vorrei evitare di esprimermi su decreti legge che san tanto di TOPPA momentanea e che devono esser riconvertiti, che la levata di scudi del comparto c'è e quindi NULLA è definitivo....benvenuti in itaGlia :spettacolo:
""Per comprendere la gravità della situazione, è bene ripercorre rapidamente quanto accaduto nel corso degli ultimi sei mesi. La Legge, approvata dal Parlamento lo scorso 21 dicembre 2012 con parere favorevole del Governo, è volta a salvaguardare la quota di produzione di energia da bioliquidi mediante una rimodulazione degli incentivi con proporzionale riduzione della massima producibilità incentivabile al fine di mantenere invariato l'onere per il sistema elettrico. La Legge impone al Ministero dello Sviluppo Economico ("MiSE") l'obbligo di emanare il decreto attuativo entro il 30 gennaio 2013 (“Decreto”).
Da gennaio 2013 il Comitato dei Produttori di Energia da Biomasse Liquide ha avviato un’interlocuzione con il Dipartimento Energia del MiSE per definire i criteri attuativi del Decreto. Durante la riunione del 22 marzo 2013, il Direttore Generale e il Capo Dipartimento hanno illustrato al Comitato le linee guida della bozza di Decreto. Da quel momento in avanti, nonostante ripetute comunicazioni inviate al MiSE per sollecitare l'emanazione del Decreto, il Comitato non ha ricevuto alcuna risposta. Di fronte al silenzio e alla chiusura ingiustificata del dialogo da parte del MiSE, il Comitato è stato costretto a depositare ricorso al TAR Lazio.
Anziché porre rimedio al grave e palese ritardo, oggi il MiSE intende rifuggire dal suo obbligo di emanazione del Decreto emanando un norma che va ad abrogare la Legge, disconoscendo così la volontà espressa dal Parlamento e il giudizio del Governo stesso (si noti bene che l’emendamento da cui è scaturita la Legge è stato anche approvato in V Commissione Bilancio con parere favorevole del Sottosegretario Polillo).
E’ del tutto palese che tale comportamento presenta gravi profili di incostituzionalità e di illegittimità comunitaria per la plateale violazione dei principi che regolano i rapporti fra pubblici poteri ed imprese nella regolazione dei mercati.
Un provvedimento governativo che, a distanza di pochi mesi, pretendesse di eliminare una norma approvata dal Parlamento con il consenso del Governo stesso, dopo che i termini per la sua attuazione sono ampiamente scaduti, minerebbe alla radice la credibilità delle Istituzioni e risulterebbe in contrasto quantomeno con i principi di ragionevolezza, legittimo affidamento e tutela dell’iniziativa economica.
Gravi e immediate le ripercussioni:
• Occupazione: perdita del lavoro per circa 1.000 addetti diretti e circa 5.000 addetti indiretti (officine di manutenzione, logistica portuale e trasporti in primis) e delle imprese collegate/controllanti. Fino ad oggi il settore non ha mai fatto ricorso ad ammortizzatori sociali.
• Investimenti: perdita integrale degli ingenti investimenti sostenuti dagli operatori, pari a oltre Euro 1 miliardo.
• Sistema creditizio: le banche sono fortemente esposte verso il settore per oltre Euro 0,5 miliardi.""