Accumulare calore/freddo invece di energia elettrica


Interessante...non mi sono messo fino in fondo a capire il funzionamento, ma mi soffermo sul costo dei PCM. Il più economico è...la vaselina! T di fusione tra i 35 e i 45 gradi, la trovi a meno di 10 €/kg. Poi magari devi trovare il modo di incapsularla, non so, alluminio?
 
Avete valutato l’idea di sfruttare l’involucro della casa come accumulo termico?

Io ho un “cappotto sfilabile” sul lato sud: tende a rullo invernali in crystal trasparente che nelle giornate di sole invernali trasformano il terrazzino che circonda la casa in una serra.

Se c’è sole pergotende mi regalano almeno 10 gradi (a volte anche 15) in più rispetto alla temperatura esterna : i mattoni della cortina accumulano calore durante il giorno e lo restituiscono alla casa quando il sole tramonta.

Per come la vedo io, perché un sistema prenda piede deve essere poca spesa massima resa (o se preferite cost-effective) e deve essere semplice da installare.
Dobbiamo trovare soluzioni facili da applicare ad abitazioni già esistenti e che non comportino lavori importanti per essere implementate.

Mi spiego meglio: ho installato una PDC aria-aria perché era più facile che sventrare casa per mettere una PDC con riscaldamento a pavimento.

Consumo 250 mc di metano l’anno (nonostante i figli si addormentino nella doccia) quanto potrei risparmiare con una PDC o solare termico?

Faccio ACS con 2 scalda-acqua a gas perché l’idea di un boiler (anche se moderno) non mi convince: serve spazio e, con l’acqua piena di calcare che abbiamo a Roma, prevedo una buona dose di manutenzione.
 
Per come la vedo io, perché un sistema prenda piede deve essere poca spesa massima resa (o se preferite cost-effective) e deve essere semplice da installare.
Dobbiamo trovare soluzioni facili da applicare ad abitazioni già esistenti e che non comportino lavori importanti per essere implementate.

Roma aiuta molto eh!!, quanti gradi avete stamattina ore 6:30??, qui 7,5

Soluzioni facili...................., immagina in zona E/F, condominio 5 piani con struttura in Cls anni 70 con tamponmento in cortina da 15 Cm di spessore
e all'interno una tramezza da 8, intercapedine da 12/15 Cm molto spesso vuota, sui pilastri scoperto ambo i lati devi dare antimuffa 3 volte anno, vetri semplici e infissi dove non passano i piccioni perche hanno paura e dove metti gli stuzzicadenti per non far tremare i vetri con il vento, tetti in tavelloni da 6 Cm senza massetto e nessuna coibentazione

Il 50% delle case in Italia è messo cosi e pure peggio, nessuno sembra preoccuparsi
Solo la Banca d'Italia ha lanciato un allarme ai poprietari che presto, questione di pochi anni e si ritroveranno con della carta straccia in mano
Gia adesso vendere una casa cosi e molto difficile, il mercato è destinato a crollare se nessuno provvede
Quando in Germania e Austria montavano i cappotti noi pensavamo alle mezze maniche e al mare, sono 50 anni fa eh!!!

ALTRO CHE COSE FACILI...................... servono montagne di denaro..........................
 
Ultima modifica:
rrrmori53 hai ragione.
Sicuramente il clima di Roma aiuta molto ma mezza Italia ha un clima favorevole.

Fingendoci amministratori del “condominio Italia” e dovendo scegliere quali interventi fare (o incentivare) ci comporteremmo allo stesso modo per gli immobili sia in Sicilia che in Valle d’Aosta?

Forse ogni zona climatica andrebbe gestita in modo diverso.
Zona E ed F saranno le più impegnative e lì avrebbe senso spendere di più per interventi radicali: cappotto termico, riscaldamento a pavimento ecc…

Sicuramente le soluzioni vanno adattate alle diverse latitudini ma da Roma in giù il clima mite aiuta molto e nelle zone B, C e D avrebbe senso spendere una fortuna per sventrare casa per installare riscaldamento a pavimento e fare cappotto termico?

Mettici che sono interventi in cui devi svuotare casa e trasferirti altrove per x tempo.

Quanto costerebbe e quanti kWh o mc di metano all’anno si risparmierebbero?

Forse si può arrivare a buone soluzioni con interventi poco invasivi e (relativamente) poco costosi nelle zone B, C e D.
Lavori da 1 giorno l’uno che non ti costringono ad un trasloco come sostituzione infissi, pergotende, PDC aria-aria e FV (che al sud rende anche di più).

Metterei in ballo più soldi nelle zone molto fredde dove il possibile risparmio energetico sarebbe importante, spenderei meno nelle zone con clima favorevole e coprirei tutti i tetti del centro-sud con FV.
 
Ma infatti bisognerà pensare sempre di più ai consumi per aria condizionata...e anche qui l'accumulo termico viene in aiuto: perchè fossilizzarci sulla batterie quando in estate posso accumulare acqua fredda di giorno (in attesa di PCM economici) fornitami gratis dal FV per poi usarla dal tramonto in poi?

A mio parere le potenzialità dell'accumulo termico sono enormi, e vanno sfruttate per mantenere lo stoccaggio della "preziosa" elettricità ai soli usi dell'elettricità stessa e non a produrre caldo e freddo
 
In linea teorica sarebbe l’ideale ma nel pratico come si potrebbe fare?
Facciamo l’esempio dell’appartamento di 100 mq in condominio, come lo realizzeresti?
 
Non sono un praticone ma parlando in via puramente teorica...e considerando che avevo in mente una villa con FV più che un appartamento:
- condizionatore da 27.000 BTU, 7,9 kW termici.
- classe A, SEER di 5,5 per cui 1,44 kW elettrici
- in funzione 6 ore al giorno per 3 mesi
- consumi totali 778 kWh. Ipotizzando che siano equamente divisi tra giorno e notte sono 389 da FV il resto da rete

Chiaro c'è lo scambio sul posto (per chi ancora ce l'ha), oppure ci sono le batterie, ne servirebbe una da almeno 5 kWh. Costo 3000 €?
Se invece volessi accumulare energia termica avrei bisgono di un "serbatoio" da 25 kWh. Posso ad esempio usare ghiaccio, ne servirebbero 270 kg. Non so esattamente i costi ma se ci fossero sistemi su grande scala credo che vista la semplicità potrebbero essere competitivi con le batterie elettriche
 
Sarebbe l’uovo di colombi ma non mi vengono in mente fonti facilmente utilizzabili in grado di mantenere caldo o freddo da rilasciare diversi mesi dopo.

Ammesso che si riesca ad accumulare il freddo in ghiaccio (anche da una stagione all’altra), come trasmetto il fresco alla casa?

Al mare non ho il condizionatore in cucina e metto delle mattonelle ghiacciate (quelle che vanno nella borsa frigo) davanti al ventilatore acceso.

Anche quelle più grandi si scongelano velocemente, c’è il problema del trasudo (infatti le metto su un vassoio) e hanno durata fin troppo breve. Le rimetto in freezer e uso quelle di ricambio.

Quando i 270 kg di ghiaccio si saranno sciolti, come li fai gelare di nuovo?
La condensa dove finisce?

Senza usare elettricità, posso accumulare calore in primavera ed estate per il solare termico, ma senza usare l’elettricità, in estate come lo fabbrico il ghiaccio per raffrescare?
 
Dunque ripeto non sono un praticone ma ragionando in via teorica: accumulo stagionale sarebbe il top ma su piccola scala la vedo dura...il rapporto superficie/volume dell'accumulo sarebbe troppo alto, pertanto anche un ottimo isolamento non garantirebbe il risultato.

Invece su base giornaliera, con l'obiettivo di massimizzare l'uso del FV si potrebbe provare così:
- congelatore a pozzetto, magari uno usato per fare un primo tentativo, poi se funziona ne può prendere uno nuovo ad efficienza più alta. Ce ne sono da 100 a 300 l e passa, a prezzi da 300 €
- possibilmente regolabile a temperature poco sotto lo 0°. Per accumulare ghiaccio non ha senso andare ai -18° classici, bastano -2 o -3. Ci si guadagna in efficienza, e si perdono 0,6 Wh/kgK di accumulo termico aggiuntivo, per cui 2,7 kWh aggiuntivi per 300 l passando da -3 a -18...così a naso non val la pena
- accoppiato un sistema che taglia l'alimentazione quando il consumo totale supera la produzione FV. Credo che sul forum ci siano parecchi esempi, va impostato anche un timer per evitare troppi attacca-stacca. Il top sarebbe un congelatore a inverter controllato in modo da assorbire tutta la produzione residua del FV
- annegata una serpentina in metallo, poi va fatta qualche modifica per far venire fuori ingresso e mandata
- si riempie il congelatore di acqua, non credo sia un problema in quanto sono impermeabilizzati
- il tutto accoppiato a un fan coil con pompa di circolazione a portata variabile. Più è la portata maggiore è il "freddo" estratto dall'accumulo

Così a naso non mi sembra complicatissimo, e come costo ci aggireremmo sui 500 €, anche meno se si recupera materiale già esistente.
 
Un ottimo congelatore a pozzetto da 500 litri circa puo congelare 30 Kg di alimenti in 24 ore................................
Per riempirlo di ghiaccio servono almeno 8/10 giorni a -3/4 gradi
 
Un ottimo congelatore a pozzetto da 500 litri circa puo congelare 30 Kg di alimenti in 24 ore................................
Per riempirlo di ghiaccio servono almeno 8/10 giorni a -3/4 gradi

Corretto, avevo considerato solo la capacità e non la potenza necessaria.

Comunque come avevo già detto non voglio portare la discussione a soluzioni domestiche fai da te, che avrebbero pochi vantaggi rispetto a sistemi esistenti già ottimizzati.
Porto invece un altro spunto: sistemi per caldo/freddo usati come carichi variabili e al limite interrompibili per aiutare la regolazione della rete. In pratica si userebbe l'inerzia termica di accumuli, ma volendo anche di ambienti interi, come "batteria distribuita" per il sistema.
Lo sta sperimentando Terna (mica la Pinco Pallino srl): https://www.terna.it/it/sistema-elet...eating-cooling
 

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