Ciao a tutti, scrivo qui per la prima volta.
Riscaldo un'abitazione di circa 90 mq di nuova costruzione ben coibentata con serramenti ad alta efficienza in zona climatica E (Lazio centro, pre-appennino), con una caldaia a biomasse Tatano (mini K25).
Il riscaldamento è a pavimento radiante e, attualmente, non produco ACS con questa caldaia.
Nell'impianto è presente un puffer da 500 litri con valvola di miscelazione comandata da una centralina Caleffi. La temperatura dell'acqua di mandata è limitata al massimo a 40°.
Il riscaldamento viene attivato dalle 16.00 alle 23.30.
Ho qualche dubbio sul collegamento tra la caldaia ed il puffer. Questo collegamento avviene con una pompa di circolazione comandata dalla caldaia e, praticamente, è sempre accesa.
La caldaia non è mai realmente spenta, ma al massimo va in mantenimento.
Dicevo che il circolatore puffer-caldaia è sempre acceso tranne quando la temperatura dell'acqua è sotto i 46° (anticondensa), quindi solo alla prima accensione.
Di seguito gli stati di funzionamento di caldaia (SC) e pompa (SP) in funzione della temperatura:
[TABLE="class: grid"]
[TR]
[TD]T°[/TD]
[TD]SC[/TD]
[TD]SP[/TD]
[/TR]
[TR]
[TD]TD]
[TD]ON[/TD]
[TD]OFF[/TD]
[/TR]
[TR]
[TD]46[/TD]
[TD]ON[/TD]
[TD]ON[/TD]
[/TR]
[TR]
[TD]65[/TD]
[TD]MOD[/TD]
[TD]ON[/TD]
[/TR]
[TR]
[TD]t>=70[/TD]
[TD]MAN[/TD]
[TD]ON[/TD]
[/TR]
[/TABLE]
dove MOD e MAN sono gli stati modulazione e mantenimento della caldaia.
Ad occhio non mi sembra corretto che questa pompa sia sempre accesa, sia per il consumo elettrico, che per una inutile circolazione di acqua tra caldaia e puffer anche quando l'impianto è spento.
Quale dovrebbe essere il comportamento corretto di questa pompa?
Oltre all'ovvio spegnimento negli orari in cui il riscaldamento è spento, non ci sarebbe modo di far lavorare un po' di più il puffer?
In questa configurazione la caldaia lavora quasi sempre in modulazione e non so se dal punto di vista del rendimento questo sia il massimo.
Qualche consiglio?
Riscaldo un'abitazione di circa 90 mq di nuova costruzione ben coibentata con serramenti ad alta efficienza in zona climatica E (Lazio centro, pre-appennino), con una caldaia a biomasse Tatano (mini K25).
Il riscaldamento è a pavimento radiante e, attualmente, non produco ACS con questa caldaia.
Nell'impianto è presente un puffer da 500 litri con valvola di miscelazione comandata da una centralina Caleffi. La temperatura dell'acqua di mandata è limitata al massimo a 40°.
Il riscaldamento viene attivato dalle 16.00 alle 23.30.
Ho qualche dubbio sul collegamento tra la caldaia ed il puffer. Questo collegamento avviene con una pompa di circolazione comandata dalla caldaia e, praticamente, è sempre accesa.
La caldaia non è mai realmente spenta, ma al massimo va in mantenimento.
Dicevo che il circolatore puffer-caldaia è sempre acceso tranne quando la temperatura dell'acqua è sotto i 46° (anticondensa), quindi solo alla prima accensione.
Di seguito gli stati di funzionamento di caldaia (SC) e pompa (SP) in funzione della temperatura:
[TABLE="class: grid"]
[TR]
[TD]T°[/TD]
[TD]SC[/TD]
[TD]SP[/TD]
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[TR]
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[TD]t>=70[/TD]
[TD]MAN[/TD]
[TD]ON[/TD]
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dove MOD e MAN sono gli stati modulazione e mantenimento della caldaia.
Ad occhio non mi sembra corretto che questa pompa sia sempre accesa, sia per il consumo elettrico, che per una inutile circolazione di acqua tra caldaia e puffer anche quando l'impianto è spento.
Quale dovrebbe essere il comportamento corretto di questa pompa?
Oltre all'ovvio spegnimento negli orari in cui il riscaldamento è spento, non ci sarebbe modo di far lavorare un po' di più il puffer?
In questa configurazione la caldaia lavora quasi sempre in modulazione e non so se dal punto di vista del rendimento questo sia il massimo.
Qualche consiglio?
