Caldaia onnivora

sale85

New member
Buongiorno...prima cosa vorrei fare a tutti i complimenti per il forum!!!!

Sono in fase di progettazione del mio primo impianto onnivoro..la caldaia sarà una TATANO O D'ALESSANDRO da 20kW, che dovrà provvedere sia al riscaldamento degli ambienti (impianto tradizionale a radiatore) che alla produzione di ACS, pertanto avrei intenzione di mettere un accumulo combinato...voi cosa mi consigliate??..io sarei orientato per un accumulo da 400/500lt con all'interno un serpentino per la produzione di ACS in istantaneo..

Grazie
 
caldaia a biomassa (indipendentemente dalla marca)+ accumulo è sempre la migliore soluzione.
casomai prevedi serpentina/e supplementari per un futuro solare termico.
 
Grazie per la celere risposta, sicuramente sarà prevista una serpentina per il futuro solare termico..qualcuno di voi ha già avuto esperienza con le caldaie onnivore??qualche consiglio??
 
sale85, qui è PIENO di utenti con esperienza di biomassa.....

la sezione si chiama BIOMASSE non a caso.... :spettacolo:


la tua domanda è troppo generica quando scrivi "esperienze".
sii più preciso, cosa vuoi sapere?
 
che alla produzione di ACS, pertanto avrei intenzione di mettere un accumulo combinato...voi cosa mi consigliate??..io sarei orientato per un accumulo da 400/500lt con all'interno un serpentino per la produzione di ACS in istantaneo..Grazie
Tu vuoi mettere un pipe in tank,mi chiedo perchè tenere 500 lt di puffer sempre caldi per usare magari solo 100 lt di acs ? per quanto mi riguarda se sei obbligato a mettere il puffer ti consiglio di non usare il pipe ma applicare uno scambiatore a piastre esterno per la produzione di acs. In previsione del solare il puffer lo prendi con 2 serpentini ,quest'ultimi saranno poi collegati entrambi al solare tramite una valvola a 3 vie ,in modo da scaldare prima la parte alta poi con sole sufficiente passare in automatico a scaldare la parte inferiore.Il motivo dei 2 serpentini è dettato dal fatto che con 4 mt di pannelli solari riuscirai a scaldare il puffer ed avere acs anche con poco sole,contrariamente per 500 lt non sarebbero sufficienti 4 mt di pannelli qualora nel puffer fosse presente un solo serpentino posto nella parte bassa.Tutto ciò se sei obbligato ad installare il puffer,altre soluzioni un boiler separato,stesso discorso del puffer,ovvero scambiatore diretto sulla caldaia,infatti d'alessandro lo propone come optional,se non intendi mettere il solare.Saluti
 
Alcuni combustibili che puoi usare:


Sono da considerarsi energie rinnovabili quelle forme di energia generate da fonti il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future o che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono "esauribili" nella scala dei tempi "umani".
BIOMASSA SECCA E LEGNA ECOLOGICA
Acquisisce sempre più importanza e ogni anno cresce la produzione di legna ecologica e biomassa secca ottenute dallo sfruttamento razionale delle foreste. La biomassa secca e la legna ecologica per dirsi tali devono avere queste caratteristiche:
- abbattimento di piante già morte senza intaccare alberi vivi
- biomassa secca, foglie, rametti, scarti lavorazioni agricole, potature di parchi e giardini, metodo del ramo bello annuale
- sfruttamento razionale delle foreste metodo della matricina per piccole strisce di bosco o 1 pianta ogni 4
- salvaguardia alberi secolari, generi protetti, boschi storici, habitat, ecosistema
- produzione locale
- lavorazione ecologica (sega a mano, sega elettrica, cippatrice elettrica, accetta, machete, scure)
- assenza di spese aggiuntive di costi energetici di trasporto via nave e via terra per migliaia di chilometri
PELLET
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Il legno in pellet è un combustibile ricavato dalla segatura vergine essiccata
e poi compressa in forma di piccoli cilindri con un diametro di qualche millimetro.
La capacità legante della lignina, contenuta nella legna, permette di ottenere un prodotto compatto senza aggiungere additivi e sostanza chimiche estranee al legno. Si ottiene, quindi, un combustibile naturale ad alta resa.
La combustione del pellet produce biossido di carbonio.
Grazie alla pressatura, il potere calorifico del pellet, a parità di volume, ma non di peso, è circa doppio rispetto al legno, sul rendimento calorico influisce anche la percentuale di legni duri di origine.
Il pellet è utilizzato come combustibile per stufe di ultima generazione, in sostituzione dei ceppi di legno. Ciò comporta una serie di miglioramenti di tipo ecologico, energetico e di gestione dell'impianto di riscaldamento rispetto alle stufe tradizionali.
LEGNO
Il legno è il materiale ricavato dai fusti delle piante, in particolare gli alberi ma anche arbusti, dal legno delle conifere e dal quello delle latifoglie.
Una volta tagliato e stagionato od essiccato, il legno è destinato ad un'ampia varietà di utilizzi:
  • Scomposto in fibre da origine alla polpa di legno, impiegata per produrre la carta
  • Può essere scolpito e lavorato con appositi utensili
    legno_mini.jpg
  • È stato un importante materiale da costruzione fin dalle origini dell'umanità, quando l'uomo iniziò a costruirsi i propri ripari e tuttora in uso
  • È impiegato come combustibile per il riscaldamento e la cucina
  • È impiegato per la produzione della carta, tramite la produzione di polpa di cellulosa, avendo sostituito nell'era industriale il cotone o altre piante, più ricche di cellulosa ma meno abbondanti e quindi meno adatte ai nuovi regimi di produzione
SANSA DI OLIVE
sansa-di-olive.jpg
La sansa di olive è un sottoprodotto del processo di estrazione dell'olio d'oliva composto dalle buccette, dai residui della polpa e dai frammenti di nocciolino.
In passato la sansa era riciclata nell'industria agroalimentare per l'estrazione di un olio alimentare grazie alla frazione lipidica contenuta nei semi delle olive. Il processo di estrazione si attua per mezzo di solvente nel sansificio. I costi di trasporto, la produzione di sanse ad alto tenore in acqua ottenute dall'estrazione per centrifugazione, il limitato interesse del mercato nei confronti dell'olio di sansa e di olive hanno ridotto la remuneratività di questo prodotto perciò in molti oleifici si tende attualmente a considerare utilizzi alternativi. Gli utilizzi principali che può avere la sansa sono i seguenti:
  1. Conferimento in sansificio per l'estrazione dell'olio di sansa.
  2. Distribuzione su terreni agrari come ammendante.
  3. Impiego come combustibile per riscaldamento.
Attualmente sono disponibili macchine per il trattamento delle sanse che separano l'acqua, le buccette e la polpa dal nocciolino. Questo trattamento permette di ottimizzare l'uso del sottoprodotto.
La separazione del nocciolino permette di ottenere un'ammendante qualitativamente migliore con un rapporto carbonio/azoto più basso per il minore tenore in polisaccaridi strutturali e in lignina.
Il nocciolino puro si presenta come un ottimo combustibile, di facile impiego e dotato di un elevato potere calorico, da usare in alternativa al legno in pellet per bruciatori e stufe. È utilizzato all'interno dell'oleificio nel riscaldamento dell'acqua impiegata per la gramolatura oppure immesso nel mercato come succedaneo del legno in pellet. Attualmente il prezzo di mercato è circa la metà rispetto a quello del pellet, con prestazioni simili.
TRUCIOLI
truciolo.jpg
Il truciolo è un residuo di metallo o legno che si ottiene durante la lavorazione di un pezzo, sottoposto ad un'asportazione di materiale.
Mediante l'utilizzo di alcune macchine utensili e di attrezzi, assume il caratteristico aspetto di ricciolo (nella tornitura) o di elicoide (nella foratura). La struttura continua di questi residui è dovuta alla caratteristica della relativa tecnologia di lavorazione, creando un'asportazione ininterrotta del materiale. Il truciolo assume invece forme diverse nell'asportazione discontinua, quale ad esempio la piallatura.
Il trucioli non vanno dispersi, ma raccolti per poter essere riutilizzati:
  • se in metallo, possono essere rifusi, soprattutto se di metallo costoso (es. rame, nichel, magnesio);
  • se in legno, possono essere usati come combustibile, per la fabbricazione della cellulosa o per la realizzazione di tavole truciolari.
Durante la fase di lavorazione la formazione del truciolo può costituire un problema. Infatti nel caso di elevate velocità di taglio e materiali da lavorare duttili si formerà un truciolo continuo che potrebbe costituire un ostacolo per le successive operazioni. Vengono allora introdotti particolari dispositivi rompitruciolo atti a favorire l'eliminazione di questo problema.
Ad esempio in tornitura si usa frapporre tra l'inserto e la staffa di serraggio una piastrina con spigolo cuneiforme. Questa costituisce un ostacolo per il truciolo che subisce un incurvamento. L'aumento delle forze di flessione favorisce la rottura e l'evacuazione del truciolo.
SEGATURA
La segatura è l'insieme dei minuti frammenti prodotti dal taglio con la sega. Nel gergo moderno il termine si riferisce quasi sempre al truciolo di legno residuo generato dalle lavorazioni di falegnameria, tra cui la segatura, che più propriamente si chiama però segatura di legno.
Ha numerosi utilizzi nei contesti più disparati tra cui la costruzione di assi formati da segatura compressa chiamati truciolati, l'impiego come materiale coibentante sia nell'industria sia nell'agricoltura, come assorbente, come materiale per la pulizia dei pavimenti, come parte del pykrete che è composto per il 14% da segatura e dal restante 86% da ghiaccio, come combustibile, e molti altri ancora.
CIPPATO
Il cippato è legno ridotto in scaglie con dimensioni variabili da alcuni millimetri ad un paio centimetri.
Viene prodotto a partire da tronchi e ramaglie attraverso la cippatrice.
Può essere utilizzato come combustibile o come materia prima per processi industriali.
Esistono coltivazioni legnose a corta rotazione destinate
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alla produzione di cippato, pertanto si può considerare come fonte di energia rinnovabile. La combustione del cippato, a differenza di quella del pellet, richiede caldaie piuttosto sofisticate a causa della non perfetta omogeneità del materiale.
Per il momento in quest'ambito è usato solo per alimentare grosse utenze come impianti di cogenerazione e teleriscaldamento.
CEREALI
I cereali sono piante appartenenti alla famiglia delle graminacee coltivate per ricavarne chicchi e semi. Sono raccolti in grandissime quantità e in molti paesi in via di sviluppo rappresentano l'alimento principale nella dieta della popolazione comune. Per i paesi sviluppati, seppur non sia paragonabile a quello dei paesi in via di sviluppo, il consumo dei cereali nelle diete di tutti è presente in consistente quantità.

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La diffusa produzione è giustificata dalla facilità di coltivazione nonostante le condizioni ambientali spesso proibitive per tante altre colture. Ricchi di amido sono caratterizzati dall'altissima digeribilità e la facilità di conservazione, anche come farine, contribuisce a una più larga diffusione.
A rendere ancora più facile oggi la produzione, oltre a alle caratteristiche naturali proprie dei cereali già elencate, si aggiunge anche l'introduzione di macchinari che velocizzano le operazioni di semina e raccolto.
I cereali si possono utilizzare anche come combustibile, rappresentando dunque una fonte d’energia alternativa.

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Oltre quelli sopramenzionati si può impiegare come combustibile qualsiasi materiale a base legnosa, come i gusci di mandorle, noci, nocciole, pinoli, pistacchi, etc., i noccioli di diversi frutti, come ciliege, amarene, prugne ed altri.
 
Faccio un attimo il punto della situazione:
devo scaldare una casa su due livelli, da calcolo effettuato risulta che il carico termico di progetto è di 13kW il fabbisogno di energia termica utile è di 22400kWh.
Quindi adottando una caldaia policombustile da 20kW e un accumulo da circa 400lt (seguendo la buona tecnico dei 20litri per kW) direi di essere tranquillo.
Essendoci anche la necessita del sanitario vorrei installare un accumulo con produzione di acs istantaneo (così evito problemi di legionella) anche perchè ho un solo bagno.
Spero di aver chiarito meglio il caso...che dite può andare??
 
Riprendo il post per chiedere ulteriori info...la caldaia, come detto è policombustile (escluso tronchetti di legna) e sarà collegata direttamente al puffer, quindi il vaso d'espansione dovrà essere aperto???
 
In che senso si può???..intendi con l'inserimento della valvola stellare??..oppure potrei collegare la caldaia alla serpentina del puffer avendo così un primario (vaso aperto) e un secondario (vaso chiuso), ma quest'ultima idea non mi fa impazzire perchè a mio avviso riduzco l'acqua di scambio, quindi preferirei collegarlo direttamente al puffer..
 
no, si può montare a vaso chiuso rispettando la normativa
valvola scarico termico, valvola 3 bar, vaso espansione
non centra ne valvola stellare ne serpentina
logicamente, la caldaia deve essere certificata
 
Buongiorno di nuovo
allego lo schema indicativo (senza sicurezze ecc.) per capire se la concezione va bene o no!!!
Ho adottato un pompa anticondensa collegata ad una sonda subito dopo la caldaia, successivamente avrò una pompa dopo il boiler...che dite?
l'acs sarà prodotta in istantaneo tramite una serpentina interna al boiler...
SCHEMA POLICOMBUSTIBILE.jpg
 
Grazie mille per le indicazioni....ma non capisco una cosa, come mai la pompa P02 (anticondensa) mi consigli di metterla sul ritorno, anzichè creare un tronchetto di collegamento (mandata ritorno) per il continuo spillamento??
 
chi carica il puffer dalla caldaia?
quando quella pompa è ferma chi lo fa?
cosa serve leggere la T° in mandata quando è il ritorno che conta?
ecc ecc....

ecco a grandi linee
 
Ultima modifica:
Giusta osservazione..non utilizzando la caldaia a legna invece la valvola miscelatrice non importa vero??per quanto riguarda la regolazione pensavo di collegare la pompa P02 alla sonda più alta nel puffer in maniera tale che quando arriva a circa 70°C va in mantenimento, mentre la pompa P03 alla termostato interno all'appartamento, collegata alla sonda intemedia al puffer in maniera tale che parta solo ad una T di circa 65°C...che ne pensi?
 
- se non usi legna, puoi tenere il puffer alla T° che vuoi e non serve miscelatrice

- la P02 non va bene lì come da tuo disegno, ho messo nel disegno dopo come fare

- la gestione della pompa carico puffer dipende se la fà la caldaia o tramite relè

- la sonda alta puffer serve come minima per pompa P03, non come dici tu (oppure lavori con il puffer in min/max con delta intermedio)

come vedi, le soluzioni sono ben diverse da come pensavi tu.
prima di fare ipotesi a caso, devi avere chiaro cosa installi (tipologia caldaia, modello puffer, acs, ecc ecc).

premesso che un puffer per produrre pure acs da 400 lt mi sembra piccolino.... con una onnivora.....
chi ti ha fatto il dimensionamento e la scelta dei prodotti ?
 
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