Buongiorno a tutti,
vorrei condividere la mia esperienza con una Beretta Meteo Green E30 CSI installata nel 2023, sia per capire se altri abbiano avuto problematiche simili, sia per segnalare una situazione che personalmente mi sta causando parecchi problemi.
La caldaia è installata all’esterno ed è collegata ad un impianto di riscaldamento a pavimento. Il modello viene dichiarato compatibile sia con installazioni esterne sia con impianti radianti.
Fin dai primi mesi di utilizzo hanno iniziato a verificarsi blocchi ricorrenti dell’acqua calda sanitaria dovuti all’ostruzione dello scambiatore sanitario da parte di scaglie solide presenti nel circuito. Le scaglie:
Personalmente il dubbio che mi resta è che questo tipo di scambiatore in alluminio possa essere particolarmente delicato in determinate configurazioni (impianto radiante + installazione esterna), anche se ovviamente questa è solo una mia considerazione personale e non una conclusione tecnica ufficiale.
Condivido questa esperienza soprattutto per capire:
vorrei condividere la mia esperienza con una Beretta Meteo Green E30 CSI installata nel 2023, sia per capire se altri abbiano avuto problematiche simili, sia per segnalare una situazione che personalmente mi sta causando parecchi problemi.
La caldaia è installata all’esterno ed è collegata ad un impianto di riscaldamento a pavimento. Il modello viene dichiarato compatibile sia con installazioni esterne sia con impianti radianti.
Fin dai primi mesi di utilizzo hanno iniziato a verificarsi blocchi ricorrenti dell’acqua calda sanitaria dovuti all’ostruzione dello scambiatore sanitario da parte di scaglie solide presenti nel circuito. Le scaglie:
- non sono magnetiche;
- sono friabili;
- da bagnate tendono al giallo/brunito;
- da asciutte diventano molto chiare quasi bianche;
- possono arrivare anche a qualche millimetro di dimensione.
- numerosi interventi di pulizia;
- lavaggio dell’impianto con prodotti specifici;
- sostituzione integrale dello scambiatore primario/condensante nel marzo 2025;
- analisi dell’acqua del circuito.
- pH e metalli risultavano sostanzialmente nei limiti;
- le scaglie solide non sono mai state realmente analizzate;
- nessuno ha saputo spiegare tecnicamente il reale meccanismo che porta alla formazione di questi detriti.
- il lavaggio dell’impianto;
- la sostituzione completa del primario;
- numerosi interventi di pulizia.
Personalmente il dubbio che mi resta è che questo tipo di scambiatore in alluminio possa essere particolarmente delicato in determinate configurazioni (impianto radiante + installazione esterna), anche se ovviamente questa è solo una mia considerazione personale e non una conclusione tecnica ufficiale.
Condivido questa esperienza soprattutto per capire:
- se altri utenti abbiano avuto casi simili con questo modello;
- se qualcuno abbia visto fenomeni analoghi di formazione scaglie;
- e per invitare chi sta valutando questo tipo di prodotto ad approfondire bene la questione compatibilità/materiali prima dell’acquisto.