antigravità è duplicatore

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pancia 37

Guest
Ciao a tutti , mi è stato spiegato che questo sistema toglie gran parte dell peso di un macchinario :

YouTube - living energy machine

se è vera questa cosa , mi chiedevo se fosse possibile con un moltiplicatore di giri è un generatore collegato all'asse si potesse ottenere overunity ? :bye1:
 
Ho visto il video !
Tutta roba che non serve a niente; però mi è venuta una idea.


Prendiamo in esame un banale motorino elettrico, non importa se in continua o alternata, se monofase o trifase.

Se il rotore gira in un senso, lo statore dovrebbe girare nel senso opposto.
In realtà noi non vediamo che lo statore gira nel senso opposto perché lo statore è ancorato al pavimento e a sua volta il pavimento è ancora sulla crosta terrestre.

Essendo la massa della crosta terrestre molto più grande del rotore, è ovvio che non ci accorgiamo della reazione di coppia.

Dal punto di vista schematico possiamo immaginare un piano trapassato perpendicolarmente dall'asse di rotazione del banale motore elettrico.

schema1.png
Sul medesimo piano, agiscono le forze di attrazione e repulsione che metttono in moto il rotore del banale motore, nel caso di esempio dello schema evidenziato sopra, lo statore tende a girare in senso orario e il rotore in senso antiorario.

Fino a qui, nulla di strano perché um miliardo di motori elettrici funzionano cosi.
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Immaginiamo di fare una modifica; lo statore NON è più ancorato al pavimento ed inoltre i piani sono 2 anzichè 1.
schema2.png
Cioè su un piano ci sono avvolgimenti e sull'altro piano ci sono i magneti permanenti, oppure viceversa (è lo stesso).

In questo caso le forze di attrazione e repulsione non sono sullo stesso piano, infatti i piani immaginari sono 2.
In altre parole lo statore è rappresentato da un piatto contenente magneti permanenti o avvolgimenti; e di fronte a questo piatto c'è un'altro piatto che può girare e quindi rappresenta il rotore, il rotore può essere fatto di magneti permanenti o avvolgimenti (non ha importanza se a girare sono gli avvolgimento o imagneti permanenti perché ci interessa la reazione di coppia).

Nel caso del secondo schema sopra evidenziato, esistono 2 assi di rotazione e non 1.
Abbiamo un asse di rotazione normale su cui gira il rotore e poi esiste un'altro asse di rotazione che è perpendicolare al primo asse di rotazione.
Non serve un genio per comprendere che il secondo asse di rotazione è funzionante solo all'avviamento del motore e non a regime, in altre parole: la seconda rotazione la otteniamo solo in fase di accelerazione.
Quindi il primo asse di rotazione tende a girare pure esso e crea un secondo asse di rotazione immaginario.

Forse è ipotizzabile che l'energia del secondo asse sia free energy, ma questo è difficile da dimostrare e poi qui siamo nella sezione antigravità.

Per ottenere l'antigravità occorre il baricentro del sistema isolato venga spostato in qualche modo, secondo me questo lo si ottiene se la massa dello statore è molto maggiore della massa del rotore.
A parte il fatto che non è più possibile distinquere lo statore dal rotore essendo lo statore non più ancorato al pavimento e quindi gira pure esso.
Insomma: amebedue sono diventati rotori e quindi lo statore non esiste più.
 
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ufo , come dobbiamo fare , cosa fai, tieni lo statore sospeso con dei palloni aerostatici :cry: ?
 
Ultima modifica da un moderatore:
tieni lo statore sospeso con dei palloni aerostatici :cry: ?

e dai... non scherzare...

Il secondo asse immaginario deve esistere veramente ed è un solido perno metallico.

Nel secondo schema non potevo disegnare il secondo asse perchè parte dal centro del disegno e viene verso di me, quindi come lo rappresento ?
Con un punto geometrico che nessuno vede ?

Il perno è perpendicolare all'asse di rotazione dei 2 rotori, i 2 rotori si spingono fra di loro e lo statore non esiste più.

Quuindi i perni sono 2: su uno girano 2 i rotori, su quell'altro gira tutto l'ambaradam, primo perno compreso.
 
esempio3.PNG

Ecco !
Qui c'è un disegno in prospettiva.

E' possibile fare la verifica collegando un wattmetro per misurare la potenza assorbita dai rotori.
La potenza spesa non deve cambiare quando io freno di proposito il perno del secondo asse.

La potenza spesa è quella per mantenere gli attriti mentre invece la potenza guadagnata è quella del secondo asse.
 
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Ciao Uforobot, interessante la tua idea però, a logica, se statore e rotore non condividono lo stesso piano la forza di repulsione o almeno parte di essa non dovrebbe esprimersi in una tendenza all'allontanamento tra i due piatti anzichè una rotazione?
In un sistema del genere l'asse si rotazione di ogni singolo piatto, essendo essi su due piani diversi, è infatti perpendicolare alla retta che unisce le coppie magnetiche (magnete o avvolgimento) non coincidente come in un normale/banale motore.
...Per ottenere l'antigravità occorre il baricentro del sistema isolato venga spostato in qualche modo...
Questo non riesco proprio a capirlo; me lo spiegheresti meglio? Grazie.
 
non dovrebbe esprimersi in una tendenza all'allontanamento tra i due piatti anzichè una rotazione?

L'ingegnere deve dire all'operaio elettromeccanico che bisogna impostare gli avvolgimenti ed eventuali magneti permanenti in un certo modo.

Adesso in questo momento non ho voglia di spiegare per filo e per segno la cosi detta "regola della mano destra".
Regola della mano destra - Wikipedia

Chi ha studiato elettromeccanica (o elettronica) sa come progettare un motore elettrico che lavora su 2 piani anzichè uno.

Non è importante sapere come fare per fare in modo che un piatto faccia girare un altro piatto che gli sta sopra; perché questi li considero lavori di manovalanza.
Quello che è importante sapere è come sfruttare l'energia del secondo asse che è quello che avevo colorato di colore rosso.

Poi sarebbe interessante sapere se è meglio sostituire i 2 rotori con qualcosa di più elastico, per esempio sostituirli con 2 molle a spirale che si usavano nei vecchi orologioni meccanici che si usavano circa 70 anni fa; ma anche nel caso delle molle servirebbe sempre un elettromagnete che mantenga il moto delle 2 masse (esattamente come si usava fare negli antichi orologi meccanici alimentati da un banale pila).
 
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