Caldaia nuova concezione VS caldaia fiamma inversa:differenze gestione,consumi,prezzi,CONSIGLIO ACQUISTO

certo che cambierebbe:
- avresti meno volano termico (:cry:)
- avresti un miglior controllo della distribuzione (:))

tutto il resto dei problemi, però, rimarrebbero......
 
Di sicuro, in un collegamento in serie, la mandata all’impianto deve pescare nella parte alta del puffer. Anche la miscelatrice o un gruppo di rilancio miscelato sono necessari. In ogni caso l’unica cosa che mi sento di raccomandarti è, prima di comprare un’altra caldaia, quella di trovare un buon impiantista o un buon termotecnico perché ho l’impressione che il tuo impianto debba essere rivisto quasi totalmente. Ad esempio: tra la caldaia e il puffer avete inserito una valvola anticondensa o un dispositivo di caricamento (tipo laddomat o termovar) in grado di assicurare il ritorno “caldo” al generatore e minimizzare la formazione di condense? Scusami se insisto ma temo che la Gasogen sia l’ultimo colpevole del cattivo funzionamento che hai registrato.
 
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Ho una valvola anticondensa, ma quella serve più che altro per tutelare la caldaia da eventuali condense, ma non centra niente col mio problema
 
Mi spiace ma se non è chiaro il tipo di impianto che avete realizzato è difficile individuare eventuali problemi. Di più non ti so dire, purtroppo.
 
Il mio impianto è formato da una caldaia gasogen che scalda un puffer con doppia serpentina a cui ho collegato solo l acqua sanitaria e non i. Pannelli
La caldaia fa partire la pompa e la manda al puffer a 75 gradi
Nel puffer quando arriva a 70 gradi un termostato fà partire le due pompe indipendenti e manda l acqua ai termo che sono attivati da da due cronotermostati indipendenti posti su due piani che son o sempre attivi
E aprono due valvole di zona
Non ho gruppi di rilancio e nemmeno miscelatrici
 
Ok è già più chiaro. Premetto che non sono un installatore né un ingegnere. Non sono un tecnico insomma. Conosco la materia da utilizzatore "consapevole" e cerco di darti una mano per quello che so.
Da quel che tu descrivi l'impianto risulta ampiamente migliorabile, tuttavia lo schema che hai riportato dovrebbe funzionare comunque. L'assenza di una miscelatrice sull'impianto impone di settare la caldaia a 75°C max o comunque ad una temperatura "bassa" perché quella è anche la temperatura a cui l'acqua viene direttamente immessa nei termosifoni. Se ci fosse una miscelatrice sull'impianto si potrebbe fissare il setpoint caldaia al massimo, quindi sugli 86/87 °C. Funzionando al massimo, il generatore a legna rende di più e si sporca di meno.
Se non ti dispiace ti pongo ancora alcune domande.
1) Il puffer viene caricato rispettando la "stratificazione"? (Mandata dalla caldaia in alto e prelievo di acqua fredda in basso?)
2) L'impianto pesca acqua calda dalla parte alta del Puffer?
3) I radiatori sono caldi "abbastanza"? Con che salto termico funzionano? Sono dimensionati correttamente rispetto agli assorbimenti dell'immobile?
Ti pongo queste domanda perché magari il tuo impianto funziona nella produzione del calore, ma la casa non viene riscaldata perché la distribuzione del calore nell'immobile non è corretta.
Ti riporto una mia esperienza. Il mio vicino di casa (che ora ha un impianto a biomassa) un paio di anni fa scaldava con il gas e mi diceva: "i termosifoni sono tutti caldi, ma la temperatura a casa non sale!". Incuriosito, mi recai da lui e scoprimmo che i termosifoni erano sì caldi, ma solo per i primi 15 cm in alto! (Aveva problemi di sottodimensionamento caldaia e pompa e, da profano, pensava che un termosifone avesse la stessa temperatura in ogni punto della su superficie.)
Se i tuoi terminali sono caldi e funzionano con un salto termico corretto, forse i problemi sono relativi al loro dimensionamento, perchè la caldaia più che mandare acqua calda ai termosifoni non può fare.....
 
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Si l impianto è corretto mandata in alto e ripescaggio in basso e i termo scaldano bene tutti a parte uno che recentemente ho installato molto grosso in acciaio 2m x1 che ci mette un po di piu ma poi và...
La caldaia è settata a 70 e il termostato del puffer fà partire le due pompe a 60
Ma non ho miscelatrice
 
Scusate, mi intrometto sperando di non deviare troppo. Vorrei evidenziare che Woodgasaddicted in uno dei primi messaggi raccontava che con la prima installazione della sua Mescoli (quanti KW?) dopo 10 minuti la caldaia andava in standby, (fumo condensa etc) immagino per eccesso di temperatura interna che non veniva smaltita dall'impianto (giusto?) ossia acqua che rischiava l'ebollizione, quindi stop preventivo.
Cipo cipo invece afferma che non riesce a scaldar bene la casa neppure con 5 cariche al giorno, e da questo io capisco che la sua legna invece la Gasogen la brucia eccome (sbaglio?) ossia che non ha lunghi periodi di standby..
Tutta la premessa per sottolineare che la Gasogen ha, a mio avviso, un serio limite nella capacità dello scambiatore a secco, che sempre secondo me nasce già moolto sottodimensionato rispetto alle caldaie moderne (italiane e austriache) perché ha uno scambiatore dimensinalmente molto piccolo, e i fumi transitano alla velocità della luce in esso.
In più con l'utilizzo pluriennale può (temo) peggiorare ulteriormente con la formazione di incrostazioni interne. Nel mio caso (Gasogen 2) addirittura talvolta PRIMA di raggiungere la T impostata (70°) si formano bolle nella parte bassa , ossia in corrispondenza della culla. Se lo scambio termico fosse buono ed omogeneo non si formerebbero assolutamente a quella temperatura.

Quindi, oltre a tutti gli accorgimenti sopraindicati, occorrerebbe anche fare un confronto (anche dimensionale, ossia dettato dall'evidenza delle superfici in gioco) fra i due stadi di scambio delle due macchine, al di là del valore dichiarato dalle rispettive case, che magari discosta "solo" del 15 %, perché questi valori sono ovviamente i massimi teorici ottenuti in condizioni perfette ad es di tiraggio , mentre in un un contesto di utilizzo ordinario e quotidiano la forbice potrebbe aumentare.
 
Ripeto la caldaia anche con 4/5 cariche non è mai e poi mai andata in modulazione
E lavorando sempre al top
Ossia lasciando fiamma e non brace
Stando sempre sulla macchina senza ponti che ostruiscano la fiamma quindi aprendo e posizionando bene la. Legna
Sotto si arriva a 22 max e sopra a 18
Questo è
.... Anche dopo aver spostato la mandata a 3/4
 
A me pare sinceramente molto, molto strano che una caldaia a fiamma inversa non raggiunga nemmeno i 70 °C di mandata. Detto questo, (ne approfitto per chiedere anche io ai tecnici), se i radiatori funzionano con uno scambio termico corretto (quindi mandata e ritorno sono alla temperatura giusta) che c'entra la caldaia? L'impianto può ben essere sottodimensionato, (caldaia troppo piccola rispetto alla superficie radiante installata, o superficie radiata troppo esigua rispetto ai volumi dell'immobile e alle sue prestazioni energetiche, o magari sia l'uno che l'altro), ma se i radiatori sono tutti caldi e la temperatura in casa non sale, la "resa" della caldaia credo c'entri poco. Scusa se insisto nelle domande, ma che superficie scaldi? Quanti kw ha la tua caldaia? Quanti kw installati in casa sotto forma di radiatori? A che temperatura li fai lavorare? Che temperatura massima di mandata raggiunge la caldaia? Grazie e scusami.
 
Non vorrei essere polemico peró se ci appuntiamo sulle questioni “nominalistiche” non credo che potremmo essere di aiuto. Dico questo perché solo due o tre righe prima ho parlato di “corretto salto termico dei radiatori” specificando che la differenza fra la mandata ai radiatori e il ritorno dai radiatori dovessero essere ricompresi entro un certo intervallo. Riproponendo la questione mi sono limitato a dire che, se i radiatori sono tutti caldi a sufficienza (pardon lavorano con un salto termico che rispetti il corretto range di temperatura) i “kw all’acqua” generati da quella caldaia sono sufficienti per l’impianto in questione e le cannucce c’entrano poco. È semmai l’intero impianto ad essere sotto dimensionato. Mi risulta molto più difficile da spiegare il fatto che una caldaia a fiamma inversa bruci sempre “al massimo” senza superare mai i 70 gradi di mandata. O meglio, potrei spiegarmelo soltanto nel caso in cui il generatore fosse enormemente sotto dimensionato. In questo caso però non dovrebbe riuscire a scaldare tutti i radiatori (pardon a far funzionare tutti i radiatori con valori di salto termico corretti). Ripeto: io non riesco a spiegarmelo ed evidentemente i tecnici tengono ai loro segreti. Buona Serata.
 
se sottodimensionata una caldaia scalda cmnq i termosifoni, ma a una T° inferiore a quella di progetto
appunto non sapendo, ho chiesto a quanti gradi lavorano i termosifoni
io ho dato il mio parere da tecnico, valutando tutte le cose dette da cipo cipo
magari sbaglio, o magari no..... tutto qua
 
Grazie wood
La caldaia essendo vecchia ma molto vecchia forse anche sporca all interno
( bisognerebbe aprirla,vedere magari i turbolatori sempre che li abbia... ma ho paura che mi lasci a piedi)
Riesce a scaldare l acqua anche a 90 gradi se la imposto ma mi và in protezione se lavora a quelle temperature...proprio xche é quel che è...
Quindi la. Faccio lavorare sui 70 75 max...
Ho fatto tutte le. Modifiche possibili immaginarie per avere un impia to come si deve ho spostato anche la. Mandata ai termo a 3/4 come. Suggerito da molti...
Anche. Peggio...
I termo lavorarano.. Ma il problema è che lavorano male soprattutto nel piano di sopra quello piu ampio 125 m2
Partono a 60 gradi si scaldano e poi si bloccano e si raffreddano... Poi ripartono e cosi via....
 
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