Pallino, le tue lamentele vergono sulle perversioni del sistema dei sussidi e del protezionismo, ma ancora eviti di rispondere a domande precise che ti facciamo io e Odisseo. Da parte mia, ti chiedo le fonti che parlano di un così marcato deterioramento della resa dei terreni agricoli, puoi almeno degnarti di rispondermi, grazie?
Quanto all'idea di più minicolture a rotazione al posto dei grandi terreni produttivi, mi spaventa parecchio l'idea che il mercato dipenda dai capriccioni di un esercito di possidenti in guerra fra loro per i sussidi e per fare i prezzi. E, ripeto, l'attuale sistema di PRODUZIONE sostiene un sacco di gente e ha contribuito significativamente ad un marcato incremento demografico. Se un'epidemia ci dovesse decimare, il tuo modo di proporre l'agricoltura tornerà di moda.
Il tuo difetto è che persisti in una visione romantica dei vecchi sistemi di agricoltura, dimenticando che quei sistemi si usavano in funzione di una più ridotta popolazione e tenendo volontariamente a stecchetto una parte di tale popolazione. Come dobbiamo dirtelo? Il mercato di massa è INEVITABILE a fronte di un così elevato numero di persone. Non è il metodo di produzione, che va rivisto, ma quello di distribuzione.
Quanto all'idea di più minicolture a rotazione al posto dei grandi terreni produttivi, mi spaventa parecchio l'idea che il mercato dipenda dai capriccioni di un esercito di possidenti in guerra fra loro per i sussidi e per fare i prezzi. E, ripeto, l'attuale sistema di PRODUZIONE sostiene un sacco di gente e ha contribuito significativamente ad un marcato incremento demografico. Se un'epidemia ci dovesse decimare, il tuo modo di proporre l'agricoltura tornerà di moda.
Il tuo difetto è che persisti in una visione romantica dei vecchi sistemi di agricoltura, dimenticando che quei sistemi si usavano in funzione di una più ridotta popolazione e tenendo volontariamente a stecchetto una parte di tale popolazione. Come dobbiamo dirtelo? Il mercato di massa è INEVITABILE a fronte di un così elevato numero di persone. Non è il metodo di produzione, che va rivisto, ma quello di distribuzione.