Caldaia nuova concezione VS caldaia fiamma inversa:differenze gestione,consumi,prezzi,CONSIGLIO ACQUISTO

Cipo cipo

Utente
Ciao a tutti,
Stó valutando l'acquisto di una nuova caldaia a fiamma inversa che andrebbe a sostituire la mia unical a fiamma inv., che ormai ha "fatto il suo tempo"
Stó valutando leggendo quà e là i prezzi e sarei indirizzato sù una austriaca, in quanto mi sembrano nettamente avanti rispetto alle italiane, ma anche i prezzi devo dire che lo sono, ANCHE SE COL CONTO TERMICO, SI ABBATTEREBBERO DI MOLTO.

quindi mi chiedo,
NE VALE DAVVERO LA PENA in termini di resa, consumo di legna, quindi cariche giornaliere che per me sono 3/4 ogni 3 ore...
Acquistare una macchina nuova?
Mi cambierebbe davvero così tanto la gestione del tempo e riscalderei davvero come ho letto la casa posta sù due piani di circa 210 m2 caricandola ogni 7 ore di media avendo una temperatura di circa 22 gradi?
Qualcuno di voi ha esperienze personali come descritto sopra?
Quali sono secondo voi le migliori sul mercato che abbiano un miglior rapporto qualità/ prezzo?

Grazie Emanuele
 
due mondi diversi......completamente....
a me piace molto l'esempio delle automobili: una panda, per quanto accessoriata sia, non sarà mai in grado di competere con una mercedes base....

te lo dice uno che di panda (caldaie di quella fascia) ne ha montate a centinaia, e altrettante ne ha montate di mercedes (caldaie)
beh, già da 4/5 anni le panda non le tratto neppure quasi più..... per le enormi differenze
pure io un tempo pensavo che fossero uguali, ma.........
 
Ciao Cipo cipo,

sbaglio o hai già un impianto fotovoltaico ?
La legna la compri o l'autoproduci ?
Sai cosa sono, e fanno le PDC (come possibile alternativa) ?
 
Cipo cipo.... immagina:

- caldaia fascia alta con gestione remota tramite app
- caldaia con pulizia automatica
- caldaia con accensione automatica (non devi usare nessun fiammifero. La carichi e si accende da sola al bisogno)
- caldaia che ti permette, come dice leaza, di caricare pochissime volte al giorno (poi logicamente, l'inverno è fatto sia da novembre che gennaio che aprile, e le esigenze sono diverse, ma la media è quella che dice leaza)
- possibilità di sfruttare lo stesso impianto anche in estate per acs, caricando la caldaia una volta alla settimana
- ecc ecc

siamo veramente su due mondi diversi.......
 
Da ex utilizzatore di caldaia italiana e attuale utilizzatore di caldaia austriaca posso dirti che, indubbiamente, i prodotti austriaci sono più avanzati. Tuttavia devo anche ricordare (parlo per la mia esperienza) che la caldaia è solo un componente di quello che, nel caso delle biomasse, si presenta come un impianto piuttosto complesso. E' vero che una caldaia di gamma alta rende di più, si pulisce più facilmente, è dotata di una scheda elettronica "più intelligente" etc.etc. E' anche vero, però, che un impianto ben dimensionato, ben realizzato, e, soprattutto ben "tenuto" (perché l'installatore dovrebbe anche metterti nella condizione di capire come l'impianto funziona per poterlo condurre al meglio), a prescindere dalla caldaia usata, difficilmente ti lascia al freddo. Io ho utilizzato per anni un impianto con caldaia Mescoli. All'inizio mi era stata montata senza puffer ed erano dolori, bloccaggi continui, fumo e condense. Poi, nel 2008 ho trovato un installatore competente ed è stato rifatto l'impianto. Nei successivi 9 anni ho scaldato senza mai andare oltre le due cariche giornaliere e la caldaia, con una normale pulizia ogni due settimane, non si è più bloccata. Morale, importante la caldaia e capire come una fiamma inversa deve lavorare, importantissimi gli accumulatori inerziali, fondamentale la competenza dell'installatore (te lo dice uno che vive in una zona nella quale gli installatori storcono il naso quando sentono parlare di puffer). Buona Giornata.
 
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Fondamentalmente cosa è cambiato dal passaggio ad una caldaia austriaca? (che modello?)

Hai modificato altro in centrale termica?
 
Nel mio caso la vecchia caldaia, ancora funzionante, è stata sostituita perché la casa è stata ampliata. L’impianto vecchio è stato rimontato su un altro immobile e al suo posto abbiamo montato una caldaia più grande. La centrale termica è stata completamente rifatta. La nuova caldaia ha accensioni più rapide e pulizie meno frequenti, un controllo completo delle temperature puffer che ti aiuta nella gestione delle cariche, è in grado di far funzionare da sola anche i pannelli solari termici, si accende con più facilità e, con il vano legna più grande, mi consente di fare una sola carica al giorno. Nei periodi di mezza stagione la accendo anche ogni due giorni. Il funzionamento generale mi sembra più “raffinato”. Niente di irrinunciabile, in fondo, tuttavia sono accorgimenti che rendono un prodotto di qualità superiore e che ne semplificano di molto l’utilizzo. Ti ripeto: l’altra caldaia, una volta montata a dovere, ha fatto il suo lavoro ottimamente, pur essendo priva di lambda e con una elettronica piuttosto rudimentale. Innanzitutto trova un buon tecnico, uno di quelli che calcolano e che sanno che una caldaia a fiamma inversa non può funzionare come un generatore a gas. Poi decidi, sapendo che se opti per un prodotto austriaco, dovrai prepararti a una bella spesa che può in parte essere abbattuta con incentivi e conto termico. Se decidi per una caldaia meno avanzata dovrai preventivare una minore semplicità di utilizzo in generale, ma avrai comunque un ottimo impianto. (Se fatto a dovere)
 
Woddgas quindi capisci cosa stó passando...
Neanche nella. Mia. Zona ci. Sono tecnici competenti sulle biomasse e anche da. Me. al. Sentir parlar di puffer... Vogliono toglierlo.. Ma. Non sanno fartelo viaggiare...

Cosa ti ha. Modificato oltre al. Puffer?
Di che zona sei?
 
Appennino meridionale, vivo in Basilicata a 850 mslm. Scaldo con una sola caldaia due appartamenti (il mio e quello di mio fratello) con legna quasi totalmente autoprodotta.
La mia storia con le caldaie a legna comincia nel 2002. Vado a una fiera e scopro l'esistenza della gassificazione. Tre anni dopo, dovendo sistemare casa, mi riprometto di installare una caldaia a legna a fiamma inversa. Essendo totalmente inesperto e non essendo Internet così ricco di notizie (all'epoca), mi affido all'installatore che curava la vecchia caldaia a gasolio. Nel 2006 mi monta una Mescoli. La caldaia viene collegata direttamente all'impianto con set up a 70°. Nessuna valvola anticondensa, nessun puffer, niente di niente. Caricavo la legna e dopo dieci minuti la caldaia era in stand-by. Catrame a iosa, fumo a non finire, condensa a litri. Inizio personalmente un periodo di studio (la vita a volte ci costringe a fare cose assurde :-) ), e capisco che quella caldaia, montata in quel modo, non poteva funzionare. Estate 2008: trovo un tecnico competente che mi rifà la centrale termica, mi installa 1500 lt di accumulo, valvola termovar, gruppi di rilancio, più un impianto elettrico in grado di sfruttare le (poche) funzionalità della scheda. Un altro mondo, la caldaia inizia a funzionare correttamente, parte, brucia, scalda casa e cede il calore in eccesso al puffer dal quale viene poi prelevato. Per dieci anni non ho avuto più alcun problema.
L'anno scorso, come ti dicevo, dovendo scaldare anche un'altra parte e forte dell'esperienza accumulata, ho deciso di rivedere la centrale termica. Attualmente ho una caldaia austriaca da 30 kw e 3000 lt di accumulo. La caldaia ha un vano legna molto grande, ha lo sportello per l'accensione e un' elettronica molto più raffinata. Ho abbinato dei pannelli solari termici per la produzione di a.c.s. e per l'integrazione a riscaldamento. Rispetto alla precedente il funzionamento sembra molto più raffinato,la pulizia è facilitata e l'accensione molto meno macchinosa. Probabilmente l'efficienza è più elevata (non posso fare diretti confronti perché prima scaldavo un solo appartamento, oggi ne scaldo due). Secondo il mio modestissimo parere devi decidere un budget da investire. In base al budget scegliere il prodotto sapendo che, se il tuo obiettivo è scaldare casa con la legna in modo efficiente e stop, puoi anche scegliere un prodotto meno costoso, (curando sempre di realizzare bene la sua installazione). Se in più vuoi efficienza massima, facilità di accensione e pulizia, flessibilità di integrazione dell'impianto, dovrai orientarti su un prodotto delle note marche d'oltralpe. Questa è la mia personale esperienza. Spero ti sia di aiuto.
 
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Ti mando link del sito della caldaia montata da me in privato poiché non ricordo le regole del forum in merito alla pubblicità indiretta dei prodotti
Mi permetto di darti un consiglio: la caldaia, in un impianto a biomassa, è solo uno dei componenti. E' ovvio: una caldaia "austriaca" costituisce un prodotto migliore, più facile da gestire e da pulire, il più delle volte è dotata di un'elettronica più avanzata e più "integrata". Questo non significa che se decidi di montare un prodotto italiano il tuo impianto non funzionerà. Mi permetto di dirti questo perché spesso ho riscontrato, negli installatori, l'atteggiamento di consigliare i prodotti di altissima gamma (o a volte semplicemente i prodotti che trattano loro) lasciando intendere che, fuori da quel novero, non ci scalda. Come nel mondo automobilistico, ci sono vetture di alta gamma, medie ed utilitarie. Se si tratta di andare da A a B non è necessario avere per forza una Ferrari. Io ho avuto una Mescoli (sul forum non se ne parlava un gran che bene) che per dieci anni ha fatto ottimamente il suo lavoro, dimostrando buone prestazioni di resa e funzionamento. La stessa caldaia, all'inizio, funzionava malissimo semplicemente perché...era stata montata "ad minchiam".
In risposta alla tua ultima domanda: in linea del tutto generale, un impianto a legna si compone di un generatore a gassificazione; un sistema di ritorno anticondensa (termovar,laddomat e similari) che funge anche da "caricamento" del puffer; un puffer; una valvola miscelatrice a 3 o a 4 vie e un circolatore. Se l'impianto è collegato in serie questo funziona così: la caldaia parte e inizia a inviare acqua calda nella parte alta del puffer. L'acqua in uscita dalla caldaia, essendo più calda di quella contenuta nel resto del puffer si disporrà in alto (un po di fisica non fa mai male) dove verrà immediatamente pescata dall'impianto. Con il passare del tempo, la temperatura di mandata della caldaia aumenterà sempre di più (la legna continua ad accendersi e fa un fuoco sempre più grande). Quando la temperatura dell'acqua inviata al puffer supererà quella che è stata impostata come temperatura di mandata ai termosifoni, entrerà in gioco la valvola miscelatrice posta tra puffer e impianto. A questo punto l'impianto funzionerà a temperatura costante o secondo una curva climatica, mentre la mandata della caldaia al puffer, per la parte che eccede la richiesta dell'impianto, sarà assorbita dal puffer stesso. Terminata la carica (se l'impianto è dimensionato bene) avrai la casa calda (perchè l'impianto ha funzionato già per delle ore) e il puffer caldo in parte o del tutto, per cui l'impianto potrà continuare a funzionare anche a caldaia spenta.
Se l'impianto è collegato in parallelo il funzionamento è grossomodo questo: la caldaia parte e l'acqua viene inviata al collettore dove viene pescata dall'impianto. Man mano che la temperatura di mandata della caldaia sale, la miscelatrice sull'impianto comincerà a parzializzare. Parte di quella mandata servirà a riportare la temperatura di ritorno dall'impianto al valore impostato come mandata, mentre la parte eccedente finirà nel puffer. Terminata la carica l'acqua calda stivata nel puffer potrà tornare all'impianto attraverso lo stesso collettore. Come avrai capito il puffer non si scalda nè prima nè dopo, ma funge da volano termico. Quando la caldaia "galoppa" e sputa acqua ad altissima temperatura serve ad assorbire questo "eccesso di calore" prodotto rispetto all'esigenza dell'impianto. Quando è spenta perché non c'è legna o perché sta finendo funge da "supplente" per alcune ore.
Tutto questo perchè in un impianto a biomassa la caldaia non può funzionare on/off come una caldaia a gas. La legna, una volta accesa, deve bruciare completamente e questo comporterà che nella fase iniziale o finale della combustione, avrai temperature di mandata più basse di quelle richieste dall'impianto, nella fase centrale (quando tutta la legna è infuocata e la camera sembra l'inferno in terra) avrai una produzione di calore eccessiva rispetto a quella richiesta dall'impianto. Spero di non averti confuso le idee.. Buona serata e buon anno.
 
Quanto può essere la Differenza di rendimento
Tra una caldaia come la Gasogen che posseggo io
E una caldaia austriaca o tedesca di alta gamma che raggiunge il 95 e oltre?
 
Quantificare la resa di un generatore a legna in modo “spannometrico” (come può fare un utilizzatore medio) è veramente difficile. Tieni presente che la tua è priva di sonda lambda e di controlli elettronici. Di fatto la Gasogen è un prodotto di qualche generazione fa, sicuramente valido se correttamente installato ma non confrontabile con le moderne caldaie austriache. Per questo credo che quel 10/15 % di differenziale di resa ci sia tutto. Scusa la curiosità: ma tu, che impianto hai? Hai un puffer? Se si: quanti lt per kw? Hai anticondensa? Hai miscelatrice su impianto?).
 
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Ho un impianto fatto da un semplice giratubi col. Supporto di un termotecnico che secondo me non sapeva nemmeno cosa fosse il lavorare su caldaia a lwgna
Ho un puffer tank in tank con integrata swrpenrina sanitaria e solare che non ho con mandata ai termo in alto il piu possibile... Non va bene..
E nessuna miscelatrice... Non va bene nemeno questo...
Pertanto lavora male consuma un botto e al piano superiore piu di 18 se é freddo non si va nemmeno con 5 cariche al dì
Ecco. Xche voglio cambiarla
 
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