Comunicato adiconsum

andreaporta

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Adiconsum: più incentivi alle rinnovabili e meno tasse


tratto dal convegno, "incentivi alle fonti rinnovabili "

in soldoni " Roma, 27-04-2009

Gli attuali incentivi previsti per la produzione di energia da fonti rinnovabili non hanno sortito i risultati sperati e rischiano di trasformarsi in un nuovo CIP6, con cui, oggi, finanziamo per l’82% le fonti assimilate (combustibili fossili con idrocarburi, combustibili di processo e residui) e appena per il 18% le fonti rinnovabili ( eolico, idroelettrico, solare, ecc.).

Le proposte di Adiconsum:
Necessario rimodulare il sistema di incentivazione alle fonti rinnovabili perché così articolato, ossia senza tetti, il rischio è che il peso degli incentivi sulle bollette elettriche da qui fino al 2020 sarà dell’ordine del 20%, contro l’attuale 6%.

Il peso delle incentivazioni deve essere ricondotto sul sistema della fiscalità generale e non ripartito in bolletta, dove chi paga è solo il consumatore.

L’attuale incentivazione non tiene conto dello sviluppo tecnologico. La rimodulazione andrà quindi tarata anche alla luce di tale sviluppo. Un esempio per tutti è il conto energia per il fotovoltaico, che supera i 64 milioni di euro, e nonostante diminuisca nel tempo, non si adegua correttamente al rapido miglioramento delle tecnologie utilizzate, ossia ad una maggiore efficienza e un minor costo dei materiali."
 
L’attuale incentivazione non tiene conto dello sviluppo tecnologico. La rimodulazione andrà quindi tarata anche alla luce di tale sviluppo. Un esempio per tutti è il conto energia per il fotovoltaico, che supera i 64 milioni di euro, e nonostante diminuisca nel tempo, non si adegua correttamente al rapido miglioramento delle tecnologie utilizzate, ossia ad una maggiore efficienza e un minor costo dei materiali."

Da "venditore" di fotovoltaico e quindi in pieno conflitto di interessi con l'affermazione non posso però che dirmi d'accordo: il conto energia deve RIMBORSARE il costo non far GUADAGNARE sull'impianto, il guadano è il risparmio in bolletta.

Se questo non avviene (e le attuali riduzioni non lo permettono perchè non sono modulate sull'effettivo andamento del mercato) si rischia di distruggere il mercato anzichè incentivarlo.
 
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