antiblackout

efferre

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C'è qualcuno che ha esperienza sulla soluzione antiblackout di Huawei? Ho visto che l'ultima versione Smart Guard ha un tempo di commutazione sotto i 20 ms, ci stavo facendo un pensierino in un'ottica futura di affollamento di impianti fotovoltaici in zona; infatti molto probabilmente comporteranno una sempre più frequente condizione di sovratensione in rete con i conseguenti scollegamenti dell'inverter. E' vero che l'ENEL può ridurre la sua impedenza di linea ma fino ad un certo punto, se ci sono troppi produttori fotovoltaici e pochi "assorbitori" di potenza, è scontato che la tensione non può far altro che crescere. La soluzione antiblackout la vedo pratica per mettersi a isola nelle ore centrali della giornata quando c'è sovraproduzione e far funzionare l'impianto. Ci sono ovviamente limitazione d'uso quando si ha a che fare con carichi reattivi. Di contro tale soluzione costa uno sproposito per un paio di teleruttori e una centralina di gestione. La versione precedente si trova sui 400-500€ mentre la nuova versione a non meno di 1200€ :shocked: (e non capisco perché la versione trifase debba costare di meno...). Purtroppo non ho trovato alcuna informazione in merito sul protocollo di gestione per implementare una soluzione fai da te...
 
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Come al solito in italia si cerca di scaricare i problemi sull'utente finale , della serie io sono io e voi non siete nessuno , creando norme dove la normativa va sempre a favore di chi ha in mano il potere , non capisco il limitare inverter a 6kw collegati alla rete in monofase ,quando basterebbe autorizzare il limitatore immissione sia da parte dell'inverter che mettere un blocco sul contatore bidirezionale tipo quello che c'è gia sulla potenza di prelievo, in modo da avere inverter piu potenti visto i continui aumenti di energia elettrica della casa , detto questo huawei e comodo per installatori che installano e zero problemi o quasi, ma ha una serie di funzioni limitate tipo sul blackout , che nessuno considera ma se l'inverter come molti ibridi avesse gia integrata la gestione potrebbe servire senza spese eccessive di implementazione , per gestire le sovra tensioni specialmente in estate non è che hai molte scelte gli inverter per immettere devono alzare la tensione per cui alza tu che alzo io la rete si satura, per cui o butti in batteria o limiti immissione , alcuni andando contro le regole per sfruttare magari inverter gia installati che non hanno batterie o poca potenza aggiungono un altro inverter, faccio un discorso generale per aumentare le batterie magari a basso costo e avere piu variabili, visto che parli di 1200 euro ad esempio installando un deye che ha ingresso gen dove puoi collegare huawei , il deye come altri inverter , ha uscita load che se hai batterie e sempre sotto tensione , collegando huawei sulla presa gen e configurandolo come un micro inverter , l'energia prodotta da huawei andrebbe a caricare le batterie deye e alimentare i carichi di casa , il surplus verrebbe immesso come prima , dirai dove sta il vantaggio, se hai solo huawei e non batterie col deye potresti usare batterie a bassa tensione a costi piu bassi , in estate con batterie cariche potresti staccare huawei per evitare immissione in rete e il deye ha la possibilità di limitare a zero immissione , visto che parlavi di un fai da te , se invece fai fare meglio collegare l'unita huawei specifica , della serie chi vede vende quello che fa comodo e chi acquista che deve valutare cosa e meglio per lui , questo era uno spunto poi ciascuno deve sempre valutare cosa e meglio per lui
 
La base del mio ragionamento era quella di voler avere l'inverter in funzione in caso di sovraccarico di rete (senza continue disconnessioni che di fatto comportano una perdita di produzione) da cui l'utilità di metterlo a isola, l'errore che facevo era associare ciò alla funzione antiblackout solo perché in tale condizione l'inverter viene fatto funzionare a isola. L'inverter per funzionare a isola ha bisogno di una "forzatura" perché non sente più la rete e giustamente andrebbe in protezione altrimenti la potenza generata non troverebbe uno "sfogo". Mettendo una batteria e avendo un consumo in casa, di fatto l'inverter può essere fatto funzionare "virtualmente" a isola (ma in realtà non lo è perché la rete è presente) impostando a zero l'immissione in rete. Quindi monitorando lo stato dell'inverter, dopo un tot di sconnessioni si può riprogrammare al volo l'immissione in rete e a quel punto non dovrebbe più spegnersi e generare solo la potenza necessaria ad alimentare i carichi presenti in casa ed eventualmente caricare la batteria. Ora non so se gli inverter Huawei sono intelligenti da gestire da soli ciò ma con un po' di gestione HA si potrebbe implementare facilmente.

La Backup Box o Smart Guard fanno quello con in più la gestione ATS, se sentono che manca la rete dicono all'inverter di tagliare immissione in rete, di funzionare anche senza i 50 Hz e staccano giustamente la rete perché lo scopo è quello di far funzionare l'inverter senza la rete. Ma nel caso di disconnessioni per sovraccarico che farebbero spegnere l'inverter, la backup box diverrebbe solo uno strumento per mettersi a isola su comando (a meno che non ci sia un po' di intelligenza in più a gestire ciò in automatico).

A prescindere da ciò, confrontando la vecchia e nuova soluzione Huawei per antiblackout, Smart Guard presenta una serie di vantaggi: 10 anni di garanzia invece che 2, ha già integrato il monitor di consumo, ha a bordo logica intelligente per creare degli automatismi (può pilotare dispositivi tipo Shelly), è visibile nel sistema di monitor impianto. Di contro il prezzo è più elevato. Non ho capito se si può gestire il sovraccarico come indicato sopra o quanto sia programmabile.
 
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