Contratto Tipo per Affitto Tetti Fotovoltaico.


Vipsolar fotovoltaico

Ciao Car.boni,

Nel mio caso sto cercando, come spiegato nel mio post precedente (forse non nel migliore dei modi), una soluzione per non far rientrare l'impianto nei cespiti aziendali (e quindi non negli studi di settore... almeno per i primi 10 anni).

settimana scorsa un consulente di una ESCO pubblico-privata che lavora su MI ha proposto a dei miei conoscenti lo stesso CONCETTO di NOLEGGIO operativo.

La presentato come una novità , e non e' andato nello specifico.
Se serve mandatemi una mail e giro direttamente i suoi contatti.


saluti,
Andrea
 
anzitutto ringrazio tutti coloro che vorranno aiutarci ad approfondire questo argomento, a mio parere molto utile.

E' possibile fare un'operazione di questo genere dove il proprietario dell'impianto (finanziaria) e l'intestatario del contatore sono 2 persone diverse???
Trovate qualche aspetto che non vi convince o non è applicabile???

imprescindibile è la coincidenza fra SOGGETTO RESPONSABILE e TITOLARE DELL'UTENZA ELETTRICA, non necessariamente coincidenti con il PROPRIETARIO dell'impianto.

il tuo modello può IN TEORIA funzionare.
IN PRATICA:
- il profilo rischio/rendimento di ogni soggetto (finanziatore, proprietario dell'impianto, proprietario del tetto e utente energetico... perchè vi sono anche i capannoni in affitto!) coinvolto deve essere quello desiderabile, quindi bisogna calcolare bene costi/ricavi, e devono essere previsti i rischi connessi (ritardi nei pagamenti, insolvenza, fallimento, responsabilità di manutenzione e in caso di eventi accidentali... che altro secondo voi?).

il primo fra tutti questi requisiti di rischio/rendimento da soddisfare è quello del finanziatore (fondo, banca o altro che sia), altrimenti non ci saranno mai i denari per fare l'operazione!

ciao
meo
 
........imprescindibile è la coincidenza fra SOGGETTO RESPONSABILE e TITOLARE DELL'UTENZA ELETTRICA, non necessariamente coincidenti con il PROPRIETARIO dell'impianto.

Buonasera a tutti,
il nodo che nn si potra' mai sciogliere e' quello qui sopra.
Premetto che nn ho esperienza sulle ESCO e sulle possibilita' che questo tipo di aziende hanno nel rivendere (giratela come volete ma di questo si tratta) l'energia a terzi.
Supponiamo che la ESCO abbia questa possibilita' e, detto questo, credo che il problema di chiunque intraprenda un'attivita' del genere, che dura un bel pezzo di una vita di un uomo, sia quello di avere la garanzia dei pagamenti e che il luogo in cui e' installato l'impianto sia il "suo"
Questo "suo" e' virgolettato perche' trattasi di capannoni di terzi e la nostra societa' dovra' avere garanzie su questo e l'unica garanzia valida per operare e' quella di acquistare dal proprietario del capannone il diritto di superficie.
Questa e' la prima condizione (cosa nn semplice da ottenere)
La seconda e' come garantirsi il pagamento del "canone" : l'unica soluzione possibile e' che il proprietario del capannone, nonche' futuro fruitore dell'energia, rilasci una adeguata fidejussione bancaria "a prima richiesta" per l'intero periodo (20 anni) con rinnovo automatico annuale (cosa nn semplice da ottenere)
Ci sono poi altri problemi da affrontare che sono derivanti dalla cessazione dell'attivita' da parte del proprietario del capannone : che succede al contratto ? Deve essere espressamente specificato alla firma del contratto che e' possibile la cessazione del rapporto e che la ESCO ritorna a percepire totalmente i benefici dell'impianto.
Io nn vedo altre soluzioni possibili che siano legali ed alla luce del sole ma che comunque rientrino nella possibilta' di rivendere energia. Tra privati nn si puo', la ESCO nn so......
ciao car.boni
 
Imprescindile la coincidenza tra soggetto responsabile e titolare del punto di connessione perchè l'SSP lo impone (è un motivo puramente informatico, credo). Se non si va in SSP, non so.

Inoltre se proprietario e SR sono diversi occhio che si ricade nel solito problema derivante dalla risoluzione 61E dell'agenzia delle entrate dovuto alla "pluralità dei servizi" (nella cessione del credito bisogna pagare il 10% di IVA, chi li mette?).

Saluti

tora
 
Si, può essere che sia stato precipitoso.

Comunque a mio parere realizzare a casa di terzi un'impianto fotovoltaico per portare efficienza energetica a me sembra molto interessante, e con i SEU l'AEEG (se non fa cavolate) dovrebbe normalizzare questo tipo di meccanismo.

Il bello sta nel fatto che:
1) il rischio tecnologico lo gestisce chi "è del mestiere" o dovrebbe esserlo (ESCO);
2) il quale (ESCO) trae il guadagno solo se l'impianto è fatto bene;
3) il FV è fatto in aree industriali, senza sottrarre terreno ad altro (a mio parere cosa assai bella: ovvio che una centrale nucleare è molto peggio di un impianto da 1MW al posto di noccioleti o uliveti, per carità, ma se ci sono alternative, ben vengano);
4) si porta il FV vicino e a servizio di grandi centri di consumo, come dovrebbe essere sempre, possibilmente
5) il cliente ne trae vantaggio, la rete di distribuzione ne trae vantaggio (di solito) come alleggerimento dei carichi (e poi, nel frattempo se necessario si rinnova), la ESCO se ha fatto bene ci guadagna (un poco)

Poi, per realizzare ciò, è un casino a partire dal punto di vista normativo in primis e per fare tornare i conti in secundis (latinus maccheronis forse, ma ho fatto ingegneria dopo aver fatto il perito, perdonatemi ;) ), ma vediamolo come uno stimolo per trovare la soluzione (voglio essere positivo)

Saluti a tutti e buon lavoro

tora
 
.........
3) il FV è fatto in aree industriali, senza sottrarre terreno ad altro (a mio parere cosa assai bella: ovvio che una centrale nucleare è molto peggio di un impianto da 1MW al posto di noccioleti o uliveti, per carità, ma se ci sono alternative, ben vengano);
..........



Ciao Tora,
questo e' il dato VERAMENTE positivo e per cui mi batto.
L'azienda di cui son socio ed amministratore sta portando avanti un proprio progetto per un impianto di grossa taglia su di un capannone di terzi dove e' stato acquisito il diritto di superficie.
Qui si trattera' di sola vendita in quanto, come ho gia' ribadito piu' volte, nn sono, per ora, consentite forme LEGALI che consentano la cessione d'energia a terzi. ESCO a parte.
ciao car.boni
 
3) il FV è fatto in aree industriali, senza sottrarre terreno ad altro (a mio parere cosa assai bella: ovvio che una centrale nucleare è molto peggio di un impianto da 1MW al posto di noccioleti o uliveti, per carità, ma se ci sono alternative, ben vengano);

A parte che una centrale nucleare si dovrebbe confrontare casomai con 8000 di quegli impianti e non uno.
Meglio lasciar stare.

Per quanto riguarda la discussione penso che se un imprenditore vuole costruire un impianto fotovoltaico sul capannone lo può fare, magari con un leasing, non vedo perchè complicare le cose inserendo altri soggetti.
Già i margini non sono molto alti per essere un investimento industriale.

Comunque difficilmente un "finanziatore" accetterebbe la soluzione proposta da franck, a meno che non si tratti di finanziamenti pubblici a tassi ultra aggevolati.
 
Ovvissimo che una centrale nucleare da 1600MVA va confrontantata con 1600 impianti FV da 1MW o ancora più per frazionamento superiore.

Con la mia frase volevo solo sottolineare l'aspetto pragmatico della questione, almeno secondo i miei termini di giudizio:
1) meglio 1600MW di FV in aree industriali;
2) se no, meglio 1600MW di FV dove ci stà;
2-3) se no.... (ci sono tante possibilità nelle rinnovabili)
4) se no cogenerazione con turbogas
...
n) impianto nucleare fatto con le tecnologie attuali (non sono sicuramente uno dei sostenitori)

Può essere che una centrale a carbone con sequestrazione CO2 sia meglio di un'impianto nucleare, ma da non specialista non mi pronuncio e passo.

saluti
tora
 
secondo me è meglio il RID totale dell'energia: mi faccio la mia utenza e cedo l'energia in rete.
ho il diritto allo sfruttamento della superficie, l'impianto è mio e di cosa succede a quello che sta sotto non me ne frega più nulla (nè frega a chi mi deve finanziare!). meno rischi, meno oneri, posso rinunciare a qualche cent.

eventualmente, per vender meglio quell'energia immessa potrei condordare un buon prezzo di ritiro con il distributore di energia elettrica che serve "chi sta sotto", poichè egli sostiene meno oneri di dispacciamento utilizzando la "filiera corta". ha senso secondo voi? pensate sia possibile?
 
E al proprietario del capannone, l'affitto lo devi comunque dare (già che gli incasini la vita per le opere di manutenzione del tetto).

Saluti
tora
 
... allora perchè non costituire una ESCO?
quali i requisiti?

Ciao Meomeo,
la costituzione di una ESCO nn e' semplice e soprattutto richiede grandi investimenti che nn so fino a che punto convengano.
Personalmente ho una visione completamente diversa, forse per cultura e "deformazione professionale" che deriva dal mio passato.
Proprio in questi giorni, dopo un paio d'anni di lavoro, sto dando vita ad un grande progetto su di un capannone di terzi dopo averne acquistato il diritto di superficie.
ciao car.boni
 
ciao a tutti,
scusate, da cittadino svizzero non capisco alcune abbreviazzioni. c'è qualcuno che abbia la pazienza di tradurrmi i seguenti:
ESCO/SSP/AEEG E + SR
tante grazie in anticipio
nebbiolo
 
............ tradurrmi i seguenti:
ESCO/SSP/AEEG E + SR ........

Ciao Nebbiolo,
intanto benvenuto nel forum e complimenti per il nick, sarai Svizzero ma di vino buono Te ne intendi :)
Ecco le traduzioni :
ESCO = Energy Service COmpany o, in italiano, Societa' di servizi energetici
SSP = Scambio Sul Posto. Negli impianti FV quando vi e' autoconsumo
AEEG = Autorita' per l'Energia Elettrica e il GAS. Ente statale che regola il mercato dell'energia.
SR = Soggetto Responsabile: Colui che e' proprietario dell'impianto.
ciao car.boni
 
gentile car.boni
tante grazie per la tua risposta. credo che sia importante di capire tutto questo per poter prosguire la nostra strada. avremmo l'idea di usufruire una superficie adatta per l'istallazione di un impianto fotovoltaico. e qui si pone la prossima domanda: sa qualcuno di voi, dove trovare un contratto approvato per l'usufrutto di superficie?
grato per una eventuale risposta, cordiali saluti
 
Scusa, Car.boni, ma se il tuo problema è la titolarità del tetto è presto risolto: il diritto di superficie è un diritto "erga omnes" in vigenza del quale tu, superficiario, puoi fare quello + o - quello che ti pare, indipendentemente da cosa accada al titolare della proprietà.
Detto con un esempio veloce: se acquisti il diritto di superficie 20ennale per un tetto da un'azienda e quella poi fallisce, il diritto superficiario cmq rimane saldo.

In questi giorni io ed alcune altre persone, stiamo finendo l'impacchettamento di un'operazione, praticamente già bancata, per il rifacimento (smaltimento eternit + isolamento con guaina riflettente) di 50.000 mq di tetto industriale di terzi su cui verranno installato pannelli FV per ca. 2,5 MWp.
La costruzione legale è semplice: abbiamo l'accordo con il proprietario del capannone il quale cede il diritto superficiario per 25 anni ad una newco che, poi, installa un impianto finalizzato alla produzione di energia elettrica per la cessione in rete.

Detto questo, il nodo critico è bancare l'operazione visto che è un po' più complicato che non per un impianto a terra o su una serra...

Federico
 
E' rischioso il scambio sul posto, meglio la vendita.
se l'azienda ha un calo di produzione, oppure fallisce, con lo scambio sul posto c'è la prendiamo in quel posto.
 
diciamo che se l'azienda fallisce sono problmi seri ... in quanto bisogna capire poi il diritto di uso di superfice se comprenda l'intradosso ed eventuale manutenzione poi a chi spettano ...anche io sto seguendo operazioni di fv su tetto , ma le insidie sono dietro l'angolo ... soprattutto per eventuale manutenzione , per non pensare se avvengono infiltrazioni d'acqua ....
 

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