Eheh Quantum, io ero il sostenitore delle spettrometrie ricordi?
Si, il plasma puo' oscillare mediamente su una certa frequenza. C'e' da dire pero' che un fattore di cui tener conto è lo SHEAT del plasma della cella. Infatti non sappiamo com'e' strutturato. Le densità di plasma non raggiungendo i valori di 10^19 cm^3 non ci permettono di considerare il plasma come un fluido continuo, e questo già è un male. Se in piu' ci mettiamo il fatto che probabilmente le densità sono molto piu' basse, che il plasma non necessariamente è cosi' omogeneno come appare, ed infine che le interfacce del plasma non sappiamo che spessori hanno...bhe le cose si complicano.
E' vero che i plasmi possono essere sfruttati per emettere onde che soprattutto hanno una certa frequenza, ma bisogna capire se il plasma che abbiamo davanti è 'portato naturalmente' a questo tipo di applicazione.
Poi, ritornando allo strato di interfaccia...il fatto che il catodo sia asimmetrico rispetto l'anodo, ci permette di dire che le densità di carica sono diverse, alla superficie dei due. Ma c'e' da dire che poichè il plasma non 'scocca' fra catodo ed anodo, ma fra catodo e 'qualcosa' molto vicina allo stesso catodo (uno scudo ionico probabilmente, che fa da placca anodica, come abbiam dato per assodato) allora è probabile che le due interfacce del plasma siano quasi uguali come superficie, pur rimanendo come problema lo spessore.
Il plasma è compresso di sicuro fra un cuscinetto di ioni positivi, ed uno di ioni negativi (elettroni).
Da quanto ho studiato difatti il plasma tende ad avere un uguale numero di ioni positivi e negativi, per via del modo con cui si riordina naturalmente (lunghezze di Debay e forze columbiane) e questo porta a far si che o gli ioni aumentano contemporaneamente, oppure si mantiene stabile il numero di elettroni e ioni positivi. Questo è un'altro elemento di cui si dovrebbe valutare l'entità.
Colgo l'occasione per ribadire l'importanza della termoionica. E' molto probabile che sia questa, dopo l'innesco per via di un arco elettrico, a sostenere il plasma. Gli atomi di H sono molto sensibili alla ionizzazione da urto con elettroni (come avviene nei tokamak in prossimità delle pareti) e data l'entità dell'emissione ed il campo, che sebbene poco piu' di 150 V possano sembra pochi, tende a facilitare sia l'espulsione di questi, sia ad aumentarne il tragitto. A quel punto un urto contro gli atomi di H potrebbe mantenere questi ionizzati, e forse proprio questa è la 'sorgente' che genera il plasma. Questa sequenza "cattura-rilascio" di elettroni potrebbe portare ad un circolo che forma il sottile cuscinetto di plasma, compresso fra gli elettroni della termoionica + quelli del campo, e gli ioni. Poi il calore, man mano che aumenta, manderebbe in pirolisi l'acqua, aumentando la quantità di idrogeno nei pressi del catodo.
Tornando alle emissioni, che era l'argomento principale del post, sarebbe importante determinare la componente predominante. Ora, tale componente, tenendo conto delle considerazioni di sopra, apparirebbe piu' facilmente solo in contizioni di 'omogeneità' sia del plasma, sia di tutto quello che ci sta intorno. Un catodo con punte creerebbe zone di campo elettrico irregolare, e anche piccoli campi elettromagnetici di intensità variabile, che possono disturbare il plasma.
Quindi, per applicazioni che richiedono una fluttuazione del plasma quanto piu' regolare possibile, il catodo sferico sembra una scelta obbligata.
La colpa è tua Quantum! (Vostra!) che mi avete fatto appassionare all'argomento...ed ora anche quando guido ci penso

nnaggia a voi!
Salutoni ragazzi
attendo le critiche alle mie parole
CITAZIONE
ma bisogna capire se il plasma che abbiamo davanti è 'portato naturalmente' a questo tipo di applicazione.
Rileggendomi ho notato che questa frase puo' apparire enigmatica. Il fatto è che si deve capire se per applicazioni riguardanti emissioni su certe frequenze la cella è una buona scelta o esistono configurazioni migliori.
Ora è piu' chiaro