{"id":2707,"date":"2021-10-20T21:38:02","date_gmt":"2021-10-20T19:38:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/?p=2707"},"modified":"2021-12-11T09:01:48","modified_gmt":"2021-12-11T08:01:48","slug":"pannello-solare-termico-parte-seconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/pannello-solare-termico-parte-seconda\/","title":{"rendered":"Pannello Solare Termico- Impianto Idrico:"},"content":{"rendered":"\t\t\t<!-- Flexy Breadcrumb -->\r\n\t\t\t<div class=\"fbc fbc-page\">\r\n\r\n\t\t\t\t<!-- Breadcrumb wrapper -->\r\n\t\t\t\t<div class=\"fbc-wrap\">\r\n\r\n\t\t\t\t\t<!-- Ordered list-->\r\n\t\t\t\t\t<ol class=\"fbc-items\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/BreadcrumbList\">\r\n\t\t\t\t\t\t            <li itemprop=\"itemListElement\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ListItem\">\r\n                <span itemprop=\"name\">\r\n                    <!-- Home Link -->\r\n                    <a itemprop=\"item\" href=\"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\">\r\n                    \r\n                                                    <i class=\"fa fa-home\" aria-hidden=\"true\"><\/i>Home                    <\/a>\r\n                <\/span>\r\n                <meta itemprop=\"position\" content=\"1\" \/><!-- Meta Position-->\r\n             <\/li><li><span class=\"fbc-separator\">\/<\/span><\/li><li class=\"active\" itemprop=\"itemListElement\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ListItem\"><span itemprop=\"name\" title=\"Pannello Solare Termico- Impianto Idrico:\">Pannello Solare Termico- Impianto...<\/span><meta itemprop=\"position\" content=\"2\" \/><\/li>\t\t\t\t\t<\/ol>\r\n\t\t\t\t\t<div class=\"clearfix\"><\/div>\r\n\t\t\t\t<\/div>\r\n\t\t\t<\/div>\r\n\t\t\t\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Pannello solare termico: costruiamo il supporto e l&#8217;impianto<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>SUPPORTO DEL PANNELLO<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per il supporto del pannello (o di una batteria di essi) non posso darti che raccomandazioni, e due disegni esemplificativi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"495\" height=\"421\" src=\"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2708\" srcset=\"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello4.jpg 495w, https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello4-300x255.jpg 300w, https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello4-465x395.jpg 465w\" sizes=\"auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px\" \/><figcaption>Fig.4 come NON realizzare un supporto<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo supportino asfittico non ha nemmeno il pregio di costare poco\u2026 ed \u00e8 certo che al secondo o al terzo temporale con raffiche di vento ti troverai i pannelli in cortile, in strada o conficcati sul cofano dell&#8217;auto. Se va bene.<br>Il problema non sono i profilati di supporto, ma i due lati corti della cassa. Collegati in quel punto, i supporti li costringono a sopportare il peso e tutti gli sforzi che il vento esercita su di essi. Gli unici punti robusti della cassa sono gli angoli, o la prossimit\u00e0 di questi. Non andare a cercarti rogne, quindi\u2026<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"440\" height=\"426\" src=\"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2710\" srcset=\"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello5.jpg 440w, https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello5-300x290.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><figcaption>Fig. 5 come collegare il pannello<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Con i quattro supporti cos\u00ec conformati, le forze generate dal vento si scaricano sugli spigoli della cassa e su di un&#8217;ampia superficie del tetto. Anche le viti da legno per fissare il supporto alla cassa \u00e8 meglio siano tante, piccole e lontane fra loro, in ossequio al principio dei fissaggi che dice ch&#8217;\u00e8 molto meglio mettere 10 viti da 4 che una vite da 40\u2026<br>Ho disegnato i supporti quadrati (40 x 40 spessore 3), ma vanno bene anche tondi (diametro circa 50 mm spessore 3) o in profilato ad &#8220;L&#8221; (50 x 50 spessore 6). Questo per darti un&#8217;idea. L&#8217;importante che i profili tubolari non si possano riempire d&#8217;acqua\u2026<br>Se sei costretto a mettere i pannelli ad un&#8217;altezza notevole rispetto al tetto, ti conviene usare profilati pi\u00f9 grossi, ma non troppo. Comunque non il doppio. E&#8217; molto meglio (e molto pi\u00f9 economico) allargare la superficie di appoggio a terra mediante tiranti in cavetto e relativi tenditori. Hai presente ci\u00f2 che si fa per le antenne TV? Proprio quello intendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se colleghi fra loro i quattro pali che sostengono il pannello secondo le diagonali dei quattro lati (hai presente i tralicci elettrici?) con tondino diametro 8 &#8211; 10 mm e dai 4 angoli alti fai partire tiranti (pi\u00f9 lunghi sono meglio \u00e8, ma senza esagerare), potrai dormire tranquillo: pi\u00f9 che tranquillo. Insomma, vedi tu.<br><\/p>\n\n\n\n<script async=\"\" src=\"https:\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-9750499120571660\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script>\n<ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block; text-align:center;\" data-ad-layout=\"in-article\" data-ad-format=\"fluid\" data-ad-client=\"ca-pub-9750499120571660\" data-ad-slot=\"1188129098\"><\/ins>\n<script>\n     (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\n<\/script>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">IMPIANTO DEL PANNELLO SOLARE<\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"378\" height=\"516\" src=\"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello6.jpg\" alt=\"impianto idrico pannello solare termico\" class=\"wp-image-2713\" srcset=\"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello6.jpg 378w, https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello6-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello6-366x500.jpg 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><figcaption>Fig. 6 schema impianto<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E&#8217; necessario che parta da lontano. Da molto lontano.<br><br>Non ho molte probabilit\u00e0 che ti intenda di impianti idraulici ed elettrotecnici. Anche se sicuramente ti piace il &#8220;fai da t\u00e8&#8221;, non penso tu possieda le nozioni tecniche necessarie a fare da solo. Per questo motivo sar\u00f2 lungo; molto lungo.<br><br>E circostanziato, molto circostanziato.<br><br>Montare una mensola in casa o riparare lo scarico del lavello \u00e8 una cosa. Progettare un impianto idrotermico, seppur cos\u00ec semplice, \u00e8 tutt&#8217;altro.<br><br>Compiere un seppur piccolo errore di valutazione pu\u00f2 pregiudicare tutto, oltre ad essere potenzialmente pericoloso.<br><br>La temperatura dell&#8217;acqua dei pannelli potrebbe anche superare i 100\u00b0C, quindi \u00e8 meglio fare in modo che non si possa creare la minima condizione di pericolo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"537\" height=\"385\" src=\"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello7.jpg\" alt=\"pannello termico - impianto idrico\" class=\"wp-image-2716\" srcset=\"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello7.jpg 537w, https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello7-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/pannello7-465x333.jpg 465w\" sizes=\"auto, (max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><figcaption>Fig. 7 schema bidimensionale<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Avrai gi\u00e0 dato un&#8217;occhiata allo schema tridimensionale dell&#8217;impianto ed a quello qui sopra. Sicuramente ti saranno venute in mente un sacco di domande da farmi. Non mi resta altro che elencarle e risponderti.<\/p>\n\n\n\n<p>D1 &#8211; Perch\u00e9 non posso far passare direttamente l&#8217;acqua sanitaria nei pannelli?<br>R1 &#8211; acqua pu\u00f2 gelare. Poi c&#8217;\u00e8 un sacco di altre considerazioni, ma questa \u00e8 la risposta principale e conclusiva. Far circolare acqua calda nei pannelli in una gelida notte d&#8217;inverno, per evitare che il gelo disintegri tutto \u00e8 poco ecointrosofico e per nulla naif.<\/p>\n\n\n\n<p>D2 &#8211; Il mio boyler non ha il serpentino per il riscaldamento, ma \u00e8 semplicemente a gas o elettrico. Cosa posso fare?<br>R2 &#8211; C&#8217;\u00e8 poco da fare se non aspettare che il boyler sia da cambiare. Oppure che qualcuno ti compri il boyler che hai e ti permetta di spendere molto meno per acquistare quello nuovo. Ecointrosofia\u00a9 \u00e8 soprattutto usare il cervello. Buttare un boyler ancora funzionante per comprarne uno nuovo non lo \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>D3 &#8211; Perch\u00e9 la tubazione che porta l&#8217;acqua riscaldata dai pannelli al boyler fa un giro cos\u00ec lungo? Perch\u00e9 arriva fino all&#8217;ultimo pannello della fila? Non potrebbe essere allacciato al primo pannello? Non \u00e8 uno spreco di materiale?<br>R3 &#8211; Ovviamente c&#8217;\u00e8 un motivo pi\u00f9 che valido. Che io proponga uno spreco ti \u00e8 sembrato strano, vero? Il motivo risiede nel bilanciamento delle portate d&#8217;acqua in ogni pannello e delle perdite di carico di tutto l&#8217;impianto. Cos\u00ec come indicato nello schema, la lunghezza di ogni tratto di tubo che entra ed esce da ogni pannello \u00e8 identica, quindi anche le perdite di carico (l&#8217;energia necessaria a mantenere in moto l&#8217;acqua nei tubi) lo sono. In questo modo l&#8217;acqua trova indifferente raggiungere il primo come l&#8217;ultimo pannello, quindi la quantit\u00e0 di calore che essa asporter\u00e0 ad ognuno di essi sar\u00e0 pressoch\u00e8 identica. Se cos\u00ec non fosse passerebbe molta pi\u00f9 acqua nel pannello pi\u00f9 vicino alla pompa, e molto poca nell&#8217;ultimo. Questo costringerebbe a complicati calcoli di bilanciamento con conseguente spreco di energia elettrica da richiedere alla pompa. Quel pezzo di tubo in pi\u00f9 (non pi\u00f9 di un paio di metri) lo si ripagher\u00e0 in fretta tramite un risparmio (virtuale) in bolletta elettrica. E&#8217; anche questo il motivo per il quale ti ho fatto costruire il serpentino con l&#8217;ingresso da una parte e l&#8217;uscita dall&#8217;altra. Meglio lasciare il meno possibile al caso\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>D4 &#8211; E&#8217; necessario installare una pompa elettrica? Ho sentito parlare di impianti privi di pompa che sfruttano la differenza del peso dell&#8217;acqua calda rispetto a quella fredda per farla circolare nei tubi.<br>R4 &#8211; Il sistema di impianto di cui hai sentito parlare si chiama &#8220;circolazione naturale&#8221; e sfrutta effettivamente la differenza in peso delle due masse d&#8217;acqua (ritorno caldo, mandata pi\u00f9 fredda) a diversa temperatura. Al di l\u00e0 del fatto che il diametro di tutte le tubazioni dovrebbe essere molto pi\u00f9 grande, occorrerebbero anche molti requisiti impiantistici che \u00e8 quasi impossibile si possano verificare. Primo fra tutti (e purtroppo insormontabile) \u00e8 il diametro della tubazione del serpentino del boyler, la sua conformazione e lunghezza che determinano la superficie di scambio termico. C&#8217;\u00e8 poco da fare. O, meglio, si dovrebbe comprare un boyler speciale, la cui superficie, diametro e conformazione del serpentino (o dell&#8217;intercapedine) siano espressamente dimensionati per il tuo impianto. Tutto troppo complicato e costoso. Quindi per nulla ecointrosofico\u00a9 n\u00e9 naif. Oltre a ci\u00f2, ci sono tutta una serie di obblighi tecnici che rendono praticamente impissibile adottare il sistema a circolazione naturale per questo nostro impianto. Per permettere al liquido di circolare senza pompa, \u00e8 necessario un compromesso fra altezza totale dell&#8217;impianto e differenza di temperatura fra acqua di mandata e ritorno. Minore \u00e8 l&#8217;altezza, pi\u00f9 alta deve essere la differenza di temperatura. Non si scappa. E questo \u00e8 incompatibile con la configurazione naif del nostro pannello.<\/p>\n\n\n\n<p>D5 &#8211; Se non si pu\u00f2 evitare di installare una pompa, come si pu\u00f2 risparmiare sul suo funzionamento?<br>R5 &#8211; Come ho detto in precedenza, il periodo del giorno durante il quale avrai un effettivo recupero di calore \u00e8 limitato. Otto-nove ore d&#8217;estate e quattro-cinque d&#8217;inverno \u00e8 tutto ci\u00f2 che possiamo sperare. Al di fuori di queste ore \u00e8 inutile tenere accesa la pompa, anzi dannoso. Per questo motivo \u00e8 necessario asservire il funzionamento della pompa ad un dispositivo che la faccia funzionare solo quando ce n&#8217;\u00e8 davvero bisogno. Il pi\u00f9 semplice \u00e8 un orologio temporizzatore. Ma \u00e8 poco efficiente per due motivi: durante l&#8217;anno il tempo di funzionamento cambia parecchio, costringendoti (se ti ricordi) di intervenire sul timer; il problema pi\u00f9 grave, per\u00f2, \u00e8 che l&#8217;orologio non pu\u00f2 sapere se il tempo \u00e8 nuvoloso. Una cellula fotoelettrica crepuscolare \u00e8 molto meglio. Per\u00f2 dovrebbe essere possibile tarare la sua sensibilit\u00e0, in modo che si possa ottimizzare il funzionamento quando ci sono nuvole. Dopo un paio di aggiustamenti, tutto funzioner\u00e0. Ma il massimo \u00e8 un termostato inserito sul fianco della cassa del pannello, col bulbo &#8220;immerso&#8221; nell&#8217;intercapedine d&#8217;aria fra cristallo e lamiera di captazione. Quando il sole comincia ad irraggiare, quest&#8217;aria sale rapidamente di temperatura. Se tari il termostato a 50\u00b0C, tutto sar\u00e0 perfetto. Fra l&#8217;altro, il termostato \u00e8 lo strumento meno costoso\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>D6 &#8211; Che funzione ha il barilotto? E come funziona uno scaricatore automatico d&#8217;aria?<br>R6 &#8211; Il corretto funzionamento di ogni impianto dipende anche dalla totale assenza di aria al suo interno. Quel barilotto (non fare caso alle dimensioni perch\u00e9 lo schema non ne tiene conto) serve a riempire l&#8217;impianto di liquido e a raccogliere l&#8217;aria che si pu\u00f2 formare all&#8217;interno delle tubazioni, soprattutto nei primi periodi di funzionamento. E passo allo scaricatore automatico d&#8217;aria. Al suo interno c&#8217;\u00e8 un galleggiante che comanda una valvolina a spillo. Quando l&#8217;aria lo raggiunge questi si abbassa e la valvola a spillo si apre, scaricandola all&#8217;esterno. Come potrai notare, nello schema bidimensionale ne ho aggiunto uno prima della curva discendente, sulla tubazione di ritorno del liquido, verso il boyler. Naturalmente non ne ho messi altri, sullo schema, perch\u00e9 ogni impianto avr\u00e0 le sue particolarit\u00e0. Ma in ogni punto in cui l&#8217;aria si pu\u00f2 fermare, anzich\u00e9 una curva occorre montare un raccordo filettato da 3\/8&#8243;, al di sopra del quale va montato uno scaricatore automatico d&#8217;aria. In mancanza di questi, il liquido potrebbe anche non circolare. Un&#8217;ultima raccomandazione: non c&#8217;\u00e8 alcun bisogno di dare pendenza alle tubazioni orizzontali dell&#8217;impianto. La velocit\u00e0 dell&#8217;acqua spinta dalla pompa sar\u00e0 pi\u00f9 che sufficiente a trasportare l&#8217;aria alla fine di un tratto rettilineo dopo il quale c&#8217;\u00e8 una curva dove l&#8217;acqua deve scendere: \u00e8d \u00e8 proprio in ognuna di queste zone che va montato un &#8220;ti&#8221; col suo scaricatore. Se montate una tubazione flessibile, fra boyler e pannelli, stai molto attento.<\/p>\n\n\n\n<p>D7 &#8211; Hai parlato di impianto pressurizzato e di vaso di espansione. Puoi spiegarmi meglio?<br>R7 &#8211; Il vaso di espansione, e la valvola di sicurezza, vengono dimensionati ed installati per renderne impossibile l&#8217;esplosione a causa della pressione. Parlo di esplosione perch\u00e9 se il cedimento per troppa pressione avviene mentre la temperatura del liquido contenuto \u00e8 molto superiore alla quella della sua ebollizione (ed \u00e8 cos\u00ec nel 99,9% dei casi) una volta che viene in contatto con l&#8217;atmosfera il liquido vaporizza istantaneamente, con velocit\u00e0 di propagazione anche superiori a quelle dei normali esplosivi. Leggi e regolamenti, la tecnica ed i componenti collaudati ed omologati ad uno ad uno, fanno s\u00ec che questi incidenti siano praticamente scomparsi. Questo significa che occorre prestare attenzione a quello che sto spiegandoti ed a quanto dovrai realizzare. Non voglio fare terrorismo gratuito, ma solo richiamare la tua attenzione. Aumentando di temperatura, tutto si dilata, compreso il liquido contenuto negli impianti. Per mantenere sotto controllo il fenomeno, si installa un serbatoio che possa contenere questa differenza di volume di espansione fra l&#8217;impianto freddo e quello alla sua temperatura massima.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vaso aperto \u00e8 un semplice contenitore d&#8217;acqua posto nel punto pi\u00f9 alto dell&#8217;impianto, capace di contenere 1,5 volte il volume di espansione. La sua funzione \u00e8 anche quella di eliminare l&#8217;aria ed \u00e8 provvisto di un rubinetto a galleggiante (del tutto simile a quello degli sciacquoni) per reintegrare l&#8217;acqua che evapora. Per una serie di ragioni che non sto a spiegarti (non ultima quella legata alla sicurezza degli impianti) non si usa pi\u00f9. Il vaso di espansione chiuso non \u00e8 altro che un contenitore metallico di capacit\u00e0 nota, dentro il quale \u00e8 montato un pallone (una specie di camera d&#8217;aria resistente alla temperatura) che pu\u00f2 essere gonfiato con aria in pressione, tant&#8217;\u00e8 che la sua valvola \u00e8 del tutto identica a quelle dei pneumatici delle automobili. Quando l&#8217;impianto \u00e8 freddo, la pressione alla quale \u00e8 sottoposta la valvola di sicurezza \u00e8 pari all&#8217;altezza di tutto l&#8217;impianto, dalla valvola al suo punto pi\u00f9 alto. Tale pressione la possiamo stimare in 0,1 bar ogni metro di impianto. Dieci metri di altezza, un bar. Poi, grazie alla possibilit\u00e0 di precaricare l&#8217;impianto, si gonfia il vaso di espansione con 0,5 bar in pi\u00f9. Cos\u00ec facendo si evita che l&#8217;aria si possa disciogliere in prossimit\u00e0 della parte alta dell&#8217;impianto, creando molti problemi. Man mano che la temperatura del liquido contenuto nell&#8217;impianto aumenta, come gi\u00e0 detto aumenta il suo volume. La parte eccedente di questo volume trova come unico sfogo quello di entrare nel vaso di espansione, comprimendo cos\u00ec la camera d&#8217;aria. L&#8217;effetto voluto \u00e8 quello di far aumentare la pressione di tutto l&#8217;impianto in funzione del suo aumento di temperatura. Correlare la pressione alla temperatura \u00e8 il &#8220;trucco&#8221;. La pressione \u00e8 cos\u00ec in grado di aumentare finch\u00e8 non si raggiunge una temperatura inferiore di 10\u00b0C a quella di ebollizione del liquido. A questo punto la valvola di sicurezza inizia ad aprirsi ed a scaricare liquido finch\u00e8 le serpentine dei pannelli non sono vuote e cessa l&#8217;apporto di calore. Questa \u00e8, naturalmente, la condizione di emergenza nella quale i pannelli forniscono una quantit\u00e0 di calore talmente elevata all&#8217;impianto da uscire dalle condizioni di calcolo. In un impianto ad alimentazione elettrica o a combustibile, molto prima che quanto ti ho appena spiegato si possa verificare c&#8217;\u00e8 un termostato (o due) che interrompe l&#8217;afflusso di energia termica. Nel termosolare non \u00e8 possibile spegnere il sole. Comunque non preoccuparti. Ti indicher\u00f2 come calcolare e cosa fare per rimanere ben al di sotto dei limiti di pericolosit\u00e0 del sistema. Comunque un &#8220;trucco&#8221; te lo devo indicare: se la pressione dell&#8217;impianto aumenta e la valvola di sicurezza comincia a trafilare (soprattutto ad impianto nuovo) \u00e8 sufficiente spegnere il gas o togliere l&#8217;elettricit\u00e0 dal boyler ed aprire tutti i rubinetti dell&#8217;acqua calda di casa. La quantit\u00e0 d&#8217;acqua fredda che entrer\u00e0 nel boyler sar\u00e0 pi\u00f9 che sufficiente a raffreddare il tutto e far scendere la pressione.<\/p>\n\n\n\n<p>D8 &#8211; E come funziona la valvola di sicurezza?<br>R8 &#8211; C&#8217;\u00e8 semplicemente un piattello gommato che occlude una sede di diametro prestabilito per mezzo di una molla pretarata. Se la pressione del liquido dell&#8217;impianto supera la forza della molla, il piattello si solleva e scarica nella seconda via della valvola. I dati caratteristici di ogni valvola sono il diametro della sede e la pressione di taratura (in bar) cio\u00e8 la pressione alla quale il piattello comincia a sollevarsi. Per il tuo impianto userai una valvola con un diametro di 20 mm (corrispondente ad un attacco filettato di \u00bd&#8221;) mentre la pressione la vedremo in seguito. In commercio, comunque, le pressioni disponibili partono da 1 bar e salgono di mezzo bar in mezzo bar solitamente fino a 6.<\/p>\n\n\n\n<p>D9 &#8211; Perch\u00e9 parli sempre di liquido dell&#8217;impianto e di temperatura di ebollizione e non di acqua e di 100\u00b0C?<br>R9 &#8211; Come ho detto in precedenza, l&#8217;impianto dovr\u00e0 essere riempito con una miscela di acqua ed anticongelante. Questa miscela cambia a seconda di dove \u00e8 installato l&#8217;impianto. Se sei di Lampedusa o di Gela , una miscela per una temperatura minima di -5\u00b0C \u00e8 sufficiente, mentre se abiti ad alta quota sulle Alpi dovrai calcolare come minimo di poter raggiungere i -35\u00b0C. A seconda della percentuale di anticongelante, aumenta anche la temperatura con la quale questa miscela raggiunge il punto di ebollizione. Per questo motivo dovremo calcolare assieme, e con cura, la capacit\u00e0 del vaso di espansione e la pressione della valvola di sicurezza in funzione di questi diversi valori limite, e di tutti quelli intermedi. Un&#8217;altra informazione, non secondaria, \u00e8 quella che la temperatura di ebollizione di un liquido (in un circuito senza aria) aumenta in funzione della pressione alla quale si trova.<\/p>\n\n\n\n<p>D10 &#8211; Prima hai detto che il diametro della sede di una valvola di sicurezza da \u00bd&#8221; \u00e8 di 20 mm. Ma se un pollice (1&#8243;) corrisponde a 25,4 mm, \u00bd&#8221; \u00e8 12,7 mm e non 20.<br>R10 &#8211; Il diametro di \u00bd&#8221; al quale mi riferivo \u00e8 il diametro della filettatura gas da \u00bd&#8221; secondo le normative ISO. Il tubo filettato da \u00bd&#8221; ha un diametro esterno di 21,3 mm, cos\u00ec il \u00be&#8221; \u00e8 di 26,9, il tubo da 1&#8243; di 33,7 ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>D11 &#8211; Perch\u00e9 non posso sostituire coi pannelli solari il mio impianto di riscaldamento, ma mi consigli di pensare solamente a quello dell&#8217;acqua sanitaria?<br>R11- Come ho gi\u00e0 detto, non \u00e8 una questione breve ed avrei preferito tralasciarla, ma se hai pazienza\u2026 User\u00f2 una serie di dati medi di una condizione media, sulla quale svilupper\u00f2 i calcoli che porteranno al risultato finale. Stai molto attento alle unit\u00e0 di misura.<\/p>\n\n\n\n<script async=\"\" src=\"https:\/\/pagead2.googlesyndication.com\/pagead\/js\/adsbygoogle.js?client=ca-pub-9750499120571660\" crossorigin=\"anonymous\"><\/script>\n<ins class=\"adsbygoogle\" style=\"display:block; text-align:center;\" data-ad-layout=\"in-article\" data-ad-format=\"fluid\" data-ad-client=\"ca-pub-9750499120571660\" data-ad-slot=\"1188129098\"><\/ins>\n<script>\n     (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});\n<\/script>\n\n\n\n<p>Prendiamo un dato medio di irraggiamento solare di 800 W ogni m2 di superficie utile del pannello. Poniamo che il nostro pannello abbia una dimensione di 1,5 x 0,6 m, cio\u00e8 0,65 m2 . Di quegli 800 W \/ m2 , il pannello ne ricever\u00e0 (800 x 0,65) = 520. Ma solo una parte verr\u00e0 trasformata in calore, mentre l&#8217;altra sar\u00e0 riflessa dal cristallo o dispersa. Con buona approssimazione posso dire che solo la met\u00e0 potr\u00e0 essere convertita in Watt termici (Wt). C&#8217;\u00e8 poi da considerare che non \u00e8 sempre mezzogiorno, che l&#8217;atmosfera non \u00e8 sempre pulita ecc. Perci\u00f2 dovremo dimezzare ancora la quantit\u00e0 di calore recuperabile. Cosa rimane? Rimarr\u00e0 (520 x 0,5 x 0,5) = 130 Wt. Deluso? Ci credo! Devi comunque tenere sempre a mente che l&#8217;impianto di riscaldamento serve d&#8217;inverno, quando di sole ce n&#8217;\u00e8 poco e per poche ore. E&#8217; questa la fregatura! E quante ore di sole riusciremo a sfruttare? Sicuramente non pi\u00f9 di 6. Ci\u00f2 significa che ogni giorno di sole potremo avere a disposizione solamente (130 x 6) = 780 Wt \/ giorno = 0,78 kWt \/ giorno.<br>Adesso pensiamo alla quantit\u00e0 di calore di cui ha bisogno una casa media. Consideriamo che la caldaia installata abbia una potenza utile di 17 kWt (17.000 Wt pari a circa 14.500 kcal \/ h) e nelle condizioni medie di utilizzo il bruciatore rimanga acceso per il 40% del tempo. Dico condizioni medie perch\u00e9 se considerassi le massime il risultato sarebbe ancor pi\u00f9 evidente. Il 40% di 17 kWt \u00e8 (17 x 0,4) = 6,8 kWt, e questo valore medio \u00e8 il fabbisogno in un&#8217;ora. Nelle 24 ore \u00e8 di (6,8 x 24) = 163,2 kWt \/ giorno.<br>Presto fatto il calcolo di quanti pannelli occorrerebbero: (163,2 \/ 0,78) = 128 pannelli. Deluso ancora? Pensa, allora, che l&#8217;impianto a 128 pannelli deve produrli in 6 ore, e deve accumularne i \u00be per quando non c&#8217;\u00e8 il sole. Per accumulare il calore necessario scaldiamo acqua: quanta? Vediamo.<br>Diciamo che in quelle 6 ore di sole dobbiamo scaldare acqua che, per essere utilizzata nei termosifoni non pu\u00f2 essere sotto i 50\u00b0C e contiamo (sempre in quelle 6 ore) di scaldarla fino a 80\u00b0C. Ci troviamo di fronte ad una differenza di temperatura di (80 &#8211; 50) = 30\u00b0C. Quanto calore abbiamo a disposizione? (163,2 x 3\/4) = 122,4 kWt, cio\u00e8 105.264 kcal, che devono scaldare con un delta di 30\u00b0C una quantit\u00e0 di acqua pari a (105.264 \/ 30) = 3509 litri d&#8217;acqua.<br>Dovremo perci\u00f2 dotare il nostro impianto di uno o pi\u00f9 boyler per una capacit\u00e0 complessiva superiore ai 3,5 m3 d&#8217;acqua.<br>E se calcolo che per un&#8217;intera settimana pu\u00f2 non esserci il sole, il numero di pannelli da montare sar\u00e0 di (128 x 7) = 896 e la capacit\u00e0 dei boyler dovr\u00e0 superare i (3.500 x 7) = 24.500 litri!<br>Ho esagerato? Un poco. Ma se l&#8217;ho fatto \u00e8 stato per farti capire. Anche se non consideriamo l&#8217;assurdo accumulo settimanale di calore, capisci da t\u00e8 che un impianto con 128 pannelli ed un accumulo di 3.500 litri non pu\u00f2 costare solo qualche migliaio di Euro. Nemmeno col fai da t\u00e8!<br>E dove li metto 128 pannelli? La sola superficie netta, senza cio\u00e8 considerare lo spazio che va lasciato fra pannello e pannello \u00e8 di (128 x 0,65) = 83,2 m2 . E dove li mettiamo?<br>Come ho gi\u00e0 detto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte in passato in decine di testi, meglio lasciar perdere.<br>Dimenticavo: anche nel caso (pazzesco) dell&#8217;accumulo settimanale occorre comunque mantenere l&#8217;impianto tradizionale a combustibile. Se il sole manca per 2 settimane che si fa: si bruciano i mobili o si va a vivere in albergo?<\/p>\n\n\n\n<p>D12 &#8211; Cos&#8217;\u00e8 quello strumento rotondo vicino alla valvola di sicurezza ed al vaso di espansione? Un termometro?<br>R12 &#8211; No. I termometri non li ho indicati perch\u00e9 lascio a te la discrezione di dove e quanti metterne. Almeno due, uno all&#8217;ingresso ed uno all&#8217;uscita del serpentino del boyler, li metterei. Quello \u00e8 il manometro. Indispensabile al controllo dell&#8217;impianto. Ogni caldaietta del rottamaio ne ha uno\u2026 Se invece non trovi un manometro di caldaietta, la scala che deve avere \u00e8 da 0 a 6 bar. Con le scale pi\u00f9 alte non si legge nulla e non si apprezzano le variazioni. Fra il manometro ed il tubo sarebbe meglio mettere un rubinettino\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Passiamo ora ad analizzare un ipotetico impianto ed a fare un altro po&#8217; di calcoli.<br>Dimentichiamoci subito dell&#8217;inverno. Sei d&#8217;accordo? In inverno prenderemo quel che c&#8217;\u00e8, poco o molto che sia, accontentandoci.<br>E&#8217; da aprile a settembre che avremo il grosso del recupero. E ce ne accorgeremo in bolletta.<br>Se in casa siete in due, un solo pannello baster\u00e0. Ovvio che se mentre uno sta facendo una doccia, l&#8217;altro lava i piatti e, nel frattempo, parte il bruciatore del boyler, non dare colpa del pannello n\u00e9 alla sfortuna\u2026<br>Se siete in quattro, i pannelli necessari sono due.<\/p>\n\n\n\n<p>Normalmente la capacit\u00e0 dei boyler ad accumulo \u00e8 di 60 litri. Sarebbe meglio averlo da 80 o 100 litri, ma accontentarsi di quel che c&#8217;\u00e8 \u00e8 un obbligo.<br>Ora occorre trovare un posto per i pannelli. Come gi\u00e0 detto deve essere a Sud e libero da ombre.<br>Adesso puoi vedere dove poter passare coi tubi che collegano pannello e boyler.<\/p>\n\n\n\n<p>Scegli la strada pi\u00f9 corta, se puoi, oppure privilegia quella che necessita della minore quantit\u00e0 di curve. Nel considerare gli spazi occupati dai tubi, calcola anche il diametro dell&#8217;isolamento che andr\u00e0 montato. Calcola che ogni tubo sar\u00e0 di 10 cm di diametro e sarai sicuro che tutto andr\u00e0 bene.<br>Quanti metri di tubo ti risultano? 70? Mmm\u2026 Sei sicuro che non si possa fare di meglio? No? Pazienza.<br>Veniamo ora al diametro delle tubazioni fra boyler e pannelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un solo pannello e per distanze fino a 10 metri (10 andata + 10 ritorno) va pi\u00f9 che bene un tubo diametro interno 12 mm e raccorderia gas da 3\/8&#8243;. Per distanze pi\u00f9 lunghe o per due pannelli, il diametro interno deve essere 16, 18 o 20 e la raccorderia da \u00bd&#8221; gas.<\/p>\n\n\n\n<p>Per 3 pannelli e distanze oltre i 50 metri occorre usare tubi di diametro interno 22, 24 e 26 con raccorderia da \u00be&#8221; gas.<\/p>\n\n\n\n<p>Scusami se sono generico. Non posso andare oltre. Non sarebbe serio. <\/p>\n\n\n\n<p>Per le tubazioni mi orienterei sui tubi di polietilene per riscaldamento. Attenzione: la loro temperatura massima di esercizio non deve essere superiore a 120\u00b0C. Un tratto unico di tubo fra boyler e pannello sia per mandata che ritorno. Questo ti costringer\u00e0 a far fare al tubo ampie curve (raggio 300 &#8211; 400 mm) a tutto vantaggio dell&#8217;energia elettrica assorbita dalla pompa. E se il tubo \u00e8 in pezzo unico, \u00e8 molto difficile che perdano le giunzioni\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente le tubazioni andranno supportate con collari e staffe rigidi. Tieni sempre a mente il vento\u2026 la neve ed il ghiaccio\u2026 Uno in pi\u00f9 significa una mezz&#8217;oretta di lavoro. Uno in meno del necessario \u00e8 il vero problema! Ovviamente, meno tubazione corre all&#8217;esterno, meglio \u00e8.<br>Quella che fino ad ora ho chiamato pompa, da ora in poi la chiameremo circolatore.<br>E&#8217; questo il nome che gli impiantisti danno ai piccoli dispositivi per piccolissime portate. Tutti hanno un motore monofase (220 V) a tre velocit\u00e0. E questo \u00e8 perfetto.<br>Comprarlo? Sei matto? Hai presente quante caldaiette vengono rottamate? Dentro ogni caldaietta c&#8217;\u00e8 un circolatore che funziona ancora bene. Giusto? Giusto.<br>Naturalmente devi sceglierlo col motore da non pi\u00f9 di 30 W per un pannello, 50 W per due pannelli ed 80 W per tre. E a tre velocit\u00e0.<br>E mentre lo smonti recupera anche i due bocchettoni. Cosa sono? Dopo che hai svitato i due grossi dadi che ti permettono di smontare la pompa, sono i dadi che hai smontato e gli altri due pezzi che permettono loro di ruotare. Quelli avvitati alle tubazioni di mandata e ritorno della pompa, insomma.<br>E non dimenticarti il coperchio della morsettiera elettrica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-accent-font-background-color has-background\"><a href=\"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/pannello-solare-termico-fai-da-te\/\" data-type=\"post\" data-id=\"2623\">pannello solare<\/a> &#8211; impiantistica &#8211; <a href=\"https:\/\/www.energeticambiente.it\/labenergie\/pannello-solare-collaudo\/\" data-type=\"post\" data-id=\"2748\">vaso espansione e collaudo<\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pannello solare termico: costruiamo il supporto e l&#8217;impianto SUPPORTO DEL PANNELLO Per il supporto del pannello (o di una batteria di essi) non posso darti che raccomandazioni, e due disegni esemplificativi. 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