se la cosa venisse fatta così il problema sarebbe trovare le resistenze nella fase inattiva del lavoro, dovute ai vari componenti (dinamo, giunto, argano).
Poi basta applicare il principio dell'equilibrio delle potenze
Pa+Pp+Pi+Pr=0
Dove a sta per attiva (quella delle masse che cadono), p sta per perduta (quella dovuta agli attriti), r sta per resistente (quella dovuta al fatto che la massa in caso di risalita esercita un certo ostacolo) e i sta per inerzia (quella dovuta al volano e ad altre parti in moto, compreso l'assale e il rotore della dinamo).
Le variabili, una volta scelto il tipo di dinamo e il salto (l'intervallo è fissato dalla massa che si vuole avere a contribuire alla potenza attiva), sarebbero la massa di risalita, lo spessore e soprattutto il raggio del volano.
Non è una cosa complicatissima trovarle.
In ingegneria chi ha fatto meccanica razionale prima e meccanica applicata alle macchine poi sa che si tratta di un tipo d'esercizio che si fa al terzo anno.
Ciao!
Poi basta applicare il principio dell'equilibrio delle potenze
Pa+Pp+Pi+Pr=0
Dove a sta per attiva (quella delle masse che cadono), p sta per perduta (quella dovuta agli attriti), r sta per resistente (quella dovuta al fatto che la massa in caso di risalita esercita un certo ostacolo) e i sta per inerzia (quella dovuta al volano e ad altre parti in moto, compreso l'assale e il rotore della dinamo).
Le variabili, una volta scelto il tipo di dinamo e il salto (l'intervallo è fissato dalla massa che si vuole avere a contribuire alla potenza attiva), sarebbero la massa di risalita, lo spessore e soprattutto il raggio del volano.
Non è una cosa complicatissima trovarle.
In ingegneria chi ha fatto meccanica razionale prima e meccanica applicata alle macchine poi sa che si tratta di un tipo d'esercizio che si fa al terzo anno.
Ciao!