Asincrono...
Come detto prima deve avere un campo magnetico rotante primario creato dallo statore!!
(Quindi se monofase sfruttando giocoforza un secondo avvolgimento con in serie un condensatore di sfasamento)
IL rotore può essere a rotore avvolto (con bobine in corto fra loro) e se una macchina grossa anche un collettore esterno per permettere il corto e/o interposizione di resistori all'avviamento ...come diremo dopo....,
o con gabbia di scoiattolo
(in genere "annegata" in un corpo di alluminio con o senza parti costituite da lamierni annegati in esso)
detto così perchè dovendo avere una struttura "conduttiva" (p.e. in rame)
in cui ci passa la corrente detta struttura dovendo mettere in corto le sbarre che fungono da bobine é fatta proprio come la "ruota" che si usa
nelle gabbiette dei roditori per fargli fare un pò di movimento !!
La funzione del rotore é , come abbiamo detto , creare anch'esso un campo rotante che
opponendosi al campo rotante statorico crei una coppia (motrice o resistente per i generatori asincroni che però sono poco usati).
Al contrario del sincrono...
l'energia di questo campo statorico viene presa dallo......statore !!!!
Ma come ???
Beh !....bisogna vedere il rotore come un secondario di un trasformatore (l'abbiamo già fatto questo ragionamento per un motorino piccolo monofase) detto secondario siccome é in corto e soggetto a campo magnetico variabile(il campo rotante dello statore) é sede di elevate correnti di cortocircuito!!!!
Dette correnti essendo create dal campo statorico creano ,esse stesse, un campo rotante che reagendo con il campo primario (o di statore) creano la coppia motrice!!!
(come volevamo ottenere!!!).
Ma qual'é la differenza con il sincrono ?
Semplice in questo caso il campo di rotore é dovuto al fatto che le bobine di rotore
DEVONO essere tagliate dal flusso statorico !!!
(per poter avere una f.e.m. e quindi una corrente di corto)
quindi giocoforza il rotore NON può andare alla frequenza di sincronismo ..perchè
a questa velocità le bobine di rotore vedrebbero un campo fisso (perchè isocoro ad esse)
e quindi senza f.e.m. !!
il rotore,in definitiva, non andrà mai alla frequenza di sincronismo !!!
anzi si discosterà da essa quanto più il motore viene caricato !!!
Si dice,infatti,che il rotore ha uno scorrimento (in questo caso di numero di giri) , per esempio
invece di 1500 g/m un motore medio piccolo può scendere fino a 1300 g/m sotto carico.
Il fatto che le correnti di rotore ci siano anche e soprattutto a rotore fermo (anzi in queste condizioni le correnti di rotore, e per quello che abbiamo detto prima,anche quelle di statore, possono essere anche 10 volte quelle nominali) fà sì che detto motore si avvii da fermo ,per motori grossi,quindi con grande inerzia meccanica, bisogna provvedere però a ridurre detta corrente di spunto (dato che si prolunga per vari secondi) !!!
a questo serviva (un pò di tempo fa) il collettore
sul rotore che veniva collegato a delle resistenze esterne per ridurre
appunto le correnti rotoriche di corto circuito all'avviamento ,
oppure per motori medi si fa (tuttora) l'avviamento con le fasi statoriche a triangolo
per poi passare dopo qualche secondo al collegamento nominale a stella riducendo le correnti di spunto di almeno 1,7 volte.
Odiernamente si usano anche inverter e controlli vettoriali che permettono un avvio a zero giri a coppia massima ed a correnti prossime alla nominale!!
Bisogna stare attenti a che la coppia motrice sia maggiore della coppia resistente all'avviamento
(cioè che il motore si avvii)
perchè in queste condizioni (come detto) la macchina si comporta come un trasformatore con il secondario in corto con tutto quello che ne consegue se detta condizione viene prolungata nel tempo (bruciatura degli avvolgimenti)...!!!!
La stessa attenzione bisogna averla per tensioni di alimentazione
che possono scendere a livelli molto bassi anche per pochi istanti, tali che ,in base alla curva coppia-motrice coppia-resistente, si vada a finire prima del picco di coppia massima ,in questo caso infatti si ha che il punto di intersezione fra coppia-motrice e coppia-resistente non é più stabile
(cioè che : un aumento della coppia resistente mi comporta automaticamente un aumento della coppia motrice, anche se a minori giri , comportamento che é garantito dopo il picco di coppia massima),
ma anzi scivola verso l'arresto inesorabile del rotore
(e quindi con le suddette correnti pericolose di corto-circuito) !!!
esempio : autoclave di casetta di campagna con rete elettrica non perfetta!!!
Sicuramente vi é dell'altro ma per ora basta così....
(tenendo anche conto che detto corso é...... a volo di uccello!!!!)
Ciao
Mef
Continua FRENO...