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Il mio scooter elettrico

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  • GianniTurbo
    ha risposto
    Cerca sul gruppo jobike di bici elettriche qualcuno aveva fatto lo stesso. Un ciao elettrico.

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  • magno06
    ha risposto
    Dettagli

    Ciao!
    sarei felicissimo se potessi condividere i dettagli. Sono ignorante sul tema ma mi sono imbarcato in una trasformazione di un Piaggio Ciao ad elettrico con mio figlio: ogni input è oro

    grazie mille
    dario

    Originariamente inviato da rst Visualizza il messaggio
    Salve, sono nuovo di questo forum, ma penso che a qualcuno possa interessare il progetto del mio piccolo scooter autocostruito.
    Principalmente è realizzato con parti di auto: 2 batterie da 40Ah, motore da elettroventola di una Tempra TD (è uguale a quello della Dedra, della Escort, di alcuni Scudo, ecc) da 600W, controller derivato da una centralina di un vecchio servosterzo elettrico, potenziometro di un motorino alzafanali come potenziometro acceleratore (montato su una manopola di un ciao). Le ruote sono normali ruote dei carrelli (260x85mm , 4 pollici). Il freno anteriore è del Ciao.
    Il motore da 600W a 12V (alimentato però a 24V) gli fa fare 40km/h e fa salite "impegnative" senza problemi. Ho fissato la corrente massima allo spunto a 210A. L'ho provato su strada (anche per andare al lavoro) ed è molto divertente, pultroppo però non è molto in regola....
    In 6km continuativi a tutto gas in estate il motore rimane a temperature accettabili, pur essendo alimentato a 24V.
    E' semplicissimo da realizzare, se a qualcuno interessa posso postare i dettagli.

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  • Ziolu
    ha risposto
    Bravissimo e complimenti, hai dato ottimi Spunti x eventuali sperimentazioni, io stesso ne farò tesoro. Grazie

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  • GianniTurbo
    ha risposto
    Grande , a Roma alla prima buca finirebbe dentro e scomparirebbe dentro, ma complimenti per la tenacia.

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  • carest
    ha risposto
    Grande! sei arrivato in fondo... e ora hai dovuto aggiungere il supporto per la targa!
    Userai questo per andare al lavoro, adesso?

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  • rst
    ha risposto
    Nel 2014 ho studiato la direttiva 2002/24/CE e l'ho ricostruito in modo che rispondesse alla normativa. Poi a fine 2015 l'ho omologato come esemplare unico con un ente tedesco con sede anche in italia (la legge tedesca consente anche ai privati di costruire veicoli). E' stata una pratica lunghissima ed estenuante che non consiglio a nessuno, anche perchè costa come comprarsi uno scooter nuovo già omologato e targato, ma avevo voglia di farlo io e soprattutto da quest'anno con l'entrata in vigore del regolamento 168 non si possono più omologare veicoli così 'semplici'

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  • GianniTurbo
    ha risposto
    E come hai fatto per il libretto e targa?

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  • rst
    ha risposto
    Ora può girare per strada...
    Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

Nome:   zavayfull.jpg 
Visite: 1 
Dimensione: 88.1 KB 
ID: 1955904
    www.diamini.it/zavaj.html

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  • rst
    ha risposto
    Il motore viene regolato in corrente e la centralina serve appunto per "dosargli" la corrente. Nei primi post avevo messo lo schema elettrico.

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  • lellociccio
    ha risposto
    Ok, come mai lo regoli in tensione e non in corrente? a che ti serve una centralina se è un CC ? mica è un brushless.

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  • rst
    ha risposto
    Non stai sbagliando, a 24V fa il doppio di giri e quindi eroga il doppio di potenza. Comunque a causa delle cadute e del calo di tensione della batteria non si arriva mai a 24V. E ho aggiunto una ventola sull'albero prima del pignone per raffreddarlo.
    Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

Nome:   ventola.jpg 
Visite: 1 
Dimensione: 79.2 KB 
ID: 1948689

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  • lellociccio
    ha risposto
    Scusate una domanda: il motore è da 600w quindi W=V*I ovvero 12V*50A , ma se tu lo fai lavorare a 24 abbiamo 24V*50A= 1200W. Dovè che sto sbagliando?

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  • GianniTurbo
    ha risposto
    Se fosse un brushless potresti immergerlo nell'olio ...Ma è poco realistico...

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  • suba
    ha risposto
    però visto che un motore da ventola allo sfascio si trova facilmente e a poco io provere a vedere quanto dura a 48v : )è un discorso che mi interessa molto

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  • Giovanni15
    ha risposto
    Ed se provassi a 48v aggiungendogli una ventolina che raffreddi il motore potrebbe andare?od anche a 36v!
    ed vorrei sapere se il telaio in rigoni saldato e rinforzato si potrebbe spezzare?
    Grazie.

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  • rst
    ha risposto
    I motori da elettroventola sono costruiti per lavorare sui 13-14V (perchè l'alternatore carica) in un ambiente molto caldo (fra il radiatore ed il motore). Io ho usato il motorino della ventola della tempra perchè era molto sovradimensionato (ha le spazzole grandi come quelle dei motorini d'avviamento) e facendolo lavorare in un ambiente più fresco sui 20-22V (a 24 non ci si arriva a causa delle varie cadute) con i giri giusti (circa 6000 rpm) ho verificato che regge abbastanza bene, ma non credo che possa resistere molto a 48V. Tra l'altro al progetto iniziale ho aggiunto una sottile ventola centrifuga tra il motore e il pignone.

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  • GianniTurbo
    ha risposto
    A naso un motore a spazzole da 12v non puoi alimentarlo a 48, soprattutto se lo usi al massimo sforzo. A naso credo che possa aumentare del 50% al massimo, non del 400%. Inoltre ti serve un motore da 1000 2000 watt.

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  • Giovanni15
    ha risposto
    Vorrei realizzare lo stesso progetto ma con telaio diverso

    Salve a tutti vorrei costruirmi uno scooter elettrico fatto con rigoni di alluminio però con l aspetto di un vero scooter (es:liberty,free).Vorrei applicargli le ruote del free,telaio in rigoni di alluminio ed uttilizzare come motore il motore dell elettroventola 12v 600w però alimentarlo a 48v.si puo fare ho vado incontro a qualcosa come il surriscaldamento del motore?si potrebbero collegare i pedali?
    Grazie per chi mi risponde.!

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  • suba
    ha risposto
    su uno scooter molto rastremato e poco pesante l'idea è attuabile secondo me.si potrebbe anche staffare il motore sul carter trasmissione e a riposo non è in presa ma al momento dell'utilizzo ingrana sulla trasmissione e via avanti.la vedo anche come una cosa poco invasiva abbastanza antisgammo

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  • sandrosauro
    ha risposto
    La rivoluzione può assumere varie forme

    Carissimo Rst e carissimi tutti,

    il mercato è una macchina terribile, uno scooter elettrico oggi dovrebbe costare la metà di uno scooter a benzina e invece faccio fatica a decidermi perchè costano il doppio. Nell'attesa che i prezzi scendano, un tarlo nel cervello da un po' mi dice "Ibrido"...."Ibrido"...ma vi spiego perchè. Non che mi interessi ancora la benzina ma se costruire un gioiello come ha fatto Rst o anche più evoluto (portapacchi, fari, etc...) ci pone contro l'Autorità, la quale ha la sua giusta logica (rischio di incidenti, conducenti scriteriati, progettisti pericolosi, etc...) si potrebbe pensare di aggiungere, ad un normale motorino, solo la parte elettrica.

    Analizziamo i vantaggi: sarebbe (anche) uno scooter elettrico a tutti gli effetti, il motorino non puzzerebbe, non farebbe rumore, se finisse la carica avrei 4-5 litri di benzina nella tanica (ibrido in questo senso), sarebbe già omologato (o quasi).

    Analizziamo gli svantaggi: sarebbe un po' pesante e ci vuole un motore un po' più potente, devo già possedere uno scooter o me lo devo procurare, costano di più i componenti.

    Ciascuno di noi farà le sue considerazioni, ma se ci pensate è più semplice aggiungere un motore brushless su una ruota esistente ( ad esempio sulla ruota anteriore), trovare posto per batteria (al litio) e centralina (ad esempio sulla carrozzeria) ed usare tutta la ciclistica già disponibile piuttosto che partire da zero. Vi piace questa idea? Chi di voi coe Rst è un esperto potrebbe dare contributi immensi sia a ideare l'elenco dei pezzi per chi vuole farne uno performante e affidabile (più costoso) sia per chi ne vuole costruire uno con pezzi di fortuna (super economico).

    Ad ogni modo mi faceva piacere condividere questa decisione con voi, perchè io CI VOGLIO PROVARE! Ormai la mia testa è partita!
    E poi...tutte le rivoluzioni cominciano dal basso, se non ci pensiamo noi...chi lo farà?

    Sandro

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  • pino81
    ha risposto
    Originariamente inviato da rst Visualizza il messaggio
    Salve, sono nuovo di questo forum, ma penso che a qualcuno possa interessare il progetto del mio piccolo scooter autocostruito.
    accipicchia se interessa a qualcuno...!
    ciao rst,innanzi tutto complimenti.. anch'io ne ho costruito uno.. partendo da un vecchio italget 50 2t,con 50 metri di autonomia,non ho messo nulla di elettronica solo un motore d'avviamento di turbo star,fà 50 metri a 50 km/h dopo di chè il motore e le batterie vanno in ebollizione.. sai che risate..

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  • rst
    ha risposto
    Ecco lo schema più dettagliato, il principio di funzionamento e il pcb della centralina. Il PCB è monofaccia ma c'è (come visibile in blu nell'immagine colorata) c'è un grosso filo dall'altra parte per dare il positivo ai mosfet alti (quelli usati come diodi). Nel pcb c'è un solo condensatore da 2200uF, ma se ne possono montare 2 o più.
    File allegati

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  • egosapiens
    ha risposto
    Bene vedo che l'interesse per questi mezzi c'è. Purtroppo nemmeno io ho ancora sviluppato un circuito per il recupero dell'energia ma prometto che appena sapro' qualcosa la pubblichero'...ciao

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  • rst
    ha risposto
    Ok, nei prossimi giorni posterò lo schema con tutti i valori dettagliati dei componenti e il pcb (devo aggiustare la posizione di alcuni fori). Quel pcb però è montabile solo dentro al contenitore della centralina servosterzo Punto, quindi chi intende usare altri contenitori o altri pakage di mosfet si deve ridisegnarsi il pcb...
    Per quanto riguarda la frenata rigenerativa, come gattmes ha già detto, vanno oppurtunamente comandati i mosfet in parallelo al motore (quelli usati come diodo di recupero) e questo implica un diverso driver per mosfet e soprattutto tutta un'altra elettronica di controllo che al momento non ho sviluppato.

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  • egosapiens
    ha risposto
    dettagli

    grazie gattmes questo mi interessa particolarmente, anche tu se riesci a fornire più dettagli riguardo la questione recupero energia non sarebbe male.

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  • gattmes
    ha risposto
    il diodo di ricircolazione di fianco al motore può essere sostituito con uno o più mosfet tenuti spenti
    ..se invece poi gli accendi (alternativamente agli altri... con certi criteri... vedi "cross conduction", ecc. ) hai anche la frenata rigenerativa....

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  • egosapiens
    ha risposto
    schema

    sarebbe meglio specificare i componenti dello schema elettrico, mettendoli magari in elenco e fornendo tutti i dati dati utili per poter trovare degli equivalenti, inoltre vistoo le correnti in gioco sarebbe opportuno indicare i valori di potenza delle resistenze, infine se hai un disegno del pcb da te realizzato con le piste in rame converrebbe allegarlo, per il resto,sei stato bravo ciao

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  • rst
    ha risposto
    Per chi vuole realizzare il circuito di controllo del motore riporto qualche suggerimento che ritengo utile e che ho utilizzato io (per lo schema elettrico vede il file collegamenti.pdf):
    - il motore in continua usato per trazione elettrica va controllato in corrente, non in tensione (con l'acceleratore si va a regolare la corrente fornita al motore, non la tensione);
    - generalmente i mosfet contenuti nelle centraline dei servosterzi elettrici delle auto moderne vanno tutti bene e in ogni servosterzo ce ne sono 4 o 6 a seconda del tipo di motore che usano;
    - ci sono ottimi condensatori (2200 o dei 3300uF da 35V, 105°) nelle centraline degli airbag, che dopo gli urti vengono rottamate;
    - utilizzate sempre più mosfet in parallelo (se ad esempio decidete di dare al motore al massimo 100A non usate un mosfet da 100A, perchè prima o poi salta, meglio usare 2 o 3 da 80A in parallelo) ;
    - usare shunt con resistenza basse, nell'ordine di 2-3 milliOhm, altrimenti scaldano, che possono essere fatti con uno o due pezzi di filo di rame di diametro 1,5mm lunghi qualche cm;
    - il diodo di ricircolazione di fianco al motore può essere sostituito con uno o più mosfet tenuti spenti (è uno spreco, ma i mosfet si trovano facilmente, i diodi veloci che portano tutta quella corrente no...);
    - se possibile evitate connettori e stagnate i fili direttamente sul circuito;
    - ricoprire con abbondante stagno tutte le piste dove passa la corrente, compreso quelle che vanno ai condensatori di filtro sull'alimentazione;
    - il gruppo D1-R2-C6 (rete snubber) dello schema elettrico si può anche non montare;
    - rispettare tutte le comuni regole sulle masse degli alimentatori switching;
    - se non si ha nessuna pratica su alimentatori switching meglio lasciare stare e comprare qualcosa di già fatto.

    Nella foto che riporto ho ricoperto tutte le piste di stagno perche lo stampato mi era venuto sottoinciso, ma andrebbero ricoperte solo le piste di potenza
    File allegati

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  • egosapiens
    ha risposto
    ben fatto

    Ciao a tutti è da un po' che vi seguo, complimenti ad rst, oyyimo lavoro e complimenti al forum, ho realizzato un monopattino con carattestiche simili ma non ho ancora montato il motore anch'io sono orientato verso il motore dell'elettroventola che ho già, il problema maggiore è rappresentato dal circuito controller e dal potenziometro, qui a milano i demolitori sono come i gioiellieri quindi dovro' trovare soluzioni alternative, appena avro' finito postero' le foto abbiate pazienza i tempi saranno molto lunghi...ciao

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  • rst
    ha risposto
    Ed ora un po di info tecniche per chi lo vuole costruire:
    telaio in tubi di ferro diametro 33mm spessi 2,5mm (permettono di realizzare il canotto dello sterzo semplicemende tornendo leggermente l'interno e sono facili da lavorare e saldare). Il motore usato ha la carcassa spessa 3mm ed è stato usato con funzione portante. Ovviamente prima di saldarci sopra i pezzi del telaio i magneti vanno smontati (e poi rimontati nella posizione originale...).
    Monobraccio posteriore realizzato con lamiera spessa 5mm e tre traversini saldati a fianco come rinforzo. Sarebbe meglio comunque usare lamiera più spessa e possibilmente con delle pieghe come rinforzo.
    Forcella realizzata con piatto di lamiera di 4mm piegato.
    Manubrio in tubo di ferro diametro 22mm.
    Sterzo realizzato con kit cuscinetti sterzo della graziella.
    Tubo sella da 28mm in alluminio, sella di una BMX da bambino.
    Passo: 600mm
    Avencorsa normale anteriore: circa 34mm
    Inclinazione sterzo: 15°
    Per il calcolo dell'avancorsa è utile questo sito: Sicilia e Moto: Avancorsa
    Ruote 260x85mm (3.00-4 in pollici) con doppio cuscinetto con foro di 20mm e tamburo 100mm integrato (sono della Gino Nerviani, modello OMPK3004020). Come mozzo sono state usate viti M20 passo grosso in acciaio che sono tremendamente sovradimensionate ma semplificano enormemente la realizzazione e sono gradevoli esteticamente.
    Avendo un tamburo di 100mm si possono usare direttamente i freni del Ciao (va solo allargato il foro del mozzo da 10mm a 20mm).
    Usando ruote da minimoto si potrebbero invece usare i freni a disco delle minimoto...
    Per quanto riguarda il motore, di provenienza Tempra TD con climatizzatore, è un Gate da 13V 600 a 3000Rpm e 37A. Ho calcolato di viaggiare a 40km/h con 6000rpm a 24V, quindi essendo il diametro ruota di 260mm la circonferenza è di 817mm, a 40km/h (11,1 m/s) fa 13,6 giri al secondo, cioè 816 rpm, il rapporto di trasmissione risulta di 6000/816=7,4 quindi ho usato un pignone da 8 denti, una corona da 60 e una catena passo 8mm (tutto materiale industriale venduto nelle grosse ferramente per pochi euro). Il tamburo della ruota posteriore è stato usato per saldarci la corona.
    La corona è montata dalla parte opposta del monobraccio. Questo per rendere più semplice la costruzione anche se sarebbe tecnicamente sbagliato, però la potenza del motore non è esagerata e quindi il tutto funziona ugualmente.
    La corrente assorbita alla massima velocità è di circa 50A.
    La manopola acceleratore è quella originale del ciao a cui è stata tolta la vitina che blocca il cavo acceleratore ed al suo posto è stato infilato il perno del potenziometro del motorino alzafari. Quello delle vecchie BMW è il migliore perchè ha una molla che lo riporta sempre a zero, recuperando eventuali giochi ed evita pericoli in caso di distacco... La monopola integra la leva freno, permettendo la guida con una sola mano.
    Il fissaggio delle batterie è realizzato mediante fascie elastiche recuperate da un sedile della vecchia panda.
    Recentemente ho abbassato la corrente di spunto da 210A a 170A a causa della rottura di alcuni mosfet e per ridurre le collecitazioni di catena e monobraccio in partenza. Non impenna più in partenza ma l'accelerazione è comunque piacevole...
    Riporto in allegato il data sheet di un modulo elettroventola da auto con un motore identico a quello usato.
    File allegati
    Ultima modifica di rst; 14-09-2009, 22:38.

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