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Differenza fra dimensionamento impianti


FOLLA84

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8 Ottobre 2013
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Villa di Chiavenna (SO)
Salve a tutti, chiedo scusa se mi ritrovo ad aprire un'ulteriore nuova discussione ma, da ignorante quale sono, vorrei colmare le mie (molte) lacune. (Inizio OT - devo dire che ho cominciato a frequentare il forum cercando info per utili per capire come realizzare il mio impianto, di prossima realizzazione, e pian piano mi sto appassionando sempre più agli argomenti ed alle problematiche riguardanti le varie parti di un impianto - al di fuori del mio - fine OT). Ipotizziamo un'abitazione di nuova costruzione, 100mq, ottima isolazione, serramenti di nuova concezione, impianto di riscaldamento a pavimento. A parità di edificio, (e quindi di fabbisogno energetico e di dispersioni) due dimensioni di impianto: 1- caldaia legna 25kw + puffer 1500-1600lt 2- caldaia legna 16kw + puffer 1000lt. Oltre alla maggiore autonomia fra un'accensione e l'altra, data dal maggiore accumulo di calore, quali differenze ci sono in termini pratici? (consumi? pulizia caldaia? accensioni?)
 
Mi permetto di dire la mia da inesperto, correggetemi se sbaglio.

Su 100mq ottimo isolamento una caldaia da 25kw, secondo me devi mettere molto più di 1500lt di accumulo, altrimenti la carichi sempre alla metà. Io vedrei la 16 con 1600 lt.

300mc ben isolati li scaldi con 6kw, no?

G
 
Si, non voglio sostituirmi al termotecnico, era una considerazione generale.

MP
 
Ultima modifica da un moderatore:
cmnq, se i 100 mt sono ad esempio in classe b e il riscaldamento è a termosifoni in ghisa, 1500 bastano gran poco
 
Mia opinione?? Grande potenza...... Ovviamente con puffer adeguato.....per mia esprienza io cercherei il focolare piu grande per digerire pezzi piu grandi!!! Io la legna la faccio io e non la compro....tornassi indietro metterei una 60kw SOLO PER UN DISCORSO PEZZATURA..... poi ovvio che occorre il posto....ma abito in campagna......
 
Che il dimensionamento del puffer deve essere adeguato alla potenza caldaia credo che sia abbastanza chiaro, almeno a livello di concetto. Quello che cercavo di capire è la differenza fra caldaia "piccola" con litraggio "piccolo" e caldaia "media" con litraggio "medio" :c'e solo la differenza di maggiore autonomia fra una carica e l'altra, e nessun altra differenza? (oltre alla spesa iniziale di acquisto delle parti, ovviamente). Il consumo di legna è identico? (in teoria credo di si: più cariche da poca legna contro meno cariche con più legna..ma in pratica è così?)
 
se tutto dimensionato, il consumo in rapposto alle calorie è uguale.
forse... con masse maggiori hai un pò più di dispersione, ma non quantificabile.
 
Perfetto. Riassumendo, se uno ha tempo e voglia di fare qualche accensione in più, risparmia qualche soldo inizialmente e un po' di spazio nel locale caldaia. Un'ultimo dubbio..un maggior numero di accensioni influisce sulla vita media di caldaia e puffer?
 
Le saldature non hanno nessun problema a sopportare gli sbalzi termici, se fatte bene
Considera che le caldaie italiane sono fatte di acciaio al carbonio (comunemente chiamato ferro) S235 JR, quindi senza particolari resilienze a favore dell'allungamento. le saldature delle caldaie non industriali sono single-pass saldate a MIG (filo continuo) il peggior filo in commercio ha proprietà meccaniche adatte a saldare l'S420… quindi direi che la parte più resistente delle caldaie sono le saldature..
Fonte: ME (international welding engineer) :)
 
Senza studi dedicati, da saldatore della domenica affermo che difficilmente il problema si presenta sulla saldatura stessa ma nelle immediate vicinanze, dato proprio dalle differenze di tensioni interne che si vengono a creare tra i materiali differenti e sottoposti a temperature diverse in fase di saldatura.
Ad ogni accensione della caldaia si accenderanno alcuni componenti come es. il ventilatore che avrà una tale durata in ore di lavoro, quindi meno ore lavorate più dovrebbe durare anche se il fattore tempo avrà pure la sua rilevanza.
 

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