Il problema è che se si parte adesso, si arriva fra sei mesi... servirà ancora? E poi, bisognerebbe sapere prima se i finanziamenti posson essere erogati oppure no, altrimenti si rischia di fare un buco nell'acqua.
Comunque, mi sa che arrivare a fare qualcosa prima dell'inverno sarebbe comunque utile, non credo che quella gente sarà tutta fuori dalle tende quando a L'Aquila farà freddo ( e lì fa freddo davvero, gente... la conosco, quella zona!). In ogni caso, potrebbe esere utile per la prossima catastrofe...
Comunque, in un emergenza simile di solito si ripristinanano i collegamenti elettrici dalla rete in un tempo minimo, dubito che ci sia davvero un'utilità dovuta alla mancanza dell'energia elettrica (l'enel è comunque velocissima, in questi casi). Piuttosto, nelle case e nella vie danneggiate i ripristini sono lunghi... visto che bisogna scavare e rifare daccapo i cavidotti e le reti idriche e del gas: ma se da una parte non crea problemi perchè nelle case danneggiate bisogna eseguire lavori ben più importanti che vanno di pari passo con la lenta ricostruzione, nelle case NON danneggiate e dichiarate agibili ci si ritrova nella condizione di poterci abitare ma di non avere a disposizione la rete elettrica.
Ora, se consideriamo questo caso, ci si può trovare in diverse condizioni:
-casa isolata in mezzo ad un isolato distrutto... forse si potrebbe pensare ad un fotovoltaico familiare ad isola, con accumulo.
-gruppo di case isolate... idem, ma si può pensare ad una centralina di quartiere, eolica o fotovoltaica. L'accumulo, però, comincia a diventare costosetto. Inoltre, ci si mette di meno a portarci un container con un gruppo elettrogeno, che è pure più semplice come impianto.
-casa isolata a cento metri da una linea enel funzionante... presumibilmente, ci tirano una bobina di cavo e fanno una linea provvisori, e va bene così.
Piuttosto, visto che nelle tende ci sono sempre i soliti problemi, perchè non progettare una tenda "passiva", bene isolata e con finestre in grado di sfruttare bene la luce solare?