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Discussione: Presentazione pdc aria-acqua in autocostruzione

  1. #1
    Appassionato/a

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    Predefinito Presentazione pdc aria-acqua in autocostruzione



    Vorrei presentare la mia pompa di calore ottenuta dalla trasformazione di un climatizzatore split on/off e una caldaia a metano ed utilizzata per il riscaldamento con termosifoni e la produzione di acqua calda sanitaria.

    Presentazione pdc aria-acqua in autocostruzione

    Premessa
    In autunno si era resa necessaria la sostituzione della mia vecchia caldaia a metano (Baxi Ocean 20i del 1996). Dal momento che da 10 anni ho un impianto di riscaldamento con integrazione solare ( circolazione forzata con un boiler di accumulo di 500 litri), faccio funzionare il sistema con una temperatura di mandata di 40-45°, avendo opportunamente ingrandito i termosifoni all'epoca.
    Ho anche un impianto minieolico in rete da 1 kW. In queste circostanze e in considerazione dei costi elevati del metano ho pensato a riscaldare la casa con una pompa di calore aria-acqua, mantenendo quanto più possibile di componenti esistenti.

    Ubicazione: Bracciano (RM), zona climatica D, temperature minime medie di gennaio 4,2°, massime medie 10,2°. In pratica la temperatura di giorno non va mai sotto lo zero e si aggira tra 6 e 12 gradi, calando verso sera e rispettivamente di mattina di 2-4°.

    Caratteristiche edificio
    Casa unifamiliare, 70mq riscaldati, edificio antico con muratura in pietra naturale, diverse migliorie sull'isolamento (parete esterna rivestita di sughero, tetto ventilato con isolamento di sughero, vetri doppi). Non conosco il fabbisogno termico dell'edificio, ho quindi dimensionato per stima, pensando piuttosto a miglioramenti termici che ad una caldaia più potente nel caso che non fosse sufficiente.

    Presentazione pdc aria-acqua in autocostruzione

    Pompa di calore
    Come fonte di calore ho scelto un climatizzatore ON/OFF da 13700 btu (ca. 4 kW) con un COP nominale da 3,6, modello Sanyo SAP-CR12AEH, del costo di 350 € (ordinato su Internet). Ho rivenduto l'unità interna su ebay.

    Presentazione pdc aria-acqua in autocostruzione

    Modifica caldaia
    Poi ho svuotato la vecchia caldaia dei suoi componenti gas. Inizialmente pensavo di mantenere la parte idraulica (circolatore, valvole, pressostato ecc.). Poi, visto i costi e la convenienza dei componenti, ho conservato solo il vaso di espansione, collocando anche una nuova pompa circolatore a basso consumo (20 W) con regolazione elettronica, oltre allo sfiato, riempimento/scarico acqua, valvola di sicurezza, pressostato bassa tensione, filtro e sensori termici.
    Ho sostituito lo scambiatore acqua/fumi sopra il bruciatore con uno scambiatore acqua/gas R410A a 30 piastre, resistente a pressioni fino a 70 bar (l'R410A può arrivare fino a 45 bar).
    Ho fatto fare le modifiche ad un idraulico.

    Presentazione pdc aria-acqua in autocostruzione

    Sul circuito del liquido frigorifero ho inserito un filtro per la protezione del compressore da impurità. Un vetro spia a monte del compressore indica se il gas è perfettamente condensato nello scambiatore o se rimangono bollicine. Questo aiuta a tarare la pdc e a verificare la giusta quantità di R410A in fase di installazione, dato che non si collega più l'unità interna originale. Ho fatto fare i collegamenti ad un frigorista.

    Presentazione pdc aria-acqua in autocostruzione

    Collegamenti elettrici
    I collegamenti elettrici sono stati piuttosto semplici. L'unità esterna ha tre contatti: uno per la valvola 4 vie (inversione caldo/freddo), sotto tensione per la produzione di calore, uno per la ventola, uno per il compressore. Ho conservato la vecchia elettronica della caldaia, azionando con il segnale per il bruciatore un contattore che avvia compressore e ventola, mentre ho collegato la valvola al segnale della pompa circolatore in modo da assicurare uno spegnimento differito senza riflusso improvviso del gas.
    Ho collocato tre interruttori per valvola, ventola e compressore per poter controllare l'impianto e per un eventuale sbrinamento manuale. C'è poi un magnetotermico da 10 A per proteggere l'impianto.

    Sbrinamento
    Con temperature sotto i 5-6° e con aria molto umida si forma uno strato di giaccio sul radiatore dell'unità esterna che impedisce lo scambio di calore. Nel circuito originale del condizionatore lo sbrinamento viene comandato dall'elettronica dell'unità interna. Questa funzione doveva quindi essere implementata diversamente. Dal momento che le temperature sotto zero sono pressoché assenti, ho messo un timer che mattina e sera stacca il compressore ogni 50 minuti per 6 minuti, sciogliendo l'eventuale giaccio che si è formato mediante l'aria esterna mossa con la ventola. In questo modo non è necessario invertire il circuito e buttare calore all'esterno. In futuro vorrei inserire un comando con un PLC (Siemens LOGO) che avvia lo sbrinamento solo in caso di necessità.

    Prestazioni e consumi
    La pdc è in funzione da fine novembre e provvede in maniera soddisfacente al riscaldamento della casa, con un accensione dalle 6.00 alle 23.00. L'acqua calda nel serbatoio solare viene scaldato a 52°, su richiesta e mediante una valvola a 3 vie che manda il calore su uno scambiatore apposito nel boiler, staccando il riscaldamento.
    Ho istallato un misuratore dei consumi elettrici (energy logger 3500) per monitorare la pdc. Il consumo giornaliero oscilla tra 14 e 17 kWh. Nel mese di dicembre (più freddo di gennaio) ha consumato 514 kWh, mentre a gennaio erano 486. Se faccio una previsione su tutto l'anno, sono ca. 500 € contro i mille e più che pagavo per il metano ovvero un risparmio del 50%.

    Presentazione pdc aria-acqua in autocostruzione

    Recentemente ho istallato una centralina elettronica per il riscaldamento (Siemens RVA 53.140) che regola l'impianto in base alla temperatura esterna e la richiesta di calore dei termosifoni (dotati di valvole termostatiche).

    Non ho fatto installare un contatore separato. La pdc consuma al massimo 1200 W e funziona sul normale allaccio di casa da 3,3 kW, accanto a lavatrice, lavastoviglie o fornelli ad induzione. La corrente provviene esclusivamente da fonti rinnovabili (gruppo d'acquisto mercidolci - AGSM Verona) e - vento permettendo - dall'impianto eolico sul tetto di casa.
    Abbiamo distaccato il gas.

    Costi
    La pdc con tutto il materiale e il lavoro di trasformazione è costato ca. 1500 €, non inclusi i lavori di quadro e collegamento elettrico che ho eseguito di persona. Non ho usufruito di alcun incentivo per pdc in quanto non è prevista l'autocostruzione.

  2. #2
    Ho un pezzo di cuore nel forum

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    Ottimo lavoro!!!

    Sarebbe interessante conoscere i volumi mensili di mentano prelevati per poter così calcolare un COP effettivo.

    Ancora tanti complimenti...
    Ciao
    Battezzato "Uomo capellone del Monte---llo"

    Rilievi consumi-produzione PDC aria/acqua:
    http://www.energeticambiente.it/casa...ermico-fv.html

  3. #3
    Appassionato/a

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    bravo... proprio un bel lavoro!!
    hai provato a calcolare il COP??
    ciao

  4. #4
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da Jekterm Visualizza il messaggio
    Sarebbe interessante conoscere i volumi mensili di mentano prelevati per poter così calcolare un COP effettivo.
    La vecchia caldaia a gas sicuramente non lavorava più in maniera efficiente. Infatti, con una caldaia a condesazione sarei potuto scendere forse di un 30% nei costi di riscaldamento, a parità di investimento. Poi però avevo sempre la spesa del controllo annuo e naturlamente l'incertezza dei prezzi del metano. Oltre al fatto che la corrente elettrica - in linea di massima - può essere autoprodotta, il metano, in un abitazione civile no. E poi, io miravo al 50%, non al 30% ed ovviamente all'emissione 0

    Sul Forum tedesco Haustechnikdialog, dal quale ho avuto molte indicazioni per questo progetto, esiste una "scuola" che monta anche il contacalorie. Io invece non ho voluto inserire altre "resistenze" nel circuito dell'acqua. Dovendo alla fine contare i soldi, raffronto i valori di bolletta - a parità di comfort. Il COP sarà forse intorno a 3 o 3,5, ma intanto varia con la temperatura esterna e con la mandata. Il vero vantaggio sta nel fatto che vivo in una zona climatica quasi ideale per la pdc aria/acqua, ovvero con temperature invernali spesso sopra i 6-7 gradi. Se le medie fossero solo qualche grado più basse, avrei pensato due volte a metterci una pdc aria/acqua.
    So anche che con la modulazione (inverter) si riesce ad avere valori migliori, altretanto con un riscaldamento a pavimento e mandata più bassa. Ma trasformare un climatizzatore inverter aria/aria in aria/acqua è un'impresa pressoché impossibile, fino adesso sembra non esserci riuscito nessuno. Bisognerebbe andare con un prodotto commerciale, tipo Daikin Altherma o Mitsubishi Ecodan (Tekneri lo sa bene). Ma sono costi almeno doppi. Quando rientro? Per me poi il riscaldamento a pavimento era fuori discussione, volevo cambiare solo la fonte di calore e non tutto il sistema.

    Ancora tanti complimenti...
    Grazie.

  5. #5
    Appassionato/a

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    io... l'ho fatto questa estate.. e ancora no l'ho istallata.... penso di farlo entro una decina di giorni... ho utilizzato una on/off... della Mitsubishi, solo che ho ho modificato anche l'unità esterna, ho tolto il capillare e ho inserto una termostatica.. l'unità interna l'ho fatta con le lamiere in acciaio inox e per controllare ho messo un controllo dell Dixell, che prevede a controllare le accensioni del compressore, la velocità del ventilatore, i sbrinamenti e il pressostato del gas del compressore... assemblato il tutto lo abbiamo provato al banco prova del frigorista per verificare il cop e le temperature raggiungibili...
    il consiglio che ti dò è quello di non far lavorare la pompa di calore diretta nell'impianto, ma in un volano, calcolato in base alla potenza resa dalla macchina, in genere 40lt ogni kw sviluppato....

    allego qualche foto
    http://img411.imageshack.us/img411/9486/05032010i.jpg

    http://img687.imageshack.us/img687/544/10032010004.jpg

    http://img189.imageshack.us/img189/4283/10032010.jpg

  6. #6
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da raffaele75 Visualizza il messaggio
    io... l'ho fatto questa estate.. e ancora no l'ho istallata.... penso di farlo entro una decina di giorni... ho utilizzato una on/off... della Mitsubishi,
    Un bel lavoro!


    solo che ho ho modificato anche l'unità esterna, ho tolto il capillare e ho inserto una termostatica.
    Mi sfugge il senso di questa trasformazione. Immagino che serve a modulare la potenza. Ma come si modula solo attraverso la valvola se non si interviene sulla velocità del compressore?

    . l'unità interna l'ho fatta con le lamiere in acciaio inox e per controllare ho messo un controllo dell Dixell, che prevede a controllare le accensioni del compressore, la velocità del ventilatore,
    Non conosco quel controller. Puoi dare qualche link tecnico?
    A cosa serve la modulazione della velocità del ventilatore esterno?

    i sbrinamenti e il pressostato del gas del compressore...
    Per lo sbrinamento ho osservato che - almeno dalle mie parti - non serve invertire il circuito. Sbrino con l'aria esterna dal momento che le temperature sotto zero sono praticamente assenti. Non ho messo pressostato sul circuito frigorifero perché non c'era nemmeno nel circuito originale, con l'unità interna ad aria. Pensi che sia necessario?

    assemblato il tutto lo abbiamo provato al banco prova del frigorista per verificare il cop e le temperature raggiungibili...
    Per curiosità: che valori avete riscontrato?

    il consiglio che ti dò è quello di non far lavorare la pompa di calore diretta nell'impianto, ma in un volano, calcolato in base alla potenza resa dalla macchina, in genere 40lt ogni kw sviluppato....
    Ho ambedue le possibilità, dal momento che posso passare nel ritorno attraverso il boiler di accumulo solare (500l) azionando una valvola elettrica a tre vie. Quando la temperatura esterna sale sopra i 10-12° passo per il boiler per ridurre il numero delle accensioni. Quando invece fa più freddo la pompa lavora quasi in continuo, quindi non serve, anzi, dovendo riscaldare una massa maggiore, ho anche maggiori dispersioni - quindi vado direttamente sui termosifoni.

    allego qualche foto
    Non riesco a capire quel capillare e/o vaso in rame sull'unità interna. Che funzione ha?

  7. #7
    Appassionato/a

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    scusa se ti rispondo solo ora.... la spiegazione della valvola di espansione al posto del capillare la trovi qui...
    VALVOLE ESPANSIONE
    i controlli per i gruppi frigo, basta che vai su siti dell Dixell o dell'Eliwell.... clicca su controlli gruppi frigo e puoi controllare quello che vuoi,credo che siano usciti anche i controlli per l'inverter, ma nel nostro caso, costano di più di tutto quello che abbiamo fatto per divertimento e quindi il gioco non vale la candela..
    io purtroppo ancora non l'ho istallato perchè il mio idraulico di fiducia lo fa a tempo perso.. e lo capisco.. prima gli altri e poi me....
    vediamo se mi ricordo quello che mi hai chiesto.... il pressostato serve in caso di mancansa di pressione a bloccare tutto.. è solo una sicurezza per non spaccare il compressore.. è stato inserito nell'unità interna, in quella specie di barilotto che serve a raccogliere il liquido quando si inverte il ciclo.. perchè la mia pompa di calore è predisposta con una valvola 4 vie ad invertire il ciclo e fare freddo durante l'estate.. al banco prova l'abbiamo portata fino a 55°C e raggiungeva un COP di 2,6.. un pò scadente, ma ancora superiore ad una caldaia, la prova è stata effettuata a 7°C esterni... quindi con temperature vicine allo 0° credo che sia anche più basso.. comunque il valore significativo era a 35° con un cop di 3.8..non male, peccato che io nella mia piccola abitazione di 80mq ho i radiatori.. li ho comunque ridimensionati e lavorano attualmente con una temperatura come la tua di 40-45°C.. il COP a 40°C era di 3.4 a 45°C di 3.2... sopra i 45°C cade vertiginosamente.. penso perchè si utilizaz il gas R410a se ci fai caso in effetti tutte le pompe di calore che sviluppano temperature più alte hanno l'R407c o l'R134a...

    la tua come sta procedendo?

    a dimenticavo il volano serve a fare meno accensioni e per altre cose... se tutto va bene comunque martedi o mercoledi la monto.. speriamo che non mi dia buca..
    per, acs ho anche un collettore solare...
    sto comunque costruendo una piccolina con un compressore di un frigorifero...

  8. #8
    Seguace

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    Complimenti anche da parte mia, bel lavoro, solo due domande:

    1) a che temperatura riesce ad arrivare l'acqua, ci sarebbe qualche modo per aumentarla ulteriormente?
    2) come hai fatto a sapere quale contatti portano la corrente alla ventola, compressore e valvola a 4 vie dell'unità esterna? puoi darmi qualche link di riferimento per recuperare uno schema tecnico, anche della Sanyo andrebbe benissimo.

    Ti ringrazio e ancora Bravo!

    Enrico
    Senergy

  9. #9
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da Senergy Visualizza il messaggio
    1) a che temperatura riesce ad arrivare l'acqua, ci sarebbe qualche modo per aumentarla ulteriormente?
    Puoi portarla anche a 60°. Ho fatto dei test avendo riscontrato temperature fino a 90° sull'ingresso scambatore. Ovviamento si abbassa tanto il COP ed anche il compressore non è costruito per lavorare sempre a queste temperature, quindi riduci la durata del sistema.

    2) come hai fatto a sapere quale contatti portano la corrente alla ventola, compressore e valvola a 4 vie dell'unità esterna? puoi darmi qualche link di riferimento per recuperare uno schema tecnico, anche della Sanyo andrebbe benissimo.
    Gli schemi tecnici per quasi tutte le unità esterne si trovano nei manuali tecnici, basta una ricerca su google. Comunque lo schema elettrico è solitamente stampato su un foglio incollato all'interno del coperchio dell'unità esterna.

  10. #10
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da badgir Visualizza il messaggio
    Puoi portarla anche a 60°. Ho fatto dei test avendo riscontrato temperature fino a 90° sull'ingresso scambatore. Ovviamento si abbassa tanto il COP ed anche il compressore non è costruito per lavorare sempre a queste temperature, quindi riduci la durata del sistema.
    Scusa per l'ennesima domanda, dopo aver postato quella precedente ho continuato a studiare l'idea e ho visto come procedere, però mi resta un dubbio, come fai a regolare tu la temperatura dell'acqua? immaginavo che la pompa lavorasse ad una temperaura fissa, forse all'interno si trova qualcosa per variarla?

    Grazie ancora, a presto.
    Enrico - Senergy
    Senergy

  11. #11
    TUTOR

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    Complimenti davvero, non ho ancora avuto il tempo di leggermi tutto il thread ma dalle foto hai fatto un "lavorone" solo una cosa....
    ... Oltre al fatto che la corrente elettrica - in linea di massima - può essere autoprodotta...
    Se veramente hai questa possibilità come mai non hai pensato a riadattare la vecchia caldaia con funzionamento ad idro-metano o addirittura provare a sperimentare direttamente il solo idrogeno?

  12. #12
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da Senergy Visualizza il messaggio
    Scusa per l'ennesima domanda, dopo aver postato quella precedente ho continuato a studiare l'idea e ho visto come procedere, però mi resta un dubbio, come fai a regolare tu la temperatura dell'acqua? immaginavo che la pompa lavorasse ad una temperaura fissa, forse all'interno si trova qualcosa per variarla?
    E' molto semplice. C'è una sonda termica nel serbatoio e una sulla mandata dell'acqua. Sulla centralina visibile nelle foto imposto la temperatura dell'acqua calda sanitaria e quella della mandata del riscaldamento. Quando la pdc ha scaldato l'acqua alla temperatura impostata la centralina interrompe il funzionamento del compressore.

    La pompa di calore ON/OFF non lavora a una temperatura fissa. Continua a scaldare finché è accesa. Se provvedi a prelevare il calore mediante termosifoni - proporzionati alla potenza del compressore - il compressore non supererà una determinata temperatura - almeno se fuori fa' abbastanza freddo - anche se lavora ininterrottamente.
    Se invece scaldi l'acqua in un serbatoio (boiler), pian piano questa si scalda interamente finchè non ne prelevi, teoricamente senza limite. Ovviamente ad un certo punto anche qui avrai dispersioni tali da non poter essere superate dal compressore. Ma prima probabilmente il compressore si arresta per sovraccarico in quanto il lavoro che dovrebbe compire supererebbe la sua potenza.

    Portare 500 litri di acqua a 60° con un 13.500 BTU (4 kW) richiede diverse ore, a secondo la temperatura di partenza e ovviamente la temperatura esterna, essendo la fonte primaria l'aria esterna. Dal momento che scaldo l'acqua nel boiler anche con i pannelli solari termici, in inverno a ca. 30°, il lavoro finale della mia pompa di calore è minore. E poi, normalmente la porto solo a 45-50°. Quindi l'acqua nella parte superiore del boiler (180l) si scalda in circa mezz'ora.

    Quote Originariamente inviata da Lupino Visualizza il messaggio
    Complimenti davvero, non ho ancora avuto il tempo di leggermi tutto il thread ma dalle foto hai fatto un "lavorone" solo una cosa....

    Se veramente hai questa possibilità come mai non hai pensato a riadattare la vecchia caldaia con funzionamento ad idro-metano o addirittura provare a sperimentare direttamente il solo idrogeno?
    Idro-metano non saprei che cos'è. Idrogeno poi, non esistono componenti a livello industriale di facile reperibilità. Non è certo pensabile usare una caldaia a metano tale quale con l'idrogeno, a meno che non si vuole far saltare in aria la casa. Poi servirebbe sempre un accumulo per l'idrogeno, forse una delle cose più difficili in quanto è un gas estremamente volatile.
    E sopratutto produrre idrogeno dall'elettricità e un processo a bassisima efficienza, si finirebbe per sprecare i tre quarti dell'energia faticosamente prodotta. A questo punto conviene di più metterci una resistenza elettrica nel boiler - almeno costa meno ed è più semplice da realizzare

    Comunque volevo un sistema funzionante con una tecnologia collaudata (infatti ne esistono in commercio - si chiamano chiller) e non sperimentare a livello di laboratorio. L'obiettivo era quello di raggiungere un risultato soddisfacente con una spesa modesta ed inferiore ai sistemi chiavi in mano, adottando componentistica di serie (nel caso specifico: un unità esterna di un condizionatore ON/OFF ed uno scambiatore termico a piastre) e riciclando dove possibile i componenti già presenti.

  13. #13
    Ho un pezzo di cuore nel forum

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    Le rese energetiche ed economiche saranno i migliori giudici, ma a prima vista hai realizzato una elaborazione pregevole.
    Bella e descritta con chiarezza.

  14. #14
    Amante storico del Forum

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    Vedo solo adesso la discussione, veramente un bel lavoro , avevo visto qualcosa di simile tempo e ci ho sempre pensato a realizzare qualcosa del genere.
    La mia domanda e' : se la pdc la usassimo per scaldare un accumulo , come si calcola la serpentina da inserire nel boiler ,per fare in modo di non dover ricaricare di gas ma facendo bastare quello che c'e' nell'unita esterna?
    Il tutto senza scambiatore a piastre che necessita di una pompa.

  15. #15
    Appassionato/a

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    Buonasera a tutti, ho appena finito una costruzione simile a batgir, solo che a differenza di lui ho installato un clima inverter, e adesso incominciano i problemi:
    - ho acquistato in clima (12.000 Btu) a un prezzaccio, solo che l'unità interna era sbagliata (non compatibile), questo è uno dei tanti motivi del perchè il rivenditore si è disfato di tutta la produzione made in P.R.C. rimarcata Italia (la vera marca non la dico, anzi non sò se è possibile) e sono in attesa, spero presto, dell'arrivo della U.I. corretta, voi direte .... cosa me ne faccio dell' u.i. .... se poi utilizzo uno scambiatore a piastre ??? .... mi serve per "asportare" l'elettronica di gestione
    - in attesa, ho chiaramente aperto l'U.E. e con mio rammarico ho scoperto che quando "funzionera" in pompa d.C. il circuito dispone di "regolazione" fissa, ovvero mediante capillare, non a valvola passo-passo come quando opera in condizionamento
    - ora il vero dilemma, visto che il compressore rotativo dispone di morsetti W-V-U e il tutto è gestito dall'elettronica di bordo, il funzionamento è sicuramente a velocità variabile, premesso che ora sono solo in fase di "prove", la mia idea è quella di utilizzare un "inverter" commerciale per poi "adattare" la velocità in base al carico con un regolatore di temperatura con uscita 4-20mA.
    - DOMANDA finale .... c'è nessuno che conosce le caratteristiche di alimentazione del compressore ???
    un grazie a tutti

  16. #16
    Appassionato/a

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    E' in funzione da circa una settimana, dopo il aver ricevuto l'unita interna e asportato in "blocco" la parte inerente alla scheda elettronica, prima di scrivere .... ho dovuto risolvere una piccola serie di problemi:
    - per primo, la sonda (NTC) che rileva in origine la temperatura dell'aria, inserita poi nel tubo in uscita allo scambiatore, chiaramente la stessa calcolata per 30°C (dati dal telecomando) non andava bene dato che mi necessita almeno 36-37 °C, per fare questo ho inserito in serie alla stessa, una serie di resistenze ommiche con valori +/- spannometrici, nel mio caso circa 3K, questo valore fa in modo che il sistema si avvii.
    - non essendo sicuro che la "centralina" moduli in "sicurezza" la potenzialità del sistema in base al carico, avendo ha disposizione un termostato digitale con sonda inserita nella mandata diretta al pavimento radiante e impostato a 37 °C con isteresi di 0,3 °C, sfrutto l'uscita on-off per "cortocicuitare" la resistenza "aggiunta" alla NTC,in questo modo "impongo" una forzata lettura agli originali max 30°C, questa condizione "rallenta" la rotazione dal PdC, abbassandosi sotto la soglia di isteresi questa a sua volta viene di nuovo "liberata", permettendo una certa modulazione in più.
    - per ultimo il termostato ambiente è inserito in serie alla sonda NTC, questa soluzione permette di arrestare/avviare la PdC senza strafare la scheda elettronica originale, in caso di temp-ambiente raggiunta o la necessità di fermare il tutto, l'interruzzione della sonda fa si che venga riconusciuta una condizione di errore (assenza/guasto NTC) porta al fermo di tutto, il ripristino, riavvia il sistema.
    Conclusioni:
    - dato il periodo, temp esterna -1/+2 °C, con umidità locale prossima al 70 % (più avanti verificherò meglio) il consumo giornaliero con attività da 6:00 a 22:00, è stato ci circa 25 kWh, per contro con riscaldamento a metano (caldaia a basamento bassa temp. termostato caldaia regolato a 50°C) il consumo è stato di 11 mc, "monettizzando" il tutto (0,25 €/kWh e 1€/mc) il risparmio è circa un 42 %
    Svantaggi:
    - dato che per motivi di località la PdC va in frequenza (mattina presto e sera dopo le 17:00) in sbrinamento a scapito della resa, questo si riperquote sia in ambito di riscaldamento (sottrae calore e con scambiatore a piastre non posso, fermare come in origine la ventola, congelo l'acqua contenuta con probabile "spaccatura") sia in ambito economico la "rigenerazione" consuma kWh.
    - il sistema fatica a raggiungere la temperatura di confort, per ovviare a questo bisognerebbe tenere in funzione 24 su 24 il tutto ma chiaramente i consumi elettrici ne risentono, fino sicuramente ad annullare i benefici in termini economici
    - la possibilità di non riuscire a controllare le prestazioni in modo ottimale, di regolazione, fa si che il tutto funzioni un pò alla "carlona"
    Vantaggi:
    - start e stop "dolci" senza "botte" al picco energetico, classico invece in una PdC on-off
    - inizialmente l'economia di funzionamento
    - la grande soddisfazione di aver "adattato" una PdC inverter commerciale.

    Riferito alla domanda del mio post:
    - Non sono riuscito mediante l'utilizzo di un'oscilloscopio a verificare la tensione e la forma d'onda applicate al compressore, ma mi riprometto in futuro (con climi un pò più temperati) di verificare il tutto.
    - Inizialmente ho scritto che la PdC era di 12.000 Btu, in realtà (verificato poi a imballaggio tolto) è 12.000+9.000 Btu, infatti in riscaldo il consumo elettrico, nel maggior regime di rotazione si porta a circa 2,8 kW

    Cordialità a tutti.

  17. #17
    Novizio/a

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    Quote Originariamente inviata da Senergy Visualizza il messaggio
    ****
    Sarebbe interessante conoscere i volumi mensili di mentano prelevati per poter così calcolare un COP effettivo.


    Note di Moderazione:

    Ultima modifica di gymania; 28-01-2012 a 13:29
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  18. #18
    Appassionato/a

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    Predefinito

    Badgir, come è andata questo inverno?

  19. #19
    Seguace

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    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da Ricuzzu Visualizza il messaggio
    come è andata?
    Mi associo alla richiesta di Ricuzzu..
    Facci sapere Badgir!
    Ciao
    Senergy

  20. #20
    Novizio/a

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    Predefinito Info pompa di calore

    Ciao, hai qualche foto/schema della pompa di calore?
    Grazie
    Salvatore

  21. #21
    Amante storico del Forum

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    Predefinito

    Ce ne era anche un'altra Pompa di calore aria-acqua fai da te

    faccio notare che oggi è vietato operare su circuiti gas senza avere patentino F-gas , non vengono più neanche vendute le unita split senza dichiarare chi installa , è penalmente perseguibile....

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