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Consumi Caldaia a pellet


Davidesp

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14 Gennaio 2019
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Buonasera a tutti,

Volevo chiedervi qualche informazione... l'estate scorsa ho deciso di comprare una caldaia a pellet togliendo quella a legna. L'impianto è formato da una nordica extraflame hp 30 che produce acqua calda per i caloriferi e un'accumulatore per quella sanitaria, il tutto integrato da due pannelli solari che producono acqua calda. Riscaldo una casa di 220mq nella provincia di La Spezia se non ho letto male su internet dovrebbe essere zona D, tengo il termostato su 19,5 quando non voglio caldo e 21,0 quando voglio confort, tenendo la caldaia accesa 24/24. Inizialmente ho comprato 3 bancali di pellet quelli da 70 sacchi, me ne rimane ancora uno per finire l'inverno, ho calcolato che la caldaia consuma circa 14 sacchi la settimana, di conseguenza due sacchi al giorno. Secondo voi sono in linea con i consumi oppure due sacchi al giorno sono tanti? grazie infinite per la risposta.

Spero di essere stato il più chiaro possibile, sono neofita nel campo!!

Buona serata
 
i consumi dipendono dalla zona climatica, dalla T° e dalla classe energetica dell'abitazione
a te manca dire la terza cosa....
quindi dire se giusto o sbagliato è impossibile
ma "a naso" sei nella media, per la zona
 
se la casa è una classe A o B può darsi siano troppi.. ma se di classe inferiore e magari non coibentata benissimo direi che è in linea con consumi normali.. poi naturalmente bisogna vedere mediamente quante ore effettive giornaliere è accesa.. se ad esempio cè una media di 12 ore giornaliere il consumo è più che giusto..
 
Vi ringrazio per le risposte tempestive, non ho la più pallida idea della classe energetica, diciamo che ha il cappotto termico ed una casa costruita di recente, la caldaia rimane accesa h24 nel senso che non la spengo mai, però lei raggiunta la temperatura va in off ed in attesa di raffreddamento dell'impianto, praticamente quando in casa c'è la temperatura impostata si accende e si spegne di continuo... il fatto è che il tecnico mi ha consigliato di tenerla cosi per consumare meno. Ma se invece di notte la spegnessi proprio non sarebbe ancora meglio?
 
Vi ringrazio infinitamente per risposte cosi veloci e precise! ok quindi è meglio che si spegna lei in automatico e farla fare da sola.

Ok grazie infinite!! e grazie ancora
 
Buongiorno a tutti, scusate se mi intrometto nel discorso, ho una caldaia policombustibile 34 kw che attualmente è in funzione 12 ore al giorno con 12 ore di pausa, per un consumo di circa 2,5 sacchi/gg in media (e diquesto non mi lamento), ho notato però un'anomalia secondo il mio punto di vista, la mia caldaia ha un contenuto d'acqua di circa 90 lt. con il pozzetto porta sonda nel punto più alto dello scambiantore, mentre la mandata dell'acqua è posizionata a circa 30 cm più sotto rispetto al pozzetto porta sonde, ciò scaturisce una differenza di temperature di lavoro rispetto a quanto indicato/impostato in caldaia. In sintesi ho riscontrato che per avere acqua nei radiatori a 60/62° gradi devo impostare la caldaia a 75° di lavoro. Ho diversi amici che riscaldano con idro stufe e termocamini a pellet e confrontandoci, tutti hanno l'uscita della mandata d'acqua nel punto più alto dello scambiatore, in prossimità delle sonde.
Intato vorrei capire se quanto descritto è in sostanza una cosa normale e poi se questo fenomeno incide sulla resa/consumi della caldaia?
Grazie mille
 
incide leggermente sui consumi, ma in maniera inquantificabile
l'uscita deve essere nella parte più alta
i consumi diminuiscono se il generatore lavora su puffer
 
Purtroppo non ho possibilità di modificare l'uscita e quindi metterla nella parte più alta per il momento, sullo scambiatore ho due filetti F, il primo da 3/8" per valvola jolly mentre l'altro da 1/2" per pozzetto portasonde.
L'idea di prelevare la mandata dal punto più alto mi è venuta, confesso, ma mi blocca il fatto che ridurrei di molto la portata; dallo scambiatore esce un tronchetto di 1" M che poi si raccorda all''impianto interno della caldaia fatto dalla casa madre con tubo di rame di diametro 22 mm, il quale alimenta poi successivamente un sepraratore idraulico.
Potrei alimentare il sepraratore idraulico prelevando la mandata dall'uscita 1/2" facendo il nuovo impianto di rame con diametro 18 mm, perderei qualche grado nel separatore, ma almeno avrei temperature simili ai settaggi impostati?
Per quanto riguarda il puffer non sono convinto che possa servirmi, sono in zona climatica C.
Attualmente la mia caldaia (elettronica) è impostata per 12 ore totali di funzionamento, tra mattina e pomeriggio, e 12 ore di of rispettivamente 6 di mattina e 6 di notte. In più ogni 15 minuti ho impostato 8 sec di coclea che mi permette di tenere il braciere ad una certa temperatura al fine di evitare:
1) l'intera fase di accensione per braciere freddo
2) l'abbassamento repentino dell'acqua nello scambiatore.
Con il puffer dovrebbe lavorare h24?
Raggiunta la temperatura desiderata ai piani, invece di andare in modulazione oppure in spegnimento, andrà a riscaldare l'acqua del puffer?
 
guai usare altri raccordi della caldaia se non quelli dedicati a esso.. stai scherzando..?
in zona C il puffer ti serve molto più che in zona d - e - etc.. più la zona climatica è alta meno una casa ha bisogno di calorie e con il puffer non sei obbligato avere impianto acceso h 24 ma a gestire meglio il tutto senza tanti accorgimenti e settaggi per evitare incovenienti.. considerato poi una caldaia da 34 kW, non vorrei fosse oltretutto sovra dimensionata... quanti mq di casa scalda..?
 
temevo il peggio, per questo ho abbandonato l'idea...
Il AT° tra temperatura impostata e temperatura reale ai radiatori però all'inizio mi ha messo in tilt!si parlava di impianto sottodimensionato e fu aggiunto un separatore idraulico subito dopo la caldaia + circolatore aggiuntivo per servire i piani. Sicuramente ha migliorato la cosa, ma cmq il differenziale di circa 10/12° resta.
E' un villetta a 3 piani, 2 piani da 100 mq mentre il 3° da 50 mq. gli impianti sono separati, il 1° ed il 2° piano hanno singoli cronotermostati che aprono e chiudono elettrovalvole.
1° piano: 31 elementi h 1800 + 16 elementi h 800
2° piano: 27 elementi h 1800 + 20 elementi h 800 + 3° piano è mansardato, di legno, ad uso lavandria e c'è un radiatore da 9 elementi h 800 con mandata e ritorno dalla centralina del 2° piano.
La caldaia attualmente lavora con i 2 piani riscaldati non congiuntamente ma ad orari differenti.
Appena installata provai a far funzionare la caldaia con entrambi i piani da servire ma, aime, il consumo di pellet era devastante. La caldaia ha 7 livelli di potenza, da un minimo di 2 kg/ora a 7 kg/ora circa.
Attualmente è impostata per funzionare in automatico fino al livello 4, proprio per limitare il consumo di pellet.
 
per separatore idraulico intendi uno scambiatore a piastre..? comunque sia il separatore ha migliorato il funzionamento perchè sicuramente non avevi sistema anticondensa che con tutti quei termosifoni, tra l'altro alti e parecchia acqua fredda sul ritorno, la caldaia non riusciva a portare in temperatura.. se si prendevano certi accorgimenti probabilmente ti bastava una caldaia con potenza inferiore..
 
No a piastre. Separatore/Compensatore idraulico della FAR.
Si ti do pienamente ragione, col senno del poi una caldaia meno potente avrebbe svolto il suo lavoro egregiamente.
Ora ormai ho questa e, con i dovuti accordimenti, non mi lamento, vorrei ottimizzarla però al meglio.
La questione puffer mi interessa
 
per ottimizzare il tutto, monterei una valvola anticondensa tra separatore e caldaia tarata 55°, il puffer dev'essere dimensionato in base alla potenza della caldaia e ai litri di acqua dell'impianto-- più acqua cè più grande dev'essere, a parità di potenza.. con un impianto come il tuo credo che uno da 1000 lt dovrebbe andar bene, ma questo può farlo un bravo termotecnico che sappia calcolare il dimensionamento.. magari attendi qualche altro consiglio da più esperti..
 
nel frattempo GigiPe, posta uno schizzo dell'impianto che aiuta parecchio a capire quale cosa migliore da fare..
termosifoni in alluminio o acciaio ?
in ogni caso, la gestione della caldaia e dell'impianto funziona molto meglio abbinando un puffer. questo funziona, tra le altre cose anche da compensatore.
gestisci meglio le zone e risparmi anche sui consumi..
 
Aldo sei stato preziosissimo!!!!
Ne approfitto, ho un dubbio sulla valvola anticondensa.
Con il separatore idraulico in sostanza si creano 2 anelli:
1° caldaia/separatore, dove il circolatore (a bordo caldaia) viene attivato dall'elettronica della stessa (attualmente da me impostato a 71° con isteresi 3°, reali ai termo sono circa 60/62°)
2° separatore/termosifoni, dove il circolatore (secondario) viene attivato da un termostato a contatto, impostato a 60°, posto sul tubo di rame della mandata.
In sostanza, la caldaia una volta raggiunta la temperatura di 74° fa attivare il 1° circolatore che attraversa il separatore e torna in caldaia in quanto il 2° circolatore resta fermo.
In questa fase la VAC servirebbe a ben poco giusto?
Successivamente, raggiunta la giusta temperatura, il termostato a contatto attiva il 2° circolatore, a questo punto l'acqua ritornerà fredda in caldaia, li serve la VAC?
Per lo schema mi attivo subito, appena ultimato lo posto.
 
il separatore/compensatore serve per compensare appunto lo sbilanciamento quando si attivano e si fermano in modo differenziale i circolatori delle zone ma non funge da anticondensa o perlomeno in piccola parte..
l'anticondensa la si monta sul ritorno nella caldaia, il separatore/compensatore tra impianto e valvola anticondensa.. ma ripeto se hai intenzione di abbinare un puffer il separatore non serve..

appena posti lo schizzo vediamo meglio.. magari sfugge qualcosa--
 
..
Con il separatore idraulico in sostanza si creano 2 anelli:
1° caldaia/separatore, dove il circolatore (a bordo caldaia) viene attivato dall'elettronica della stessa (attualmente da me impostato a 71° con isteresi 3°, reali ai termo sono circa 60/62°)
2° separatore/termosifoni, dove il circolatore (secondario) viene attivato da un termostato a contatto, impostato a 60°, posto sul tubo di rame della mandata.
In sostanza, la caldaia una volta raggiunta la temperatura di 74° fa attivare il 1° circolatore che attraversa il separatore e torna in caldaia in quanto il 2° circolatore resta fermo.
.

Ecco spiegato il motivo per cui la caldaia tende a rimanerti "piu calda" in alto: il fermo del circolatore del primo anello.

Setta quel circolatore in modo sia attivo già a 45-50 gradi, portata elevata. L' acqua all' interno della caldaia deve essere tenuta in movimento per 2 motivi:

a- la T si omogeneizza, soprattutto in basso all' altezza del crogiolo. Cioè lavora con T piu alte, ottimo!
b- si creano dei vortici di acqua intorno agli scambiatori fumi, che massimizzano 1- l' assorbimento del calore ed impediscono zone di scambio con sovraT (zone saldature, angoli con metallo piu' spesso, etc) ovvero poche tensioni del metallo e maggiore durata della caldaia.


Il secondo anello, scambiatore impianto funzionerà in due casi:

1- T misurata sul ritorno in caldaia del primo anello superiore a quella di condensa (almeno 60 gradi)
2- termostato di zona che chiama calore

!!!!
 
In linea di massima questo è lo schema del mio impianto.
Il circolatore lato impianto si attiva solo se il termostato a contatto sula mandata raggiunge la T impostata e se almeno una valvola di zona è aperta (neutro dal contatto pulito delle valvole + fase dal termostato a contatto).
schema impianto.jpg
 

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