AI, intelligenza artificiale, prospettive a breve e medio termine


mariomaggi

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Ciao a tutti.
Riporto un testo dell'amico Lucio V., che ringrazio, per meditazione.
Buona lettura,
Mario
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Sono molto preoccupato pensando a cosa ci succederà a causa dell'intelligenza artificiale, e mi sto rendendo conto che la maggior parte delle persone non ci pensa.

Sono un esperto di IA, quindi parlo per consapevolezza.
L'AI sta imparando ad automatizzare progressivamente una parte sempre maggiore dei compiti cognitivi (quelli che richiedono principalmente l'uso del cervello). E potrà automatizzare anche molti dei nuovi compiti che nasceranno grazie all'AI stessa. Quindi è diverso dalle rivoluzioni precedenti, dove alcuni lavori lasciavano il posto ad altri.

Ho provato ad ipotizzare cosa succederà.

FASE 1 – I primi ad essere colpiti saranno i lavori intellettuali. E sta già cominciando.
Amministrativi, contabili, customer service, traduttori, grafici, copywriter, consulenti, analisti, programmatori, tester, tecnici IT, avvocati e paralegal, ingegneri, architetti, marketing, HR, assicurazioni, banche, giornalismo e molti altri.
Se prima per svolgere un'attività servivano 15 persone, con l'AI ora ne bastano 5 o 6, quindi perdo 9 o 10 posti di lavoro.
Ed emerge un problema enorme non solo per chi perde il lavoro ma anche per chi lo cerca, i giovani.
Per diventare senior bisogna prima essere junior. Ma proprio ricerche, documentazione, analisi preliminari, codice semplice, test, report, presentazioni e altre attività attraverso le quali un giovane entra nel mondo del lavoro sono tra le più facilmente delegabili all'IA.
Quindi ad una azienda un junior non serve più. I giovani non trovano lavoro ed in futuro avremo sempre MENO persone senior. Saremo sempre più in mano all IA.

FASE 2 – Il problema si trasferisce anche a chi pensa di essere al sicuro ed ai pensionati.
Un parrucchiere non viene sostituito facilmente dall'AI. Un idraulico neppure. Così come camerieri, commercianti, artigiani e tantissimi altri lavori manuali.
Ma hanno bisogno di una cosa fondamentale: clienti con soldi da spendere.
Se una parte consistente di persone perde il lavoro o vede diminuire il proprio reddito, comincia a tagliare tutto ciò che non è indispensabile.
Meno ristoranti.
Meno parrucchiere.
Meno vacanze.
Meno palestre.
Meno acquisti.
Meno lavori in casa.
Meno servizi.
E l'IA potrebbe accentuare ulteriormente questo fenomeno.
Ho il rubinetto che perde e pochi soldi? Prima chiamavo qualcuno. Domani fotografo il problema e un'AI mi spiega passo dopo passo come provare ad aggiustarlo.
Non è necessario che l'AI sostituisca direttamente l'idraulico: può bastare che gli faccia perdere una parte dei clienti.

E visto che le pensioni vengono pagate dai lavoratori, con molto meno di questi chi pagherà le pensioni (che già oggi l inps è in crisi)?

FASE 3 – Ma nasceranno nuovi lavori.
È la cosa che spesso dicono, ma anche se fosse, sarà in una percentuale enormemente inferiore rispetto al lavoro perso.
E poi, anche se nascerà una nuova professione cognitiva, perché dovremmo presumere che quel nuovo lavoro rimarrà esclusivamente umano?

FASE 4 – Arriva il paradosso economico.
Le aziende diventano sempre più produttive. Hanno meno stipendi da pagare e producono anche di più (aggiungiamo la robotica)
Produrranno più servizi e beni utilizzando sempre meno lavoro umano.
Ma se contemporaneamente diminuiscono i redditi distribuiti attraverso il lavoro, chi comprerà tutta questa produzione?
Quindi:
- produttività aumenta
- lavoratori necessari diminuiscono
- redditi da lavoro diminuisce
- consumi diminuiscono

FASE 5
– A quel punto il problema non sarà più tecnologico. Sarà politico e sociale.
I governi devono urgentemente ripensare ai principi su cui abbiamo costruito la società moderna se non si vuole distruggere la società stessa per come la conosciamo.
Non sarà più vero che lavori QUINDI ricevi uno stipendio QUINDI con quello stipendio compri ciò che gli altri producono.
Si dovrà esponenzialmente aumentare il welfare con servizi universali e nuove forme di sostegno al reddito ed alle pensioni (chi pagherà le pensioni se ci sono molto meno lavoratori?).
Occorrerà per forza tassare tutte le aziende (piccole o grandi) in proporzione all'uso che fanno dell'IA. Cosa che non è nella sensibilità di tanti governi.

Ora, tutto ciò che ho scritto NON sarà un problema del futuro, sta già accadendo. Quindi soprattutto nei prossimi anni sarà importantissimo avere governi capaci e con questa sensibilità sociale, altrimenti siam persi.
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A mio parere è difficile prevedere cosa accadrà realmente. Si, questa è una ipotesi possibile ma la capacità di adattamento dell'uomo è alta.

E comunque la soluzione definitiva rimane una: il plus valore generato dall'IA togliendo posti di lavoro deve venire redistribuito fra la popolazione e non concentrato nelle mani del "padrone".

Difficile da realizzare, (neanche troppo in effetti), ma di fatto un reddito distribuito a tutte le persone in età da lavoro. Pagato con i mancati stipendi tolti dall'AI. Un surplus va comunque all'azienda, che in ogni caso guadagna di più rispetto a prima, ma il resto DEVE essere messo in un calderone che verrà diviso fra tutti i (maggiorenni?).

Questa è la strada da percorrere. Redistribuire il valore aggiunto creato dalle macchine, agli uomini. In questo modo il denaro continua a circolare, non si crea una crisi sociale e tutto scorre meglio.
Semplice (più o meno) ed efficace.
 
Ciao Mario, bello leggerti ogni tanto.

Si... io la penso abbastanza come lampetto. E' veramente difficile prevedere che lavori saranno sostituiti e quali creati... ma di sicuro il trend di centralizzare nelle mani di pochi i veri guadagni va fermato.
Non è possibile che una o pochissime persone abbiano redditi di un'intero stato. Direi che è davvero inaccettabile.
Quindi che vengano fissati dei tetti a livello mondiale o trovato un modo per redistribuire la richhezza è necessario al di la dell'avvento dell'IA.

E' necessario che il mondo si domandi dove vole andare... o come vuole finire. Come per il riscaldamento globale. Vanno prese decisioni forti e decise. Direi che il modo di fare politica deve cambiare radicalmente e invece di traccheggiare e dare un colpo al cerchio e uno alla botte, deve prendersi grandi responsabilità e decidere una via forte.

Ce la faremo?
 

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