Ciao
Provo a darti qualche spiegazione all'ingrosso nel senso che cercando nelle varie consultazioni,delibere ecc dell'AEEG sono specificate meglio le ragioni tecniche.Il principio che all'inizio aveva stabilito di pagare le perdite di rete si basava sul ragionamento che diceva:Io produco sul posto di consumo e quindi faccio risparmiare alla rete le relative perdite che qualche anno fa incidevano sulle bollette per circa il 10% quindi su quello che immetti in rete ti riconosco il 10% in più.Anche se in alcune casistiche il principio poteva essere condiviso, per me è stato un grosso abbaglio dell'AEEG che può essere giustificato dal fatto che pochi anni fa il fenomeno fotovoltaico era poco esteso e non si immaginavano le problematiche che si avrebbero poi avute sulla rete negli anni a seguire con l'incremento esponenziale delle connessioni.Ad esempio nei fenomeni di flusso inverso(energia attiva che va dal produttore alla cabina primaria maggiore dell'energia passiva che eroga la stessa cabina primaria) ci sono addirittura perdite di rete negative cioè ,se in ipotesi immetto 100 ma alla rete arriva 95 e quindi in teoria in questo caso le perdite di rete (5) dovrebbero essere sottratte anziché aggiunte.Col tempo l'AEEG ha posto rimedio a queste incongruenze arrivando a stabilire le perdite con una soluzione di compromesso che ,ripeto, trova spiegazione in varie delibere ,testi dcc dell'Autorità stessa .Va da sé che ,specialmente per significative immissioni in rete, i produttori(sopratutto i grossi) hanno beneficiato di questo autentico regalo dell'AEEG tanto più che questi importi dovuti ai fattori di perdita quasi mai venivano considerati(per non conoscenza)nei vari studi di redditività dell'investimento .