Auto a idrogeno atomico

Ahi, Livingreen, biricchino...
Sai meglio di me che l'idrogeno atomico si può produrre facilmente
e si può anche immagazzinare (vedi link nella sezione di chimica)
 
Strano quindi che non ne esista una sola evidenza. TUTTO l'idrogeno libero si ricombina in molecole biatomiche nel giro di pochi microsecondi. Non fa nemmeno in tempo ad uscire dalla bombola o dalla cella, figuurati arrivare al motore...
 
Grazie per le conferme, Franco e Amir. Del resto, è cosa risaputa che fa parte della base della chimica e della fisica. Non si capisce proprio come possa essersi diffusa una leggenda come quella dell'idrogeno monoatomico, visto che mai nessuno lo ha trovato.
Per i puristi aggiungo: lo so che il tempo di ricombinazione è inferiore ai 10^-16 sec quando i singoli atomi sono a contatto, i microsecondi si riferiscono al valore statistico dell'intera massa, considerando quindi i tempi totali.
 
Non credo sia una leggenda...penso piuttosto che interessi molto i militari....
Comunque l'idrogeno atomico ha un'energia doppia dell'idrogeno molecolare.
 
Già, i militari ... è plausibile, se la bomba all' idrogeno fa il botto che fa, figuriamoci la bomba all' idrogeno atomico, un' iradiddio, proprio!
 
eheheheh.... e pensare che è tutta roba che si trova sul libro di chimica di prima superiore.... e che per sapere se c'è, basta uno spettrometro da due soldi fatto con la custodia di un CD.
Franco, nessuno di questi fantomatici inventori è mai riuscito a dimostrare di averne prodotto un solo atomo: un motivo ci sarà, non credi?
 
Ma dove le prendi queste cose, Franco? Possibile che non hai mai sentito parlare di saldatura al plasma o di taglio al plasma? E che non sai che l'idrogeno molecolare inizia a dissociarsi in atomico a 2100K, riuscendo finalmente a rompere il solidissimo legame covalente fra i due atomi? E che la dissociazione completa, fra gli 8000 e i 10000K, si chiama anche ionizzazione?
Sai, da Langmuir nel 1924 ad oggi, qualche passetto in più la tecnologia l'ha fatto....
In altre parole, bisogna fornirgli un sacco di energia perchè si dissoci... altro che OTTENERE energia!!!
 
l'idrogeno atomico si può produrre facilmente
Non a temperatura e pressione ambiente!

Vediamo il perché, ripassando un po' di chimica delle scuole superiori.
Consideriamo la reazione :
2*H(g) ? H2(g).
Dalla chimica elementare sappiamo che la costante di equilibrio chimico Kp è data da
Kp = exp( -?G°/(RT) ).
?G° lo trovi su opportune tabelle e lo calcoli, per una determinata reazione, allo stesso modo di come s'impiega la legge di Hess (la tabella che ho usato si riferisce a 298,15 K e 1 bar); quindi
?G° = 0 - 2*(203,3) = -406,6 kJ/mol.
Siccome ?G° < 0, già ci si accorge che la reazione procede spontaneamente, alla temperatura di 298,15 K e pressione di 1 bar, verso destra.
Quindi Kp = exp(406,6E3 / (8,31451*298,15) ) = 171E69.
Una costanate d'equilibrio così mostruosamente grande ti dovrebbe già dare l'idea di quanto sia estremamente improbabile che esista dell'idrogeno monoatomico a temperatura e pressione ambiente.

Se non ne sei ancora convinto, posso sempre imbastire il classico esercizio sull'equilibrio chimico (anche questi li facevo alle scuole superiori), del tipo ho una certa quantità di H all'inizio in un recipiente chiuso, però quanto H2 mi troverò all'equilibrio chimico?
 
Mi sembra una cosa importante dell'immagine di soprala seguente frase:

l'idrogeno atomico si ricombina in molecolare SU UNA SUPERFICIE METALLICA...
 
Ma certo, che altro dovrebbe fare, visto che torna allo stato iniziale (oltre a fornire un'atmosfera riducente che impedisce l'ossidazione del metallo)? Hai letto la prima parte, dove dice che assorbe 103 kcal per scindersi (che poi restituisce alla ricombinazione)?
Ti consiglio di leggere testi leggermente più recenti, rispetto agli albori della tecnologia....
Per esempio, cerca cosa vuol dire ionizzazione, ovvero la riduzione a ioni di molecole omonucleari, e da cosa è partito lo studio (cioè da Thomson, Nobel nel 1906 e Langmuir, Nobel del 1932). E tutte le fasi successive, per arrivare magari al fatto che ogni astrofilo attuale sa farsi un'analisi dello spettro delle nubi galattiche dimostrando l'esistenza di plasma di idrogeno (mentre nessun "produttore di idrogeno atomico" terrestre ci riesce mai...)

Ormai di indizi te ne ho dati molti, Franco.
 
Ultima modifica:
l'idrogeno atomico si ricombina in molecolare SU UNA SUPERFICIE METALLICA
Se hai notato, nell'esercizietto che ho scritto più sopra, l'idrogeno H si ricombina indipendentemente dalla superficie con la quale entra in contatto, posto sempre che la temperatura sia 298,15 K e la pressione 1 bar.

Poi è ovvio che a temperature elevate H2 comincia a scindersi in 2*H: nella formula del Kp, -?G° diminuisce (vedi sempre tabelle) mentre T aumenta, ergo Kp diminuisce.
 
La reazione iniziale è endotermica, dove l'idrogeno acquisisce energia a spese dell'arco H2 > H + H - 420/430 kJ (non metto una cifra esatta perchè non si conoscono le condizioni).
La successiva è esotermica H + H > H2 + 430kJ dove la ricombinazione cede il calore acquisito precedentemente. Probabilmente, ci si deve aggiungere anche una piccola parte di calore che viene dalla parte esterna della nube di idrogeno, che brucia trovandosi a contatto con l'atmosfera ossigenata.
 
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