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- 27 Aprile 2026
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Ciao a tutti,
Apro questa discussione per condividere un'analisi tecnica basata sui dati reali del mio impianto e per confrontarmi con chi ha sistemi simili o ha già affrontato percorsi di ottimizzazione.
Possiedo un impianto da 7,8 kWp con un sistema all-in-one e accumulo al sale UNE Zhero S6 (tecnologia NaNiCl2) da 19,2 kWh, installato a fine 2022. Essendo la ditta installatrice originaria non più operativa, e dovendo ottimizzare i flussi per un futuro veicolo elettrico, ho deciso di analizzare in prima persona l'efficienza del sistema.
Da buon informatico, ho scaricato i log CSV dell'inverter relativi agli ultimi 13 mesi di esercizio e li ho processati per ottenere un bilancio energetico esatto. Sono emerse tre dinamiche tecniche molto marcate:
1. Il consumo termico di mantenimento (Standby e Riscaldamento) I log evidenziano che, per mantenere l'elettrolita alla temperatura operativa (~250°C) e per l'elettronica dell'inverter, la macchina ha un assorbimento passivo continuo di circa 300-330 W. Questo si traduce in circa 8 kWh al giorno prelevati dalla rete in inverno (quando il fotovoltaico non basta a coprirli), abbassando notevolmente il rendimento stagionale.
2. La curva di ricarica a basso SOC (Isteresi) Analizzando le giornate estive, ho notato che il BMS limita pesantemente la corrente di carica se la batteria parte da uno stato di carica basso. Questo impone progressivamente una limitazione dell'assorbimento di corrente (circa 10-15 A in meno rispetto a un avvio con SOC medio-alto) causando cessioni in rete progressivamente crescenti.
3. Dissipazione Termica Indoor Tutta questa inefficienza genera una forte dissipazione di calore. Nei mesi estivi, la temperatura del locale tecnico chiuso supera abbondantemente i 30°C.
L'IPOTESI DI SOLUZIONE (Retrofit AC Coupling) Per salvaguardare il sistema attuale (mantenendo tendenzialmente la batteria al sale a un SOC medio-alto per evitarne l'isteresi) sto valutando con un termotecnico un progetto di Retrofit: aggiungere un inverter ibrido da 6kW con 10-15 kWh di accumulo LFP (Litio), spostando le stringhe sul nuovo inverter.
La logica del meter lavorerebbe in "Spillover":
Apro questa discussione per condividere un'analisi tecnica basata sui dati reali del mio impianto e per confrontarmi con chi ha sistemi simili o ha già affrontato percorsi di ottimizzazione.
Possiedo un impianto da 7,8 kWp con un sistema all-in-one e accumulo al sale UNE Zhero S6 (tecnologia NaNiCl2) da 19,2 kWh, installato a fine 2022. Essendo la ditta installatrice originaria non più operativa, e dovendo ottimizzare i flussi per un futuro veicolo elettrico, ho deciso di analizzare in prima persona l'efficienza del sistema.
Da buon informatico, ho scaricato i log CSV dell'inverter relativi agli ultimi 13 mesi di esercizio e li ho processati per ottenere un bilancio energetico esatto. Sono emerse tre dinamiche tecniche molto marcate:
1. Il consumo termico di mantenimento (Standby e Riscaldamento) I log evidenziano che, per mantenere l'elettrolita alla temperatura operativa (~250°C) e per l'elettronica dell'inverter, la macchina ha un assorbimento passivo continuo di circa 300-330 W. Questo si traduce in circa 8 kWh al giorno prelevati dalla rete in inverno (quando il fotovoltaico non basta a coprirli), abbassando notevolmente il rendimento stagionale.
2. La curva di ricarica a basso SOC (Isteresi) Analizzando le giornate estive, ho notato che il BMS limita pesantemente la corrente di carica se la batteria parte da uno stato di carica basso. Questo impone progressivamente una limitazione dell'assorbimento di corrente (circa 10-15 A in meno rispetto a un avvio con SOC medio-alto) causando cessioni in rete progressivamente crescenti.
3. Dissipazione Termica Indoor Tutta questa inefficienza genera una forte dissipazione di calore. Nei mesi estivi, la temperatura del locale tecnico chiuso supera abbondantemente i 30°C.
L'IPOTESI DI SOLUZIONE (Retrofit AC Coupling) Per salvaguardare il sistema attuale (mantenendo tendenzialmente la batteria al sale a un SOC medio-alto per evitarne l'isteresi) sto valutando con un termotecnico un progetto di Retrofit: aggiungere un inverter ibrido da 6kW con 10-15 kWh di accumulo LFP (Litio), spostando le stringhe sul nuovo inverter.
La logica del meter lavorerebbe in "Spillover":
- Carica: L'energia FV alimenta prima il sistema esistente al sale (coprendo i suoi consumi termici e tenendo alto il SOC). Le repentine eccedenze solari che la batteria al sale non fa in tempo ad assorbire vengono intercettate all'istante dal nuovo sistema al Litio.
- Scarica: Priorità al Litio per coprire i picchi domestici (e la futura ricarica EV), facendo da "scudo" al sale che coprirà solo il baseload notturno. In inverno si potrebbe spegnere del tutto il sistema al sale (nov-feb, almeno) per azzerare i consumi termici.
- Qualcun altro ha analizzato i log del proprio accumulo al sale riscontrando comparabili consumi di mantenimento e il taglio della ricarica a basso SOC?
- C'è qualcuno che ha già implementato una soluzione in AC Coupling a monte di un sistema all-in-one preesistente? Come avete gestito l'interazione tra i due meter per evitare conflitti nelle letture?
