CITAZIONE (rrico @ 27/5/2007, 08:30)
Scusa ingegnererinaldi ma quasto non è l'argomento delle tue richieste, e poi hai posto il problema in un altro post, per favore non intasare questo... grazie..
Per fede1975......grazie e mille delle spiegazioni.
Ma della lunghezza dei cavi come se ne tiene conto? Ti dicevo che dall'inverter al locale contatori ho circa 30, metri riesco a fare il tutto con un 2,5mmq? Non avrò troppe perdite?
Si è vero, non avevo fatto caso alla lunghezza del circuito.
La norma dice che la caduta di tensione tra il punto di consegna dell'energia elettrica (contatore) e qualunque altro punto dell'impianto non superi il 4% della tensione nominale (CEI 64-8/5) art. 525.
Essendo questo un sistema di generazione e non di utilizzazione, la verifica delle cadute di tensione sui conduttori non è richiesta.
Comunque, se vuoi conoscere all'incirca le perdite delle linee, puoi utilizzare le tabelle CEI-UNEL 35023-70 che forniscono, in base alla corrente nominale (riferita ai valori standard degli interruttori automatici) e alla sezione del cavo, la lunghezza max per contenere le cadute di tensione sotto l'1%.
La potenza perduta è data dal prodotto della caduta di tensione per la corrente circolante sul circuito. La caduta di tensione a sua volta dipende dalla corrente (V=RxI), quindi in definitiva la corrente incide sulle perdite con un fattore quadratico, mentre la resistenza del cavo con un fattore lineare.
Nel caso in esame, con In=16 A, cavo da 2,5 mmq e lunghezza 60 m (andata e ritorno), siamo intorno al 7-8% di caduta di tensione. In realtà siamo sotto perché la corrente è inferiore a 16 A. Volendo contenere la caduta di tensione sotto al 4% occorre utilizzare un cavo da 6 mmq.
Saluti.
Federico