Confezioni dei biscotti C/PAP 81


A parte che non c'era nulla d'illegale 40-50 anni fa a fare quel tipo di raccolta, ma il punto è un altro: la raccolta va comunque fatta, che sia differenziata, o no, quindi riciclare è remunerativo di per sé. Quel che costa, come è stato detto, è la struttura, che c'è comunque, sia che si ricicli il C/PAP 81, sia che non lo si ricicli, quindi l'ostacolo che impedisce una uniformità di trattamento su tutto il territorio italiano è da ricercare altrove, per esempio nel già citato diverso uso delle tecnologie, nella mancanza di coordinamento tra gli enti che operano nel territorio, nella carente programmazione, nello scarso coinvolgimento delle industrie che producono quel tipo di imballo.

Se qualche realtà riesce a fare cose che altri neppure si sognano vorrà pure dire qualcosa, no? Non siamo in presenza di menti extraterrestri al confronto di noi poveri umani!
 
Beh..la privativa sui rifiuti esiste da sempre.

Relativamente all'idea che riciclare sia sempre remunerativo di per se, non puoi pensare che la raccolta differenziata costi tanto quanto quella indifferenziata..per darti un'idea quella indifferenziata costa da 30 a 60 euro tons... per la differenziata i Comuni incassano da Conai un premio che paga gli EXTRA COSTI (cioè quelli incrementali rispetto al costo base che spetta a loro) che arriva a 400 euro/tons..capisci bene che differenziare costa e che qualsiasi materiale raccogli non avrà mai il valore della raccolta (e magari devi poi anche selezionarlo, lavarlo, concentrarlo, trasportarlo al potenziale utilizzatore con ulteriori costi e inquinamenti).
Non voglio dire che non va fatta, ma che come in tute le cose, bisognerebbe farla con la giusta misura..senza pensare che riciclare sia un valore assoluto e quindi va sempre fatto..spesso farlo per certi oggetti è contrproducente, ma non vuol dire che quell'oggetto sia il male assoluto..
marco
 
Non contesto le cifre che hai indicato, ma dividere i rifiuti lo fanno normalmente i cittadini e riciclare lo si è fatto da ben prima dell'introduzione dei contributi statali. In quel tempo se ne ricavava abbastanza da pagare i ragazzi come me, un tanto al chilo di quanto si raccoglieva, si pagava la gestione e il trattamento del rifiuto da riciclare e da quel che si vendeva veniva fuori anche il guadagno per l'imprenditore.

I costi da te citati sono quelli della burocrazia che si è innescata, oltre alla realizzazione di impianti con caratteristiche tali da ridurre al minimo l'impatto delle lavorazioni sull'ambiente. Questi impianti allora non esistevano.
 
una struttura che costa la bellezza di 3,3 mio di euro anno (SOLO COSTI DI STRUTTURA!)
Bene.. raccolgiere e riciclare 10.000 ton di aluminio gli costa 3,3 mio di euro anno, la cifra coincide con la precedente ma sono ALTRI 3,3 mio di euro.. cioè 330 euro alla ton.(ovviamente il grosso va ai Comuni per la loro efficientissima raccolta differenziata).
Peccato che il materiale che raccolgono ricavano solo 1,8 mio di euro, quindi la raccolta differenziata dell'Alluminio costa ai cittadini 1,5 mio di euro anno...cui devi aggiungere 3,3 di STRUTTURA..cioè 4,8 mio
Posso chiederti la fonte dei tuoi dati? Hai dei link (sto facendo un lavoro statistico per la differenziata, e sicuramente questo è un aspetto da aggiungere...)
 
I dati sono il Bilancio del Consozio nazionale Alluminio 2009..basta che vai sul sito CONAI e hai i rimandi ai 5 Consorzi di filiera e sui loro rispettivi siti vedi Bilanci oppure relazioni gestione o documenti previsionali.. se hai bisogno di spiegazioni su quello Corepla, chiedi pure perchè è quello che conosco meglio perchè sono membro della giunta dell'Associazione di categoria che nomina 4 componenti del Cda Corepla, attraverso i quali cerchiamo di prtare avanti idee innovative su come migliorare riciclo ma contenendo i costi pe ri consumatori..
marco
 

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