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Accumulo: centralizzato o distribuito?


janvaljan

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7 Ottobre 2004
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Milan
In un futuro in cui si sentirà sempre più parlare di accumulo di energia, bisognerebbe cominciare a discutere, insieme alla scelta della tecnologia da usare, anche sulla filosofia di accumulo.
Attualmente si parla soprattutto di enormi parchi batterie, nuovi bacini di pompaggio, stoccaggi di area compressa nel sottosuolo, tutte tecnologie palesemente dai "grandi numeri".

Secondo me invece bisognerebbe cominciare a pensare, insieme alla generazione distribuita, anche all'accumulo distribuito, almeno su base giornaliera.
Un sistema che sarebbe basato sulla logica della rapida fluttuazione dei prezzi della corrente anche per il consumatore finale, con un computerino in casa che a seconda del prezzo e del fabbisogno istantaneo decide di volta in volta se immettere in rete, stoccare, o richiedere alla rete, o addirittura richiedere alla rete per stoccare in caso di bassissimo prezzo marginale.
Per far questo l'accumulo dovrebbe essere "a bassa inerzia" ossia in grado di assorbire ed erogare energia con tempi brevissimi di start-up e di variazione di carico. E possibilmente dovrebbe durare molto nel tempo con scarsa manutenzione.

Come detto, un accumulo di questo tipo servirebbe a livellare il picco serale e a sgravare la rete in momenti di elevata produzione locale, mentre accumuli più grandi servirebbero su un orizzonte settimanale o ancora maggiore.
Che ne pensate?
 
infatti ad un convegno parlando del fotovoltaico il relatore dell'enel sosteneva che in futuro si potrebbero
usare le auto elettriche parcheggiate e allacciate alle colonnine di ricarica intelligenti che in base alle
richieste al prezzo,gli accumulatori delle auto si caricheranno e scaricheranno in base alle esigenze,
così uno anche se usa poco il mezzo si potrebbe trovare le batterie usurate
 
e ma in effetti non avrebbe molto senso visto che di giorno, proprio quando serve maggior flessibilità, non hai le auto ferme nei box.
 
considera che stiamo parlando di apposite stazioni di ricarica,l'auto la prendi vai al lavoro e la lasci in un'altra
stazione di ricarica,in cambio di energia a basso costo le batterie delle auto sarebbero l'accumulo della rete
 
janvaljan,
sono d'accordo con te per l'accumulo distribuito, in aggiunta all'accumulo centralizzato.
Purtroppo ad oggi le soluzioni eccellenti per l'accumulo di piccola taglia non esistono, bisognera' aspettare ancora diversi anni per poter avere batterie non inquinanti a prezzi accessibili. Tutte le altre soluzioni (SMES, supervolani, aria compressa, idrogeno) non sono adatte - almeno allo stato attuale della tecnica - all'accumulo con le caratteristiche che hai descritto.
Sull'utilizzo delle batterie dei veicoli elettrici come accumulo di emergenza, bisogna poter distinguere due casi, che devono poter essere scelti dall'utilizzatore a seconda della situazione momentanea:
1) Il veicolo elettrico e' disponibile - a fronte di una compensazione economica per l'invecchiamento precoce delle batterie - per una eventuale cessione di energia alla rete, fino ad un certo livello di scarica programmabile.
2) Il veicolo elettrico non e' disponibile a cedere energia alla rete in quanto e' previsto un utilizzo prolungato a breve.

Di certo l'uso delle batterie dei veicoli elettrici costituisce un accumulo variabile, non una certezza di disponibilita' di energia.

Ciao
Mario
 
Mario concordo quasi su tutto, ma volevo approfondire il discorso per l'aria compressa. Nella discussione sulla rediviva Eolo avevo ipotizzato un sistema integrato accumulo-climatizzazione di questo tipo:

-una pompa di calore a giri variabili
-un serbatoio, dimensionato per qualche ora di autonomia
-se necessario un accumulo termico

Presi uno per uno non sono componenti così costosi o complicati, e garantiscono ottima affidabilità. Probabilmente come efficienza non compete con altri sistemi, ma su costo/manutenzione potrebbe dire la sua.
 
Concordo con janvaljan: nella mia esperienza ventennale di sub con le bombole ho potuto ben studiare le cariche e le scariche parziali e complete delle bombole. Le bombole, se conservate in ambiente relativamente asciutto e se non sottoposte a scariche troppo veloci o a ricariche tramite travaso, sono un'ottima soluzione di accumulo di energia. Un sistema potrebbe essere quello di effettuare ricariche tramite compressore a bassa potenza durante la fase di produzione delle fonti rinnovabili e tramite una sorta di dinamo/alternatore/inverter di ritrasformare l'energia prodotta in elettricità nelle fasi di mancanza di produzione autonoma di energia (FV, microeolico in ssp, altre). Le bombole suddette possono essere ricaricate fino a 220-250 bar/ATM di pressione, hanno capienze dai 5 ai 25 litri ciascuna e possono essere collegate in parallelo per avere una capienza maggiore. Vi sono poi bomboloni anche molto più capienti e costosi, ma per adesso potremmo ragionare su questi. Avete esperienze o conoscenze in merito da condividere?
 

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