In pratica si tratta di un motore elettrico ad induzione. Supponiamo, per semplicità, che sullo statore ci siano 4 avvolgimenti sfasati di 90° meccanici. Due (sfasati di 180°) servono per generare il campo magnetico rotante, pertanto gli viene fornita energia da una sorgente esterna, e gli altri due (anch'essi sfasati di 180°) vengono collegati (ad esempio) ad una lampadina.
Per generare il campo magnetico rotante, occorre che nei primi due avvolgimenti ci scorra una corrente alternata. Tale corrente viene presa da una sorgente esterna. In tal modo il rotore inizia a girare...
Sugli altri due avvolgimenti cosa accade?
Il campo magnetico prodotto dal rotore, essendo questo in movimento, è variabile nel tempo. Sul secondo avvolgimento quindi, si genererà una f.e.m. indotta che darà luogo ad una corrente che circolando nella lampadina (collegata appunto al secondo avvolgimento) la farà illuminare.
Lo scopo del motore di Bedini dovrebbe essere il seguente: fornisco 100W per generare il campo magnetico rotante e ricevo (dal secondo avvolgimento) 110W. In pratica con 10W dovrei accendere la lampadina e intanto continuare a far girare il motore!
Provando dal vivo il motore sembra che funzioni davvero, ma basta mettere un rilevatore di giri sul suo asse per capire che appena collego la lampadina questo "perde giri". Maggiore è il carico, minore è il regime di rotazione. Se vai a calcolare la perdita di energia meccanica dovuta al rallentamento del rotore, ti accorgi che quell'energia persa è maggiore dei 10W che prelevi per accendere la lampadina. In definitiva... rendimento motore < 1 (purtroppo)!

Ciao