Calcolo Accumulo in Batteria

Salvo71

Member
Salve a tutti
qualcuno sa indicarmi qualche formula per calcolare l'esatta capacità della/e batteria di accumulo ?.
Ho già fatto dei calcoli , ma vorrei essere sicuro.

Userei Un 12 o 24(serie di due).
O comunque capire quanto segue :
Ho visto in alcuni esempi per un accumulo di 800 ah , invece di usare Un di 12 Volt usano 4 batterie da 6V (=24V) prevedendo una capacità massima per batterie di 440 ah.
Non riesco a capire perchè usare 4 batterie da 6V piuttosto che 2 da 12V ?.
Dipende dalla capacità massima per singola batteria ?.
 
Non riesco a capire perchè usare 4 batterie da 6V piuttosto che 2 da 12V ?.
QUOTE]

Il risultato finale è lo stesso, sia che ne usi 2 da 12V che 4 da 6V che 12 da 2V, a patto che siano di pari potenza(Ah).
Nei grandi gruppi di continuità, o nei ponti radio, di solito vengono usate tutte batterie da 2V, messe in serie per 2 motivi:

1) puoi avere la tensione che vuoi, basta che metti in serie n. batterie fino alla tensione a te piu consona.
2) se ti si guasta una batteria, cambi solo quella e non tutto il pacco batterie!

per quanto riguarda il tuo caso, non credo ti cambi molto avere 2 o 4 batterie, personalmente preferirei tutti moduli da 2V.... ma sicuramente è una spesa iniziale piu corposa.

Ciao
 
Per Garghy

Per Garghy

Grazie Garghy

ma non capisco una cosa mi parlano di 440 ah per singola batteria.
Ma una batteria quanto può accumulare ?
da cosa dipende la massima capacità di accumulo ?
se volessi comprare 4 batterie 6V per la capacità di cui sopra quali sono i criteri elettrici che mi permettano di prendere il prodotto giusto ?
Scusami ,ma ho un po di confusione in testa per sto benedetto accumulo
 
Una batteria puo accumulare quello per cui è stata progettata, ad esempio, una batteria da 100 Ah puo accumulare 100 Ah, cioè (ipoteticamente) 100A per un'ora, oppure, 10A per 10h (10x10=100) o 1A per 100h, e di conseguenza le puo anche erogare, tutto in teoria senza perdite, poi nella realtà esistono le perdite e l'autoscarica.
Ah non è altro che Ampere per ora, quindi per dimensionare il tuo pacco batterie devi sapere di che potenza hai bisogno e di che tensione hai bisogno.
Ciao
 
Per Garghy

Per Garghy

Grazie 1000
Ho trovato finalmente della documentazione un po + esauriente.

Ancora una domandina stupida , ma di conferma :
le capacità delle batterie che siano messe in serie o parallelo si sommano , vero ?

voglio dire 2 batterie es 6 v 10 Ah in serie : 10 x 2 x 6 = 120 w
le stesse in pasallelo : 2 x 10 x 6 = 120 w

La "configurazione" delle batterie risponde quindi solo nella V di esercizio di cui necessito !?.

Ho visto che in un esempio che alla fine le batterie calcolate dovevano essere con con capacità 440 ah a 6 volt ma esistono in commercio ?

grazie 1000

P.s un link dove posso trovare batterie a 6 V sai indicarmelo
 
Grazie 1000
Ho trovato finalmente della documentazione un po + esauriente.

Ancora una domandina stupida , ma di conferma :
le capacità delle batterie che siano messe in serie o parallelo si sommano , vero ?

voglio dire 2 batterie es 6 v 10 Ah in serie : 10 x 2 x 6 = 120 wh
le stesse in pasallelo : 2 x 10 x 6 = 120 wh
sommi l'energia


La "configurazione" delle batterie risponde quindi solo nella V di esercizio di cui necessito !?.

Ho visto che in un esempio che alla fine le batterie calcolate dovevano essere con con capacità 440 ah a 6 volt ma esistono in commercio ?

grazie 1000

P.s un link dove posso trovare batterie a 6 V sai indicarmelo

da 6v non ne conosco molte, di solito per la potenza che vuoi tu si va con gli elementi da 2v

http://www.fiamm.it/img/Product/doc/PMF_Italian_2642007205332.pdf

Ciao
 
La scelta degli accumulatori non è cosa semplice, è come la famosa coperta corta, o scopri i piedi o scopri la testa! I parametri in gioco sono molti e variano a seconda dell'applicazione. Un'accumulatore al piombo in media può subire 200/300 cicli di carica-scarica, dopodichè perde il 20% della sua capacità nominale. Se usi un accumulatore per uso stazionario (la batteria dell'auto) questa si considera scarica quando perde il 10% della sua energia accumulata, dopodichè occorre ricaricarla se non si vuole che i cicli di vita scendano da 200/300 a 3 o 4 o anche solo 1!!! Un'ultima cosa, dire che un accumulatore da 100 A/h fornisce una corrente di 100A per un'ora è sbagliato, infatti un accumulatore al piombo tradizionale si scaricherebbe (teoricamente ) in 24 minuti. In pratica si scarica in un tempo ancora inferiore! Magari se dici in che applicazione vuoi usare questi accumulatori, posso esserti più utile. :bye1:
 
Per Atomax

Per Atomax

Grazie anche a te per avermi dedicato un po del tuo tempo
grazie ancora Garghy !

Behh sicuramente per accumulare Energia fotovoltaica tramite un regolatore di carica.
Per adesso mi sono limitato a calcolo della Wp del campo e l'accumulo per un carico EuTot di 700wh potenza massima degli utilizzaori Pu 300w circa.
Per il regolatore devo ancora vedere.

Volevo chiederVi una cosa quando leggo le caratteristiche delle batterie, leggo C10 ..C20 ..; questo vuol dire che l'energa restituita viene rlasciata in 10 ore piuttosto che 20 ecc ..., ho capito bene ?

Con quale criterio scelgo C10 ..C20 ...ecc

grazie ancora
 
E' come hai capito, la sigla HR10 o HR20 è uno standard. Se su un accumulatore da 100A/h c'è scritto HR20, vuol dire che può fornire 5A per 20 ore, se ci fosse stato scritto HR10, avrebbe potuto erogare 10A per 10 ore. In effetti le HR10 sono più propense a scaricare correnti più elevate rispetto alle HR20. Anch'io ho realizzato (e lo utilizzo tutt'ora) un impianto fotovoltaico stand-alone, che sfrutta come serbatoio di energia, degli accumulatori al piombo. L'elettronica di controllo l'ho progettata e realizzata in casa e i risultati sono stati davvero soddisfacenti. Il collo di bottiglia dell'impianto sono però proprio gli accumulatori! Io non so se il tuo interesse è quello di metter sù un impianto anti black-out, in questo caso la scelta degli accumulatori è più agevole. Nel caso volessi usare gli accumulatori per uso ciclico (li ricarichi di giorno per scaricarli la notte, come nel mio caso), beh, la scelta deve essere molto più oculata, perchè potresti rischiare di buttar via gli accumulatori l'anno dopo (se ti va bene)! :bye1:
 
Per Atomax

Per Atomax

Grazie sei stato molto chiaro.
Si sto cercando di progettarmi un piccolo impianto Stand-Alone di emergenza
Ho fatto un piccolo corso (50 ore ) e sono alle prime armi.
Mi sto appassionando tantissimo e spero che con l'aiuto di persone gentili, come quelle che ho "conosciuto", io possa riuscire a fare qulacosa di buono.

grazie ancora

P.s se volessi in fututo qualche consiglio posso contare su di te .., spero ., anche perchè tu hai realizzato esattamente quello che vorrei fare io
 
Ti ringrazio...:spettacolo:.
Se puoi, cerca di adottare accumulatori al piombo per uso semi-ciclico e se puoi sovradimensiona anche del 30/50%, in questo modo gli accumulatori durano molto di più. In ogni caso sono disponibile per qualunque consiglio in merito... Ciao e buon lavoro!
 
dire che un accumulatore da 100 A/h fornisce una corrente di 100A per un'ora è sbagliato
infatti io ho scritto "ipoteticamente", il mio era solo un esempio per far capire cosa sono gli Ah, e comunque è vero che non li può erogare, ma con il dovuto raffreddamento li puo accumulare.

Comunque per l'uso stazionario le batterie per auto non sono il massimo, in quanto le piastre hanno una struttura e una "ricetta" per un uso specifico, mentre quelle stazionarie sono molto diverse internamente.

Se poi vengono scaricate completamente, non è un dramma, l'importante è che non restino scariche per piu di qualche giorno, altrimenti intervengono delle reazioni chimiche interne che le danneggiano seriamente.

Ciao ciao
 
Ciao Garghy, vedo che ne sai qualcosa anche tu :)... Posso dirti comunque che ho provato più volte a scaricare degli accumulatori al piombo scendendo al di sotto dei 9 volt, più profonda è la scarica e maggiore è la perdita della capacità nominale dell'accumulatore alla successiva ricarica. Se si scende ad una tensione di fine scarica troppo bassa, la batteria è da buttare anche dopo un solo ciclo (può perdere anche l'80% della sua capacità nominale, mamma quante ne ho buttate :cry:!). Per quanto riguarda il processo di solfatazione hai perfettamente ragione, le batterie al piombo non vanno riposte scariche e sarebbe sempre buona norma lasciarle collegate ad un caribatterie di mantenimento.
Ciao, Alberto.
 
Se si scende ad una tensione di fine scarica troppo bassa, la batteria è da buttare anche dopo un solo ciclo (può perdere anche l'80% della sua capacità nominale, mamma quante ne ho buttate :cry

Mi spiace che le hai buttate, perchè se non avevano altri problemi le potevi recuperare tranquillamente al 100%, con un semplice "rinfresco"(come viene definito dagli addetti del settore), cioè con un ciclo di cariche,riposi e scariche ben definito:). il segreto sta nel caricarle precisamente a correnti costanti per tempi costanti. nella peggiore delle ipotesi un'altra soluzione è quella di cambiare la soluzione acida all'interno della batteria(a patto che le griglie siano integre), ma a questo punto tanto vale prenderne una nuova:dry:
Per la cronaca uno dei test che vengono effettuati a campione sulle batterie è proprio quello di scaricarle fino al 20% della loro capacità, e poi ricaricarle normalmente.

Ciao
 
L'esito delle cure rivitalizzanti (o di rinfresco) è difficile da stimare.
Qualche annetto fa provai ad effettuarle (prima di gettare via le batterie) ma l'esito fu negativo. Qualcuna si "riprese" (apparentemente) ma ci potevi fare qualche giochetto, non usarla in applicazioni di potenza. Quando studiai un pò di elettrochimica capii il motivo. Nel processo di scarica di un accumulatore non bisognerebbe mai scendere sotto la soglia di 1,8 V per elemento (nel caso di accumulatori al piombo) pena, la formazione di cristalli di piombo solfato di diametro nettamente maggiore a quelli che si formano normalmente nelle reazioni di ossidoriduzione all'anodo e al catodo. Questi cristalli "grossi" (poco solubili) si depositano sulle piastre della batteria (principalmente sull'anodo) e facendole precipitare danno luogo al così detto "fango anodico", in fase di carica, tali cristalli non riescono ad entrare più in soluzione degradando anche la qualità dell'elettrolita, riducendo quindi drasticamente la vita della batteria stessa. Ci sono formule e formule in merito alla questione... Proprio per questo fenomeno (detto solfatazione) la vita media degli accumulatori si riduce drasticamente. Ci sono delle curve, dette appunto curve di degradazione, mediante le quali si stimano i cicli di vita di un accumulatore in funzione della profondità di scarica (DoD). Per quanto riguarda la procedura di rivitalizazzione, questa può avvenire in diversi modi:
1) Se la batteria stenta a ricaricarsi, occorre ricaricarla a correnti dell'ordine di 1/50, 1/60 della corrente nominale per un tempo compreso tra 25 e 50 ore.
2) Se la tensione ai capi della batteria è minore di quella nominale anche dopo una lunga ricarica, allora si procede al rabbocco di H2SO4 puro, controllando lo stato dell'elettrolita con un densimetro.
3) Se la batteria sembra morta, con estrema cautela è possibile caricarla a correnti bassissime 1/100 o anche più della corrente nominale, a polarità inversa! In questo modo una piccola parte dei cristalli di piombo solfato torna in soluzione, ma se le piastre sono danneggiate non si puo fare piu nulla.
Dopo la solfatazione, nessun accumulatore trattato con queste procedure, o similari,tornera al 100% delle sue caratteristiche nominali.
 
Bravo!!!! hai ragione in tutto! il tuo ragionamento, non fa una piega, posso però assicurarti che a livello industriale tutte le batterie che sono rimaste ad esempio in magazzini per piu di 6/8 mesi e tornano a volte completamente scariche, vengono recuperate quasi al 100% .il segreto sta nella corrente e nella temperatura di carica. io non sono un chimico ma un elettrotecnico, e mi hanno anche spiegato cosa succede specificamente...... ma io in chimica sono una frana!!!!
Per curiosità con che corrente e in quanto tempo hai fatto la ripresa??

Ciao
 
Toglimi una curiosità, ma gli accumulatori che rimangono in magazzino per 6-8 mesi, sono nuovi, o quasi? Cioè hanno subito pochi cicli di carica scarica?
Per quanto riguarda gli accumulatori che ho sacrificato, la maggior parte erano delle VRLA Fiamm-Gs da 27 A/h. Il "rinfresco" l'ho eseguito in diversi modi, tra cui quelli precedentemente citati. La corrente di carica (come nel primo caso) se non ricordo male era pari a 470 mA. A polarità inversa invece caricavo a 200 mA, ma nell'elettrolita avevo immerso un NTC che scollegava l'alimentazione qualora la temperatura superasse i 35°C. Ne ho provate di tutti i colori, chiesi anche a persone come te esperte nel settore, alle quali portai qualche batteria, ma ci fu poco da fare! Si trattava di 13 batterie VRLA Fiamm-Gs :cry:. Pazienza!
Ciao Alberto.
 
Gli accumulatori che rimangono in magazzino, normalmente sono nuovi, ma capita anche con qualcuno usato poco.
purtroppo le tue GS sono batterie che non amano molto scaricarsi, perchè sono studiate per rimanere sempre sotto tensione.
Comunque la ripresa "tipo" di una batteria per auto da 60 Ah viene fatta con una corrente di carica di 40A (si sono 40A e non 4) con cicli di 15,12,10,5 min, e finisce con 10A per 20/30 min, a seconda della densità con una temperatura interna che DEVE essere tra i 40 e i 45°

Ciao ciao
 
In effetti il processo di solfatazione compare dopo la prima carica di un accumulatore "vergine" e aumenta con i cicli di carica-scarica. Una domanda; cosa intendi per carica a 40A con cicli di 15,12,10,5 min? Carico per 15 min a 40A, poi? La scarico? a che profondità di scarica? E dopo quanto tempo la carico nuovamente per 12 min? (Scusa se sono pesante, ma la cosa mi interessa). Grazie anticipatamente per la risposta!
Ciao.
 
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