Buongiorno,
Visti i continui prezzi dell'energia sto facendo alcuni ragionamenti su come efficeintare l'impianto termico.
Alcuni dati: casa 210mq, su due livelli, anni 60, ampissime vetrate a sud con tapparelle ottimizzate per apporti solari. Ristutturata recentemente, infissi Uw1.2, no coibentaizone (infattibile tecnicamente), sottotetto coibentato.
Non posso quindi ridurre ulteriormente le dispersioni.
Radiatori nuovi, dimensionati per lavorare anche a bassa t (40°) enormi. 3 zone termiche e termostatiche in ogni radiatore. Zona nord est italia
Caldaia anni 2000 con 80L di accumulo a basamento, non penso modulante (al massimo 1:3 ma dubito), indistruttibile. La prova fumi dichiara una resa del 91%.
Fv 6kW+10A, esporto molto fino a settembre/ottobre , da ottobre a marzo non esporto nulla, a stento copro i fabbisogni dell'abitazione. impianto elettrico monofase, max 6kW, difficilmente ampliabile
Lo scorso inverno, non freddissimo ho consumato circa 1800mc da ottobre a maggio, di acs 80mc in giugno luglio (2 persone- temperatura superiore ai 060 per la legionella, non ha i cicli di sicurezza) con la caldaia con mandata a 45° per circa 4/5 ore al giorno, comfort eccelso. Dispongo di split, ma non ben disposti in tutta la casa, vanno bene in estate ma in inverno soffrirei i bagni ed altre stanze.
Vorrei escludere biomasse (troppo lavoro) e vorrei un investimento efficace, che si ripaghi in tempi giusti (secondo me anche 10 anni sono tanti, con l'evoluzione tecnologica di ora).
Centrale termica nello scantinato, nessun probelma di spazio/temperature/rumori ecc..
Escluderei per potenze e costi una pdc pura (no?)
Le soluzioni papabili quindi potrebbero essere:
1- stare cosi finche non si rompe la caldaia, tanto non ammortizzerei nulla
2-caldaia ibrida
3-caldaia a condensazione
4-caldaia a condensazione + pcd acs per l'estate dove produco tatnissimo eccesso di energia (pagata pochisimo perchè fatta poco prima della chiusura dell'offerta)
Purtroppo non mi sento sicuro nei calcoli per conversioni energetiche, efficienza ecc.. temo in un granchio colossale.
Ongi installatore poi mi propone una cosa diversa, con un range di prezzo molto ampio
Secondo voi, quale potrebbe essere una scelta ragionevolmente sensata?
Visti i continui prezzi dell'energia sto facendo alcuni ragionamenti su come efficeintare l'impianto termico.
Alcuni dati: casa 210mq, su due livelli, anni 60, ampissime vetrate a sud con tapparelle ottimizzate per apporti solari. Ristutturata recentemente, infissi Uw1.2, no coibentaizone (infattibile tecnicamente), sottotetto coibentato.
Non posso quindi ridurre ulteriormente le dispersioni.
Radiatori nuovi, dimensionati per lavorare anche a bassa t (40°) enormi. 3 zone termiche e termostatiche in ogni radiatore. Zona nord est italia
Caldaia anni 2000 con 80L di accumulo a basamento, non penso modulante (al massimo 1:3 ma dubito), indistruttibile. La prova fumi dichiara una resa del 91%.
Fv 6kW+10A, esporto molto fino a settembre/ottobre , da ottobre a marzo non esporto nulla, a stento copro i fabbisogni dell'abitazione. impianto elettrico monofase, max 6kW, difficilmente ampliabile
Lo scorso inverno, non freddissimo ho consumato circa 1800mc da ottobre a maggio, di acs 80mc in giugno luglio (2 persone- temperatura superiore ai 060 per la legionella, non ha i cicli di sicurezza) con la caldaia con mandata a 45° per circa 4/5 ore al giorno, comfort eccelso. Dispongo di split, ma non ben disposti in tutta la casa, vanno bene in estate ma in inverno soffrirei i bagni ed altre stanze.
Vorrei escludere biomasse (troppo lavoro) e vorrei un investimento efficace, che si ripaghi in tempi giusti (secondo me anche 10 anni sono tanti, con l'evoluzione tecnologica di ora).
Centrale termica nello scantinato, nessun probelma di spazio/temperature/rumori ecc..
Escluderei per potenze e costi una pdc pura (no?)
Le soluzioni papabili quindi potrebbero essere:
1- stare cosi finche non si rompe la caldaia, tanto non ammortizzerei nulla
2-caldaia ibrida
3-caldaia a condensazione
4-caldaia a condensazione + pcd acs per l'estate dove produco tatnissimo eccesso di energia (pagata pochisimo perchè fatta poco prima della chiusura dell'offerta)
Purtroppo non mi sento sicuro nei calcoli per conversioni energetiche, efficienza ecc.. temo in un granchio colossale.
Ongi installatore poi mi propone una cosa diversa, con un range di prezzo molto ampio
Secondo voi, quale potrebbe essere una scelta ragionevolmente sensata?
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