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Discussione: novita' cella GDPE Iorio-Cirillo ottobre 2008

  1. #21
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    Ciao ElettroRik
    In fatti per oviare al problema dell'assorbimento anomalo ho messo un trasformatore da 250vA da 230V primario 230V secondario e misuro gli amper assorbiti sul primario, dove ho controllato l'onda ed è perfettamente sinosoidale quindi la lettura dovrebbe essere affidabile ed è in linea con quella calcolata dai valori dello strumento.

    In più uso un vecchio oscilloscopio analogico, con banda fino a 3,6Mhz non è tanto lo so ma il vantaggio è quello che fa vedere tutto, non lo misuri ma tutto quello che viene generato lo fa vedere.

    In più non faccio generare il plasma o pochissimo, quindi l'arco elettrico che buca lo strato di idrogeno è inesistente, cosi facendo non consumo l'elettrodo per elettroerosione ed elimino tutti quei disturbi che sfalsano le letture.

    Ciao.

  2. #22
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    Ciao ElettroRik
    In fatti per oviare al problema dell'assorbimento anomalo ho messo un trasformatore da 250vA da 230V primario 230V secondario e misuro gli amper assorbiti sul primario, dove ho controllato l'onda ed è perfettamente sinosoidale quindi la lettura dovrebbe essere affidabile ed è in linea con quella calcolata dai valori dello strumento.
    ...
    In più non faccio generare il plasma o pochissimo, quindi l'arco elettrico che buca lo strato di idrogeno è inesistente...
    Il primo accorgimento, come sai, l'ho sempre raccomandato anch'io. Però perdi tantissimo in precisione oltre a dover incorporare quelle dovute ai componenti dell'alimentatore come trasformatore, diodi, fili, ecc...
    Con tale configurazione, le mie misure non sono mai andate oltre Cop 0,9.
    Ma tu che calorimetro usi?
    Ultima modifica di ElettroRik; 28-10-2009 a 16:50
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck

  3. #23
    Novizio/a

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    ciao carissimi,
    non so quanto e se vi ricordate di me.
    è un piacaere ritrovarvi qui.
    mi sono appena registrato sul nuovo foru e mi appresto a spulciare tutte le novità che in questi anni mi sono perso.


    un abbraccio a tutti.

  4. #24
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    Ciao ElettroRik
    Be faccio tutte e due le misure, controllo con l'oscilloscoppio che l'onda sia perfette e poi metto l'amperometro, e le misure precise le faccio sulla cella con tensione sulla cella e tensione di shount.
    Poi so quanto elettrolita entra nella cella 1,5L misuro il tempo e il delta della temperatura, della prova e poi la rapporto con la formula nota.

    http://www.roma1.infn.it/~dagos/foglietti/node46.html#eq:acqua

    la (23)
    Semplificata in

    t=(DeltaT Ca M)/W
    Dove:

    t = Tempo in Sec.
    DeltaT = delta temperatura
    Ca = Costante termica = 4186
    M = Massa in Kg di acqua
    W = Potenza immenssa WSec.

    Ciao.

  5. #25
    Ennio Vocirzio
    Ospite

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    Saluto con estrema gioia l'amico Eroyka.

    Rivolgendomi a Quantum:
    Caro Quantum se hai bisogno posso darti dell'ossido di berillio.

    Per Gabrichan:
    Caro Gabrichan l'amico Elettrorik ti ha risposto esattamente come avrei risposto anch'io, non solo, ma, apprezzo molto il fatto che lui attesta il guadagno della cella GDPE a 0,9.

    Negli ultimi mesi (quasi un anno) la cella che io ho fatto funzionare non ha guadagnato più di 0,9.

    Infatti, è proprio questo il guadagno della cella GDPE, quindi, ergo,....non c'è assolutamente guadagno.

    Attenzione, non sto escludendo che la cella possa fornire fiotti di energia di alcune decine o centinaia di eV, ma, ovviamente come ogni fisico potrà attestare. Nelle condizioni strumentali a noi note, questi esigui apporti energetici (eventuali) non sono assolutamente misurabili.

    Caro Gabrichan, vedi,....è meglio andare con i piedi di piombo su queste cose. Addirittura sarebbe serio mettere in discussione le stesse trasmutazioni. Infatti, sto facendo effettuare delle analisi di purezza ad alcuni elettrodi con metodi più sofisticati del SEM.

    Quindi non perdiamo il tempo con l'energia.

    Conviene forse concentrarsi sugli eventuali neutroni da rilevare.

    Al prossimo post ti descriverò la tecnica che sto sperimentando in questo momento, che comunque non è una mia idea. Si tratta della tecnica che ha utilizzato il prof. Cardone.

    Caro Gabrichan non bisogna mai perdere l'entusiasmo, ricordalo. La forza di un uomo si misura dalle volte che lui si rialza dopo una caduta.
    Ma, bisogna essere assolutamente onesti. Questo è il vero scienziato.

    Bisogna ammettere i propri errori e io, proprio in questo forum ne ho fatto tanti. Quello che ho dichiarato già dai primi post deve essere ridimensionato. Ovviamente, allora ero in buona fede, ma, ora dagli ultimi risultati e da come si comporta la cella GDPE, Vi dico che conviene spendere tempo solo per studiare eventuali altri aspetti del fenomeno.

    Saluto tutti con grande armonia, e saluto anche Remond, prima citato da Eroyka (che certamente potrà leggerci), poichè in verità vi dico, che l'amico Remond mi manca molto e mi ricorda i bei tempi in cui combattavamo sul forum di progettomeg, tempi in cui il nostro entusiasmo sulle applicazioni della cella GDPE era alle stelle.

    Vi voglio tutti un mondo di bene, credetemi.

    P.S. Datemi un po di tempo per rispondervi. In questi giorni sono un po impegnato.

  6. #26
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    ...
    Ciao Gabri, forse ravviso un errore nella procedura.

    La formula per il computo del calore che citi vale per una resistenza, che ha una potenza costante, ma non è universale.
    Nella gdpe la potenza immessa non è affatto costante, per cui il conto così fatto non è corretto.

    Per non sbagliare dovresti ragionare in Calorie (o Joule) quindi in termini di energia, non di potenza, per svincolarti dal tempo.

    Puoi postare qualche dato? Così vediamo nel concreto...
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck

  7. #27
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    Ciao ElettroRik
    In questi giorni ho smontato tutto per fare un pò d'ordine e rifare l'elettronica di pilotaggio appena ho finito ricomincio con le prove e poi ti posto i dati.
    Comunque se hai suggerimenti su come fare un calcolo più preciso per il calcolo saranno davvero molto graditi.
    Ciao.

  8. #28

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    Cari amici ciao a tutti,

    complimenti a GabriChan per la sperimentazione... anche se ti esorto a tenere ben presenti le osservazioni di elettrorik.
    Il plasma è molto sfuggente e abbiamo compreso che i nostri metodi di misura sono fallaci.
    Certamente l'impiego di un trasformatore di isolamento ti consente di limitare i danni di un'acquisizione errata, ma la non conoscenza dell'assorbimento del trasformatore stesso (la cui analisi si complica proprio per le dinamiche del plasma) non consente di ottimizzare la stima.

    Ma, nei limiti delle attrezzature e delle strumentazioni disponibili, si può comunque ottimizzare la misura. Sia elettrica che calorimetrica.


    Per Mgb2: grazie per l'interessamento, ma anche i link che mi hai indicato sono difiicili da usare.

    Per ennio: anche io ho qualcosa da darti.

    Un abbraccio a tutti

  9. #29
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    Ciao Quantum Leap e grazie.. .
    Io assolutamente tengo mella massima considerazione le osservazioni e i consigli degli altri, stò riprogettando l'elettronica proprio per ovviare a questi problemi. In fatti prima usavo un parzializzatore di forma d'onda a scr con l'alternata di rete radrizzata e quindi al massimo andavo a 100Hz ore col pwm che stò costruendo dovrei arrivare a frequenze molto più alte. E verificare anche se ci sono fenomeri di cavitazione.

    Ciao

  10. #30
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    Ciao ElettroRik intendi una conversione del tipo:

    1 Watt = 0.239006 Calorie/Secondo ??????

    Sapendo quanti Watt entrano al secondo e sapendo che la caloria e 1°C per 1 CC di acqua, sapendo la quantità di acqua sai quanto si dovrebbe scaldare e lo confronti con quanto si è scaldata durante la prova.

    é cosi?

    Il problema è; che c'è un'inerzia termica ed anche di una conducibilità del calore dell'acqua da tenere in conto.
    e la formula che uso gia corregge quel parametro.

    Ciao

  11. #31
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    Ciao ElettroRik intendi una conversione del tipo:
    1 Watt = 0.239006 Calorie/Secondo ??????
    Intendo che, se non sei a T costante, le perdite verso l'ambiente non le puoi computare con precisione.
    Quindi o usi un calorimetro a flusso, completamente (o al meglio che puoi) isolato dall'ambiente, dotato di intercapedine in cui fai circolare un flusso di raffreddamento e misuri l'energia "asportata" come deltaT x p (p = portata = massa / tempo), oppure ne usi uno completamente adiabatico, e resti in un range di temperatura ristretto, sotto l'ebollizione. Sennò commetti degli errori stimando la perdita verso l'ambiente come costante, quando costante essa non è.
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck

  12. #32
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    Ciao ElettroRik ragioniamo un attimo.....

    L'idea è fare qualcosa di nuovo.
    Ovvero non replicare qualcosa gia fatto da qualcuno di cui si sanno gia i risultati (cop. 0.9), ma sperimentare cose nuove. Avere un'intuizione nuova e portarla avanti sperimentando, quindi se le mie misure non mi portano a valutare un cop. superiore (anche senza coimbentando) vuol dire che sto replicando qualcosa di gia fatto e quindi devo cambiare qualcosa... non credi?
    Per me è questo lo spirito di uno sperimentatore, valutare le cose gia fatte e pensare al modo di migliorarle. E anzi mi stupiscie molto il fatto che seppur questo forum è frequentato da persone veramente molto qualificate nessuno tiri fuori qualcosa di nuovo.!!!
    Personalmente credo che fondere il tungteso con l'elettroerosione sia si bello e folcroristico ma non porti a nulla di nuovo (ne cop. >1 e forse neanche trasmutazioni) e sia un inutile spreco di tempo e di energia.
    Un cordiale saluto a tutti.

  13. #33
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    L'idea è fare qualcosa di nuovo.
    Ok Gabri, ma non capisco...
    Come puoi pensare di fare qualcosa di nuovo inventandoti metodi di misura... fantasiosi? Capirei se ti sbizzarrissi sul modo di scatenare il fenomeno, ma non sul modo di misurare...
    Mi sa che non ho capito.
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck

  14. #34
    Affezionato

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    Non ho inventato nessun metodo di misura fantasioso... anzi ho cercato il metodo più preciso possibile, misurando tensione e corrente direttamente sulla cella ed evitando di generare il più possibile i disturbi dati dall plasma e dalle scintille dell'elettroerosione.

    Per me se c'è fusione la si ottiene nell'elettrolita l'istante precedente all'innesco del plasma, con un rapporto altissimo di superficie tra anodo e catodo, in modo che tutta la corrente che passa si accumuli in un punto piccolissimo deformando il campo magnetico dell'elettrolita. In fatti misurando la tensione (a bassa tensione oviamente) l'andamento di questa non è lineare ma l'inverso del quadrato della distamnza 1/d*d dove d e la distanza tra anodo e catodo.
    Quindi a una distanza piccolissima dall'anodo si avranno "pressioni" molto alte sufficienti credo a far fondere gli atomi circostanti (considerato anche l'aflusso di elettroni che abbassa la barriera di coulomb) che creano delle microesplosioni facilmente percettibili.
    Oviamente questa è una mia ipotesi o stronzata chiamatela come vi pare, devo ancora fare un sacco di prove, ma almeno è qualcosa di nuovo.

    Ciao.

  15. #35
    Nabla
    Ospite

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    in modo che tutta la corrente che passa si accumuli in un punto piccolissimo deformando il campo magnetico dell'elettrolita.
    Io non capisco per quale ragione si modifichi il campo magnetico. L'elettrolita poi induce campo magnetico? Ma non sono le cariche in moto che lo inducono?

  16. #36
    Ho un pezzo di cuore nel forum

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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    Non ho inventato nessun metodo di misura fantasioso... anzi ho cercato il metodo più preciso possibile, misurando tensione e corrente direttamente sulla cella...
    Scusami Gabri,
    ma forse c'è un equivoco. Io parlavo della misura calorimetrica, non elettrica.
    D'altra parte come pensi di poter 'misurare' l'vento di fusione? O ti doti di misuratore di neutroni, come hanno fatto Ennio e Quantum, o cerchi le trasmutazioni quali possibli 'tracce' di avvenuta fusione (fra l'altro non è detto che lo siano), oppure cerchi degli eccessi di calore non attribuibili alla chimica.
    Di certo non puoi affidarti al fatto che... vedi scintille. Non credi?
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck

  17. #37
    Affezionato

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    Ciao Nabla
    Nella cella al plasma hai passaggio di corrente e quindi di cariche elettriche, quello che non ho ancora visto fare da nessuno è calcolare come si deforma la struttura dell'elettrolita al passaggio di questa.

    Ciao ElettroRik
    Io ragiono al contrario ovvero calcolo quanti watt entrano nella calla, e poi misuro il delta di temperatura nel tempo, se ottengo un valore più alto di quello teorico, trascurando la dispersione ambientale vuol dire che ho ottenuto un cop. >1 altrimenti vuol dire che sono ancora sotto. Per me è la cosa più semplice.

  18. #38
    Ho un pezzo di cuore nel forum

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    misuro il delta di temperatura nel tempo
    Ciao Gabri, è proprio quello che non mi torna....
    Ovvero, secondo per secondo, quanto valeva il deltaT? Così tu non lo sai, sai solo il valore iniziale T1 al tempo t1 e il valore finale T2 al tempo t2.
    Ma non puoi integrarne il valor medio, non è corretto. Dovresti campionare, almeno ogni secondo questi valori, e poi fare l'integrale nel tempo.
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck

  19. #39
    Nabla
    Ospite

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    quello che non ho ancora visto fare da nessuno è calcolare come si deforma la struttura dell'elettrolita al passaggio di corrente.
    Finché la fase è quella liquida, vale la legge di Ohm (complicata dal fatto che il conduttore non è unidimensionale e la conducibilità eletrica dipende dalla temperatura e dalla concentrazione). Ma a partire dal momento in cui si forma il plasma, la modellazione si complicherebbe moltissimo (secondo me).

    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    calcolo quanti watt entrano nella calla, e poi misuro il delta di temperatura nel tempo, se ottengo un valore più alto di quello teorico, trascurando la dispersione ambientale vuol dire che ho ottenuto un cop. >1
    E che calore specifico usi? Tra l'altro, il calore specifico dipende dalla temperatura, quindi andrebbe integrato rispetto alla temperatura (penso che sia quel che ha detto ElettroRik). Però bisogna stare attenti che nel momento in cui scocca il plasma, suppongo che il calore specifico subisca una variazione brusca; lo suppongo perché così si verifica sperimentalmente ogni volta che si ha un cambiamento di fase nel sistema.

  20. #40
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    Quote Originariamente inviata da Nabla Visualizza il messaggio
    Tra l'altro, il calore specifico dipende dalla temperatura, quindi andrebbe integrato rispetto alla temperatura (penso che sia quel che ha detto ElettroRik).
    Si, è vero, c'è anche quello, anche se forse non incide così come le perdite verso l'ambiente a cui alludevo, che dipendono dalla temperatura pure loro.
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck

  21. RAD
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