QUOTE (IIIFurlaIII @ 25/9/2006, 17:40)
mi sembra che BrightingEyes stia sottovalutando il problema.
Dici?
Io credo invece che intorno al discorso idrogeno si stia montando una precisa campagna di denigrazione, proprio allo scopo di togliere credibilità a questa metodologia di accumulo e distribuzione di energia. Questo perchè la visione dell'economia all'idrogeno promette di perpetuare una filosofia di sviluppo e benessere molto invisa a una frangia di esaltati che sognano invece la "decrescita" e la condivisione soldaristica estrema e universale come unica fonte di salvezza. Una visione del tipo "visto che siamo tutti nelle melma cerchiamo almeno di non far onda".
Non è difficile girare per la rete e trovare perle di questo livello :
http://www.kensan.it/articoli/La_bufala_de..._a_idrogeno.php
Dalle firme si capisce che non è nemmeno una boutade della domenica del centro socio-parrocchiale di turno.
Riassumendo molto le critiche sono:
1) L'idrogeno è un vettore non una fonte.
2) Per produrlo lo si fa dal metano. E' molto più conveniente bruciare il metano direttamente.
3) Lo si può produrre anche dal carbone. E' molto più conveniente bruciare direttamente il carbone.
4) Alla produzione da fonti rinnovabili viene dedicato uno striminzito paragrafo che conclude : "Tenuto conto però che, ragionevolmente, queste fonti potranno al più fornire solo una parte dell'attuale fabbisogno energetico mondiale, è possibile verificare che l'elettricità così prodotta sarebbe utilizzata in maniera più efficiente, cioè con minore spreco, immettendola direttamente nella rete elettrica piuttosto che non immagazzinandola nel nostro «secchio bucherellato»."
Proviamo a rispondere anche se non possiamo fregiarci del titolo di "scienziati":
1) Ok, è assodato. Il commento a questa verità io lo affiderei ormai all'opinionista capo cherokee di 610 (trasmissione di Raidue) che risponde al nome di "Esticatzi" se non erro.
2) Questo è vero, infatti nessuno al mondo che disponga di una centrale termoelettrica usa il metano per farci l'idrogeno da bruciare in centrale. Se qualcuno avanzasse questa idea glielo sconsiglierei.
3) Vedi punto 2.
4) Questo è un punto nodale. Se non si capisce questo discutere di idrogeno è del tutto inutile. Provo a sviluppare il concetto con termini accessibili a scienziati e comuni mortali.
Tutti noi, dotati di neuroni funzionanti, siamo ovviamente preoccupati delle prospettive energetiche. Il picco di estrazione del greggio nelle ipotesi più ottimisitiche è tra il 2010 e il 2015. Pensando a una fornitura in calo dei fossili (petrolio e gas il cui picco sarà di poco successivo) resta l'uso del carbone, che si adotterà, del nucleare, per quello che può e non è tantissimo al momento, e delle FER (Fonti di Energia Rinnovabili)
Tralasciamo sportivamente il fatto che proprio gli "scienziati" di cui sopra e i loro fans sono tra i massimi nemici di carbone e nuke. Occupiamoci solo di FER.
Le FER potrebbero dare un buon contributo, anche senza i sogni utopici del 100% di rinnovabili.
Le FER hanno alcuni problemi che ne limitano la diffusione. Il costo è il più gettonato, ma è un problema falso. Il costo va sempre messo in relazione alla disponibilità del cliente a pagare e al costo della concorrenza. L'eolico ormai è conveniente, il FV lo sarà a breve.
Il VERO problema delle FER è un'altro, cioè l'ALTERNANZA della produzione. Il FV per produrre ha bisogno del sole, l'eolico del vento. Serve allora un sistema per ACCUMULARE l'energia (gratuita ricordiamolo!) fornita da sole e vento.
L'idrogeno trova la sua ragione di essere principalmente in questa prospettiva. E permette di sognare una nuova forma di società del tutto diversa dall'attuale e molto migliore a detta di molti. Non tutti "scienziati" però c'è da ammettere.
Per completezza, non si tratta solo di un problema di quando usare l'energia, ma anche di un problema di struttura di rete di trasporto elettrica. La rete strutturalmente non sopporta un carico superiore al 15% - 20% di energia alternante e già ora, il solo eolico pianificato in costruzione è vicino a saturare questa quota. Questo aspetto viene sistematicamente trascurato da tutti e solo pochi veri scienziati preparati lo mettono in evidenza :
http://www.aspoitalia.net/images/stories/c...oiantejul06.pdf
I sistemi di accumulo di grandi quantità di ee si riducono a 1) pompaggio nelle centrali idro 2) accumulatori chimici (batterie) 3) idrolisi e accumulo di idrogeno.
Il primo punto è giò sfruttato al amssimo. Il secondo è fattibile, ma con non pochi problemi di tencologia e possibile inquinamento.
Cosa Resta? E cosa resta delle prosopeiche teorie sulla "non-convenienza" di fare idrogeno dalle FER perchè è meglio usare subito l'ee direttamente? Per me poco, poi ognuno è libero di farsi le proprie opinoni, ma conoscendo TUTTI i fatti, non solo il secchio bucato.
Una volta stabilito l'annichilente verità che noi faremo idrogeno perchè ci servirà per accumulare energia altrimenti sprecata al 100% anche se il farlo ci costerà il 50% di quell'energia (e sarà molto meno del 50%) e non tanto per farlo, c'è spazio per altre considerazioni sull'utilità dell'idrogeno.
La produzione elettrica è solo il 35% delle necessità totali energetiche di una nazione civilizzata. C'è poi il grosso campo dei carburanti per autotrazione. I vantaggi di un carburante che non produce inquinamento nè nella fase di produzione, nè in quella di utilizzo, sono veramente da spiegare? Gli sforzi enormi di industria pubblica e privata euroamericana nelle celle a combustibile sono davvero da ripensare alla luce di questi dotti "dubbiosi" col Manifesto in tasca e la Rivoluzione in testa? Ma siamo seri per favore.
Sia chiaro, è questione di scelta. Se scegliamo di rinunciare è ovvio che l'idrogeno non serve. Il problema di fondo è che le analisi che si concludono con gli appelli a "uno sforzo collettivo verso l'elaborazione di un nuovo concetto dello sviluppo, che non sia basato sulla continua crescita economica, cioè sul continuo aumento quantitativo delle merci, dei prodotti e dei consumi." tralasciano sempre di spegare, con la stessa puntigliosità con cui individuano i difetti del sistema, che cosa realmente comportano i nuovi concetti. Si resta in un fumoso limbo di "altre possibilità" mai chiaramente spiegate. Boh.
Spero che la mia analisi sia chiara. Di certo non sottovaluta nulla.