Differenza di costo tra Legna e Pellet

Ciao a tutti,
consigliato da Luigi Savino, apro questo thread per capire se veramente il pellet costa il triplo
della legna.
Per essere preciso, vorrei sapere se scaldare a pellet mi costa il triplo rispetto a scaldare a legna.

Grazie

MP
 
Buon giorno misterpellet. La materia prima usata per le prove di laboratorio sia per il pellet che per la legna è il faggio e pertanto se ti fa piacere possiamo usare questo come riferimento in modo da poter fare qualunque confronto. Riguardo al pellet se si vogliono seguire le regole, bisogna tagliare l'albero, togliere i rami piccoli e la corteccia, essiccarlo, macinarlo, comprimerlo a pellet e imbustarlo. Fatto in questo modo un pellet non può costare meno di 40 Euro al quintale. Se prediamo la legna di faggio tagliata per camino (non per stufa) ha un prezzo medio nazionale di 12 Euro al quintale (io l'anno scorso 2013 l'ho pagata 9,5 Euro a quintale).

Io non sono addentrato nel mondo del pellet e pertanto non posso essere molto preciso ma sento sempre più spesso nelle fiere voci che dicono che per farlo costare meno il pellet viene prodotto con scarti di lavorazione del legno che a volte contengono vernici, oli, solventi e ciò nonostante il suo costo si aggira sui 30 Euro al quintale. Se fosse vero, questi scarti costerebbero meno di 5 Euro al quintale e se fossero bruciati nel termocamino (cosa da non fare assolutamente) la differenza dal pellet sarebbe ancora più elevata.

Oltre al costo ti invito a considerare anche l'inquinamento e sicuramente saprai meglio di me quanti autotreni di pellet radioattivo sono stati sequestrati dalla finanza.

Quanto ho scritto non è da ritenersi super preciso e neanche a mio avviso si può fare un confronto super preciso ma può servire per farsi un'idea di massima. Ti invito ad esprimere la tua opinione su questo e poi se vuoi possiamo proseguire con: la diversità di umidità tra legna e pellet, la differenza di rendimento tra generatori a pellet e termocamini a legna, il rumore di un generatore a pellet e un termocamino a legna, la canna fumaria, la sicurezza, le polveri ambiente e tutto ciò che tu ritenga opportuno. Come ti avevo scritto e come puoi constatare la mia intenzione è solo quella di fare chiarezza confrontandosi con il massimo rispetto reciproco.

Ti saluto cordialmente. Luigi Savino
 
spero che il confronto avvenga tra due termocamini .......uno a legna...... uno a pellet,rimane di fatto che non ho capito a cosa serve questo confronto, considerate le variabili che sono infinite.....per fare un esempio,tanto per citarne una.... un camino a pellet in sardegna.
 
Buon giorno misterpellet...se si vogliono seguire le regole, bisogna tagliare l'albero, togliere i rami piccoli e la corteccia, essiccarlo, macinarlo, comprimerlo a pellet e imbustarlo. Fatto in questo modo un pellet non può costare meno di 40 Euro al quintale.

Falso, dato che lei vende caldaie non rinunci a visitare qualche fabbrica austriaca o altoatesina di pellet, vedrà pellet prodotto come
previsto dalle normative più rigide che costa circa 30 euro al quintale (parlando di imbustato). Se confrontiamo il big bag (che è lo più
simile alla legna, non avendo confezioni) oggi abete alto adige viene venduto a 22 euro al quintale.

Se prediamo la legna di faggio tagliata per camino (non per stufa) ha un prezzo medio nazionale di 12 Euro al quintale (io l'anno scorso 2013 l'ho pagata 9,5 Euro a quintale).

Non posso dire falso perchè il presso è molto variabile. Commercialmente si parla di 15 al quintale come prezzo medio. Ovvio che parlo
di legna acquistata da commercianti. Da me in montagna comunque il prezzo tagliata è di 14-15 euro al quintale (senza
contare che molte volte il quintale è stimato....). Ho riportato il link di un prouttore storico di caldaie a legna (MESCOLI) che però forse
ingenuamente riporta dati reali, al confronto di tanti altri.
legna da ardereQui trova legna di commercio a 15 euro non consegnata.

Io non sono addentrato nel mondo del pellet e pertanto non posso essere molto preciso ma sento sempre più spesso nelle fiere voci che dicono che per farlo costare meno il pellet viene prodotto con scarti di lavorazione del legno che a volte contengono vernici, oli, solventi e ciò nonostante il suo costo si aggira sui 30 Euro al quintale. Se fosse vero, questi scarti costerebbero meno di 5 Euro al quintale e se fossero bruciati nel termocamino (cosa da non fare assolutamente) la differenza dal pellet sarebbe ancora più elevata.

Vero, però sicuramente non è DIN nè DIN plus, nè A1, e costa meno di 20 euro al quintale. Pensi che c'è gente che nel camino ci brucia
addirittura la carta stampata dei quotidiani, piena di solventi, inchiostri cancerogeni e che bruciando generano diossina.

Oltre al costo ti invito a considerare anche l'inquinamento e sicuramente saprai meglio di me quanti autotreni di pellet radioattivo sono stati sequestrati dalla finanza.

Fatto con legna radioattiva, non so quanti tir di legna radioattiva sono stati sequestrati, ma non so nemmeno quanti di pellet.

Quanto ho scritto non è da ritenersi super preciso e neanche a mio avviso si può fare un confronto super preciso ma può servire per farsi un'idea di massima. Ti invito ad esprimere la tua opinione su questo e poi se vuoi possiamo proseguire con: la diversità di umidità tra legna e pellet, la differenza di rendimento tra generatori a pellet e termocamini a legna, il rumore di un generatore a pellet e un termocamino a legna, la canna fumaria, la sicurezza, le polveri ambiente e tutto ciò che tu ritenga opportuno. Come ti avevo scritto e come puoi constatare la mia intenzione è solo quella di fare chiarezza confrontandosi con il massimo rispetto reciproco.

Certo che si può andare avanti tanto ma non mi va di sostenere il suo spot commerciale. Il Vulcano sarà un ottimo termocamino
ma lo stucchevole modo suo e del sito vulcano di esaltarne doti inimmaginabili non mi piace.
Lei sa meglio di me che l'unico punto a favore della legna rispetto al pellet è il costo, soprattutto per chi la autoproduce, ma con la
sua maestria tenterà di convincermi di chissà quali malefici ha questo prodotto satanico chiamato Pellet.

Tanto per rimanere in matematica, ammettiamo che la legna costi 12,5 e il pellet 30, il potere calorifico del pellet è del 25% superiore a
quello della legna, e nel caso del termocamino vs caldaia a pellet, 75% di resa contro 90%.
La differenza di costo è del 30% circa a favore della legna.

Ti saluto cordialmente. Luigi Savino

Ricambio

MP
 
Buon giorno misterpellet. Io mi sento libero di scrivere le cose per come le conosco, altrettanto hai fatto tu e io rispetto sia la tua persona che le tue affermazioni. Chi legge potrà informarsi nella sua zona quanto costa la legna e quanto costa il pellet e fare le sue valutazioni. Per quando riguarda il tuo esempio finale ti faccio notare che il rendimento ai termocamini viene misurato su tutto l'arco della prova (da prima che si inneschi la fiamma fino al completo esaurimento della legna) e poi fatta la media mentre ai generatori a pellet viene misurato solo nella fase di fiamma livellata senza conprendere le accensioni e gli spegnimenti. In pratica un termocamino Vulcano che ha un rendimento medio dell'83%, nella fase di fiamma livellata supera abbondantemente il 90%. Se vuo verificare questa cosa vai nel nostro sito alla voce confronti con i generatori a pellet e potrai vedere che nonostante questo il consumo tra legna e pellet a parità di calore emanato e quali simile.

Ti saluto cordialmente. Luigi Savino
 
Buongiorno, io credevo che solo caldaie di alta tecnologia arrivassero al 90% della resa utilizzando legna.Le misurazioni sulle caldaie come vengono fatte? A regime o come per i TC?Altrimenti quelle fanno il 110%!Mi fa piacere che un prodotto italiano batta in efficienza prodotti tedeschi da oltre il triplo del prezzo!Ma mi dica, perché a Suo parere sono così poco diffusi?MP
 
Io conosco le norme sui termocamini e conosco le norme sui generatori a pellet e a biomasse. Non conosco invece le norme sulle caldaie a legna e pertanto mi astengo da qualunque commento su di esse.

Voglio approfondire invece come vengono ricavati i valori di rendimento e Co sui termocamini e come vengono ricavati sulle caldaie a pellet e a biomasse. In pratica vengono ricavati in due modi differenti in quanto sono soggette a due norme differenti che prevedono due misurazioni differenti.

La misurazione ai termocamini si fa posizionando la carica di legna su un letto di braci, si chiude la porta, iniziano le misurazioni e proseguono ininterrottamente fino al totale esaurimento della legna. In pratica il termocamino durante la prova è posizionato su una bilancia che rileva il suo peso prima di inserire la legna e la prova finisce quando è stata combusta interamente e il peso è arrivato al valore che avera prima di inserire la legna. In pratica le misurazioni iniziano prima che la fiamma si inneschi, proseguono mentre la fiamma si forma, mentre diventa alta, per il periodo che resta stabile,mentre comincia a diminuire, fino a diventare solo brace e fino a quando si esaurisce del tutto. Alla fine si sommano tutte le misurazioni fatte minuto per minuto e si fa la media di tutto il periodo di prova. Quello che esce è il dato certificato del rendimento e del Co del termocamino provato.

Se facciamo un esempio su un termocamino che ha un rendimento certificato dell'80%, è normale che per compensare i momenti iniziali e finali della prova dove in rendimento non è potuto andare oltre il 50% - 60% ha dovuto avere necessariamente dei periodi in cui il rendimanto è arrivato attorno al 90%. Questo non vale solo per Vulcano ma per tutti i termocamini.

Ai generatori a pellet e a biomassa la misurazione avviene nel seguente modo: si accende il bruciatore, si livella il flusso di combustibile, si livella il flusso dell'aria comburente, si aspetta che la fiamma diventi stabile e solo quando è perfettamente livellata iniziano le misurazioni e proseguono sempre a fiamma stabile, senza spegnimenti o accensioni, senza variazioni di nessun tipo. La fiamma viene spenta solo dopo aver ultimato tutte le rilevazioni. In conclusione è come se si rilevassero i valori ai termocamini solo nella fase di fiamma stabilizzata.

in pratica: se rileviamo i valori di rendimento e Co ad un termocamino di alta efficienza e lo mettiamo a confronto con una caldaia a pellet o a biomassa dello stesso tipo, i valori sono più o meno simili.

Spero di essere stato esaustivo, diversamente sono a vostra disposizione per ogni chiarimento. Vi saluto cordialmente. Luigi Savino

Dott Nord Est, per i motivi che ho illustrato anche i termocamini che vendi tu a fiamma livellata hanno un rendimento superiore a quello presente sulle schede tecniche.
 
Ciao Dott, ti faccio un esempio: un costruttore chiede la certificazione per un termocamino da 20 kw. Il laboratorio certificante lo carica con una quantità di legna contenente kw 20 di energia termica e regola l'afflusso dell'aria comburente in modo che la prova debba durare circa un'ora.

Per raggiungere questo scopo fa prima delle pre prove. Quando ha creato questo equilibrio fa la prova ufficiale. Per poter essere valida almeno due prove consecutive devono dare più o meno lo stesso risultato.

Ti saluto cordialmente. Luigi Savino

Perdonami misterpellet ma non ho capito a cosa ti riferisci quando scrivi "perchè a mio parere sono cosi poco conosciuti". In effetti non ho capito se ti riferisci alle cadaie tedesche o ai termocamini Vulcano. Ti saluto e aspetto il tuo chiarimento. Luigi Savino
 
Ultima modifica da un moderatore:
ok

però permettimi Luigi di prendere con le pinze il 90% da te scritto, sia i tuoi che i miei di termocamini, come quelli di altri......
se fosse reale, allora come dice misterpellet in una caldaia a legna con refrattario, lambda, vari giri di fumo, ecc ecc.... si entrerebbe in rese superiori al 100%....
cose che sia io che tu ben sappiamo essere impossibili con generatori a legna....
restiamo su dati più reali (ripeto, i tuoi, i miei, e di tutti gli altri)... per non confondere le idee....
e per chiarire in due minuti l'impossibilità di quella resa, dammi se puoi un dato: portata aria in uscita fumi e la T° dei fumi + la dispersione del mantello esterno.
già il fatto che il mantello non è isolato, impedisce rese del 90%...
tutto qui. :)
 
Te l'ho detto e te lo ripeto: del rendimento viene riportato solo la media del valore, nè quello superiore e neppure quello inferiore ma se per le ragioni che ti ho spiegato, che magari già conosci o ti informi di tuo. Puoi renderti conto che se per gran parte della prova il valore deve essere per forza inferiore, per fare la media di deve essere necessariamente un periodo con un rendimento superiore. Tutto qua.

Quanto scrivo non fa testo in quanto il valore che conta è quello medio certificato. Pertanto Io non do alcun valore al 90% o altro, ne tanto meno ne faccio un vanto o un argomento di vendita. Ho solo spiegato come si ottengono i valore con i termocamini e come con i generatori a pellet o a biomassa. Tutto qua

Ti saluto cordialmente. Luigi Savino
 
Mi scusi Sig. Savino, le parlo da profano e semplice conduttore di termocamino, quando viene caricato il TC e posizionata la legna sulle braci, il tc è già in temperatura? non parte da freddo penso, spero altrimenti il confronto è proprio impari, se però è già in temperatura , si posiziona la legna sulle braci e si apre l'aria, non penso che impieghi un tempo rilevante per andare a pieno regime (per lo meno se faccio così con il mio tc nel giro di pochi minuti è già al massimo)
Saluti
 
Salve Lori. E' esattamente come hai detto tu solo che l'aria deve essere regolata già prima in quanto una volta inserita la legna non si può fare più niente. Deve esaurirsi totalmente senza che nessuno tocchi o modifichi qualcosa. Però per quei pochi minuti prima che si formi la fiamma, il rendimento è quasi a zero e il CO è altissimo. Nella fase di crescita della fiamma, migliora sia il rendimento che il CO ma sono ancora carenti e lo stesso vale nella fase discedente quando restano solo tizzoni senza fiamma. Pertanto il rendimento migliore e il CO più basso si ottengono nella fase di fiamma livellata e in una prova di un'ora, la fase di fiamma livellata è di circa mezz'ora. Ti saluto cordialmente. Luigi Savino
 
A ok, l'inefficienza allora è proprio il fatto dell'aria fissa.
Penso che anche la caldaia a pellet confrontata non sarà sicuramente di quelle automatiche con sonda lambda, ma con regolazione manuale.
Penso perciò che con una caldaia a pellet a regolazione manuale, la differenza non sia tantissima, diversamente con le caldaie a biomassa regolate tramite sonda lambda è inevitabile che ci siano differenze a favore di queste ultime (soprattutto a legna), perchè queste gestendo l'aria automaticamente (non penso che facciano test bloccando ciò, perchè andrebbero ad annullare i tanto decantati vantaggi della sonda lambda) non avrebbero solo mezz'ora di combustione ottimale, ma a parità di legna molto di più.
Saluti
 
Ultima modifica:
buongiorno a tutti ,

riportiamo il post all'origine e cioè costa davvero di più riscaldare a legna e o a pellet ? giusto ?

personalmente ho utilizzato per 12 anni caldaia a legna italiana diretta , vaso aperto , senza puffer con sistema alta temperatura etc, etc .

arrivato in questo mondo , appena ho potuto ho apportato le opportune correzioni all'impianto ( sempre alta tempertura , con climatica e installato caldaia a pellet austriaca con 3000 lt di puffer .

premesso che la legna la compravo dal commercio così come il pellet , risultato spendo la stessa cifra con risultati di confort decisamente diversi e scaldando , oltre all'alloggio base , la stessa superficie a temperatura di 10 gradi .

la legna , ultimamente , paliamo del 2009 la pagavo tagliata e spaccata 13,5 € al quintale , faggio e o acacia ( Piemonte ) il pellet oggi oscilla dai 30 ai 33 € q.le .

ci sono altri che si sono trovati nel mio caso o simile ?

saluti
 
in risposta a qualche "amenità"
(io l'anno scorso 2013 l'ho pagata 9,5 Euro a quintale)
:devilred:

""ACQUISTARE LEGNA DA ARDERE: I CONSIGLI DELL'ESPERTO
PARTE PRIMA: RAPPORTO PREZZO- FREGATURA

La fonte energetica più antica è sempre più attuale. I trucchi dei venditori meno onesti.
Diffidare dei prezzi troppo bassi (almeno 13 € al quintale).
Il mercato del legno da riscaldamento è sempre stato, al contempo, povero e ladro.
Il commerciante ha sempre avuto margini risicati, rispetto a quello che è il prezzo di costo della materia prima e sta alla sua onestà e voglia di rimboccarsi le maniche l’esito di una transazione pulita rispetto alla clientela (meno lavora in prima persona e più difficile è che si comporti bene- dal conto vanno esclusi i grossisti che rispondono ad altre regole-).
Molte sono le leggende narrate nelle patrie osterie che parlano di come chi venda legnami bagni la produzione per imbrogliare il peso; spacci materiale “moro in piedi”- dato per acquistato a minor costo dal narrante di turno- per sano; manometta bollette a scapito del committente per fare sparire dal carico un congruo numero di quintali.
Si sa che le leggende hanno sempre un fondo di verità e nello specifico ciò che si basa su fatti oggettivi è solo l’ultima ipotesi.
Ora, certamente, qualcuno eccepirà che ha visto con i suoi occhi impianti di irrigazione in azione su intere cataste di tronchi. Ebbene, costoro forse non sanno che ciò riguarda le segherie che operano nel settore delle lavorazioni del mobile o dell’edilizia: le stanghe vergini vanno bagnate per motivi di produzione, pena la perdita del materiale.
Già, signori, e se si secca può andare benissimo destinato alla stufa, con danno economico incredibile di chi non ha fatto a tempo a squadrarlo. Da qui il fatto di tenerlo umido al fine di poter allungare artificialmente i tempi di deposito.
Nel caso della legna da ardere, il “trucco” è sempre stato nella manomissione del peso.
Manomissione che è tanto più certa, quanto più è basso il prezzo di vendita del materiale.

Quanto deve costare, allora, per essere certi di un riscontro corretto?
Stando ai parametri dell’Ufficio delle Entrate, che prevedono un ricarico del 55% rispetto all’ acquisto, ovvero, mediamente, € 85,00/ Ton più I.V.A., per il pubblico il costo al minuto del legname si dovrebbe aggirare attorno a € 150,00/ Ton, pena la non congruità dell’azienda stessa nella dichiarazione dei redditi.
Ciò, va detto, vale per le realtà che segano e spaccano autonomamente il materiale.
Chi non ha produzione, ovvero ha solo un camioncino per le consegne, non riuscirebbe mai a proporsi nei termini appena presentati.
Il problema, però, risulta proprio essere il “commerciante” che ha solo il camioncino: va a comprare il legname lavorato dai grossisti al prezzo previsto per la vendita al minuto (questi ultimi sanno benissimo che, nello specifico, possono dettare le regole del gioco con grande profitto personale: >, questo è il ragionamento di fondo) e lo propone a costi addirittura inferiori per riuscire ad abbindolare il cliente: dagli € 10,00 agli € 12,50 al quintale.
La gente, che va sempre in fiducia, al 99% ci casca alla grande e, convinta di “fare l’affare”, si fa “mettere sul groppone una barca di quintali” incredibile. Il caso più eclatante di cui sono a conoscenza si traduce nell’aver fatto corrispondere a 06 cubi di materiale sciolto un peso di 74 quintali a fronte di un dato reale di un massimo di 35 c.ca..
Il cliente che si fa abbindolare in questo modo, per la foga di dimostrare di saper fare gli affari meglio degli altri, contribuisce a porre in crisi i commercianti onesti che si accontentano del margine che riescono a ritagliarsi.
Questi soggetti, si ritrovano loro malgrado, al fine di reggere la concorrenza sleale dei furbastri sopra descritti, ad abbassare il prezzo fino a € 13,00 al quintale (questa soglia non può essere superata, pena l’adeguamento del peso dichiarato a cifre più compatibili al guadagno), cosa che comporta loro non pochi problemi con il fisco.
Così facendo e puntando molto su una grande qualità di servizio, riescono a galleggiare tra mille difficoltà.
Stando anche a quest’ultima realtà, quindi, per essere ragionevolmente sicuri della correttezza del commerciante, va verificato prima il prezzo, almeno 13,00/ 14,00 € al quintale, poi se il medesimo ha produzione propria e quanti dipendenti vanta.

Quest’ultimo punto è molto importante. Se la realtà produttiva contattata ha più stipendiati e palesi investimenti da pagare, non può mantenere un prezzo basso. Più operatori sono a suo carico e più recente è la sua attrezzatura, meno il conto può tornare, statene certi, anche a fronte di grandi fatturati.
Quelli descritti sono i fondamentali da sapere per l’acquisto di materiale sfuso segato e spaccato e per “sfuso” intendo non palettizzato.""
 
Impossibile fare paragoni con i combustibili delle prove di laboratorio in special modo la legna poco diffusa in commercio con quello standard. Non mi sembra nemmeno corretto parlare di pellet radioattivo o con vernici. Ci sono delle certificazioni che mi garantiscono la qualità del pellet e ci sono dei commercianti onesti di legna. Se partiamo da questi presupposti dovrei dubitare anche dei produttori di caldaie e termocamini certificati. Detto questo, non sono un scienziato, ma possiamo calcolare insieme le differenze. Un pellet certificato costa circa 0,30 al kg x 4,5kW e un 15% di umiditá circa, una buona legna 0,12al kg x2,5kW e un 30% di umidità. Poi bisogna considerare le rese all'acqua delle diverse macchine che si equivalgono quasi solo nelle teutoniche altrimenti siamo nei caso più fortunati al 60% dei migliori termocamini contro quasi il 90% delle pellet. I calcoli li lascio al Dott. che è bravo con excel.
 
Concordo con Stefano2010 e Biomassoso!!!!
Volevo anche ricordare che i test di rendimento effettuati e dichiarati dai vari costruttori di pentolame, sono SEMPRE fatti con i migliori combustibili e nelle migliori condizioni operative, cosa difficilmente ottenibile nella maggioranza dei casi d'utilizzo reale. E' sufficiente un condotto fumi leggermente mal dimensionato/realizzato, un combustibile con una % d'umidità più elevata, ecc, per mandare all'aria il migliore dei rendimenti!!

Saluti
 
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