilizzatori. Pensiamo per un attimo ad un' abitazione con impianto interamente in corrente continua, batterie e fotovoltaico. Avrai comunque delle perdite sull' elettronica che gestisce l' mppt, il regolatore di carica delle batterie, il convertitore interposto tra batterie e carico; le stesse identiche perdite che hai oggi con l' AC. Mancano all' appello le perdite sui componenti che ho citato prima con l' aggiunta delle perdite sui transistor della sezione dc-ac del convertitore e dei filtri di uscita. Parliamo di un 2% volendo esagerare? Nelle applicazioni che fanno uso di componenti a basse perdite (transistori mosfet di ultima generazione) facciamo anche l' 1%.
      In questo impianto in DC devi però prevedere l' interruzione di un corto circuito e un interruttore in continua costa molto di più rispetto ad uno normale in AC. Costi più alti anche per la protezione dai contatti indiretti....Non pensiamo di lavorare a 48 V, perché un forno o un asciugacapelli assorbirebbero più di 40 A!
      Il diavolo si annida nei dettagli.

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      • Mi rendo conto che l'ultimo post in questo thread è di, ormai, più di un anno e mezzo fa, ma visto che, da titolo, era pienamente attinente alla mia domanda ho pensato non fosse il caso di aprire nuove discussioni... spero che vi sia ancora qualche "elettronico" in zona.
        Assieme ad un altro utente del forum stiamo cercando di realizzare un impianto di irrigazione composto da 5 elettrovalvole claber e controllato da una sonoff 4CH a cui è stata accoppiata, per la gestione delle valvole (impulsive con cambio di polarità per apertura/chiusura) una Arduino Nano, un ponte a H e delle shield relè. Lo schema generale lo potete vedere QUI.
        Realizzato il tutto e "messo in opera" l'impianto ha da subito evidenziato anomalie; queste sono riassumibili, principalmente, in aperture non volute in risposta a chiusure comandate.... ad esempio: alla chiusura dell'elettrovalvola 1 si apriva la 4
        La mia domanda: è possibile che extra-tensioni provenienti, all'atto della chiusura, dal solenoide di una elettrovalvola siano tali da generare l'apertura di un altra elettrovalvola collegata alla prima da un solo polo? Se così fosse, non potendo ricorrere al classico escamotage del diodo di protezione ... normalmente utilizzato in anti-parallelo con le bobine dei relè ... avrebbe senso ovviare a questa sorta di "colpo di ariete" induttivo abbassando gradualmente (ad esempio 0-10V in 300ms) la tensione sui solenoidi invece del classico ON-OFF dato da relè di controllo?
        Domotica: schemi e collegamenti
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        • Salve a tutti, non so se sto scrivendo nella sezione o addirittura nel post giusto, però non ho trovato altri spazi pertinenti.
          L'altro giorno mentre passavo dei cavi per l'installazione di abat-jour costruite da me mi è venuta in mente un'idea malsana: vorrei domotizzare(o, per i pignoli, rendere smart) la casa. Il primo passo sarebbe quello di rendere smart tutti i comandi luce(interruttori, deviatori, ecc.). Ho visto online i prodotti Sonoff e BroadLink e non riesco a trovare informazioni affidabili riguardo la versatilità di questi prodotti. Quasi la totalità dei pulsanti che ho in casa dovrebbero essere deviatori visto che per la maggior parte dell'illuminazioni ho più pulsanti di comando.
          Vorrei sapere quale o quali possono essere le soluzioni per rendere smart ogni singolo comando. Inizialmente avevo valutato i Sonoff ma non credo che entrino nelle scatole quindi l'idea era quella di installare pulsanti smart che però non so se possono essere utilizzati come deviatori.
          Avreste qualche suggerimento?

          Grazie!

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          • Crik sta per interuttore
            diezedi,zona Cividale del Friuli.KWp 2,88,totalmente integrato , 20 moduli Unisolar PVL 144W , film sottile amorfi,,2 in parallelo per alimentare 10 microinverter PowerOne da 300W,PDC Templari da 300 lt,2 collettori Kloben CPC da 8 tubi flusso diretto,circolazione forzata.Azimut -90/+90,tilt 18° .Il tutto in funzione dal aprile 2014

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            • Davvero? Non lo sapevo! E' un soprannome che mi porto dietro dall'infanzia però ho seri dubbi che il responsabile di tale soprannome avesse trovato origine da qualche parte...

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              • Si, la sezione è decisamente quella sbagliata... e pensare che quella giusta era subito sotto: Sonoff, Arduino e altri strumenti di automazione: INDICE discussioni

                Ti invito a continuare di la ma intanto, per rispondere alla tua domanda...
                ...l'idea era quella di installare pulsanti smart che però non so se possono essere utilizzati come deviatori...
                ... sembrerebbe proprio di si, QUI il buon dolam spiega come; la soluzione è relativa ai sonoff touch ma penso possa essere implementata anche sulle basic (alias smart switch).
                Altrimenti, QUI trovi un po' di schemi che potrebbero farti comodo
                Domotica: schemi e collegamenti
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                • Buongiorno e piacere sono alessandro. Ne capisco poco di elettricita', pero' sto rendendo domotica la mia abitazione tramite placche wifi e prese wifi . Ora mi trovo a voler far funzionare sempre con sonoff le mie tre accensioni (deviatori) che comandano l'accensione e lo spegnimento di 5 per 3 faretti sul contrsoffitto con tre deviatori appunto. La domanda e' la seguente potrei utilizzare un sonoff 4 ch r2 per comandare queste accensioni? mantenedo il deviatore a muro? Oppure devo sostituire i deviatori con i pulsanti?Avrei in entrambi i casi il corretto funzionamento tramite Google home che attualmente uso? Inoltre avrei la visone dell'acceso spento sull app Ewelink?

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                  • Avrei bisogno di delucidazioni sul montaggio di una Shelly 2.5 su una scatola con all'interno pulsanti saliscendi tapparella. Sono collegati tramite relè.....

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                    • Ho bisogno di aiuto.

                      Buongiorno a tutti mi chiamo Gianluca e sono dalla provincia di Treviso sono qui in questo forum perche' ho un progetto che voglio mettere in pratica secondo il mio parere molto molto buono .
                      Ho bisogno dell'aiuto di qualcuno che possa darmi risposte ( o che mi aiuti) alle domande e hai dubbi che ho in merito alla elettrotecnica e quindi .... elettrovalvole e gestione delle stesse ,mettere in comunicazione piu dispositivi tramite una centralina ( programmarla a fare piu cose) e questa collegata alle elettrovalvole ,far defluire con le stesse del liquido ( acqua)attraverso delle canule .
                      potete contattarmi anche sulla mail naturalmente .
                      vi ringrazio tutti .
                      Gianluca

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                      • Puoi dare qualche info in più? A partire da cosa dovrebbe servire il dispositivo e come vorresti (in base a che parametri) gestire la parte "idraulica"
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                        • grazie di avermi risposto.
                          la parte idraulica viene gestita dalle elettrovalvole naturalmente che ha comanda invia alle canule la quantita voluta in tempi voluti la centralina deve gestire le zone, i tempi,possibilmente in remoto tipo quelle che usano nelle serre.

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                          • Scendiamo nel dettaglio .....
                            Quante valvole?
                            L'acqua circola per gravità o ha delle pompe? Di che portata stiamo parlando?
                            Remoto ... wifi?
                            Sensori?
                            ... quantità voluta in tempi voluti ...
                            Sui tempi no problem, sulla quantità dipende dalla "finezza" che vuoi ottenere. Usando pompe normali si può provare a calcolare la portata x il tempo di attivazione, ma se vuoi ottenere quantità esatte ti tocca utilizzare delle peristaltiche
                            Per quanto riguarda il controllo, generalizzando e senza andare ad infilarti in soluzioni particolarmente "professionali", hai principalmente tre opzioni: Arduino, Raspberry o ESP (= Arduino + Wifi)
                            Domotica: schemi e collegamenti
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