Differenziali

rocco1978

New member
Salve a tutti, ho un impianto fotovoltaico da 2,97kWp, il collegamento del differenziale + magnetotermico dopo il contatore del GSE che funge anche da "generale del fotovoltaico" installato a monte del generale di casa dovrebbe avere come ingresso la rete ENEL e l'uscita andare all'inverter.
Il contrario mi dice l'installatore perchè mi ha detto che: "la corrente scorre dall'inverter verso la rete e non viceversa, si potrebbe rovinare il dispositivo.......".

Ora il differenziale magnetotermico ha un verso? è fondata questa affermazione? l'interruttore può funzionare male? (essere troppo sensibile?)

Grazie a tutti
Ciao
 
Per sezionare il cavo che va dall'inverter all'impianto di casa, credo sia superfluo mettere un differenziale, specie se questo viene installato lontano dall'inverter e vicino al contatore. Il cavo va protetto per il cortocircuito, visto che di sovraccarico in quel tratto è impossibile. l differenziale va installato per proteggere l'impianto di casa o se serve se ne monta uno all'uscita dell'inverter per proteggere da eventuali immissioni di tensioni di natura continua verso la rete (in quel caso si utilizzano differenziali tipo B).
Cmq i costruttori dichiarano come collegare i propi interruttori e spesso si può collegare ingresso e uscita indifferentemente, però nella pratica è più usuale collegare l'ingresso nella parte alta e l'uscita in quella bassa.
Ma una curiosità che dice il progetto? e il progettista?
 
Il progettista mi ha detto che in alcuni casi il differenziale con ingresso ENEL si rovinava e diventava più sensibile rispetto al suo valore. Il progetto segue le indicazioni del progettista
 
Per sezionare il cavo che va dall'inverter all'impianto di casa, credo sia superfluo mettere un differenziale, specie se questo viene installato lontano dall'inverter e vicino al contatore

Spiacente, ma il differenziale è richiesto dalla Norma. Non si può fare gli impianti secondo le proprie opinioni in materia. Gli impianti devono essere fatti secondo quanto prescrivono le norme CEi.

Saluti.

Federico
 
Concordo con Fede1975 sul discorso del differenziale, serve non solo perchè è richiesto ma anche perchè in caso di guasto (es. cavo lesionato inavvertitamente) interviene aprendo il circuito e consentendo all'interfaccia dell'inverter di cessare l'erogazione di corrente.

Se non ci fosse ti dovresti fidare e sperare unicamente nel differenziale generale di casa ammesso che sei collegato a valle perchè se sei collegato a monte .......

Per quanto rigaurda il tipo B è richiesto unicamente per inverter senza trasformatore e qualora il produttore NON dichiari che l'inverter è dotato di dispositivi per la limitazione delle componenti di continua, se il produtore fa questa dichiarazione (che io sappa la fanno tutti) il differenziale di tipo B non è obbligatorio.

L'unico inconveniente dei differenziali è che ogni tanto hanno il brutto vizio di intervenire inavvertitamente e se il cliente non se ne accorge sono guai.

Nel caso di inverter con trasformatore l'evento è molto raro e si può ovviare con un diff. a riarmo automatico (Gewiss, ABB) mentre con inverter senza trasformatore è più problematico perchè in presenza di basso irraggiamento possono immettere un pò troppe distorsioni e fare quindi intervenire più spesso il differenziale. In questi casi normalmente usiamo un tipo A affiancato ad un modulo di riarmo ABB. Usando solo il modulo a riarmo non serve a molto perchè dopo n riarmi (normalmente 3) il differenziale rimane aperto e con un AC può succedere che cià avvenga.
 
Potete dirmi dove sta scritto che il dispositivo generale deve essere MT differenziale? Io ho capito che può essere costituito da un interruttore MT che interviene sulla fase e sul neutro.
Si concordo sul fatto che se si lesiona il cavo il differenziale può proteggere, ma credo che non sia un valido motivo. Quando si installano i cavi bisogna fare attenzione a non farli lesionare e sopratutto se il cavidotto e posato male e il cavo fa fatica a passare è preferibile rifare il cavidotto piuttosto che aumentare la forza di traino che magari danneggia il cavo.

Saluti Riccardo
 
Potete dirmi dove sta scritto che il dispositivo generale deve essere MT differenziale? Io ho capito che può essere costituito da un interruttore MT che interviene sulla fase e sul neutro.
Si concordo sul fatto che se si lesiona il cavo il differenziale può proteggere, ma credo che non sia un valido motivo. Quando si installano i cavi bisogna fare attenzione a non farli lesionare e sopratutto se il cavidotto e posato male e il cavo fa fatica a passare è preferibile rifare il cavidotto piuttosto che aumentare la forza di traino che magari danneggia il cavo.

Saluti Riccardo

Sta scritto sulla 82-25 e comunque la protezione dai contatti indiretti è una prescrizione della 64-8.
Sui cavi è pacifico che occorra rispettare le condizioni di posa; il fatto che debba essere protetto o meno dipende se è in classe I o in classe II. Ma non esiste solo il cavo.

Saluti.

Federico
 
Potete dirmi dove sta scritto che il dispositivo generale deve essere MT differenziale? Io ho capito che può essere costituito da un interruttore MT che interviene sulla fase e sul neutro.
Si concordo sul fatto che se si lesiona il cavo il differenziale può proteggere, ma credo che non sia un valido motivo. Quando si installano i cavi bisogna fare attenzione a non farli lesionare e sopratutto se il cavidotto e posato male e il cavo fa fatica a passare è preferibile rifare il cavidotto piuttosto che aumentare la forza di traino che magari danneggia il cavo.

Saluti Riccardo
Il cavo era solo un esempio che mi è venuto in mente esistono tanti componenti che possono provocare contatti diretti e indiretti.

Tornando al cavo pensa soltanto al fatto che tu lo posi correttamente, fai tutte le tue cose perfettamente ma fra 5, 6, 15 anni o anche il giorno dopo il cliente pianta un quadro, zappa il terreno, ecc. ecc. e con la punta di "sbuccia" il cavo?

So bene che difficilmente i cavi li si mette ad altezza quadro e comunque non quelli del fotovoltaico ma le cause di malfunzionamento, danneggiamento possono essere moltissime e non tutte prevedibili quindi una protezione, a prescindere dagli obblighi normativi, non fa mai male considerando poi il costo tutto sommato "irrisorio" rispetto all'impianto nel suo complesso.
 
salve a tutti!
la normativa 82-25 stabilisce che il dispositivo generale possa essere un interruttore magnetotermico, mentre è la DK 5940 che stabilisce l'obbligatorietà dell'installazione di un interruttore magnetotermico come dispositivo generale.
 
Sono convinto che per la sicurezza sia necessario un differenziale, ma vorrei tornare al quesito principale ossia se il differenziale (come suggerito da riccobo) sia senza un "verso".
 
Sono convinto che per la sicurezza sia necessario un differenziale, ma vorrei tornare al quesito principale ossia se il differenziale (come suggerito da riccobo) sia senza un "verso".
Nessuno ti vieta di mettere un magnetotermico differenziale, tra le altre cose in base alla legge italiana negli impianti civili deve essere installato un interruttore differenziale.
Ripeto la CEI 82-25 è un pò generica mentre la DK 5940 specifica che il dispositivo generale sia un " interruttore con sganciatori di massima corrente" e mi pare che anche la 64-8 sia su questa linea (adesso non ricordo).
Ritornando al problema del verso del differenziale, non ho capito bene quale sia il problema.
 
La norma di riferimento è la 64-8, la 82-25 è semplicemente una guida (c'è anche scritto "Guida...."), non ha valore normativo.

Il dispositivo generale non centra niente con la sicurezza, l'Enel mica si occupa della sicurezza degli impianti altrui.

Il differenziale serve, direi quasi esclusivamente, per evitare dispersioni qualora l'isolamento delle masse dell'inverter vengano meno.
Il problema è che, soprattutto nel caso di inverter senza trasformatore, differenziali da 0,3 mA potrebbero saltare troppo spesso.
 
La norma di riferimento è la 64-8, la 82-25 è semplicemente una guida (c'è anche scritto "Guida...."), non ha valore normativo.

Il dispositivo generale non centra niente con la sicurezza, l'Enel mica si occupa della sicurezza degli impianti altrui.

Il differenziale serve, direi quasi esclusivamente, per evitare dispersioni qualora l'isolamento delle masse dell'inverter vengano meno.
Il problema è che, soprattutto nel caso di inverter senza trasformatore, differenziali da 0,3 mA potrebbero saltare troppo spesso.
Sono d'accordo, anche se sottolineo che trattandosi di impianti fv connessi in rete il riferimento principale è la DK 5940 che è conforme alla CEI 64-8.
 
Ma la DK non è un riferimento normativo, sono le regole tecniche per la connessione di un produttore alla rete nazionale.
Quindi è un riferimento tecnico, poi e ovvio che sia conforme alle norme CEI.
 
Ma la DK non è un riferimento normativo, sono le regole tecniche per la connessione di un produttore alla rete nazionale.
Quindi è un riferimento tecnico, poi e ovvio che sia conforme alle norme CEI.
Le norme CEI sono tutte regole tecniche, la DK 5940 nasce perchè la delibera AEEG 89/07 obbligava le imprese distributrici a definire regole tecniche di connessione alla rete elettrica nazionale, quindi nasce su richiesta di una delibera AEEG che a sua volta nasce su richiesta di una legge, quindi ha priorità su tutto.
Tra le altre cose, per la connessione in MT recentemente l'AEEG ha adottato per tutti la delibera CEI 0-16.
Ma cmq il problema non sussiste perchè in ogni caso le imprese distributrici hanno redatto le regole tecniche in maniera conforme alle normative CEI, è solo una questione di ordine gerarchico.
Mi sembra poi di ricordare che la legge 37/08, in sostituzione della 46/90, proprio sui differenziali introduce un conflitto di ordine gerarchico non ancora risolto.
 
Torniamo alla domanda principale.

Per me gli interruttori non hanno un "verso" di installazione, è buona tecnica e consuetudine seguire il senso della corrente, che arriva dal generatore fino al carico e quindi si entra con il cavo nella parte superiore dell'elemento e se ne esce in quella inferiore.Seguire uno standard è importante per i futuri interventi.

E' vero pero' che per un elemento posizionato a valle dell'inverter, essendo la linea in parallelo con l'impianto elettrico alimentato dalla rete enel , l'energia elettrica potrebbe arrivare anche nel senso inverso,ovvoreo dalla rete.
Rimane il fatto che nel normale funzionamento di un impianto fotovoltaico, la corrente scorre dai moduli fino al parallelo con l'impianto elettrico.
Ergo per me e' giusto, con i cavi uscenti dall'inverter, entrare nella parte superiore del differenziale e/magnetotermico o qualsiasi altro elemento ed uscire nella parte inferiore.

Norme et similia

Le regole tecniche di connessione delle imprese proprietarie delle linee di distribuzione dovrebbero essere unifcate.A garanzia di unificazione c'e' l'AEEG.Se vuoi connetterti in parallelo ad esse devi rispettarle.

Le Norme CEI , per quanto possa aver capito, non sono leggi, ma lo diventano quanto espressamente nominate da una Legge dello Stato.Ora la CEI 82-25 è nominata in una legge dello Stato.Quindi ha la stessa validità per me della CEI 64-8 e tutte le altre.
 
Il CEI è l'Ente riconosciuto dallo Stato Italiano e dall'Unione Europea preposto alla
normazione tecnica nei settori elettrotecnico, elettronico e delle telecomunicazioni.
Le norme tecniche CEI contribuiscono a definire ciò che le leggi citano come "regola dell'arte".

Preso direttamente dal sito.
 
Ti dico come la vedo io.
Una legge la puo' primulgare solo il parlamento della repubblica.Non esistono altri enti autorizzati a fare cio'. Il CEI consiglia la buona tecnica, poi il parlamento che è obbligato a legiferare in tutti i campi,non potendo essere ovviamente competente in materia , promulga una legge dove dice che bisogna fare come previsto nella norma CEI n. etc etc allora la norma CEI diventa una legge da rispettare in tutto e per tutto.Senno' rimane una guida.
 
Ti dico come la vedo io.
Una legge la puo' primulgare solo il parlamento della repubblica.Non esistono altri enti autorizzati a fare cio'. Il CEI consiglia la buona tecnica, poi il parlamento che è obbligato a legiferare in tutti i campi,non potendo essere ovviamente competente in materia , promulga una legge dove dice che bisogna fare come previsto nella norma CEI n. etc etc allora la norma CEI diventa una legge da rispettare in tutto e per tutto.Senno' rimane una guida.

Non è proprio così. La legge dice (D.P.R. 186/68) che gli impianti devono essere fatti a regola d'arte e che la rispondenza alle norme CEI rappresenta la regola dell'arte. Quindi è obbligatorio seguire le norme CEI.
Diversa cosa sono le guide (come la 82-25) che non hanno valore di norma. Ma in questo specifico caso, se vuoi accedere al conto energia, la legge (D.M 19 Febbraio 2007) dice che che l'impianto deve essere fatto seguendo i dettami della guida 82-25.

Saluti.

Federico
 
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