generalecadorna
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| Luglio 2008 Spettabile forum Da molto tempo avevo in testa un progetto semplice e fattibile, insomma una specie di uovo di Colombo, ma stavo ben attento a non confrontarlo con nessuno in quanto consapevole che se un tema valido e giovevole viene profferto da un invisibile ci si sente derisi e dileggiati. In alternativa se le stesse ipotesi vengono espresse da un luminare della scienza o meglio ancora da un premio nobel tutto cambia. . Infatti in una audizione televisiva in cronaca locale, il nobel formulava una ipotesi semplice e nello stesso tempo originale che per risolvere i problemi energetici dell'intera Europa bastava sfruttare un pezzo di deserto africano, a pochi passi dal nostro paese, pari a circa1600 km/2 installare gli ormai inflazionati pannelli fotovoltaici e assicurare energia elettrica da fonte rinnovabile per l'Europa intera. Questo assicuro di non avermelo inventato io, ma un nobel della fisica. A questo proposito di cui sono d'accordo al cento per cento si potrebbe obbiettare che il deserto africano presenta evidenti vantaggi logistici legati alla insolazione dei suoli e probabilmente al nullo impatto ambientale. In realtà purtroppo l'imperante pazzia degli uomini sotto tutti i cieli di questo pianeta non permetterebbe di realizzare questo progetto: motivi religiosi, politici e demenzialità varie fungerebbero come un esorcismo contro codesto progetto. Basti pensare a quel che accade in Algeria e in tutti i paesi di fede islamica. In alternativa da parte mia, avevo da tempo riflettuto sulla stessa opportunità di creare una enorme fornace solare, ma collocarla in casa nostra. Infatti senza chiedere il permesso ai governi islamici, porzioni del nostro territorio del soleggiato meridione potrebbero avere ottime peculiarità ad ospitare un sito adibito ad area pannellata. Purtroppo anche da noi si stanno desertificando estese aree dove non cresce quasi più nulla e la vita, per piante ed animali appare problematica. Mi riferisco alla vasta area dell'altopiano delle murge con aspetto carsico roccioso e arido che si estende per 7000 km/2 che per le nostre esigenge di legate al fotovoltaico penso che 100 km/2 o mglio ancora 200km/2 ed oltre sarebbero sufficenti per mantenere e somministrare gigavatt all'intero nostro paese. Naturalmente oltre a questa area altri siti come la sicilia la sardegna potrebbero sopperire al nostro fabbisogno energetico. Gli impianti dovrebbero essere il meno invasivi possibili come eventualmente l'installazione di impianti girevoli con programma stagionale che permettono un rendimento maggiore pari al 25% ottimizzando in questo modo sullo spazio occupato e sui materiali. Per ditte e materiali una ferrea politica intelligentemente autarchica tendente a favorire maestranze e tecnici locali al fine di favorire l'economia del posto e nazionale in genere, senza importare materiale e tecnologia estera che ci danneggia anche se i costi si riducono. La creazione di un esteso parco non dannegerebbe in maniera significativa il suolo la fauna e la flora, ma si avrebbe una opportunità unica per spegnere alcuni impianti vecchi inquinanti invisi dalle popolazioni e la loro, se necessario, riconversione con energie "dolci" e meno invasive. Viene evidenziato inoltre che in questo caso sarebbe opportuno ripensare all'intera politica energetica in particolare per gli assertori del cosiddetto carbone bianco e i nuclearisti In aderenza a quanto sopradescritto e al riguardo, prendo spunto dalle indicazioni offerte a più riprese dal chiarissimo proff. Vatinno in qualità di esperto fisico nelle questioni dell'energia in genere. Me ne guarderei bene di affermare di aver avuto anch'io la stessa intuizione, anche se è la verità, seguitando in quella regola aurea che dice che se una affermazione scientifica viene estrapolata da un cattedratico ha valore, se lo stesso tema viene espresso da un invisibile o da un "uomo qualunque" del compianto Guglielmo Giannini, l'argomento non risulta degno di approfondimento. Infatti il concetto è semplice e alla portata di tutti. Il prof. Vatinno invita il mondo scientifico e produttivo ad estrarre idrogeno senza consumare altra energia inquinante per l'estrazione del gas medesimo, ma adoperando energia fotovoltaica come per esempio sfruttando la vasta fornace solare sopradescritta, sull'elemento più comune sulla terra: l'acqua. Infatti 11 parti su cento dell'elemento in parola è composto dal primo elemento di mendeleev ed è bene ricordare che il gas non è una fonte diretta di energia, ma un vettore di energia che è una cosa ben diversa. Le applicazioni del vettore sono molteplici e di uso comune quali l'ammoniaca e l'industria chimica in genere e più recentemente fonte per alimentare le pile a a combustibile con i loro limiti. Indistintamente tutti i fisici sono concordi di sfruttare il fotovoltaico per l'estrazione di idrogeno. Questo non lo affermo io "uomo qualunque", ma fisici e nobel Penso al riguardo che se una manciata di gigawat da fotovoltaico siano impegnati nella elettrolisi dell'acqua per ricavarne idrogeno, senza ricorrere a combustibili fossili quali carbone e petrolio con la conseguente emissione di deleteria CO2, sarebbe cosa buona e giusta con salvaguardia dell'ambiente. Cordiali saluti "roberto bellarmino" | |||