Beretta Meteo Green E30 CSI: scaglie nel circuito, doppia sostituzione del primario


Kelemvor

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12 Maggio 2026
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Buongiorno a tutti,

vorrei condividere la mia esperienza con una Beretta Meteo Green E30 CSI installata nel 2023, sia per capire se altri abbiano avuto problematiche simili, sia per segnalare una situazione che personalmente mi sta causando parecchi problemi.

La caldaia è installata all’esterno ed è collegata ad un impianto di riscaldamento a pavimento. Il modello viene dichiarato compatibile sia con installazioni esterne sia con impianti radianti.

Fin dai primi mesi di utilizzo hanno iniziato a verificarsi blocchi ricorrenti dell’acqua calda sanitaria dovuti all’ostruzione dello scambiatore sanitario da parte di scaglie solide presenti nel circuito. Le scaglie:
  • non sono magnetiche;
  • sono friabili;
  • da bagnate tendono al giallo/brunito;
  • da asciutte diventano molto chiare quasi bianche;
  • possono arrivare anche a qualche millimetro di dimensione.
Negli anni sono stati effettuati:
  • numerosi interventi di pulizia;
  • lavaggio dell’impianto con prodotti specifici;
  • sostituzione integrale dello scambiatore primario/condensante nel marzo 2025;
  • analisi dell’acqua del circuito.
Le analisi hanno rilevato principalmente assenza di inibitore, ma:
  • pH e metalli risultavano sostanzialmente nei limiti;
  • le scaglie solide non sono mai state realmente analizzate;
  • nessuno ha saputo spiegare tecnicamente il reale meccanismo che porta alla formazione di questi detriti.
Il punto più critico è che il problema si è ripresentato identico anche dopo:
  • il lavaggio dell’impianto;
  • la sostituzione completa del primario;
  • numerosi interventi di pulizia.
Ad oggi mi è stata proposta una seconda sostituzione gratuita del primario, sempre con lo stesso identico componente.

Personalmente il dubbio che mi resta è che questo tipo di scambiatore in alluminio possa essere particolarmente delicato in determinate configurazioni (impianto radiante + installazione esterna), anche se ovviamente questa è solo una mia considerazione personale e non una conclusione tecnica ufficiale.

Condivido questa esperienza soprattutto per capire:
  • se altri utenti abbiano avuto casi simili con questo modello;
  • se qualcuno abbia visto fenomeni analoghi di formazione scaglie;
  • e per invitare chi sta valutando questo tipo di prodotto ad approfondire bene la questione compatibilità/materiali prima dell’acquisto.
Ogni confronto o esperienza simile è ben accetto.
 
le scaglie solide non sono mai state realmente analizzate

.. direi calcaree. Se hai dell' acido cloridrico, solforico o fosforico (facile trovarlo nei flaconcini del curalavastoviglie) ne metti un cucchiaio in un bicchiere d' acqua e ci butti dentro qualche scaglia.... vedrai che frigge come quando metti il citrato in acqua.

nessuno ha saputo spiegare tecnicamente il reale meccanismo che porta alla formazione di questi detriti.

... normalmente le cause sono 2 o 3 ma si potenziano quando concorrono:

1- acqua potabile dura (sopra i 10 °fH )
2- circuito primario (quello che riceve il calore dal focolare) che lavora a T < 65/70 ° C
3- assenza di addolcitori acqua potabile o al limite assenza di cartuccia a polifosfati sull' ingresso acqua potabile in caldaia.

4- centra anche la costruzione ed il meccanismo di produzione dell' acqua calda della caldaia. Spesso la presenza di un microboiler da 3/5 lt mantenuto in temperatura da una resistenza elettrica, evita che l' acqua del primario venga riscaldata a T molto alte per avere subito ACS quando apri l' acqua ....

Normalmente una caldaia con piccolo boiler (40/60 lt) per l' ACS è la soluzione migliore in certe situazioni:

1- il boiler fa da "buffer" e la caldaia ha il tempo di partire e riscaldare l' acqua con T di lavoro del primario piu' basse
2- la superficie di scambio del serpentino interno del boiler è maggiore rispetto agli scambiatori delle misure di un pacchetto di sigarette
3- la T bassa dell' acqua che entra in basso nel boiler quando usi ACS, massimizza la condensazione della caldaia in quanto si abbassa la T dell' acqua di ritorno dal boiler nel condensatore.

4- la caldaia ha un costo maggiore e perdite di energia maggiori a causa della superficie esterna del boiler.

Spero che queste info ti siano utili a capire l' arcano!
 
Avevo pensato anch’io inizialmente al calcare, ma ho fatto alcune prove e non mi torna molto.

Le scaglie:
  • non sono magnetiche;
  • sono friabili;
  • possono arrivare anche a 3-4 mm;
  • immerse nell’anticalcare non hanno praticamente reagito.
Inoltre dalle analisi dell’acqua:
  • il ferro è praticamente assente;
  • anche l’alluminio risulta quasi nullo.
In più i polifosfati per il trattamento anticalcare sono sempre stati controllati e mantenuti correttamente.

Per quanto riguarda la durezza, dalle analisi risultano circa 13 °f, quindi non bassissima ma neanche estrema.

Molto interessante invece il discorso sulle temperature del primario e sul funzionamento in ACS. In effetti il dubbio che mi resta è che questa tipologia di scambiatore in alluminio, molto compatto e con passaggi stretti, possa soffrire particolarmente certe condizioni di lavoro, anche perché il problema si è ripresentato identico pure dopo la sostituzione completa del primario fatta nel 2025.

Quello che continuo a non capire è:
  • se si tratti realmente di precipitazioni calcaree (visto che le scaglie sono completamente inerti a qualsiasi anticalcare);
  • oppure di materiale che si distacca fisicamente dal primario/scambiatore.
Anche perché le scaglie solide non sono mai state realmente analizzate, mentre è stata analizzata soltanto l’acqua del circuito.

Per questo sto cercando di capire se qualcuno abbia visto fenomeni simili su questi scambiatori o su questa serie di caldaie.
 

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