Acqua scarsa, per idroelettrico e raffreddamento data center


mariomaggi

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Ciao a tutti.
Leggo in varie parti del mondo le lamentele per l'aumento del numero di centrali idroelettriche che consumano acqua, invece delle "ottime" centrali a carbone e fossili.
Leggo anche l'enorme consumo di acqua per il raffreddamento dei nuovi data center per l'AI, indicativamente un solo data center consuma almeno 3 milioni di tonnellate d'acqua in un anno. Chiedo a chi conosce bene la questione, se l'acqua in uscita da un datacenter può essere riutilizzata per impiego alimentare, o se deve prima essere trattata e come.
Grazie a chi mi risponde, ciao.
Mario
 
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Ciao Mario, che piacere rileggerti su queste pagine!

Conoscendoti, mi stupisce la tua domanda, ma forse è il tuo modo per suggerire un tema di discussione e una riflessione sul tema del consumo di acqua dolce.

Innanzitutto comincerei col dire che l'acqua delle centrali idroelettriche e pure quella utilizzata per il raffreddamento dei datacenter, non si consuma, ma la si impiega. Certamente l'energia elettrica che se ne ricava dal suo utilizzo viene dalla differenza di potenziale dell'acqua dal bacino a monte, alla caduta a valle. L'acqua non viene consumata, né se ne intaccano le sue caratteristiche per l'uso alimentare, zootecnico, o agricolo. Si perde solo l'energia che aveva portato l'acqua a riempire il bacino a monte, ovvero principalmente l'energia del sole, che ha sollevato l'acqua dal suolo, sotto forma di vapore, e l'ha portata nell'aria, dove si è addensata in nuvole.

Diversa è l'acqua utilizzata per il raffreddamento delle centrali nucleari, nel caso entrasse in contatto con le superfici radioattive del reattore. Non sono un esperto in quel campo, ma suppongo/ricordo che vi siano vasche di raffreddamento che ricircolano la stessa acqua e non dovrebbero esserci sversamenti della stessa nei bacini idrici (l'acqua delle vasche è a sua volta raffreddata da altra acqua, ma senza essere poste in contatto diretto).

Tornando al datacenter, intanto va detto che quelli di grandi dimensioni, che prevedono la necessità di grandi potenze per il loro raffreddamento, si tende a ubicarli nelle vicinanze dei poli, così da sfruttarne il clima perennemente freddo. Chiaramente non tutti possono essere localizzati ai poli, nel caso nostro, dove lavoravo io, a Torino, l'acqua di raffreddamento girava in un suo impianto, centralizzato, dotato di torri di raffreddamento, e distribuiva l'acqua fredda alle varie unità locali sparse nei diversi fabbricati dello stabilimento. A quanto ne so, nell'impianto ricircola sempre la stessa acqua, salvo rabbocchi ogni tanto, e più raramente viene fatta la sua sostituzione periodica. Sono certo che l'acqua di scarico (quelle rare volte che la si scarica) non può essere immessa nel circuito delle acque reflue, ma va conferita a una ditta specializzata per il suo smaltimento/bonifica.

Questa è la mia esperienza, ma vediamo quella degli altri frequentatori del forum.
 

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