Salve a tutti,
dopo aver cercato tra le discussioni un chiarimento ai miei dubbi, ho finito per avere in testa ancora più confusione, quindi scusate per l'ennesima discussione sul tema ma non so più che pesci pigliare.
Abito in una bifamiliare (centro nord Toscana) recentemente ristrutturata con pavimento radiante e infissi a tagli termico ma senza cappotto esterno, posta su 3 piani.
La caldaia è al secondo piano e l'abitazione quasi per intero si sviluppa al primo diviso in 3 zone: giorno, notte e salotto (quest'ulitmo in quanto la zona più fredda sia perchè a nord sia perchè in un doppio volume con rampa di scale sia verso il piano terra, sia verso il secondo piano e quindi con dispersioni belle forti).
In generale nella zona notte la temperatura è corretta in base a quanto impostato sul termostato mentre nelle altre zone non riesco a farla salire indipendentemente da quanto tenga accesa la caldaia (ad esempio settando i termostati a una temperature irraggiungibile).

La prima cosa che non riesco a capire è che come mai pur impostando la caldaia per avere una temperatura massima di 40° di mandata, sul collettore leggo al massimo 30° (che si perdano 10° in 5/6 metri di tubo che raccordano il secondo piano con il primo in cui è il collettore?). Se il problema fosse questo, secondo voi è sbagliato aumentare la temperatura di mandata in modo da averne almeno 35 all'arrivo dei due collettori?

Altra cosa ho letto spesso che consigliate di usare i termostati come semplici termometri, ovvero tirali su al massimo in modo che misurino solo la T ma non intervengano mai sulla caldaia o a chiudere i circuiti, ma non capisco se questo valga in linea generale o solo nel caso di sonda esterna, altrimenti non ne capisco il motivo in quanto avrei una caldaia che lavora sempre di continuo al massimo. Nel mio caso invece li ho regolati su una temperatura in cui, in alcuni casi come il salotto non riesce mai ad arrivare a temperature mentre in alti stacca quando arriva alla T desiderata.

Ultima domanda vorrei capire come regolare i flussostati delle varie valvole in modo da far scorrere l'acqua alla velocità giusta in quanto vedo che il pistoncino interno di una stessa valvola in alcuni casi va al minimo e in altri al massimo mentre altri sono più o meno "statici".

So che in pratica ho chiesto tante informazioni, ma volevo cominciare a capirci qualcosa per vedere se il problema è la configurazione dell' impianto o l'abitazione stessa che ha troppe dispersioni e per cui quel tipo di impianto non è sufficiente.
Grazie a tutti