Ciao...
...dunque....mhh...questo sarebbe argomento della sezione "manuali uso forum"...cmque:
Qualcuno ha già scritto che il led è un diodo...e mi associo...come diodo però lo è ...del kaiser! Di solito il maggior uso dei diodi è come "rettificatore". In tal caso quando polarizzati dirtettamente devono conportarsi quanto più possibile come un corto..invece presentano una piccola caduta, la "Vf" di solito su 0,5-1V (dipende dalla corrente...)
I led mostrano lo stesso comportamento, solo che la caduta va da 1,6 a oltre 2,5V (dipende moltissimo dal "colore", oltre che ovviamente anche dalla corrente).
Quindi
UNO) dato un colore bisogna vedere sulle caratteristiche il valore di tensione diretta INDICATIVO (es rosso 1,6, verde 1,8, bianco 2,5) in modo da calcolare quanti LED si possono mettere in serie con la tensione a disposizione (la somma delle cadute sui LED dovrà sempre essere MINORE al valore minimo della tensione disponibile)
Qualcuno ha già scritto che il diodo presenta una certa curva..ecc.
Conduzione: questo è un termine "normalizzato". Si definisce un certo "confine": al di qua è interdetto al di la conduce. In realtà quel che succede è che inizialmente per parecchie centinaia di millivolt di polarizzazione diretta non succede gran che...la corrente sale di qualche micro o pico ampere....non si vede niente ecc ecc.
Poi ad un certo punto (nei pressi della famigerata Vf...) la corrente inizia a salire molto più bruscamente al salire dei millivolt ai capi del LED...si arriva sul bordo della cascata!! (C'è una specie di... ginocchio )... Contemporaneamente il led si inizia a "vedere" e la luminosità aumenta in modo abbastanza proporzionale alla corrente...tuttavia pochi millivolt comportano ora variazioni di decine, talvolta centiania, di milliamper (e luminosità nonche potenza dissipata relativi)
DUE è la corrente che si deve controllare per controllare la luminosità: se troppo bassa non si vede una cippa, se troppo alta si illumina di immenso e poi fa "puff" per la troppa dissipazione...talvolta passando prima tra vari colori..tipo la faccia di Fantozzi dopo aver mangiato i peperoncini superpiccanti. Quindi un alimentatore in tensione con qualcosa che ragiona in corrente non va molto daccordo....
PROBLEMINO DEL GIORNO io so a che corrente far lavorare il...i LEDs..so le cadute che si hanno su ognuno ..li metto in serie e li attacco ad un alimentatore variabile settato propio sulla somma di tutta la catena di led ..grande kakkiata.
TRE la caratteristica del led data dal costruttore è appunto...caratteristica....Non sono pezzi meccanici (di alta precisione)..tra un lotto ed un altro si possono avere certe differenze...così la "Vf" può variare di qualche millivolt....ma sappiamo (se avete letto sopra) che pochi millivolt di variazione nella zona di conduzione comportano molti milliampere in più e in meno: ES ho due led con caratteristica Vf=2,5V a If=10mA. Dal grafico Vf/If vedo anche che a 2,6V si hanno If=20mA (e il costruttore mi dice che è sopportabile x breve periodo) e a 2,4V si ha If=1mA (praticamente spento) (NB sono dati inventati x fare l'esempio).
Li metto in serie e li collego secchi a 5V...Peccato che sono di un lotto riuscito con una conduzione reale di 150mV più in su....quindi 2,5+0,15=2,65V e If nominale 10mA; 2,4+0,15=2,55 e If 1mA (prat. spento) e 2,6+0,15=2,75V e 20mA (dopo poco si brucia). Ora cosa succede con i nostri 5V?
Risposta: sicuramente non si brucia (2,75 x 2...visto che sono 2 led in serie =5,5Vmax)...però è anche vero che non si accende: 2,55x2=5,1 per 1mA..con 5V passa molto meno di 1mA (che già qua è praticamente spento)
Prendo altri 2 led...peccato che sono con tolleranze tutte nell'altro senso (-150mV) cosa succede? con 2,6-0,15=2,45V si hanno già i 20mA...quindi 2 led fa 4,9V e con 5 passano ben oltre i 20mA.
BENE! allora seleziono i led e li adatto all'alimentatore, oppure adatto quest'ultimo ai led in mio possesso. Perfetto! Non fa una piega. Esempio nel primo caso uso un alimentatore da
5,3V e nel secondo un alimentatore da 4,7V......PECCATO PERÒ CHE LA VF VARIA ANCHE ....per esempio....CON LA TEMPERATURA!
Quindi il tutto va bene a 25 gradi ma esplode a 40.....Questi gradi non sono quelli di agosto, ma magari è la temperatura a cui si porta l'interno del led dopo 10 minuti di funzionamento...quindi NON NE USCIAMO.
La soluzione SEMPLICE sta nell'uso di una piccola resistenza e magari nell'uso di una alimentazione lievemente più alta..per esempio la massima di 5,3 del caso precedente o magari qualche cosa in più (esempio 5,5-6V).
Da questa tensione si calcola la resistenza per avere sul led il nominale "Vf" (2,5 nell'esempio e con la corrente nominale cioè 2,5 x 2 led=5V; caduta su R =6V-5,5=0,5V; valore R=0,5/10mA=50ohm (47 vanno benissimo...) Cosa succede se il led è 2,65 a If=10mA...bene tenderà a passare meno corrente, sulla R cadrà un po meno e quindi "compenserà" in parte rendendo a disposizione una maggiore tensione che tende a far salire un po la corrente.
Cosa succede se i leds sono 2,35? Tenderà a passare più corrente, ma allora su R cade di più e si avrà a disposizione una tensione minore che tende a far diminuire un po questa corrente.
Quindi la resistenza è un ottimo e semplice sistema per compensare la dispersione di caratteristiche e la variazione delle stesse durante il funzionamento.
Quanto è la compensazione dipende dalla resistenza. Si può velocemente calcolare che tanto più è alta la tensione iniziale rispetto alla serie dei led, tanto più insensibile è il circuito alle variazioni. Tuttavia sulla resistenza c'è uno spreco maggiore.
Da notare che l'uso della resistenza di un certo valore protegge anche da variazioni della sorgente per esempio come sulla batteria auto: metto 3 (o max 4) led bianchi in serie e calcolo la resistenza per 12V (motore spento e bat un po scarica)...sono sicuro che a motore acceso (14V) non si fuma niente
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Tensione inversa. Anche qua: un diodo in inversa dovrebbe essere un aperto...e continuare ad esserlo per un bel po di volt inversi. Il led invece non regge molto. Dopo pochi volt di inversa (tipo 5) si distrugge. Questo è un dato importante se l'impiego è fatto su tensioni alternate (esempio una moto con solo alternatore) o comunque affette da impulsi di tensione negativi rispetto il normale andazzo.
In tal caso o si mette un "vero" diodo in ingresso (meglio un ponte diodi se V alternata, così i led si accendo per tutte e due le fasi) o si protegge con zeners o diodi in inversa ai capi dei leds (qua però la resistenza si ciuccia la corrente inversa e va opportunamente dimensionata)
Un ultimo avviso
Se non stiamo parlando di led speciali (1W ecc.) generalmente 20mA CONTINUI sono già tanti....
Ciao
Edited by gattmes - 31/10/2006, 18:18