E comunque, a differenza di quanto "erroneamente" si sta continuando a "segnalare", e che la casa sia per i terremotati oppure no, PRIMA si chiedono i permessi e POI si costruisce, altrimenti è ABUSIVA.
Bastava andare in Comune prima, invece di lanciare strali perchè i permessi non si potevano rilasciare. Purtroppo, i principali responsabili del dramma umano della vecchietta costretta a lasciare l'immobile sequestrato (perchè di questo si tratta, e non invece di sfratto che è tutt'altra cosa), sono proprio quelli che l'hanno costruita senza chiedere nulla a nessuno, e sono andati avanti anche quando gli avevano già comunicato che non si poteva costruire.
Del resto, il magistrato è stato comprensivo ed ha permesso di abitare la casa per un mese in più per permettere di chiedere i permessi (e non è stato fatto) e poi prorogato di altri due mesi la permanenza in attesa della risposta del TAR.
Inoltre, non si tratta di "una casetta in legno costruita coi suoi soldi", ma di un'abitazione con volumetria molto superiore alla casa terremotata, tanto che per venire incontro a lei ed agli altri terremotati si sta facendo strada una procedura d'urgenza per approvare in Parlamento una modifica al Codice che permetta la costruzione di edifici come il suo, fino a 350 metri cubi nelle zone sottoposte a vincoli in caso di calamità.
Ricordo che 350 metri cubi sono 130 metri quadri abitabili, altro che "casettina in legno".
Per il resto, massimo rispetto e comprensione per il dramma in cui l'hanno ficcata i suoi parenti "costruttori".