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Caccia ai neutroni

  • Autore discussione Autore discussione Ennio Vocirzio
  • Data d'inizio Data d'inizio

Ennio,sappi che mi fa SEMPRE piacere leggerti,sei una persona culturalmente elegante,nei modi e nelle parole. Non ero a conoscenza che si fossero fatti tentativi di estrapolare i raggi X con l'uso di pellicole.Spero ad ogni modo che la pellicola sia stata esaminata nella microscopica grana,e non a grandezza naturale.I fasci X sono sottilini,bombardano con puntini e saette l'argento della pellicola. --- Quanto al palloncino,l'esempio non era calzante,lo riconosco.Ma nella cella,abbiamo la fortuna che i 'palloncini' sono già gonfiati,sono 'ancorati' fra loro: per analogia,i palloncini dell'idrogeno sono ancorati all'ossigeno,e entrambi sono legati ai due elettrodi immersi.Slegandoli dagli elettrodi,salgono in superficie.E' come avere una bombola d'aria sott'acqua,basta tagliarla a metà,e l'aria si libera,indipendentemente dalla pressione della colonna d'acqua.O vado errando?
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Difficile che un elettrone della cella emetta X. Sebbene l'effetto condensatore potrebbe accelerare gli elettroni, il punto è che questi elettroni non vanno nel tungsteno, ma da tutt'altra parte. Lo stesso schermo di ioni salini positivi fa da griglia di accelerazione se ci pensate un attimo. Si, gli elettroni non hanno solo quei pochi elettronvolt che diamo noi, ma non urtano contro il tungsteno per traiettorie. Gli unici che potrebbero farlo sono quelli della termoelettronica che ricadono sul catodo. Ma anche qui per via del forte campo elettrico questi vengono trascinati via e rimpiazzati da quelli della corrente elettrica.

Edited by Hellblow - 31/10/2005, 01:51
 
C'è da tener presente che il tungsteno non è solo nel catodo o nell'anodo,bensì è dissolto/sbriciolato/vaporizzato pure nella soluzione;un'accelerazione dell'elettrone puo' avvenire anche tramite campi magnetici trasversali.E l'elettrone puo' cosi' cozzare contro un atomo di tungsteno che vaga nel liquido.
 
Contro un atomo, hai detto bene
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e date le energie in gioco abbiam detto che è difficile che escan fuori raggi X. Quindi se fai un conto delle probabilità e della frequenza della cosa.. per quello dico che per come si sperimenta adesso la cella non può emettere raggi X o comunque non in dosi consistenti.
 
Certo, 'non in dosi consistenti'.Ma applicare alte tensioni D.C.,e rilevare ultravioletti,mi fa ipotizzare che ci possano essere frequenze poco piu' corte,come i raggi X. Anzi,Hellblow,a volte penso che si tratti non di Raggi X persistenti,ma solo impulsi mono-onda.Per nostra sfortuna,non rilevabili strumentalmente.Rilevabili invece su cinescopi,con catodo in tungsteno toriato e tensioni da 20kilovolt:ma quelli sono emessi in continuità,e una pellicola fotografica ne esce sforacchiata appieno
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CITAZIONE
Certo, 'non in dosi consistenti'.Ma applicare alte tensioni D.C.,e rilevare ultravioletti,mi fa ipotizzare che ci possano essere frequenze poco piu' corte,come i raggi X​


Hai capito cosa intendo con "le nostre condizioni di lavoro"
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Edited by Quantum Leap - 15/2/2006, 16:20
 
CITAZIONE
è difficile che escan fuori raggi X​

La questione è, in realtà, più complessa. Premetto che, come ha ricordato il buon Ennio, soprattutto nei primi tempi abbiamo operato una campagna ferrata per il rilievo di possibili raggi X emessi dalla cella.
Avevamo rilevato trasmutazioni, avevamo ipotizzato la reazione di cattura elettronica ( p+e ---> n + v ) che, in condizioni classiche, emette raggi X, quindi c'era la possibilità che questi raggi X venissero emessi.
Per rilevarli abbiamo tappezzato tutta la zona dell'esperimento di cartoncini fotografici preparati ad hoc. Addirittura utilizzammo anche mezzi di contrasto internamente al cartoncino per riuscire a capire, nell'eventualità di un rilievo, quale fosse il potere penetrante. Eppure nulla.
Quindi, o i raggi X ci sono ma sono debolissimi e non escono dalla cella. O i raggi X non ci sono in quanto la reazione di sintesi neutronica, qualora dovesse avvenire, esplicandosi all'interno di un plasma, non determina l'instaurarsi di quella transizione elettronica responsabile dei raggi X.
Una buona spiegazione di questa reazione un po' "esotica" di sintesi neutronica attraverso la fusione di protone ed elettrone è ben spiegata al seguente link oltre a tanti altri fenomeni nucleari spiegati in maniera molto chiara e didattica.

Per OVI: simpatica la provocazione del calore provocato dall'attrito delle bolle
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. Diciamo che, secondo me, non ci siamo come ordini di grandezza.
 
Ho visionato il link di Quantum,e cio' mi ha dato spunto per una piccola ricerca,di cui riporto uno stralcio,tanto per restare in tema di emissioni della cella.--------****** Un metodo molto efficace per lo studio di plasmi in laboratorio si basa sull'utilizzo di una Electron Beam Ion Trap (EBIT). L'EBIT consente di produrre e confinare plasmi monoatomici con un elevato grado di controllo sulle caratteristiche del plasma stesso. Il gruppo dell'OAPA é direttamente coinvolto in un programma di misure di emissione X di plasmi di laboratorio presso l'Electron Beam Ion Trap (EBIT) del National Institute of Standards and Technology (Gaithersburg, MD) facendo uso di microcalorimetri al germanio NTD sviluppati al SAO. Recentemente, sono stati acquisiti ed analizzati dal gruppo dell'OAPA spettri X del Neon altamente ionizzato (Ne IX e Ne X) per lo studio di alcune diagnostiche di plasma di interesse astrofisico, fino ad oggi basate solo su modelli teorici, ed allo scopo di studiare le caratteristiche dell'apparato sperimentale. Per quest'analisi sono stati utilizzati diversi spettri ottenuti in varie condizioni operative dell'EBIT studiando gli effetti sull'intensita` totale delle righe di uno stesso ione, sui rapporti tra il flusso emesso nelle righe del Ne IX e del Ne X, e sui valori di densita` elettronica stimate dai rapporti tra le righe del tripletto del Ne IX. Uno dei risultati di quest'analisi mette in evidenza che lo studio e la comprensione della dinamica degli ioni all'interno della trappola e` fondamentale per una corretta interpretazione degli spettri X emessi dal plasma confinato nell'EBIT.In basso a destra é mostrata, con due diverse rappresentazioni grafiche, un'immagine della sorgente X con anodo di ferro ottenuta con questa configurazione strumentale.****** Da cio',viene comunque il dubbio che i raggi X ,se esistono,si scontrano con gli ioni del sale disciolto,il quale risulta particolarmente 'opaco' a tali frequenze,rendendo impossibile o quasi una rilevazione strumentale.

Edited by OggettoVolanteIdentificato - 31/10/2005, 23:28
 
Raga, Raga ...

I raggi X non possono prodursi per scontro di elettroni in soluzione. Non esistono le condizioni. Essi si producono quando la traettoria di un elettrone è curvata a causa dello ione metallico disposto nel reticolo del metallo stesso.

Solo i termoelettroni che ricadono sul tungsteno hanno questa possibilità ma, certamente come dice anche Hellblow non hanno l'energia necessaria.

Però ,...non si sa mai,...meglio stare attenti
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Saluto tutti gli amici con affetto

P.S. Ciao Quantum che piacere sentirti su queste frequenze he..he...

Edited by thot - 1/11/2005, 16:21
 
Da http://www.xmx.it/fusionefredda.htm

"PERICOLO RADIAZIONI
Gli sperimentatori di www.progettomeg.it hanno scoperto che dalla "pila al tungsteno" durante il funzionamento fuoriesce una notevole quantità di neutroni, cosa non segnalata dal sito di J.L.Naudin. Inutile ricordare che i neutroni sono estremamente pericolosi, e vanno opportunamente schermati con piombo, vetro al piombo, paraffina, metacrilato, o altro, e in ogni caso non si dovrà mai restare vicino alla pila durante il funzionamento. Queste precauzioni sono da considerare come indispensabili, in attesa di saperne di più dagli sperimentatori di www.progettomeg.it. "


Ma ragazzi, speravo che prima di darla in giro la notizia la daste a me...ed invece no...avete trovato i neutroni e lo avete spiattellato in giro...

Che famo, la mando io la mail ove gli scrivo che dir il falso riguardo quel che famo noi non è corretto?
 
Ciao Hell...,
Il problema che la notizia che hai trovato risale a un po di tempo fa,quando fu analizzato nel primo esperimento di Mizumo in acqua leggera un forte conteggio di neutroni.
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Però i circa 60000 n/sec furono smentiti da noi per via dei forti disturbi E.M. che sballavano i trasduttori
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.Comunque noi nel contempo prendemmo le adeguate precauzioni.
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Parallelamente a noi e Mizumo, Nauden, sperimentava in maniera poco sicura e rendeva troppo casalingo l'evento, bypassando le procedure di sicurezza.Questo è tutto!!!E il che di quel articolo!!
Noi cmq intanto continuamo ad osservare le misure di sicurezza..ad ancora oggi è cosi... nn si sa mai!!!!Un consiglio fatelo anche voi!

Area51
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Edited by Area51 - 9/11/2005, 12:34
 
Cari amici ciao a tutti...
effettivamente, come dice Area, la notizia riportata da xmx è un po' vecchiotta (quasi due anni). E, una nota solo cautelativa da parte nostra, fu travisata e trasformata in allarme. Di sicuro un po' di protezione in più non fa mai male. Ma i neutroni non li abbiamo rilevati ancora... ci stiamo provando però
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Un salutone.

Edited by Quantum Leap - 9/11/2005, 12:35
 
Messaggio per Quantum Leap:

Mi sta arrivando altro Indio, penso che fra una trentina di giorni potremo cominciare....


Un Abbraccio a tutti
 
Ottimo. Quindi, a breve, avremo una testa nuova nuova per il Ledin. Tu però, caro Ennio, non ti fissare nell'utilizzarlo sotto forma di spessori elevati. Please
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