Ciao,
ti scrivo alcune osservazioni e idee, da valutare col termotecnico.
Soluzione 1. ACS: se il solare ed il termocamino non riescono a caricare l’accumulo di ACS (poco sole e termocamino spento per esempio), anziché azionare due valvole a due vie, potresti prelevare sempre acqua dall’accumulo e integrarla nella caldaia con i kit di integrazione solare-caldaia, così sfrutti l’energia anche minima che hai accumulato. La caldaia deve essere istantanea modulante (per ACS) oppure con accumulo integrato. Riscaldamento: la presenza dello scambiatore ti consente di non sommare le potenze dei generatori. Servono ritegni o una deviatrice per collegare la pompa del lato secondario scambiatore o la caldaia all’impianto di riscaldamento. Ti serve una centralina in grado di gestire tutta la logica.
Soluzione 2. ACS: anche qui, anziché il discorso ON-OFF con le due valvole a 2 vie, potresti adottare una logica di integrazione in caldaia come nella soluzione 1. Riscaldamento: valuta su quale serpentino sia meglio collegare solare e termocamino. Chiedi al costruttore del termocamino la possibilità di installarlo a vaso aperto o chiuso. Occhio che con questa soluzione si dovrebbe effettuare la sommatoria delle potenze, purtroppo ho sentito pareri discordanti, meglio chiedere all’ufficio Inail di zona. Stesso discorso ritegni o deviatice . Ti serve una centralina in grado di gestire tutta la logica.
Soluzione 3. ACS: anche qui anziché il discorso ON-OFF con le due valvole a 2 vie, potresti integrare in caldaia come nella soluzione 1 e 2. Occhio alla somma delle potenze come prima. Idem ritegni o deviatrice. Ti serve una centralina in grado di gestire tutta la logica.
Buon lavoro
R.