Autorizzazioni comunali

Cofano

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Faccio una domanda a tutti voi:
il comune può, appellandosi alla legge regionale n°11, non autorizzare la costruzione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli?
deve essere necessario un nuovo piano regolatore per indicare quali aree possono essere "convertite" in fotovoltaico?
Per quali altri motivi dovrebbe vietare a tutti (parole del sindaco) di costruire impianti fotovoltaici su terreni agricoli?
E' possibile ricorrere a qualche cavillo o postilla?

P.S. io sono del Veneto!
 
D.L. 387/03

Art. 12 Comma 1:
Le opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili,
nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla
costruzione e all'esercizio degli stessi impianti, autorizzate ai sensi del
comma 3, sono di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti.

Art. 12 Comma 1:
Gli impianti di produzione di energia elettrica, di cui all'articolo 2, comma
1, lettere b) e c), possono essere ubicati anche in zone classificate agricole
dai vigenti piani urbanistici. Nell'ubicazione si dovrà tenere conto delle
disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare
riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela
della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale
di cui alla legge 5 marzo 2001, n. 57, articoli 7 e 8, nonché del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 228, articolo 14.

La finanziaria 2005 e poi 2008 ha confermato che la produzione di energia da fonti rinnovabile è a tutti gli effetti attività agricola.

Non c'è bisogno di nessun cavillo.
Oltre tutto il terreno in questione non è soggetto a nessun vincolo particolare (gli unici sono sismico e aereportuale) per cui il comune non può fare ostruzionismo poichè non sono di sua competenza.
 
quindi in sede di valutazione il Sindaco (con delega all'urbanistica) non può in alcun modo negare l'autorizzazione!!!!?
Ieri mi sono recato in sede della Coldiretti e mi hanno detto che il sindaco in questione ha già bocciato più di un impianto fotovoltaico... ma allora cosa si deve fare?
 
Buongiono a tutti,
dovete partire dal principio che il Sindaco ha il potere di nn firmare qualunque autorizzazione per capire tante cose.........
Esistono anche i TAR ma poi bisogna cambiare citta'.............
Negoziare e mediare le posizioni e' sempre meglio, se poi nn si riesce a fare l'impianto... beh... pazienza nn sara' certo "l'affare della vita".
ciao car.boni
 
Se si procede all'autorizzazione tramite DIA il sindaco difficilmente può opporsi, poichè lo strumento in se non lo permette.
In ogni caso è sempre possibile passare per l'autorizzazione unica in sede regionale, che in caso di approvazione costituisce titolo ad iniziare i lavori.

Aggiungo che sono stati sottoscritti degli accordi in sede europea e internazionale, l'opposizione del sindaco, qualora sia effettiva, costituisce solo un allungamento dei tempi.
 
Buonasera Replus,
quando si ha a che fare con pratiche "dubbie" e' sempre meglio concordare il tipo di pratica da presentare ed evitare di fare "di testa propria" e presentare, ad esempio, una DIA che l' ufficio tecnico cassera'.
Nel caso di impianto realizzato con lo strumento della DIA Ti ricordo che molte banche richiedono un documento attestante l'avvenuta accettazione (da nn confondersi con la presentazione) da parte del Comune.
Ancora una cosa........ gli allungamenti di tempi a cui fai riferimento intanto nn sono quantificabili e possono rendere l'operazione antieconomica se passa troppo tempo.
Dalle Tue parole devo comunque dedurre che nn hai mai avuto esperienza negative con gli uffici tecnici dei Comuni.......... provare per credere.
ciao car.boni
 
Concordo con carboni,
come faccio a presentare una DIA al mio comune se già mi dicono che me la rifiuteranno?E' quello che succede nel mio comune dove nel PRG non sono vietate le pensiline o tettoie o pergolati fotovoltaici tuttavia mi hanno detto che nel dubbio le rifiutano, nonostante nel PRG non vi sia niente...ma possono farlo?
Sono in Puglia...
Esistono leggi regionali a cui posso appigliarmi in caso in cui il PRG non tratti l'argomento?Grazie.
 
Carboni, litigate con gli uffici tecnici le ho avute anch'io, ma alla fine un accordo lo si trova sempre.

Per beppe, fai la dia per una semplice pensilina, poi successivamente ci installi spra l'impianto fotovoltaico, con una semplice comunicazione al comune (come da norma).
 
Ciao Replus, tralasciando che certamente farò così per evitare comunicazioni all'ASL, PSC, ecc. ecc....il problema è proprio la pensilina con o senza l'impianto fotovoltaico nonostante nel regolamento non si parli di pensiline e divieti..
avevo pensato di richiamre l'art. 12 del DLGS 387/2003...che ne pensi?
 
........litigate con gli uffici tecnici le ho avute anch'io, ma alla fine un accordo lo si trova sempre........


Ciao Re Plus,
io nn sto parlando di discussioni o, se preferisci, litigate con gli uffici tecnici, che comunque portano a buon fine la pratica ma di domande respinte e di concessioni negate.
Bocciature da ricorso al TAR che nn farai mai, pur avendo un fondamento legittimo, perche' con "loro" devi continuare a convivere.
ciao car.boni
 
Noi abbiamo fatto questo tipo di ricorso per un eolico industriale in Umbria e abbiamo vinto. Il 387 è chiarissimo, e chiarissima è la giurisprudenza. Tra le tante posto questa della Puglia che si rifa alla mia del 2007 in Umbria.

L'utilizzazione delle fonti di energia rinnovabile è considerata di pubblico interesse e di pubblica utilità, e le opere relative sono dichiarate indifferibili ed urgenti (art. 12, comma 1, del d.lgs. 387/2003), anche in considerazione del fatto che la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra attraverso la ricerca, la promozione, lo sviluppo e la maggior utilizzazione di fonti energetiche rinnovabili e di tecnologie avanzate e compatibili con l'ambiente costituisce un impegno internazionale assunto dall'Italia con la sottoscrizione del Protocollo di Kyoto dell'11 dicembre 1997. Espressione evidente di tale favor legislativo per le fonti rinnovabili è la previsione dell'articolo 12, comma 7, del d.lgs. 387/2003, sulla possibilità di installare gli impianti anche in zona agricola. Peraltro, detta possibilità non è senza limiti. I Comuni possono infatti prevedere, nell'esercizio della propria discrezionalità in materia di governo del territorio, aree specificamente destinate ad impianti eolici. Solo in mancanza di una simile previsione conformativa, detti impianti possono essere localizzati, senza distinzione (almeno, per quanto riguarda la valutazione di compatibilità urbanistica), in tutte le zone agricole (T.A.R. Umbria, 15 luglio 2007 , n. 518). Pres. Urbano, Est. Giansante - R.D. e altro (avv. Malena e Miccoli) c. Comune di Bitonto (avv. Ciarmoli). T.A.R. PUGLIA, Bari, Sez. III - 22 aprile 2009, n. 983
 
Scusate se mi intrometto, giusto una considerazione:
Personalmente, per un impianto ad oli vegetali, ho appena ottenuto l'A.U. dalla provincia di Perugia, con circa 3/4 mesi di ritardo sui termini previsti. Non abbiamo contestato perchè, come dice Carboni si rischia solo di allungare i tempi e di inimicarsi qualcuno.
L'A.U. è però farcita di prescrizioni assolutamente folli, illegittime e neanche discusse in Conferenza dei Servizi. Carboni non ha tutti i torti, però la legge è legge, e non possiamo farle passare tutte a questi burocrati del xxxxx, solo perchè si sono alzati dal letto con il piede sbagliato. Difatti andremo a contestarla quanto prima, cosa che, in certi casi consiglio di fare a tutti, se contesta uno solo è debole difronte alle istituzioni, se siamo in molti ci devono ascoltare per forza.
Grazie dell'attenzione
 
La vostra contestazione sarà legittima, ma non credo che sarà semplice. Il TAR non entra (se non in casi eccezionali) nel merito, ma verifica solo l'aspetto procedurale e se ci sono vizi formali. Non dare l'AU perché è agricolo contrasta con la legge, fare prescrizioni (per quanto a noi non vadano bene) è formalmente corretto, da quello che dici, l'aspetto formalmente non corretto è che queste non siano state discusse in conferenza dei servizi. Lo puoi provare?
 
Ovviamente, ci sono i verbali delle Conferenze.
Tanto per fare un esempio, un funzionario della Provincia (me lo ha detto lui), "a tavolino" con uno dell'ARPA Umbria , hanno posto dei limiti per le emissioni in atmosfera di oltre 15 volte inferiori alla normativa nazionale. Tali abbassamenti sono previsti, ma devono essere fatti, se non erro, con legge regionale, che al momento in Umbria non c'è!
Semplice non lo sarà di sicuro, come non lo è stato ottenere l'A.U. del resto, ma per poter rispettare questi limiti, a fronte di un impianto di produzione del valore di c.ca 450.000 €, dovremmo approntare un impianto di abbattimento fumi ad urea da, così a occhio, oltre un milione di €, senza considerare le spese per i reagenti, il che renderebbe il tutto antieconomico.
Un'altro piccolo esempio, se avete riferimenti normativi in proposito fatemelo sapere, che io non ho mai sentito nulla del genere. Cito testualmente dall'A.U. (tra l'altro, prescrizione infilata di straforo tra le determinazioni): "[...] qualora fosse cambiata la provenienza o il tipo di biomassa la presente autorizzazione decade e dovrà essere presentata nuova istanza;"
Parlando di un impianto ad oli vegetali, se passo dall'olio di palma all'olio di colza (magari di provenienza comunitaria) devo ripresentare la domanda?!?
 
Lo so. A volte fanno delle prescrizioni che di fatto sono equivalenti a dei dinieghi perché sono inaccettabili. Comunque secondo me al TAR è difficile vincere in queste condizioni, perché mi sembra che gli aspetti formali li rispettino. La conferenza dei servizi non è una situazione in cui tutti gli enti vivono insieme per 180 giorni, ne consegue che discussioni a tavolino le possono fare i vari enti e poi durante le riunioni esplicitarle o nei verbali o direttamente nelle prescrizioni.
 
Ma le decisioni (e conseguentemente le prescrizioni) devono essere prese o rese note in Conferenza, e soprattutto, qui non si tratta di aspetti formali, si tratta di NORMA DI LEGGE! (anche perchè, torno a dire, un funzionario qualunque non può sostituirsi agli organi legislativi, nazionali o regionali che siano).
Ad ogni modo, vi farò sapere come andrà.
Grazie per l'interessamento.
 
Quindi, visto che non ci sono delibere comunali che vietano il fotovoltaico su terreni agricoli all'interno del comune di competenza, in base alla legge 387/03 si può dire che io posso andare diritto a bersaglio!!... giusto?

A me poco importa della convivenza con "il comune".. vi fossero delibere o limitazioni, sarei stizzito ma penserei "sono stato sfortunato"... ma se non vi sono leggi che lo vietano, sono più che stizzito e penso "vogliono solo rompere i c****ni" e quindi non mi importa nulla di andare al TAR, sempre che vi sia la certezza di essere dalla parte della ragione...

domanda semplice: in base alla legge vigente, posso realizzare un impianto fotovoltaico su terreno agricolo?

Nota: a livello informale, altre persone interpellate in materia, hanno detto che in base alla legge regionale non posso realizzare l'impianto su terreno agricolo.. fumano roba scadente oppure qualcosa sfugge?
 
Ciao Cofano
mi sto un po' perdendo. Nel primo post parli della legge 11, poi dici di essere del Veneto poi parli di Perugia.
Vorrei capire bene il problema quindi avrei bisogno di fare il punto
1. LR 10/99 veneto VIA o LR 11/98 umbria VIA?
2. In quale comune sei?
3. Cosa devi fare?
4. Quali sono le dimensioni dell'impianto?
5. Sei solo un AU o anche in VIA?
6. A che punto sei della procedura?
GA
 
Allora... siamo in questa situazione:

- Abito a Villafranca di Verona (dossobuono per l'esattezza);
- mi sono fatto fare alcuni preventivi;
- ho avviato le pratiche con l'istituto di credito per ottenere il finanziamento

Vista la "confidenza" che c'è col Sindaco sono andato a chiedere in via informale se vi sono vincoli o problemi per la costruzione di un impianto fotovoltaico su terreno agricolo (100kWp come impianto pilota, altri 400kWp circa tra 10-12 mesi) destinato alla vendita di energia (la nostra è una azienda agricola);
La risposta è stata "non te lo faccio fare, in base alla legge regionale 11 non è possibile fare un impianto su terreno agricolo.. tutti lo vogliono fare ma ho detto no a tutti perchè altrimenti ci sono solo impianti fotovoltaici.. ed in base alla legge regionale puoi farlo solo per l'autoconsumo oppure come copertura di serre".

Sono molto perplesso proprio per l'ultima parte (se lo faccio come copertura serre, è pur sempre per la vendita quindi cosa cambia???) però ho avuto conferma da chi ha già avviato le pratiche, che hanno ottenuto dal comune l'autorizzazione solo nel caso di copertura serra/capannone, pertanto stanno per costruire la struttura che andrà coperta col fotovoltaico..

RE-Plus ed anche un altro amico del settore fotovoltaico, mi confermano che si va dapprima in commissione di servizi (in regione) e che il loro assenso costituisce permesso per l'inizio lavori.. confermano inoltre che il sindaco, in mancanza di delibere o altre leggi, non può negarmi la costruzione dell'impianto secondo un parere personale e opinabile... confermano altresì che in caso di ricorso al TAR noi avremmo la ragione perchè la legge non ci vieta di farlo...

Questa è la situazione.. :bored:
 
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