Caldaia a gasolio vs gas


Ale7676

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10 Dicembre 2021
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Buonasera a tutti, so che il tema è già ampiamente dibattuto, ma io non ho ancora trovato una soluzione univoca, quindi chiedo il parere di chi sia più esperto.

In una grande casa 2 piani da 160 mq ( riscaldata solo per metà) in zona climatica E e con isolamento medio dell’edificio è installata una preistorica caldaia a gasolio che funziona comunque tuttora, alla quale è stato affiancato negli anni un generatore a biomassa. Con puffer da 1000 lt
il consumo annuo attuale è di circa 50 qli di legna e 700/800 lt di gasolio.

la temperatura di mandata è di circa 60 gradi.
Molto termosifoni e stanze sono chiusi.

da anni ormai si valuta di sostituire i
la caldaia a gasolio con una più moderna a gas metano, ma ogni volta l’idraulico di turno ( ne sono stati contattati 3 diversi negli anni) conclude l’incontrò preliminare dicendo che con la sostituzione ci sarà al massimo un risparmio del 10%.

la mia domanda è come è possibile?
Trascurando il differenziale di prezzo del combustibile per unità di misura( mc/lt), la sola caldaia dovrebbe dare un risparmio maggiore del 30%.

mi spiego:
l’attuale caldaia secondo stima di questi idraulici ha un rendimento plausibile del 70%
Una caldaia a condensazione nuova dovrebbe sfiorare il 100%..

Anche ammettendo la difficoltà di lavorare in condensazione per via dell’alta temperatura di mandata e il maggiore potere calorifico del gasolio, a me risulta comunque un risparmio del 20/25%.
Solo di quantità di combustibile,
senza considerare il maggiore o minore prezzo di gas/gasolio.

come è possibile che diversi professionisti mi ipotizzino un risparmio tanto modesto?

Dove sbaglio nei miei conti ?

grazie a chi mi vorrà dare la sua opinione
 
Uno lo potrei anche accettare, ma tutti?

sono persone che lavorano sul campo da decenni, qualche feedback concreto l’avranno pure..
 
per quanto la tua caldaia a gasolio sia vecchia, credo che il rendimento sia comunque oltre l' 80%. tra 80 e 90 potrebbe essere un dato veritiero.
su quella a metano, hai già correttamente fatto te i conti.
per me il 20-30% di risparmio non lo tiri fuori. mi sa più intorno al 15 massimo
 
Dal momento che il combustibile principale è la legna, con un risparmio del 10%15% sul consumo del combustibile secondario (gas /gasolio) il costo per l ammodernamento dell’impianto si ripaga dopo 50 anni.

E dubito che la nuova caldaia a condensazione duri 50 anni come quella a gasolio.

E una cosa assurda.
 
Non è improbabile che in Europa tra 10 anni sarà molto difficoltoso rifornirsi di gasolio, per via della transizione energetica: indipendentemente da una questione di costi del nuovo impianto di riscaldamento, io valuterei se la vecchia caldaia sarà ancora legale mantenerla e se ci sarà ancora qualcosa per alimentarla.
 
Ovviamente spero di aver trovato una soluzione ragionevole molto prima.

Ma un’altra cosa che trovo inaccettabile è l’assoluta assenza di linearità e programmazione.

voglio dire: quando si valutano opzioni per impianti, ci si mette a tavolino e si fanno un po’ di conti. Rendimenti, efficienza, comfort e costi.

Quando ti sembra di aver trovato una soluzione adatta al tuo caso, rimescolano le carte stravolgendo i prezzi dei combustibili, rendendo di fatto tutte le valutazioni fatte carta straccia.

con l’impennata del gas e dell’energia elettrica ad esempio, a chi ha elettrificato la casa sono arrivate bollette da capogiro.
tanto che combustibili preistorici e fuori mercato per anni. Come ad esempio il gasolio, sono diventati competitivi.

come si fa a fare valutazioni serie in un paese del genere?
 

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