ok.. questo per quel che riguardo l'interfacciamento verso ENEL ... cercavo qualcosa di piu' completo , Tipo inserzioni dei vari strumenti zerovoltmetro o/e sincronoscopio , ta , tv , manovre di parallelo automatiche , ecc ecc...
Ciao,ti rispondo qui', il problema é che la normativa Enel DK 5940 riquardante il parallelamento con la rete nazionale impone dei dispositivi di "interfaccia" che servono solo per la protezione della rete enel e non per il sincronismo automatico o protezione alternatore ecc, ovviamente il resto come voltimetri,amperometri e frequenzimetro ci saranno gia' nel quadro della turbina,per piccole potenze e tensioni basse TA e TV non servono,forse i-o TA per l'amperometri-o se monofase o trifase,per il controllo sincronismo ci pensa il dispositivo di interfaccia, se va fuori frequenza e di conseguenza tensione lui stacca il parallelo,il problema é che se lo vuoi automatizzare dovrai dotare la turbina di un controllo sulla portata automatico,le zavorre sono da escludere servono solo per il funzionamento in isola con alternatore sincrono o asincrono auto eccitato, (la Dk5940 lo vieta per il parallelamento in BT) puoi solo utilizzare asincroni non auto eccitati o interporre un inverter costosissimo AC>AC omologato,lo sconsiglio vivamente,per impianti cosi, é meglio utilizzare un asincrono,per il parallelo di un alternatore puoi optare per due modi,ma dipende dalla potenza dell'alternatore scegliere quello giusto,per un alternatore piccolo e di conseguenza turbina piccola con un motore asincrono NON autoeccitato lo puoi alimentare ,lui gira e fa girare la turbina a vuoto, apri l'acqua e dai coppia all'alternatore,se apri troppo va fuori sincronismo e il dispositivo di interfaccia apre e lo disalimenta, prima di cio'di solito un motore quando alimentato tende a frenare fino ad un certo punto quando si da ulteriore coppia all'albero, e fa l'opposto se lo si frena ovviamente dato che é un motore,facile.....
Per impianti grossi invece si porta la turbina a velocita' prossima al sincronismo di rete,per fare cio' dato che gli alternatori sono asincroni bisogna prima eccitarli,nelle grosse centrali utilizzano due sistemi,il primo e piu utilizzato prendono la tensione di rete gia' disponibile e la trasformano e raddrizzano per fornire la tensione di ecitazzione esterna in modo che l'alternatore fornisca tensione di riferimento in isola, dopo che la turbina é partita ed é prossima alla velocita di sincronismo si regola la tensione continua di ecitazzione fino a che l'alternatore fornisce tenzione e frequenza uguale alla rete,ovviamente per verificate cio' bisogna osservare i vari voltimetri e frequenzimetri o se a disposizzione in alternativa zerovoltmetro o sincronoscopio (loro due fanno la stessa funzione tra loro),il sincroscopio pero' é piu utile dato che ci indica visivamente se l'alternatore é piu veloce o piu lento e velocizza la manovra di parallelamento ma non sono comunque strumenti indispensabili,si possono utilizzare anche soltanto e semplicemente tré spie "lampadine"che supportino il doppio della tensione di rete cosi abbiamo fatto un sincronoscopio a luce rotante!!! (di sincroscopi esistono anche con indicarore a lancetta"rotante meccanico")facile..... quando l'alternatore é sincronizzato si chiude l'interuttore di parallelo,anche se l'alternatore non ha una velocità rigorosamente uguale a quella che compete alle frequenze di rete, dopo la chiusura dell'interruttore l'alternatore si mette senz'altro in marcia sincrona con con la rete.
L'altro metodo di ecitazzione consiste in un alternatore picollo,generatore rotante senza spazzole (brushless) trifase e sucessivamente raddrizzata la tensione in uscita,questo piccolo alternatore é chiamato (alternatore ausiliario di eccitatrice) ed é accoppiato all'albero di trasmissione della turbina, il resto é uguale.
Stessa cosa si puo' fare per una piccola turbina idroelettrica con alternatore asincrono a partto che dopo il parallelamento si stacchino contemporaneamente i condensatori di eccitazione !! ma in monofase é un casino dunque ti conviene scegliere se la turbina funzionera' prevalentemente in isola alimentando magari solo le luci e riscaldamento elettrico di acqua ecc ed il resto della casa sotto la rete o se la turbina dovra' funzionare in paralleo (max 6kw in monofase), le cose si complicano con il parallelo perché i parametri di tensione e frequenza sono rigorosissimi se la turbina soffre di sbalzi repentini a causa del variare dellaportata il dispositivo di interfaccia continuera ad intervenire stesdsa cosa se la rete enel dalle tue parti e di qualita'scadente con sbalzi o microinteruzzioni anche impercettibili ecc causate da industrie nelle vicinanze ecc, io ti consiglio di lasciar perdere il parallelamnento almeno all'inizzio poi dopo che ti se fatto le ossa magari dopo aver fatto domanda e chiesto ad un tecnico ing responsabile di zona dell'enel che cosa ti conviene fare dopo aver visionato il tutto
Ciao
Edited by buran001 - 28/9/2006, 00:17