Come ridurre davvero le emissioni di casa?


Lorenzo Baronti

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9 Luglio 2026
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Ciao a tutti,
ultimamente mi sono trovato a leggere parecchio sul tema delle emissioni domestiche (riscaldamento, consumi elettrici, mobilità) perché mi sono reso conto di quanto impatto hanno le scelte di tutti i giorni, non solo quelle "grandi" ma anche le più piccole.

Il problema è che in rete girano un sacco di informazioni contraddittorie: qualcuno dice che il primo intervento da fare è l'isolamento, altri puntano tutto sulla pompa di calore, altri ancora si concentrano sulla mobilità o sui consumi elettrici quotidiani. Ho provato a cercare anche qui sul forum e ho trovato diversi thread interessanti (isolamento, insufflaggi, FV) ma sparsi, e mi piacerebbe provare a metterli insieme con l'aiuto di chi ha già affrontato scelte concrete.

Nel mio caso: appartamento anni '80, buon isolamento ma impianto di riscaldamento ancora a gas, nessun intervento su auto a benzina (uso quotidiano per lavoro). Ho già iniziato con piccoli cambiamenti (illuminazione LED, gestione più attenta dei consumi) ma vorrei capire cosa ha davvero senso prioritizzare, in termini di reale riduzione delle emissioni e non solo di risparmio in bolletta, perché a volte le due cose non coincidono.

Quindi vi chiedo: nella vostra esperienza diretta, quali interventi hanno avuto l'impatto più concreto sulle emissioni (non sul portafoglio)? E c'è qualcosa che inizialmente pensavate valesse la pena fare e poi si è rivelato meno utile del previsto?

Grazie in anticipo a chi vorrà condividere la propria esperienza :)
 
La CO2 emessa bruciando gas è circa 200 gr al kwh (non potrà calare)..bruciando benzina circa 250 gr al kwh.....e le emissioni di CO2 dell'energia di rete italiana è 215 gr per kwh.
Quella di rete cala di anno in anno perche sale % FER..le altre 2 dipendono dalla chimica e sono fisse.

Dunque se punti alla co2 , va capito quandi kwh eliminano i vari interventi posibili...sapendo che alcuni eliminano e latri convertono da combustibili a EE, di solito con una riduzione di CO2

Se una pdc trasforma 3 kwh di gas in 1 elettrico...e usi 1000 m3 cioe 10,000 kwh circa...sono 1280 kg di co2 eliminata
Se auto fa 100 km con 6 litri (53 kwh) oppure 20 kwh di EE... risparmi 9 kg d co2 per 100 km...se ne fai 15 mila sono circa 1350 kg anno
Se usi 4000 kwh a casa e con FV ne elimini 1500..sono 322 kg...ma se con accumulo raddoppi, sono 644 kg...ma se immetti in rete una parte in esatte, potresti dire che hai un "credito di CO2" con cui compensi il prelievo invernale.... dunque se produci 4000 kwh con 3 kw di fv, elimini 860 kg
Se isoli casa e risparmi 2000 kwh, elimini 400 kg

poi dovresti calcolare quanta co2 emetti nel costruire pdc, auto elettrica, FV m isolamento....ma è anche vero che se alcuni di queste cose le cambi perche la precedente è a fine vita (auto caldaia), la co2 sarebbe comunque emessa da altri acquisti..dunque a te capire come conteggiarla.

Aldila della Co2 , io farei interventi non priorizzando la CO2 ma la logica e dunque:
- posso mettere FV? allora è la prima cosa..costa poco, rientra in 5 anni, non mi chide cambio abitudini, non comporta rischi.
- la casa è da ristrutturare? infissi ormai da cambiare? se si...allora farei comunque manutenzione e in tal caso ha senso abbinare cappotto e seramenti..se no.come hai visto, risaprmi poca co2 e rientro economico è lento
- hai garage e hai messo FV? devi comunque rinnovare un'auto del parco perchè vecchia, poco affidabile, sono cambiate esigenze; non puoi entare in zone ZTL? allora andrei su auto elettrica..ma se auto è semi-nuova, non la venderei per passare ad elettrico in modo forzato
 
Grazie per il ragionamento, molto più chiaro di quello che avevo trovato online fino ad ora, soprattutto il punto sul conteggiare o no la CO2 di produzione dei nuovi impianti quando sostituiscono qualcosa a fine vita. Su questo punto specifico mi ero un po' perso, perché guardando solo la bolletta si perde completamente quella parte.

In realtà è proprio la logica del ciclo di vita completo (dall'estrazione delle materie prime al fine vita) quella che uso anche io ora per farmi un'idea più corretta, invece di fermarmi alle sole emissioni "dirette" tipo il gas che brucio in caldaia. Ho trovato un articolo che spiega bene questa distinzione tra impatti diretti e indiretti e i vari modi in cui si può misurare tutto questo (Carbon Footprint, LCA, ecc), lo lascio qui se può essere utile a chi come me sta cercando di capire da dove partire: Impatto ambientale: cos'è e come si riduce

Sul discorso "costa poco, rientra in 5 anni, non comporta rischi" per il FV lo confermo pienamente, è stato anche il mio primo intervento per lo stesso motivo.

Una curiosità: nel tuo caso, con la caldaia ancora attiva e funzionante, la aspetteresti a fine vita prima di valutare una pdc, oppure la sostituiresti comunque prima per il beneficio in CO2, anche sapendo che il rientro economico sarebbe più lento?
 
Concordo con @marcober e aggiungerei che per capire se gli interventi che vorresti fare hanno senso dal punto di vista economico ed ecologico dovresti raccogliere ulteriori informazioni.

Per scegliere la taglia del FV dovresti partire dai tuoi attuali consumi elettrici e farti anche un’idea dei consumi che vorresti avere in futuro (con eventuale PDC, auto elettrica ecc.).

Per riscaldarti quanto metano consumi?

Da lì puoi capire la taglia della PDC che eventualmente metterai (e i conseguenti consumi elettrici aggiuntivi).

Quanti km l’anno faresti con un eventuale auto elettrica?

Ultimo, ma non meno importante, quanto spazio hai per il FV?

Hai elettrodomestici energivori prossimi alla sostituzione?
Io ad esempio avevo un frigo “obeso e maggiorenne” che ho aspettato che si rompesse: con la sostituzione ho risparmiato almeno 500 kWh l’anno.
 
quali interventi hanno avuto l'impatto più concreto sulle emissioni (non sul portafoglio)?
Nel mio caso il mio Penta-split: lo pensavo come un “aiuto” al riscaldamento condominiale centralizzato, invece ho abbattuto di oltre il 90% la quota a consumo del riscaldamento (quindi gas) condominiale.

Un grosso aiuto è arrivato anche dalle tende solari e dalle pergotende bioclimatiche che, con 7 motori telecomandati, sigillano il lato sud di casa mia (lungo 20 metri) trasformandolo in una serra in inverno e ombreggiandolo in estate : a spanne parliamo del 25/30% di consumi in meno.

L’intervento più low-cost fatto all’inizio erano le teste termostatiche digitali (è come mettere un cronotermostato su ogni radiatore).
Risparmio sui consumi di circa il 25a%

Ho mantenuto il gas solo per l’acqua calda (ho anche piano cottura ad induzione) ma quello è un mio limite: ho due scalda-acqua a gas perché non avrei spazio adeguato per 2 accumuli e non amo gli scaldabagni (seppur in versione moderna PDC).
Il comfort della mia famiglia non mi fa rimpiangere i 250/300 metri cubi l’anno che pago.
 
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